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Le conseguenze per la salute - Estratto da "Smettere di Russare"

di Michel d’Anielo 22 giorni fa


Le conseguenze per la salute - Estratto da "Smettere di Russare"

Leggi in anteprima un capitolo tratto dal libro di Michel d’Anielo e scopri le cause di questo diffuso problema e come smettere

Secondo gli studi, una percentuale compresa tra il 3 e il 5% della popolazione maschile nei paesi occidentali sarebbe affetta da 140584, contro l'1-2% della popolazione femminile. Tuttavia, le stime del 2014 sono più allarmanti: nella fascia d’età dai 40 agli 85 anni risulterebbero affetti da apnea del sonno il 50% degli uomini e il 25% delle donne.

La predominanza maschile si spiegherebbe con una maggior resistenza delle vie aeree superiori (naso, bocca e faringe) negli uomini, fattore probabilmente legato a un’influenza ormonale e all'obesità addominale detta “androide”.

 

Indice dei contenuti:

Una patologia in piena espansione

Questa patologia respiratoria del sonno è in piena espansione: per esempio in Francia sui circa due milioni e mezzo di individui apnoici (stima degli anni 2000, da rivedere al rialzo) la grande maggioranza non riceve una diagnosi e soltanto un decimo è efficacemente trattato. Ogni anno vengono diagnosticati diecimila nuovi casi.

Queste cifre pongono il problema della sicurezza stradale, giacché la sonnolenza al volante, conseguenza dell’apnea del sonno, è diventata una causa primaria di incidenti in auto, principalmente in autostrada. Per i guidatori sotto trattamento la validità della patente è subordinata alla corretta osservazione della cura in questione.

Gli individui apnoici non trattati o con trattamenti inadeguati subiscono gli effetti di una privazione del sonno, perché i numerosi micro-risvegli notturni impediscono loro di passare in modalità sonno profondo.

La manifestazione più evidente dell’apnea è quindi in primo luogo una sonnolenza diurna che mette a dura prova, al punto da compromettere la vita psichica ma anche familiare, sociale e professionale.

I fattori

Altitudine a parte (1500 m per certi autori, di più per altri), come fattori che favoriscono l’apnea del sonno si annoverano:

  • Il sesso maschile
  • L’età matura
  • Il diabete mellito
  • Il consumo di alcol la sera
  • Il sovrappeso
  • L’assunzione di sedativi o miorilassanti

Certe patologie predispongono alla comparsa di apnea del sonno. Il 45% dei soggetti affetti da ipertensione arteriosa presenta un rischio elevato di sviluppare disturbi respiratori nel sonno. Inoltre, la metà dei diabetici presenterebbe una tendenza a essere affetta da OSAS (v. capitolo 1).

Occorre sottolineare che in ambedue i casi si tratta di un circolo vizioso, perché la OSAS aggrava essa stessa l’ipertensione e il diabete, che già rappresentano dei disturbi da tenere sotto controllo in età matura.

Certi pazienti soggetti ai disturbi respiratori del sonno soffrono anche di allergie. Queste affezioni benigne sono facili da trattare, ma è necessario diagnosticarle, giacché sono responsabili di infiammazione e congestione delle mucose ORL, il che aggrava le apnee.

Un problema dì peso

Le persone a rischio sono principalmente i russatoti in sovrappeso evidente, se escludiamo la presenza di peculiarità anatomiche. Tra queste osserviamo:

  • La deviazione del setto nasale
  • L’eccessivo spessore della base della lingua
  • Una faringe particolarmente stretta o la lunghezza dell’ugola (che aumenta con l’età)

Le apnee possono comparire anche in russatoti non obesi e in soggetti che non russano. Sono state stabilite correlazioni con altre patologie respiratorie: asma, allergie, sinusiti e riniti croniche.

L'indice di massa corporea

Le statistiche sottolineano tutte il ruolo principale del sovrappeso e dell’obesità, misurati tramite l’indice di massa corporea (IMG), che deve essere inferiore a 25.

