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Le patologie del fegato - Estratto da "Detox per il Fegato"

di Christopher Vasey 2 settimane fa


Le patologie del fegato - Estratto da "Detox per il Fegato"

Leggi un estratto dal libro di Christopher Vasey e scopri tutto quello che c'è da sapere su quest'organo e su come depurarlo in modo naturale

Come ogni altro organo, anche il fegato può ammalarsi. Le patologie che lo colpiscono sono dovute principalmente al superlavoro che gli viene imposto da eccessi alimentari, dall'inquinamento chimico presente negli alimenti, dall'alcol e da un consumo esagerato di farmaci e sostanze eccitanti.

Indice dei contenuti:

L'insufficienza epatica

Nell'insufficienza epatica il fegato, pur non essendo propriamente malato, non funziona bene come dovrebbe. Lavora troppo lentamente e debolmente, da cui l'espressione "fegato pigro". Quando si trova in queste condizioni è congestionato, vale a dire intasato dal ristagno di sangue e tossine. Questa congestione rallenta la produzione e la secrezione biliare.

L'insufficienza epatica è più o meno pronunciata a seconda degli individui. I problemi di salute che ne risultano sono molteplici.

Essi possono riguardare tutte le parti del corpo, perché le carenze epatiche portano al sovraccarico di tossine a danno del terreno, e questo rappresenta il punto di partenza delle malattie. Ciò nonostante, i primi disturbi a comparire sono quelli concernenti la sfera digestiva. Sono anche i più visibili, quindi facili da individuare.

Una persona sofferente di insufficienza epatica non sarà interessata da tutti i disturbi che seguono, ma solo da alcuni.

I sintomi dell'insufficienza epatica sono:

  • difficoltà nel digerire i grassi (uova, panna, alimenti grassi),
  • disturbi digestivi in generale,
  • nausea,
  • gonfiore e pesantezza a livello dell'addome,
  • gas, dilatazione addominale,
  • bocca pastosa,
  • alito cattivo,
  • perdita dell'appetito,
  • spossatezza, pigrizia,
  • colorito giallastro,
  • stitichezza,
  • litiasi biliare,
  • prurito della pelle,
  • emorroidi.

Una piccola insufficienza epatica non è grave, ma riduce la qualità della vita. La persona che ne soffre presenta continuamente disturbi digestivi, ma si sente anche stanca e priva di vigore.

E' solo quando l'insufficienza diviene troppo pronunciata che il terreno si degrada seriamente, e il problema può cominciare a interessare altri organi.

I calcoli biliari

Il fegato produce costantemente bile. Mentre parte di quest'ultima viene condotta direttamente all'intestino attraverso il coledoco, il resto - un po' meno della metà - viene posto in riserva nella cistifellea in vista del pasto successivo. Al fine di ridurre il volume della bile da conservare, le mucose della cistifellea riassorbono una parte dell'acqua in essa contenuta, il cui tenore passa dal 97,5 all'87 per cento. La concentrazione delle sostanze solide nella bile aumenta di conseguenza. Per esempio, il tenore di sali biliari passa dall'1 al 6 per cento.

La bile epatica, pertanto, presenta una composizione diversa dalla bile vescicolare. Quest'ultima è 4-5 volte più concentrata. Cessa di essere liquida per divenire filante, vale a dire viscosa. La viscosità più elevata della bile vescicolare è un vantaggio per la digestione, poiché assicura un tenore più alto di succhi digestivi.

Tuttavia, questo vantaggio è accompagnato da un pericolo: il punto di saturazione è vicino, il che induce le sostanze in sospensione a precipitare formando dei calcoli.

La formazione di calcoli biliari ha come causa principale un eccesso di alimentazione.

Pasti troppo ricchi e frequenti esauriscono la cistifellea. Le sue pareti perdono tonicità. La bile che essa contiene viene allora imperfettamente riversata nell'intestino durante i pasti.

Una parte rimane nella vescicola e verrà sottoposta a una nuova concentrazione. Così, poco a poco, la cistifellea finisce per conservare un fondo di bile stagnante. Il colesterolo e i sali minerali che vi si trovano precipitano: invece di essere in sospensione, disciolti nella bile, cadono sul fondo. In principio queste sostanze rimangono isolate, poi si agglutinano le une sulle altre.

