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La terza via dell’empatia

di Lori Gruen 2019 anni fa


La terza via dell’empatia

Una nuova prospettiva per comprendere il concetto di coinvolgimento empatico

Ora che distruggiamo le case di miliardi di animali non umani, costringendoli a contatti ravvicinati, spesso fatali, con umani che a loro volta non vedono riconosciuti i propri diritti, è indispensabile affrontare in maniera più adeguata i conflitti che stanno via via portando alla morte del nostro pianeta e di tutti i suoi abitanti.

Per questo nell’ultimo decennio il concetto di empatia ha guadagnato un’attenzione crescente nel mondo delle scienze umane, come una modalità responsabile di stare al mondo e di relazionarsi con gli altri.

Naturalmente non sono mancati sostenitori e detrattori, convinti che si possa praticare un eccesso di razionalità (prima via) o di emotività (seconda via).

Indice dei contenuti:

La terza via

A fianco della posizione dell’empatia «tradizionale» si fa avanti con sempre maggiore forza una terza via, ovvero l’empatia come «coinvolgimento empatico», una percezione partecipe focalizzata sul raggiungimento del benessere dell’altro.

Un processo esperienziale che implica un insieme di emozione e cognizione, attraverso cui siamo consapevoli di intrattenere relazioni e veniamo invitati a essere attenti e responsabili, prendendoci cura di bisogni, interessi, desideri, debolezze, speranze e sensibilità altrui. Un processo a cui ci si educa progressivamente prendendo le distanze da sé, per far spazio al nostro sé migliore, aperto all’altro.

Solo così diventeremo realmente «empatici», in grado di ridefinire la nostra relazione con gli altri, umani e animali, e di far fronte alle grandi sfide (conflitti internazionali, povertà, sostenibilità ambientale).

Perché praticare l’empatia nel modo corretto significa dare linfa alla speranza di un mondo migliore.

L’eredità della scienza

Dalla scienza impariamo a non empatizzare, a restare distaccati e «obiettivi» nell’osservazione degli altri animali.

Ma così facendo saremmo veramente in grado di comprendere e apprezzare i tanti modelli di comportamento degli animali?

Credo di no. L’empatia getta le basi per capire quali domande porre e come cercare di dare una risposta. Non è solo una prospettiva necessaria alla comprensione della scienza. Ha anche radici profonde, evolutive.

Il neuroscienziato Jean Decety è giunto a questa conclusione:
«Abbiamo le prove che l’empatia ha profonde origini evolutive, biochimiche e neurologiche. Persino le forme più avanzate di empatia tra umani si basano su forme più primitive e restano collegate ai meccanismi chiave associati con la comunicazione affettiva, i legami sociali e l’assistenza parentale».

Empatia condivisa

Noi condividiamo l’empatia con altri animali che non esercitano la scienza come la intendiamo noi. Prendiamo ad esempio il gioco, che condividiamo con loro.

Gli animali che giocano sono costantemente al lavoro per comprendere e rispettare le regole, e comunicare l’intenzione di essere leali. Perfezionano il proprio comportamento, osservando con cura quello dei compagni di gioco e prestando grande attenzione alle infrazioni delle regole condivise.

Quando le regole vengono violate e la lealtà viene meno, il gioco termina. L’empatia consente agli individui di formare e mantenere legami sociali, comprendere e districarsi nelle relazioni sociali. Gli animali non umani, proprio come gli umani, formano intricate reti relazionali e vivono secondo regole che garantiscano una società stabile.

Senza di essa, non potremmo muoverci nei nostri mondi sociali. E se fossimo capaci di approfondire l’impegno empatico tra di noi e col resto della natura, potremmo evitare o affrontare moltissimi problemi umani.

La Terza Via dell'Empatia

Il concetto di coinvolgimento empatico: prendere le distanze da sé per comprendere l’altro

Lori Gruen

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Lori Gruen

Lori Gruen è docente di Filosofia, di Studi femministi, di genere e di sessualità e di Scienze ambientali presso la Wesleyan University, dove coordina anche i Wesleyan Animal Studies. Membro del Center for Bioethics di Hastings, ha pubblicato numerosi lavori sull’etica...
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