L’IMC prende in considerazione il peso e la statura dell’individuo. Si calcola dividendo il peso (in kg) per il quadrato della statura (in metri). L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito una scala di corpulenza:

  • IMC tra 20 e 25: normopeso
  • IMC tra 25 e 30: sovrappeso
  • IMC tra 30 e 35: obesità lieve
  • IMC tra 35 e 40: obesità media
  • IMC superiore a 40: obesità grave (vi sono associate varie patologie)

I depositi adiposi

Il 70% delle persone affette da apnea del sonno è in sovrappeso. Questo fattore corrisponde a un IMC superiore a 24 per le donne e a 25 per gli uomini. È legato alla misura del girovita addominale, rispettivamente superiore a 81 cm e a 94 cm.

Esiste un rapporto tra il girovita addominale e la gravità dell’apnea, come pure tra questa e la misura del girocollo. Infatti i depositi adiposi presenti sulle pareti della faringe riducono lo spazio che permette il passaggio dell’aria, bloccando così la respirazione.

Lo dimostra il fatto che la perdita di un chilo di peso corporeo corrisponderebbe a un punto in meno nell'indice delle apnee (AHI, v. capitolo 1) e quindi al miglioramento della sindrome.

Una correlazione analoga è stata proposta tra la perdita di un chilo e la massa della lingua, il cui spessore blocca il passaggio dell’aria nella faringe allorché si manifesta un’apnea. La base ispessita della lingua contribuisce al blocco respiratorio, perché bascula all'indietro, conseguenza del suo rilassamento durante il sonno.

Contrariamente a un'idea diffusa, l'apnea del sonno non corrisponde all'insonnia.

È stato rilevato il ruolo dell'insufficienza cardiaca nel contribuire all'apnea del sonno, giacché un quarto dei pazienti affetti da tale insufficienza soffrirebbe di apnee ostruttive e più di un terzo presenterebbe sindrome da apnee centrali del sonno.

Le conseguenze sulla salute

I ripetuti blocchi della respirazione, fino a cinquanta volte all'ora, sono causa di ipossiemia o carente ossigenazione del sangue. Il livello di ossigeno ematico viene misurato durante esami diagnostici. Al di sotto di una certa soglia sussiste un rischio di patologia cardiovascolare, che può costituire una minaccia vitale per la persona.

Oltre all’ipertensione, conseguenza dell’ipossiemia dovuta alle apnee, si segnalano disturbi della frequenza cardiaca durante il sonno, con tachicardia associata.

La sonnolenza diurna, conseguenza di un sonno costantemente interrotto dagli arresti respiratori, è responsabile di numerosi incidenti stradali, ma anche sul lavoro, come pure di assenteismo.

Risulta pregiudicata la qualità globale dell'esistenza, che si tratti dell'umore (rischio di depressione), della libido o del rendimento cognitivo. In assenza di trattamento viene compromessa anche l'aspettativa di vita.

Secondo gli studi, il 45% dei soggetti che soffrono di questa eccessiva sonnolenza diurna presenta disturbi psichiatrici o quantomeno psicologici. Si tratta di comportamenti automatici, manifestazioni ansiose e/o depressive, manifestazione di disturbi schizoidi e tendenza a dipendenze varie.

Infine, è stato sottolineato un legame con il diabete, senza però una chiara spiegazione delle cause. Pertanto, il 60% dei diabetici di tipo 2 sarebbe apnoico, mentre l’apnea del sonno può favorire la tendenza a consumare spuntini fuori pasto e il desiderio compulsivo di alimenti dolci.

Con una principale ripercussione sulla salute, l’apnea del sonno è quindi associata a ipertensione, obesità, diabete e sindrome metabolica. Quest’ultima è definita come la simultanea presenza di obesità addominale e almeno due dei seguenti disturbi: tasso elevato di colesterolo (HDL), ipertensione arteriosa, iperglicemia a digiuno, trigliceridi elevati nel sangue.