Ecco perché in un primo momento si parla di fango biliare, composto da una bile densa, poi di microcalcoli e infine di calcoli veri e propri, che possono raggiungere un diametro di diversi centimetri.

Di per sé i calcoli non sono pericolosi ma, accumulandosi nella cistifellea, ne pregiudicano il funzionamento.

La bile necessaria alla digestione dei pasti risulta in parte carente al livello dell'intestino tenue, il che provoca problemi digestivi. La bile densa che ristagna nella cistifellea aggredisce le sue mucose provocando infiammazioni e quindi sclerosi. L'ambiente così costituito risulta favorevole alle infezioni.

Ma il pericolo più grande è rappresentato dall'uscita di un calcolo dalla cistifellea. Se le sue dimensioni sono superiori a certe porzioni del dotto cistico o del coledoco, può rimanere bloccato in uno di questi due canali, provocando dolori molto violenti (coliche epatiche) e un'infezione locale (epatite o itterizia per ostacolo).

Le epatiti

Le epatiti sono infiammazioni del fegato. Appartengono alle patologie acute caratterizzate da un'elevata intensità, ma in genere hanno breve durata (vedi, dello stesso autore, Antinfiammatori naturali).

Quando il fegato è colpito da epatite, i suoi tessuti si gonfiano e schiacciano le vie biliari, il che blocca il flusso della bile, che non affluisce più all'intestino. Essa ristagna in parte a livello del fegato, ostacolandone le funzioni disintossicanti. Il resto penetra nella circolazione generale del sangue, e ciò può condurre a un'intossicazione del corpo, perché la bile contiene numerose tossine.

I sintomi dell'epatite sono molto facili da rilevare. Sono principalmente in rapporto con la bilirubina, il pigmento giallo della bile che, in concomitanza con questa malattia, si diffonde nell'organismo.

  • Colorito giallo della pelle e degli occhi (ittero),
  • urina più scura (il colore giallo dell'urina è dovuto alla bilirubina),
  • feci decolorate (perché prive di bilirubina).

Il malato soffre anche di:

  • spossatezza,
  • perdita dell'appetito,
  • episodi febbrili,
  • prurito.

Le epatiti hanno cause diverse, nelle quali rientra tutto ciò che può aggredire le vie biliari e, scatenando un'infiammazione, le blocca e le congestiona.

In tal modo si distinguono:

  • le epatiti virali: aggressione da parte di virus
  • le epatiti tossiche: dovute a veleni, farmaci
  • le epatiti meccaniche: un calcolo blocca le vie biliari
  • le epatiti emolitiche: eccesso di emoglobina da disgregare (incompatibilità Rh tra madre e figlio o con sangue trasfuso)

Le cirrosi

Quando il fegato subisce aggressioni molteplici e reiterate nel tempo, si presentano episodi lesivi. Le cirrosi sono patologie croniche e gravi, perché il fegato ne risulta alterato nella sua struttura. La distruzione dei tessuti comporta lesioni seguite da sclerosi.

La capacità di rigenerazione del fegato è alta, ma in fase cronica risulta compromessa. Essa produce un eccesso di tessuto fibroso che indurisce il fegato e rallenta gli scambi cellulari.

Ne consegue una perturbazione del funzionamento dell'organo, il quale diviene sempre più incapace di condurre a buon fine i suoi compiti di protezione, disintossicazione e produzione della bile, per menzionare soltanto i principali.

L'aspetto del fegato cambia completamente. Invece di essere liscio, sodo e di colore rosso bruno, la sua superficie risulta bitorzoluta. Diventa duro al tatto e assume un colore rosso. Il termine "cirrosi" trae la sua origine da questo colore, perché in greco kirros significa "rosso".

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Christopher Vasey è autore di numerose pubblicazioni che hanno contribuito a rinnovare e arricchire gli studi sulla naturopatia. Presso L'Età dell'Acquario nel 2004 è uscito «L'acqua fonte di salute. I danni della disidratazione».
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