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La rivoluzione silenziosa - Estratto da "Istruzioni per Maghi Erranti 2.0"

di Andrea Panatta 3 mesi fa


La rivoluzione silenziosa - Estratto da "Istruzioni per Maghi Erranti 2.0"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Andrea Panatta

Un elenco di istruzioni per scoprire il proprio "Vero Sé".

Indice dei contenuti:

Identità

Ogni mattina indossi il tuo corpo, ti alzi dal letto, lo metti davanti allo specchio, lo vesti, lo coccoli, E chiami questo "io”.

Ogni giorno interpreti uno o più ruoli, hai emozioni, sentimenti, idee e tutto questo lo chiami "io”.

"Io” ha i suoi amici, il suo partner, la sua casa, la sua macchina e il suo lavoro."Io” crede di aver scelto tutto questo dall’alto della sua saggezza o stupidità.

Poi un giorno capita che "io” perda qualcosa che credeva suo. Il partner se ne va, la macchina si distrugge, il patrimonio va in fumo, il lavoro dei sogni diventa noioso. E allora parte il racconto di una di quelle vecchie storie, una di quelle che parla di paura e solitudine o di carenza e perdita.

"Io” sente dolore. Di chi è quel dolore? «Mio» risponde "io”. E ne è sicuro, ne è convinto.

E così che hanno ipnotizzato un mago errante facendolo diventare un pupazzo in mano alla sfocatura: convincendolo che quel dolore è suo, è naturale, è umano, glielo dicono fin da quando è piccolo.

Eppure dalle profondità dei propri abissi la flebile voce dell’essere prova da sempre a dirgli che non è così, che forse c’è un modo differente di vivere e vedere l’esistenza.

Questa debole voce è sommersa completamente dagli strati della sfocatura, affastellati uno sull’altro in attesa di essere visti e rimossi una volta per tutte. E' un sottile segnale portante al di sotto di tutte le interferenze, che recita continuamente lo stesso messaggio, da sempre.

«Ci sono, a prescindere da quello che ti accade. Ci sono nonostante quello che pensi di essere, avere o perdere. Ci sono nonostante le tue tragedie, nonostante i tuoi successi. Ci sono nell’amore, nell’odio, nella malattia e nella morte. Ci sono quando sei solo e quando sei con gli altri. Ci sono a prescindere da quello che fai e che credi di essere. E sarò sempre con te. Tu non puoi sentirmi, ma un giorno mi sentirai forte e chiaro. Io non smetterò mai di chiamarti. Io sono la tua vera identità».

Quella voce parla di una sensazione di esistere a prescindere da ciò che accade. Quella sensazione di esistere è l’inizio della vera identità del mago errante, è il suo essere eterno ed essenziale che fa capolino dentro di lui.

La guerra per l’attenzione

Ma tu non puoi sentirla. Tutta la tua attenzione è catturata dal gioco di luci e ombre nel quale la storia che stai vivendo ti ha proiettato e credi - mentendo a te stesso - che quella scena sia assolutamente reale. Poco importa che sia stupenda o misera, che sia gioia o dolore quello che ti sta accecando gli occhi. La tua attenzione è stata presa dal gioco di rumore assordante che la vita sembra essere. Ogni movimento della realtà esterna provoca uno spostamento della realtà interna e dai per scontato che debba essere cosi.

E' normale, dicono. Se qualcuno ti offende è normale sentirsi feriti. Se qualcuno ti ha lasciato è normale soffrire a lungo e intensamente. Se qualcosa che ti dava sicurezza è sparito dalla tua vita è normale sentire incertezza e paura.

Ma quando qualcosa al tuo interno si muove, quando un pensiero o un’emozione si sollevano dalla coltre, dimmi, chi è a dargli tutta l'attenzione? Perché sembra che sia un fatto normale, umano, dover dare piena attenzione ed essere identificati con ogni stato interiore che incontri? Un mago errante deve imparare a farsi domande coraggiose se vuole ottenere risposte nuove, e così un giorno ti troverai a chiederti: «È davvero normale che l’esterno muova il mio interno senza il mio consenso?»

Ci vuole un po’ ad accorgersi che forse le cose stanno diversamente da come si è sempre creduto. Dapprima pochi sprazzi di autentica lucidità possono fare in modo che si riesca per un minuto o due a spostare l’attenzione lontano dalla storia, dai movimenti che essa provoca al nostro interno, dall’evento che mette in scena e dal suo contenuto; poi, col tempo e facendolo sempre più di frequente, impariamo che in definitiva l’unica cosa di cui abbiamo davvero il controllo è proprio la nostra attenzione.