La suddetta sindrome, diagnosticata in tempo, può migliorare grazie al cambiamento nell'igiene di vita.

L'importanza di un buon sonno

Uno studio americano ha dimostrato che il tasso di mortalità è inferiore in coloro che dormono dalle sette alle otto ore a notte. Giacché le apnee provocano un debito cronico di sonno, sono legate a una mortalità più alta (problemi cardiovascolari, incidenti stradali) e a una maggior morbilità (diabete).

Alle apnee del sonno è imputabile una frammentazione del sonno e un’alterazione della sua qualità.

Nell’apnea il problema non è l’addormentamento, bensì la cattiva qualità del riposo. Subendo ripetuti micro-risvegli, il soggetto rimane in una fase di sonno leggero e non riesce a beneficiare dell’effetto ristoratore del sonno profondo.

Ne consegue un sonno compromesso e non ristoratore, come pure un debito cronico di sonno profondo che spiega la stanchezza (talvolta lo sfinimento) del soggetto durante la giornata. Questa sonnolenza diurna caratterizza l’apnea ed è uno degli elementi di diagnosi nella sindrome da apnea del sonno (questionario di Epworth, V. capitolo 3).

Un sonno imprevedibile

“Il sonno non è ai nostri ordini” diceva lo scrittore Jean Cocteau. Contrariamente ad altri dati della nostra salute, sui quali possiamo agire, un sonno buono o cattivo non dipende da noi ed è spesso imprevedibile. Il punto è che trascorriamo un terzo della nostra vita a dormire e la nostra salute ne dipende in gran misura.

Nei roditori sono stati studiati gli effetti del debito di sonno: dopo ventiquattro ore la pressione arteriosa aumenta e le difese immunitarie si indeboliscono; al di là, risultano alterati tutti i test di comportamento. Dopo qualche giorno, la salute si deteriora e gli animali muoiono.

Volendo suddividere la durata del sonno nell'arco delle ventiquattro ore, dobbiamo rispettare le fasi di novanta minuti, cioè cicli completi di sonno.

In caso contrario, non entriamo nella fase di sonno profondo e il sonno non è ristoratore.

I neonati di norma dormono tra le 12 e le 15 ore al giorno, mentre i bebé tra le 11 e le 14, i bambini tra le 9 e le 11 e gli adulti tra le 6 e le 8. Gli anziani dormono meno e il sonno è suddiviso sulle ventiquattro ore.

D’altro canto, il nostro bisogno di sonno sarebbe regolato da un gene, cosa che spiega perché alcuni si sentono riposati anche se dormono solo cinque o sei ore, mentre altri sono stanchi se non dormono nove ore.

Per riassumere

I fattori che predispongono all'apnea del sonno sono il sovrappeso, il russamento forte e duraturo nel tempo, il sesso maschile, l'età matura e certe patologie, tra cui l'ipertensione arteriosa e il diabete.

L'apnea del sonno nella maggior parte del casi non viene diagnosticata e quindi non è trattata.

A causa della sonnolenza diurna, le sue conseguenze sono drammatiche sulla sicurezza stradale, con un alto numero di incidenti al volante, soprattutto in autostrada.

Le altre conseguenze dell'apnea sono l'aggravamento dell'ipertensione e del diabete, come pure disturbi psichici quali depressione, irritabilità, disturbi della memoria e della concentrazione.

Combattere le apnee nel sonno significa quindi ritrovare una qualità di vita globale e beneficiare alla fin fine di un sonno ristoratore. La seconda parte di questo libro presenta, in pratica, tutte le soluzioni possibili, mediche e naturali, per conquistare notti serene.

Smettere di Russare

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Michel d’Anielo

Michel d’Anielo, laureato in farmacologia, è responsabile di un’azienda di brevetti farmaceutici. Ha condotto trasmissioni radiofoniche su temi riguardanti la salute nella Svizzera francofona. Dal 2011 si dedica a scrivere testi che trattano argomenti di salute e...
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