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Le valigie di Maui - Estratto da "Il Viaggio di Maui"

di Francesca Tuzzi, Giovanna Garbuio, Rodolfo Carone 3 settimane fa


Le valigie di Maui - Estratto da "Il Viaggio di Maui"

Leggi un estratto dal libro di Giovanna Garbuio, Rodolfo Carone e Francesca Tuzzi, un'opera per tutte le età che insegna le basi per vivere in armonia e in pace

Maui nonostante tutta la gioia, la beatitudine e la Luce che lo circondavano e lo pervadevano, sentiva dentro di sé una leggera ma crescente insoddisfazione. Siccome tutti gli Aumakua in Lani-keha si Amavano dell'Amore più puro, per lui Amare ed essere Amato era una cosa talmente normale che ormai la dava per scontata. Era parte del suo stesso respiro: inspirava ed espirava Amore continuamente.

Era tutto talmente normale, ovvio e scontato che Maui, in fondo al cuore, provava una certa frustrazione per non apprezzare davvero l'Amore che quotidianamente riceveva e donava. Maui sapeva (in Lani-keha tutti sanno tutto, perché tutti condividono tutto) che per imparare ad apprezzare l'Amore avrebbe dovuto privarsene... Doveva spegnere parte di tutta quella Luce per riuscire a riconoscere quanto lui fosse luminoso: in mezzo a tutto quel bagliore Amorevole, proprio non riusciva a vedersi! Sapeva anche che per spegnere la luce avrebbe dovuto intraprendere un viaggio pieno di avventure.

Ogni avventura sarebbe stata un'esperienza che avrebbe condiviso con gli altri amici Aumakua e che lo avrebbe aiutato a capire più profondamente l'importanza dello spirito di Aloha.

Quando un Aumakua decide di viaggiare, per prima cosa prende un po' della sua luce, ci gioca per qualche attimo e la fa diventare un arcobaleno. Creato l'arcobaleno, l'Aumakua lo indirizza dalla parte in cui vuole andare e poi lo utilizza come uno scivolo per raggiungere il posto desiderato.

Bisogna sapere che quando un Aumakua inizia la sua avventura, non se ne va mai interamente. Una parte di lui resta sempre in Lani-keha e rimane collegata a un'estremità di una corda Aka molto spessa, così in verità resta sempre accanto a tutti i suoi amici Aumakua in ogni momento. La parte di Aumakua che rimane in Lani-keha sorveglia continuamente che il viaggio proceda sempre per il meglio ed eventualmente interviene e comunque manda in continuazione messaggi al viaggiatore per aiutarlo a ottenere il meglio possibile dal suo viaggio, per renderlo più proficuo nel modo più felice possibile.

Arrivata alla fine dell'arcobaleno, la sfera di luce va ad abitare nella sua nuova casa materiale (il nostro corpo, nel caso degli Umani). Le nuove case delle sfere di Luce sono sempre di due piani, uno in basso e uno in alto, e l'Aumakua sorveglia dall'alto entrambi i piani contemporaneamente!

La parte di sfera di Luce che va ad abitare nel piano basso (circa all'altezza del nostro ombelico) si chiama Unihipili, e ha tutte le caratteristiche di un bambino. Adora giocare e ridere, cerca sempre di fare ciò che gli piace e odia essere sgridata! Ricorda tutto ciò che vede e ciò che sente, non dimentica mai niente! Però non ricorda Lani-keha e per questo è ben collegata attraverso la corda Aka all'Aumakua rimasto sopra l'arcobaleno! Così può chiamarlo e parlarci sempre, in ogni momento, come al telefono!

