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Leggi un estratto dal libro "Origin"

di Dan Brown 2 mesi fa


Leggi un estratto dal libro "Origin"

Leggi un capitolo estratto dal nuovo libro di Dan Brown, una nuova incredibile sfida per il professore di simbologia Robert Langdon

Tra i due uomini dentro la spirale era sceso il silenzio.

"Ho bisogno del tuo consiglio... temo che da questo possa dipendere la mia vita."

Le parole di Edmond erano come sospese nell'aria, grevi, e Langdon colse un'inquietudine negli occhi dell'amico. «Edmond, cosa succede? Stai bene?»

Le luci sopra di loro si smorzarono e si riaccesero di nuovo, ma Edmond le ignorò. «È stato un anno straordinario per me» esordì. La sua voce era un sussurro. «Ho lavorato da solo a un grosso progetto che ha portato a una scoperta rivoluzionaria.»

«Sembra fantastico.»

Kirsch annuì. «E infatti lo è, e le parole non possono descrivere quanto io sia eccitato all'idea di annunciarla al mondo questa sera. Porterà un cambiamento di paradigma nelle teorie scientifiche. E non esagero se ti dico che avrà ripercussioni paragonabili a quelle della rivoluzione copernicana.»

Per un attimo, Langdon pensò che stesse scherzando, ma l'espressione di Edmond era mortalmente seria.

"Copernico?" Edmond non aveva mai brillato per umiltà, ma la sua affermazione sembrava davvero eccessiva. Niccolò Copernico era il padre del modello eliocentrico, la teoria secondo la quale i pianeti ruotano intorno al Sole. Nel Cinquecento aveva dato inizio alla rivoluzione scientifica che avrebbe spazzato via gli insegnamenti della Chiesa secondo i quali l'umanità era al centro dell'universo di Dio. Per tre secoli la Chiesa aveva osteggiato la sua scoperta, ma ormai il danno era fatto e il mondo non era stato più lo stesso.

«Vedo che sei scettico» disse Edmond. «Saresti più possibilista se dicessi Darwin?» Langdon sorrise. «Non cambierebbe nulla.»

«D'accordo. Lascia che ti chieda una cosa: quali sono le due domande fondamentali che l'umanità si è posta nel corso della sua storia?»

Langdon ci rifletté su. «Be', potrebbero essere: "Com'è cominciato tutto? Da dove veniamo?".»

«Esatto. E la seconda è complementare a questa. Non "da dove veniamo", ma...»

«"Dove andiamo?"»

«Sì! Questi due misteri stanno al centro dell'esperienza umana. Da dove veniamo? Dove andiamo? La creazione e il destino dell'uomo.» Lo sguardo di Edmond si fece più intenso mentre fissava con impazienza l'amico. «Robert, la scoperta che ho fatto... risponde in maniera molto chiara a entrambe le domande.»

Langdon stava cercando di dare un senso alle parole di Edmond e alle loro esaltanti implicazioni. «Non so cosa dire...»

«Non devi dire nulla. Spero che io e te riusciremo a trovare il tempo di discuterne a fondo dopo la presentazione di questa sera, ma ora devo parlarti del lato oscuro di questa faccenda... le potenziali conseguenze della mia scoperta.»

«Pensi che ci saranno ripercussioni negative?»

«Senza dubbio. Rispondendo a queste domande, mi sono messo in conflitto diretto con secoli di consolidati insegnamenti religiosi. I temi della creazione e del destino dell'uomo sono tradizionalmente dominio della religione. Io ho osato invaderlo, e alle religioni del mondo non piacerà quello che sto per annunciare.»

«Interessante» rispose Langdon. «È per questo che l'anno scorso a Boston, a pranzo, hai passato due ore a tormentarmi con domande sulla religione?»

«Sì. Ricordi cosa ti avevo promesso? Che nel corso della nostra vita i miti religiosi sarebbero stari praticamente demoliti dalle scoperte scientifiche.»

Langdon annuì. Era difficile dimenticarlo. L'audace affermazione di Kirsch gli era rimasta impressa parola per parola nella mente. «Certo. E io ti ho risposto che la religione era sopravvissuta alla scienza per millenni, che aveva avuto un ruolo importante nella società, e che avrebbe potuto evolversi ma non morire.»