Quello è un giorno memorabile per un mago errante. Il giorno in cui capisce che ha davvero il potere di spostare l’attenzione dovunque voglia a prescindere da quello che accade là fuori o qui dentro (quale differenza poi ci sia fra queste due è ancora tutto da vedere).

Quello è il giorno in cui il mago ha indossato la sua tunica, ha preso il suo libro degli incantesimi ed è entrato in battaglia. «Quale battaglia?» chiede il mago alle prime armi. La battaglia che inizierà di lì a breve con la sua stessa sfocatura. Pensavi che quegli strati di memoria fossero inerti e che quelle storie potessero essere semplicemente cancellate o ignorate. E in parte è vero.

Ma quello che non sai è che la sfocatura e le storie che proietta si nutrono proprio dell’attenzione che dai loro. E così che perpetuano se stesse. Ogni pensiero o emozione su cui dimori troppo a lungo si rafforza e mangia la tua energia. L’attenzione dirige l’energia, sempre. Imparerai presto che ciò su cui metti la tua attenzione è della massima importanza, soprattutto quando smetterai di credere che sia normale o umano aderire a tutto quello che ti attraversa o identificarti con esso.

Vedrai che appena proverai a smettere di dare attenzione a ciò che il tuo interno sembra fare in reazione all’esterno, la sfocatura si alzerà minacciosa e quella coltre di detriti diventerà un esercito pronto a farti la guerra. Le storie della sfocatura cercavano la tua attenzione e la tua energia per continuare a vivere, e forse di questo non ti eri mai accorto prima.

Il coraggio di sentire

Ciò che stai vivendo, qualsiasi cosa tu stia vivendo, è una delle storie della sfocatura. Non l’hai deciso tu, non consciamente almeno. La storia raccontata mobiliterà pensieri ed emozioni nella quantità sufficiente a catturare tutta la tua attenzione e metterà in scena un copione con attori, scenari e vicende congruenti con quella narrazione. E all’inizio, se la tua attenzione non è allenata, aderirai completamente a ciò che accade dentro e fuori di te, e ci crederai. D’altronde hai sempre fatto così, e nessuno prima ti aveva suggerito l’idea che si potesse fare diversamente. Crederai alle emozioni che l’esterno sembrerà provocarti, alimenterai queste emozioni con pensieri su pensieri e questo non farà che dare ancora più sostanza a quel galoppare compulsivo di energia fuori controllo.

Le forme pensiero che influenzano la tua realtà si generano e crescono cosi, con un continuo alimentarsi di pensieri ed emozioni che si nutrono a vicenda, tenute in un circolo vizioso sostenuto dall’attenzione che costantemente gli dai. Quando inizierai a capire come fare per togliergli attenzione e quindi energia, inizierà la guerra della sfocatura, una guerra mossa a chiunque le voglia togliere attenzione e supremazia e nella quale essa userà ogni mezzo, ogni ricordo, ogni scusa per agganciarti.

E come in ogni guerra ben combattuta, ci sarà bisogno di una strategia vincente e di un sapiente condottiero. La ferrea volontà sarà il tuo condottiero, la volontà di non aderire ad alcuna provocazione esterna o interna, di non credere a nessuna storia. La strategia è la resa al puro sentire e il rinunciare a tutto ciò che la mente ti racconta in proposito.

Inizia a sentire ciò che ti attraversa, senza che la storia raccontata nella tua mente possa avere il sopravvento. Arrenditi a ciò che ti attraversa senza riserve e senza badare ai pensieri sottostanti, arrenditi a ogni emozione, a ogni sensazione senza volerla evitare.

Entra nelle emozioni o nelle sensazioni e accoglile incondizionatamente senza che la storia che si sta raccontando attraverso di te possa arrivare a convincerti, a spiegare, giustificare, razionalizzare. Semplicemente, senti fino in fondo rinunciando alla mente e a tutto ciò che sembra fare al momento. Sposta liberamente la tua attenzione - che è sempre sotto il tuo controllo - al centro di quella massa di energia che sono le sensazioni e le emozioni, e con grande coraggio decidi finalmente di sentirle, come se ci volessi affondare dentro, come se volessi lasciare che queste ti saturino.

Hai cercato di evitarle per una vita e questo non ha fatto che nasconderle alla tua consapevolezza, con il risultato che la realtà ti ha ripresentato proprio quel copione che aveva l’unico scopo di fartele vedere di nuovo.

E' ora di fare qualcosa di differente.