Uhane, invece, è la parte di sfera di Luce che abita nel piano superiore (più o meno nella nostra testa). E spesso distratta e per questo si scorda facilmente di Lani-keha, faticando a ricordarsene. Uhane pensa tanto, fa progetti, organizza le cose, sogna molto e si diverte a risolvere problemi (come quelli di matematica). Come una mamma, deve prendersi cura di Unihipili ed educarlo con Amore! Non ha la linea telefonica con l'Aumakua di Lani-keha; se vuole parlarci deve scendere al piano inferiore e chiedere a Unihipili che lo faccia lui! Quando Unihipili contatta Aumakua per conto di Uhane, tutte e tre le parti della sfera di Luce si sentono unite di nuovo, come fossero papà, mamma e bambino stretti in un grande abbraccio d'Amore! Quando succede questo, a un essere umano per esempio, egli si ricorda di Lani-khea e si ricorda di nuovo chi è, da dove viene e diventa strafelice!

Quando ciò accade, è una festa così magica che da qualche parte l'Universo viene medicato. Ogni pensiero di divisione è una specie di ferita per l'Universo e ogni pensiero d'Amore è una specie di cerotto che guarisce una ferita da qualche parte, anche se noi non sappiamo qual è questa ferita e dove si trova. Per ogni pensiero d'Amore sulla Terra un bambino smette di piangere, una mamma partorisce ridendo, due fratelli si abbracciano forte, due amici si ritrovano dopo tanto tempo, al posto di un terremoto sboccia un fiore e al posto di una tempesta una farfalla sbatte le ali per la prima volta!

Ora Maui doveva decidere da dove iniziare il suo viaggio! C'erano tanti posti da visitare, tanti quante le stelle in cielo e forse anche di più! Guardando con attenzione (e quindi con Amore), scelse quel luogo lontano chiamato Terra.

La Terra era proprio perfetta! C'era tanta bellezza e si potevano vivere tante avventure!

Per Maui, lì poteva essere facile spegnere un po' di Aloha e quindi oscurare almeno un po' la Luce che in questo momento non gli permetteva di vedersi. Questa era una sfida molto interessante per Maui! Era proprio contento e su di giri per tutto quello che lo aspettava. Non riusciva a smettere di ridere e di ballare, per quanto era entusiasta e gioioso.

Prima di partire però doveva preparare le valigie, fare le prenotazioni e stabilire il suo programma di viaggio, con itinerario, tappe e un'idea di massima delle esperienze che voleva vivere.

Mentre Maui preparava felice ed eccitato le sue valigie, Kane passò a trovarlo. Maui, sempre molto curioso, gli chiese: "Kane, tu conosci la Terra? Mi aiuti a capire cosa potrà servirmi in questo viaggio?".

Kane rispose: "Sì, amico mio, quasi tutti gli Auma-kua prima o poi fanno un viaggio sulla Terra! È un posto bellissimo! Devi solo stare attento a non dimenticarti".

"Dimenticarmi? Dimenticarmi di cosa?", chiese Maui incuriosito.

"Dimenticarti completamente chi Sei! Sai, Maui, sulla Terra c'è una malattia che fa ammalare facilmente tutti i suoi abitanti. Questa malattia è la dimenticanza. Ci si dimentica che siamo tutti parte di una grande famiglia, ci si dimentica delle corde Alca che ci uniscono, si comincia a fare confusione e in questa baraonda ci si scorda spesso di darsi attenzione! Pensa Maui, ci si dimentica perfino della bellezza e della semplicità dell'Amore! Certe volte la dimenticanza fa sentire gli abitanti della Terra tristi, soli e sfortunati, anche se sono vicini a tante altre persone. Nonostante abbiano sempre a disposizione tutto ciò che serve loro e molto di più (proprio come qui in Lani-keha), si dimenticano di averlo, si preoccupano e stanno male.

Quando si dimentica lo spirito di Aloha, tutto sembra vuoto, freddo e buio, anche se c'è la luce del sole a illuminare e scaldare la Terra e i cuori!".

Maui fu sorpreso e anche un po' intimorito da questo racconto e chiese a Kane: "Ma allora come farò a non dimenticarmi?".

