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Le scusa dell'autore - Estratto da "Messaggio per una Scimmia che si crede un'Aquila"

di Mimmo Oteri 2 mesi fa


Le scusa dell'autore - Estratto da "Messaggio per una Scimmia che si crede un'Aquila"

Leggi l'introduzione al libro di Mimmo Oteri e guarda con occhi nuovi la nostra società attraverso la storia dell'eccentrico professor Battaglia

Caro lettore che stai per inoltrarti nella lettura di questo manufatto bizzarro, matto e stravagante, caro lettore che hai deciso di investire il tuo prezioso tempo e il tuo sudato guadagno nell’acquisto di questo libro strano, caro lettore che hai preso solo in considerazione l’idea di sfogliare le pagine di questo romanzo poco serio, a te e a te soltanto vanno le mie infinite scuse.

Ti chiedo scusa perché mai, nemmeno per una volta nella mia vita, sono riuscito a prendermi sul serio. Avrei potuto scrivere una storia normale. Una di quelle belle, epiche storie strappalacrime dove alla fine tutti vivono felici e contenti. Ma il fatto è, credimi, che un racconto del genere mi avrebbe annoiato parecchio, e difatti non l’ho scritto.

Devo anche confessarti che quello che ti appresterai a leggere non è nemmeno un romanzo. È il delirio stravagante e incontrollato dei miei pensieri bisbetici messi nero su bianco. Un enorme e gigantesco flusso di coscienza del mio ego polemico che ha trovato, attraverso la scrittura, il modo di sfogarsi di tutti questi anni di prigionia.

È lui che ha inventato i personaggi e le storie di cui tra poco leggerai, è lui che attingendo alla sua memoria infallibile ha ripescato dal dimenticatoio persone, fatti, situazioni e li ha esasperati fino a renderli grotteschi e al limite del ridicolo.

Lui non dimentica niente. Io perdono, lui no. Lui ricorda tutto e nei minimi dettagli.

E così capitava che mentre mi trovavo a scrivere, dall’angolo della mia mente questo bruto, arrogante e presuntuoso cominciasse a scalpitare ordinandomi di passargli la parola. Ho cercato di resistere, ma alla fine è stato tutto inutile. Anche lui ha voluto dire la sua.

Quello che leggerai quindi, è un delirio scritto da due persone. Il mio ego ed io.

Non ti preoccupare, è semplice distinguerci. Se stiamo polemizzando con l’Università, la Politica, la Religione o la Massoneria è senza ombra di dubbio lui a parlare. Sono temi a cui tiene parecchio e guai a non chiamarlo in causa quando se ne parla. Ha un’opinione tutta sua.

A me, invece, interessano altri argomenti. Come la Felicità, la Spiritualità, la Crescita Personale. Sì, lo so, lo so, suona smielato ma che ci posso fare? In me convivono da sempre due persone. Da un lato il ragazzo calmo, educato e giudizioso che aspira a una vita piena di significato volta all’ottenimento della pace interiore.

E dall’altro il polemico, il bisbetico, l’irriverente che si diverte a smascherare l’ipocrisia “di questa zozza società” e che di pace non ne vuole proprio sapere. Anzi, è sempre in guerra. Con le istituzioni, con le persone, con se stesso.

Il Saggio da un lato e l’Impertinente dall’altro. Da qui prende il nome il mio blog.

I miei pensieri e le mie azioni sono sempre frutto di queste due opinioni contrastanti e quando si è trattato di dare un nome al mio progetto, non ho avuto dubbi, ho scelto SaggioImpertinente.it. Questo libro nasce proprio da qui.

Dal forte desiderio di queste due entità di dirti la loro sugli argomenti a loro più cari. Università, Politica, Religione da un lato, e Felicità, Saggezza e Spiritualità dall’altro.

Adesso, prima di lasciarti scoprire le avventure di quello “stronzo del professor Battaglia”, prima di farti conoscere i suoi compagni di viaggio e le loro storie stravaganti, c’è una cosa molto importante che sento il bisogno di dirti.

Concedimi, per una volta, un rarissimo momento di serietà. Giuro anche che sarà l'ultimo. 

Non è colpa mia.

Io c’ho provato. Ho cercato di riconoscermi in qualsiasi tipo di istituzione, circolo, associazione, squadra, gruppo, comunità. Ma non ce la faccio.

Mi sento sempre un ospite. Io non sento mia nemmeno la casa in cui abito, come potrei sentire mia un’ideologia? Invidio da un lato la fervida passione e l’entusiasmante convinzione di chi si sente parte di qualcosa, di chi crede di essere qualcosa. Un credente, un politico, un massone, uno sportivo, un vegano, un animalista, un ambientalista etc.

Ma dall’altro lato rifuggo abbondantemente la zelante e ostinata attività di chi vuol convincere a tutti i costi gli altri della propria Verità.