«Esattamente. E io ti ho detto che avevo trovato il mio scopo nella vita: usare le verità della scienza per sradicare i miti della religione.»

«Sì. Parole molto forti.»

«E tu le hai messe in dubbio, Robert. Mi hai detto che ogni volta che avessi incontrato una "verità scientifica" che minava i principi della religione, avrei dovuto discuterne con uno studioso di religione. Speravi che avrei capito che spesso scienza e religione cercano di raccontare la stessa storia ma lo fanno con due linguaggi differenti.»

«Me lo ricordo bene. Scienziati e spiritualisti a volte usano termini diversi per descrivere esattamente gli stessi misteri dell'universo. Spesso i conflitti sono sulla semantica, non sulla sostanza.»

«Be', ho seguito il tuo consiglio» disse Kirsch «e mi sono consultato con alcuni capi religiosi in merito alla mia ultima scoperta.»

«Ah, sì?»

«Conosci il Parlamento delle religioni del mondo?»

«Certo.» Langdon ammirava i suoi sforzi per promuovere il dialogo interreligioso.

«Il caso ha voluto che quest'anno il parlamento tenesse il suo incontro vicino a Barcellona, all'abbazia di Montserrat, a un'ora da casa mia.»

"Luogo spettacolare" pensò Langdon, che aveva visitato il santuario sulla montagna parecchi anni prima.

«Quando ho saputo che si sarebbe svolto nella stessa settimana in cui io avevo in programma di fare questo importante annuncio scientifico, non so, io...»

«li sei chiesto se potesse essere un segno di Dio?»

Kirsch rise. «Qualcosa del genere. E così li ho chiamati.»

Langdon era stupito. «Hai tenuto un discorso davanti all'intero parlamento?»

«No! Troppo pericoloso. Non volevo che si sapesse di questa scoperta prima che potessi annunciarla io stesso, e quindi ho chiesto un incontro con tre di loro: un rappresentante della cristianità, imo dell'islam e uno dell'ebraismo. Ci siamo incontrati in privato, nella biblioteca.»

«Sono sbalordito che ti abbiano fatto entrare in quel luogo» disse Langdon, sorpreso. «Ho sentito dire che è consacrato.»

«Ho detto loro che mi serviva un luogo sicuro, senza telefoni, telecamere, orecchie indiscrete. Mi hanno portato in biblioteca. Prima di dire qualunque cosa ho chiesto loro di fare voto di silenzio. Hanno accettato. Fino a questo momento sono gli unici a sapere della mia scoperta.»

«Affascinante. E come hanno reagito quando gliene hai parlato?»

Kirsch parve imbarazzato. «Forse non ho gestito la cosa nel migliore dei modi. Tu mi conosci, Robert. Quando mi infervoro, dimentico la diplomazia.»

«Sì, ho letto da qualche parte che ti farebbe bene un corso accelerato di tatto» disse Langdon con una risata. "Proprio come a Steve Jobs e a molti altri geni visionari come lui."

«E così, fedele alla mia natura franca e diretta, ho cominciato l'incontro dicendo loro semplicemente la verità... e cioè che avevo sempre considerato la religione come una forma di illusione di massa e che, in quanto scienziato, trovavo difficile accettare il fatto che miliardi di persone intelligenti vi si affidassero per farsi guidare e confortare. Quando mi hanno chiesto perché mi stessi consultando con persone per le quali evidentemente nutrivo poco rispetto, ho risposto che ero lì per valutare la loro reazione alla mia scoperta, così da avere un'idea di come sarebbe stata accolta dai credenti di tutto il mondo quando l'avessi resa pubblica.»

«Diplomatico come sempre» osservò Langdon con una smorfia. «Lo sai che certe volte la sincerità non è la politica migliore?»

Kirsch liquidò l'osservazione con un gesto della mano. «Le mie idee sulla religione sono ampiamente note. Pensavo avrebbero apprezzato la franchezza. In ogni caso, dopo questo preambolo, ho esposto loro il mio lavoro, spiegando in dettaglio cosa avevo scoperto e come questo cambiava tutto. Ho persino tirato fuori il mio telefono e mostrato loro un video che, devo ammettere, è assai sorprendente. Sono rimasti senza parole.»