Piuttosto che resistere a tutto quello che ti accade dentro, accoglilo, ascoltalo, integralo. Sentilo. Questo è quello che un tempo chiamavamo non resistenza (o apertura), la disponibilità a sentire pienamente, ricordi? Durante la battaglia che sembra accadere al tuo interno abbi il coraggio di sentire ogni emozione e sensazione fino in fondo, distogliendo contemporaneamente l’attenzione da ogni storia che la mente cercherà di raccontarti in proposito, poiché il segreto della riuscita giace nell’abilità a sganciarsi dalla mente.

Persisti quando l’emozione o la sensazione sembreranno crescere in intensità. È solo un momento e passerà. Tu non sei quell’emozione, non sei quei pensieri, ricordatelo. Questo può salvarti la vita. Tu sei la libera attenzione, la luce intensa della consapevolezza che può dissolvere ogni illusione e tornare a conoscere se stessa.

Senti profondamente e intensamente fino al punto in cui farai esperienza, meravigliato, del fatto che tu davvero non sei quell'emozione. Senti profondamente fino a che non avrai la sensazione di emergere dall’altro lato di quella massa di energia emotiva e, spesso molto rapidamente, sperimenterai un sollievo, uno spazio aperto nel quale l’energia bloccata dell’emozione verrà integrata, rilasciata e sostituita da spazio consapevole.

Mentre attraverserai la tua sfocatura le sue storie cercheranno di convincerti in ogni modo che sono reali. Sentirai sorgere nella tua mente racconti di accusa, giustificazione e rabbia; di violenze, di colpe, di desiderio e di mancanza. Tu non credergli. Nessuna di quelle storie è reale. Sono le storie che sono state raccontate prima di te e che cercano di sopravvivere attraverso di te.

Sentire nel corpo

Ogni volta che accade qualcosa lì fuori ricorda di chiederti «Come mi fa sentire? Qual è la storia che mi sto raccontando a proposito di quello che accade?» Porta immediatamente la tua attenzione lontano dalla storia che ti racconti e poggiala unicamente nel corpo, sull'emozione che l’esterno sembra averti provocato, che sia positiva o negativa, mettila al centro di quella massa di energia che si produce in seguito a un avvenimento.

E' come se un laser si immergesse in un denso stagno di fango e la sua luce penetrante iniziasse a bruciare la sostanza che incontra. Quella luce è la tua attenzione veicolata dal tuo sentire e quella sostanza è la densità creata dalle emozioni. Guardale direttamente, ascoltale per ciò che sono usando il corpo per fare questo lavoro. Non ha importanza cosa la mente racconterà in proposito, non hanno alcuna rilevanza la ragione, il torto, le spiegazioni e le teorie. La sola cosa che conta è sentire nel corpo.

La mente non può fare il lavoro del sentire e presto ti accorgerai che “pensare” su un’emozione non ha alcun potere di dissolverla, mentre sentire nel corpo ti porterà sempre più a fondo a dissolvere. Ma ci vuole coraggio a rimanere all’interno e forza di volontà per sostenere le sensazioni quando diverranno dolorose e si faranno più acute.

Tutto il lavoro andrà fatto esclusivamente nel corpo, ogni densità, ogni spostamento andrà sentito attraverso l’attenzione cosciente rivolta al corpo fisico. Non uscirai mai fuori dalla sfocatura pensandoci su, cercando una soluzione mentale; non avrai mai la meglio contro i milioni di storie che ti racconti e ti sei raccontato.

L’unica speranza concreta è la resa al puro sentire, l’unica possibilità è togliere la presa d’acciaio delle emozioni, sentendole direttamente senza più paura e attraversandole nel corpo, fino ad arrivare a un punto di pace, un punto nel quale non solo non potranno più disturbarti, ma nemmeno più sorgere.

L’attenzione rivolta all’interno del corpo e la capacità di sentire pienamente ciò che vi accade sono tra gli strumenti più potenti della tua coscienza, a tua disposizione in ogni momento. Scoprirai che il corpo fisico è il veicolo attraverso il quale puoi realizzare questo importante lavoro di trasformazione e che, solo lì, nella materia densa del corpo, esiste la possibilità di emanciparsi dal predominio della sfocatura.

Male, bene

Presto vedrai che le emozioni - positive o negative che siano - e tutti gli stati che ti attraversano e provano a convincerti che "quello sei tu", sono in realtà solo energia che si muove e si esprime attraverso di te. L’energia è la stessa sia che i sogni allucinatoti che ti ipnotizzano sembrino desiderabili e positivi, sia che ti minaccino incubi terrificanti.