Come si fa a essere così convinti di possederla? Come si fa a credere ciecamente di essere nel giusto? Da dove viene quell’assoluta convinzione di avere ragione?

Io non l’ho mai capito. Sarà per questo che ho sempre frequentato gruppi tra di loro così diversi. Sempre alla ricerca della Verità, nelle sue svariate forme, convinto che nessuno la possegga ma che ognuno ne abbia una parte. Un piccolo pezzettino del puzzle. Nessuno però è mai riuscito a convincermi del tutto. Soprattutto perché l’esistenza stessa di alcune comunità è viziata da una logica autoreferenziale che con la Verità ha poco a che fare. Quella logica di vuoto proselitismo fine a se stesso nella ottusa convinzione che “più siamo meglio è”.

Ma chi lo ha detto? Perché dovrei convincere gli altri della mia strada? Io ho la mia e gli altri la loro. Ognuno ha le sue domande. Perché mai le mie risposte dovrebbero andare bene per chiunque? No, mi dispiace. Non ci sto. Sarà che non me la bevo. Sarà che la mia mente riesce spesso a spezzare l’incantesimo, sarà che la mia grande professoressa mi ha sempre insegnato che la sola certezza che devo avere è il dubbio. Non lo so. Ma credo che l’unica ideologia che seguirò per tutta la vita sarà quella di non avere ideologie.

Esiste una strada corretta per la felicità?

In tutta onestà, non lo so. Ma credo fermamente che nessuno lo sappia e il tentativo di asserire con tutta certezza di avere la ricetta segreta della felicità sia solo un tentativo illusorio di autoconvinzione.

Per questo nel libro ne ho analizzate diverse. Il mio ego ha polemizzato con quelle esteriori. Con quelle strutture della società che vogliono convincerti di possedere la Verità. Io, invece, ho analizzato quelle interiori. Semplici soluzioni di buon senso che molto spesso non siamo capaci di vedere perché troppo coinvolti, schiavi dello stesso personaggio che recitiamo.

A quel povero bisbetico del professor Battaglia ne ho fatte passare di tutti i colori. Si è ritrovato suo malgrado in contesti dove mai e poi mai avrebbe pensato di mettere piede. Ma, giuro, l’ho fatto per il suo bene. Restare in quella condizione gli sarebbe costato di più che cambiare. Lui non lo sapeva, non ne era consapevole, per questo gli ho dato una mano.

Le storie che leggerai sono il frutto della mia mente bacata che anche in situazioni serie non può smetterne di osservarne il lato grottesco e ridicolo. So cosa stai pensando, “eccone un altro che si crede Pirandello”. No, non è così, non mi permetterei mai. Io voglio solo rivendicare un principio:

si può essere profondi, senza essere noiosi.

Mi sono sempre stati sulle palle i finti intellettuali che sparano supercazzole cerebrali volte più allo sfoggio delle proprie conoscenze che a quello della semplice e virtuosa condivisione. Con il loro linguaggio ermetico, contorto e complesso questi sapienti si rintanano nella torre d’avorio della loro condizione privilegiata di “intellettuali” e guardano con sdegno e malcelata compassione i poveri “ignoranti”, rei soprattutto di non far parte della loro cerchia ristretta inaccessibile.

E dato che più sono incompresi più credono di essere delle vere cime, la loro comunicazione tende inesorabilmente ad annoiare il loro pubblico, in un ragionamento contorto dove più sei noioso, più allora quello che dici deve essere profondo, importante, al limite del sacro.

Ma sti cazzi!

Non c’è nulla di profondo in una comunicazione autoreferenziale volta ad accrescere solo l’importanza di chi ne fa sfoggio. Si può essere leggeri invece, senza essere superficiali. Autori come Calvino e Guareschi erano tutto, fuorché banali. I loro capolavori sono impressi nella storia della letteratura italiana. Le loro opere sono state tradotte in tutto il mondo raggiungendo milioni di persone.

Quindi permettimi di ribadirlo: 

Leggero, sempre. Banale, mai!

Bene, questo è quello che sentivo di dirti. Il momento serietà è finito. Adesso ti lascio ai deliri stravaganti della mia mente duale.

Messaggio per una Scimmia che si crede un'Aquila

Storia di quello stronzo del Professor Battaglia

Mimmo Oteri

Il professore Roberto Battaglia ne ha per tutti. Niente e nessuno sfugge al suo giudizio cinico e arrogante. Ne sanno qualcosa gli studenti di diritto costituzionale dell’Università di Messina, agnelli sacrificali immolati...

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Mimmo Oteri

Mimmo Oteri nasce a Messina lo stesso giorno del suo compleanno. Per festeggiare un evento di tale portata, diciotto anni dopo, i genitori decidono di iscriverlo a Giurisprudenza da dove riesce a scappare, non senza gravi disturbi mentali. Gli stessi che lo hanno aiutato a scrivere il suo primo...
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