«Qualcosa devono avere pur detto» ribattè Langdon, sempre più curioso di sapere cosa potesse aver scoperto Kirsch.

«Speravo in un confronto, ma il cristiano ha messo a tacere gli altri due prima che potessero dire una sola parola. Mi ha esortato a riconsiderare la mia decisione di rendere pubblica quell'informazione e io gli ho risposto che mi sarei preso un mese per riflettere.»

«Ma la annuncerai stasera.»

«Lo so. Ho detto loro che mancavano ancora parecchie settimane al mio annuncio perché non si facessero prendere dal panico e non cercassero di interferire.»

«E quando verranno a sapere della presentazione di stasera?» chiese Langdon. «Non saranno contenti. Uno di loro in particolare.» Kirsch guardò Langdon negli occhi. «Il religioso che ha organizzato il nostro incontro è il vescovo Antonio Valdespino. Hai mai sentito parlare di lui?»

Langdon si irrigidì. «È di Madrid?»

Kirsch annuì. «Proprio lui.»

"Probabilmente non è l'interlocutore più adatto per l'ateismo radicale di Edmond" pensò Langdon. Valdespino era una figura molto influente nella Chiesa cattolica spagnola, noto per le sue idee fortemente conservatrici e per il grande ascendente sul re di Spagna.

«Ha ospitato Valdespino il parlamento, quest'anno» proseguì Kirsch «ed è per questo che mi sono rivolto a lui perché organizzasse un incontro. Si è offerto di parteciparvi, e io gli ho chiesto di coinvolgere anche rappresentanti della religione islamica ed ebraica.»

Le luci si abbassarono di nuovo.

Kirsch fece un respiro profondo, poi proseguì sottovoce. «Robert, il motivo per cui volevo parlarti prima della mia presentazione è che mi serve il tuo consiglio. Voglio sapere se, secondo te, il vescovo Valdespino è pericoloso.»

«Pericoloso?» ripetè Langdon. «In che senso?»

«Quello che gli ho mostrato costituisce una minaccia per il suo mondo, e io voglio sapere se, a tuo parere, lui può costituire un pericolo per la mia incolumità fisica.»

Langdon scosse la testa senza pensarci un attimo. «No, impossibile. Non so cosa tu gli abbia detto, ma Valdespino è una colonna del cattolicesimo spagnolo, e i suoi legami con la famiglia reale spagnola fanno di lui un personaggio estremamente influente... ma è un prete, non un sicario. Esercita un potere politico. Potrebbe predicare contro di te, ma trovo molto difficile credere che possa rappresentare un pericolo concreto per te.»

Kirsch non sembrava convinto. «Avresti dovuto vedere il modo in cui mi guardava quando ho lasciato Montserrat.»

«Ci credo, sei entrato nella biblioteca consacrata del monastero e hai detto a un vescovo che il suo intero sistema di valori è tutta un'illusione!» esclamò Langdon. «Cosa ti aspettavi? Che ti offrisse un tè con i pasticcini?»

«No» ammise Edmond «ma neppure che mi lasciasse un minaccioso messaggio vocale dopo il nostro incontro.»

«Il vescovo Valdespino ti ha chiamato?»

Kirsch infilò una mano sotto la giacca di pelle e tirò fuori uno smartphone insolitamente grande. Aveva una cover turchese a motivi esagonali ripetuti che Langdon riconobbe come il famoso decoro per piastrelle disegnato dall'architetto modernista catalano Antoni Gaudi. «Ascolta» disse premendo un tasto e tenendo il telefono alzato.

Dall'altoparlante uscì la voce brusca e gracchiante di un uomo anziano che parlava in tono severo e mortalmente serio:

Signor Kirsch, sono il vescovo Antonio Valdespino. Come lei sa, ho trovato il nostro incontro di stamattina profondamente inquietante... e come me i miei due colleghi. La esorto a chiamarmi immediatamente in modo che possiamo discutere ulteriormente dei pericoli connessi alla diffusione di questa informazione. Se non mi telefonerà, sappia che io e i miei colleghi prenderemo in considerazione un annuncio preventivo per diffondere la sua scoperta, riformularla, screditarla e tentare di contrastare il danno immenso che lei sta per causare al mondo intero... danno che evidentemente lei non ha calcolato. Attendo la sua chiamata e le suggerisco vivamente di non mettere alla prova la mia determinazione. Il messaggio terminò.