Kane rispose: "Devi fare Ho'oponopono! Ho'oponopono è la chiave per ricordare la Luce e il calore. Per ricordarti sempre chi sei e da dove vieni! E soprattutto per ricordarti che va tutto bene, che non c'è nessun pericolo anche se a te non sembra così!".

"Davvero? Meno male! Ma cos'è Ho'oponopono esattamente?", chiese allora Maui.

"Ho'oponopono vuol dire sapere come sono e come funzionano le cose, vederle come le vediamo noi Aumakua, Maui. Sapere che tutto è Amore, tutto è connesso, tutto è Luce e tutto è perfetto anche quando non sembra! Ho'oponopono vuol dire sapere che tutto è bello, vuol dire riuscire a vederlo dove prima vedevamo dei guai".

"E come si fa Ho'oponopono, Kane?", chiese ancora Maui.

"Ci sono tantissimi modi per fare Ho'oponopono", disse Kane. "Io ti posso consigliare uno dei più facili!" e gli sorrise. Poi continuò: "Prima di tutto ti consiglio di mettere quattro cose nella tua valigia. Queste quattro cose ti permetteranno di fare e di essere Ho'oponopono in ogni momento!".

Maui fu contentissimo di farsi aiutare a preparare la valigia e di sapere anche cosa avrebbe dovuto portarsi dietro! Perciò chiese curioso a Kane: "Cosa ci devo mettere, allora, amico mio?".

Kane rispose entusiasta: "Per prima cosa mettici tutta la tua Gratitudine! Per ricordarti della gratitudine basterà che dici spesso la parola GRAZIE! La gratitudine, Maui, è la medicina migliore per guarire dalla dimenticanza".

Maui soddisfatto la mise dentro la valigia e disse: "La gratitudine mi piace! Quando la inspiro nel cuore tenendomi per mano con gli altri Aumakua mi sento leggero e la mia Luce brilla più forte!".

"Poi dovrai metterci la tua Attenzione!", disse ancora Kane. "Ogni volta che ti dimenticherai dell'Amore potresti vedere il mondo brutto, buio e fare brutti pensieri, usare brutte parole o commettere brutte azioni e questo potrebbe farti dimenticare ancora di più l'Aloha nel tuo cuore. Allora dirai MI DISPIACE e ricorderai l'Aloha".

Maui molto delicatamente e con cura mise anche questo nella sua valigia.

"Metti anche la magia che trasforma le energie negative in positive, che scioglie come la neve al sole tutte le brutte cose nostre e degli altri, che ci fanno stare male. Dirai PERDONAMI a te stesso, all'Amore, ad Aloha e tutto ciò che ti appariva brutto magicamente tornerà a mostrarti la sua vera faccia, fatta di luce e bellezza, quella che non riuscivi più a vedere a causa della dimenticanza", continuò Kane. "Infatti anche se tu non te ne accorgi più, perché te ne sei dimenticato, le cose restano sempre belle e splendenti come sono. Il perdono ti aiuterà a vederle meglio e ad accorgerti che sono ancora belle come sono sempre state".

Il Viaggio di Maui

La vera storia dell’Ho’oponopono

Giovanna Garbuio, Francesca Tuzzi, Rodolfo Carone

Il Viaggio di Maui racconta con immagini poetiche e linguaggio semplice e immediato le meraviglie nascoste e poco conosciute della cultura hawaiana, piccoli gioielli di grande profondità e di valore universale. Meraviglie...

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Disponibilità: Immediata

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Francesca Tuzzi è tra i maggiori conoscitori della cultura hawaiana in Italia. Conduce seminari di Ho’oponopono e di sciamanesimo hawaiano.
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Giovanna Garbuio, nata a Trieste ma di origini e di sentire Veneto, fin da piccola ha cercato soluzioni per una vita al di là della banalità, trovandole nella saggezza Hawaiana Insieme a Sandro Flora e Silvia Paola Mussini, ha dato vita nel 2009 a Josaya, pseudonimo con il quale viene...
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