Nessuna storia è reale, né lo sono le emozioni che essa genera e che continuano a sostenerla. Ciò che ti attraversa è sempre e solo energia. Ciò che avviene dentro di te è un fenomeno che tu etichetti come positivo o negativo. Quello che cambia tra le due polarità è solo questa informazione che aggiungi, questo giudizio: questo è positivo, mi fa stare bene, questo è negativo, non lo voglio. Quando decidi che qualcosa ti fa stare bene generi un attaccamento, quando decidi che ti fa stare male generi invece un’avversione.

Adesso ti chiedo di fare un salto. Immagina che non ci sia alcuna differenza fra emozioni positive e negative se non questa decisione che hai preso inconsapevolmente in merito a ciò che è desiderabile e ciò che non lo è. So che ogni tua molecola protesterà di fronte a questa richiesta, ogni tuo strato di sfocatura verrà a raccontarti un miliardo di motivi per cui il male è proprio male e il bene è proprio bene.

Sentirai l’ingiustizia e l'impossibilità di cambiare punto di riferimento perché qualcosa in te difende questo assetto, con un potente incantesimo che vuole legare il potere sui tuoi stati interiori a ciò che è esterno da te.

Ma se persisterai nel voler vedere ogni stato interiore come pura energia, e se vorrai sospendere per un po’ le tue preferenze e giudizi in merito a ciò che è buono e ciò che è cattivo, avrai fatto un passo fuori dalla schiavitù della sfocatura: vedrai presto molti strati dissolversi facilmente e senza sforzo e la realtà modificarsi di conseguenza. Smetterai di resistere a ciò che è.

Potresti allora trovarti faccia a faccia con uno dei mostri che ti ha sempre perseguitato, una delle tue allucinazioni tanto reali. Potresti guardarla e dirle coraggiosamente: «Tu non sei positiva né negativa, sei solo energia che passa e si esprime attraverso di me» e vederla rimpicciolirsi. Potresti sentire fino in fondo quello che questa energia portava con sé, il messaggio, la lezione, la parte di te nascosta nelle pieghe dei tuoi anni inconsapevoli e dissolverla nell’accettazione, nell’amore, nella piena coscienza.

Scoprirai allora che non eri un santo e non eri un peccatore; non eri Dio né il Diavolo, ma eri solo una storia, una delle tante, un copione. Ti scoprirai perfettamente innocente all’estremo opposto di tutte le tue identità fasulle quando riuscirai a vedere tutto quello che credevi di essere e riuscirai a dissolverlo attraverso il puro sentire consapevole senza una storia personale.

Comprendere

Imparando a sentire e a essere più pienamente nell’intensità, inizierai a togliere potere alla mente e ai suoi meccanismi apparentemente invincibili. Laddove la mente cercava di capire, dissezionare, inquadrare la vastità del flusso della vita in categorie conosciute, inizierai a sperimentare un nuovo tipo di comprensione, non intellettuale. Comincerai a comprendere attraverso il sentire e non attraverso il pensare. Potrai così iniziare a capire che per risolvere un problema in maniera davvero integrale non basta agire e mettere a posto l'esterno, non è mai bastato.

La mente non ha mai risolto davvero nulla da sola perché ha sempre funzionato in preda a una o più storie della sfocatura, proponendo soluzioni antiche a problemi sempre nuovi.

Ogni problema dev’essere compreso, processato e dissolto dallo spazio interno della tua attenzione, integrando e digerendo consapevolmente quell'addensamento emotivo che lo ha portato in essere. Le azioni che compi quando l’addensamento è reso cosciente, quando le emozioni sono lasciate fluire e dissipate, saranno allora azioni ispirate, nuove.

Senza questa presa di consapevolezza, invece, le tue azioni resteranno sempre automatiche, spinte dalla paura, dai meccanismi antichi inscritti in te dalla sfocatura, e porteranno sempre gli stessi risultati, le stesse esperienze là fuori, in quello che tu ritieni ancora essere il tuo mondo esterno. Col tempo e con la pratica vedrai le tue emozioni, alle quali dai tanto valore, per ciò che realmente sono: reazioni.

La comprensione del meccanismo fino alla sua radice si farà strada in te man mano che imparerai a sentire fino in fondo, man mano che svilupperai intensità. E allora comprenderai che quella reazione emotiva esiste solo perché esistono dentro di te un giudizio e una storia che la sostengono.

Le storie narrate dentro di te che parlano di positivo e negativo, di bene e male, sono le uniche responsabili del modo in cui reagisci al mondo esterno.

Istruzioni per Maghi Erranti 2.0

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