Langdon doveva ammettere di essere rimasto allibito dal tono aggressivo di Valdespino, ma quel messaggio vocale anziché spaventarlo non aveva fatto altro che aumentare la sua curiosità per l'imminente annuncio. «E tu come hai risposto?»

«Non ho risposto» disse Edmond, facendo scivolare il telefono in tasca. «L'ho presa come una minaccia priva di fondamento. Ero sicuro che volessero tenere nascosta la mia scoperta, non renderla pubblica. E poi sapevo che mandando in onda la presentazione questa sera li avrei colti di sorpresa, quindi non ero troppo preoccupato di una loro azione preventiva.» Si interruppe, guardando Langdon. «Ora, però... non so, c'è qualcosa nel tono della sua voce... Non riesco a togliermelo dalla testa.»

«Temi di essere in pericolo qui? Stasera?»

«No, no, la lista degli invitati è stata controllata a fondo e questo edificio ha un ottimo servizio di sicurezza. Sono più preoccupato per quello che accadrà una volta che avrò reso pubblica la mia scoperta.» Edmond parve improvvisamente dispiaciuto di aver tirato in ballo l'argomento. «Sono uno sciocco. È solo l'agitazione prima dello spettacolo. Ma volevo sapere cosa ti dice il tuo istinto.»

Langdon osservò l'amico con crescente preoccupazione. Edmond era insolitamente pallido e teso. «Il mio istinto mi dice che Valdespino non ti farebbe mai del male, per quanto tu lo abbia fatto arrabbiare.»

Le luci si abbassarono di nuovo, questa volta con insistenza.

«Okay, ti ringrazio.» Kirsch guardò l'ora. «Adesso devo andare, ma possiamo vederci dopo? Ci sono degli aspetti di questa scoperta di cui vorrei discutere con te.»

«Certamente.»

«Perfetto. Dopo la presentazione ci sarà una gran confusione, quindi abbiamo bisogno di un luogo appartato in cui poter parlare.» Edmond prese un biglietto da visita e cominciò a scrivere sul retro. «Finito l'evento, chiama un taxi e consegna questo biglietto al tassista. Qualunque autista del posto saprà dove portarti.» Porse il biglietto a Langdon.

Langdon si aspettava di trovare l'indirizzo di un albergo o di un ristorante, invece vide quella che sembrava più una parola in codice.

«Scusa, devo consegnare questo a un tassista?»

«Sì. Lui saprà dove andare. Avvertirò gli uomini della sicurezza del tuo arrivo, e cercherò di raggiungerti appena possibile.»

"Gli uomini della sicurezza?" Langdon aggrottò la fronte, perplesso, chiedendosi se BIO-EC346 fosse il nome in codice di un qualche strano club di scienziati.

«È un codice semplicissimo, amico mio» disse Edmond facendogli l'occhiolino. «Tu, più di ogni altro, dovresti essere in grado di decifrarlo. A proposito, perché tu non sia colto alla sprovvista, ti avverto che avrai una parte nel mio annuncio di questa sera.»

Langdon rimase sorpreso. «Che parte?»

«Non ti preoccupare. Non dovrai fare nulla.»

Con quelle parole, Edmond Kirsch si diresse verso l'uscita della spirale. «Devo correre dietro le quinte, ma Winston ti guiderà di sopra.» Si fermò un attimo e si voltò. «Ci vediamo dopo l'evento. E speriamo che tu abbia ragione sul conto di Valdespino.»

«Edmond, rilassati e concentrati sulla tua presentazione. Non corri alcun pericolo da parte di quei religiosi» lo tranquillizzò Langdon.

Kirsch non sembrava troppo convinto. «Potresti cambiare idea, Robert, quando sentirai quello che sto per dire.»

Origin

Dan Brown

Il protagonista di Origin è Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa, già reso famoso dai maggiori successi di Dan Brown (Il Codice Da Vinci, Angeli e Demoni, Il simbolo perduto, Inferno) e dai film...

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