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La rivoluzione imminente - Il Campo Quantico - Libro di Lynne McTaggart

di Lynne McTaggart 2 mesi fa


La rivoluzione imminente - Il Campo Quantico - Libro di Lynne McTaggart

Leggi le prime pagine del libro di Lynne McTaggart "Il Campo Quantico"

Siamo sull'orlo di una rivoluzione, una rivoluzione profonda e coraggiosa quanto la scoperta della relatività di Einstein.

Alle frontiere della scienza stanno emergendo idee nuove, che mettono in discussione tutto ciò che sappiamo su noi stessi e sul funzionamento del mondo. Sono in corso scoperte che dimostrano ciò che la religione sostiene da sempre: gli esseri umani sono molto, molto di più che un insieme di carne e ossa. Con i suoi concetti fondamentali, questo nuovo sapere risponde a interrogativi che impegnano gli scienziati da centinaia di anni. Nel suo significato più profondo, è la spiegazione dei miracoli.

Da decine di anni, stimati ricercatori di tutti i campi scientifici conducono esperimenti validi che contraddicono le attuali convinzioni nel campo della biologia e della fisica. Questi studi forniscono una grande quantità d'informazioni su quell'unica forza ordinatrice che governa i nostri corpi e il resto del cosmo.

Le scoperte sono davvero stupefacenti: alla base dell'essere umano non ci sono reazioni chimiche, ma cariche energetiche. Tutte le creature viventi sono aggregati di energia interconnessi a ogni altra cosa esistente e immersi in un campo energetico. Questo campo di energia pulsante è il principale motore della nostra coscienza e del nostro essere, l'alfa e l'omega dell'esistenza.

Tra i corpi e l'universo non esiste la dualità "me" e "non me", ma un unico campo energetico che, a livello profondo, ci unisce. E' questo a gestire le funzioni più alte della mente, nonché la fonte delle informazioni che governano la crescita degli organismi. E' il nostro cervello, il nostro cuore, la nostra memoria e, al contempo, l'impronta genetica del mondo in tutta la sua storia.

A determinare il nostro stato di salute o di malattia non sono i germi o la genetica, ma è l'energia di questo campo a cui dobbiamo connetterci per guarire. Siamo legati e connessi a esso, indivisibili dal mondo che ci circonda, e la nostra verità più profonda è riposta in questa relazione energetica. "Il campo di energia" come sintetizzò Einstein, "è l'unica realtà".

Fino a oggi fisica e biologia sono state ancelle delle teorie esposte da Isaac Newton, padre della fisica moderna. Tutte le convinzioni sul mondo e sul nostro posto al suo interno vengono da idee espresse nel XVII secolo, e continuano a costituire la base della moderna scienza. Secondo queste teorie tutti gli elementi dell'universo sono separati gli uni dagli altri, divisibili e finiti in se stessi.

Questo pensiero, nella sua essenza, ha determinato una visione del mondo basata sulla separatezza. Quello descritto da Newton era un ambiente concreto, in cui singole particelle di materia si muovevano nello spazio-tempo secondo certe leggi e l'universo era considerato una macchina.

Prima che Newton formulasse i suoi principi della dinamica, il filosofo francese René Descartes, o Cartesio, era giunto a elaborare una nozione rivoluzionaria per il suo periodo, quella della separatezza tra noi, intesi come mente, e la materia inerte dei nostri corpi, che erano solo un altro tipo di macchina ben oliata. Il mondo era costituito da un gran numero di oggetti discreti - ossia divisi gli uni dagli altri - e misurabili, con comportamenti prevedibili. Il più isolato di tutti era l'essere umano, che si collocava al di fuori dell'universo e lo studiava. Perfino il corpo, sotto un certo aspetto, era qualcosa di distinto e diverso dalla vera essenza: la mente conscia che conduceva l'osservazione.

Il mondo di Newton forse obbediva anche alle leggi, ma in ultima istanza era un luogo di solitudine e desolazione. Era un'enorme ingranaggio che andava avanti a prescindere dalla nostra presenza. Con poche abili mosse, Newton e Cartesio avevano eliminato Dio e la forza vitale dalla materia e noi, con la nostra coscienza, dal centro del cosmo. Avevano strappato il cuore e l'anima all'universo, trasformandolo in una serie di parti inerti, incastrate le une nelle altre.

Come notato da Danah Zohar in L'Io ritrovato, l'aspetto più rilevante fu che "la visione di Newton ci toglieva dal tessuto dell'universo".

La nostra immagine diventò perfino più tetra con il lavoro di Charles Darwin. La sua teoria dell'evoluzione, oggi leggermente modificata dai neodarwiniani, presenta una vita senza scopo, solitaria, basata sulla casualità e dominata dall'istinto predatorio. Bisogna essere i migliori, pena la propria estinzione. Siamo nient'altro che un incidente evolutivo. La vasta scacchiera dell'eredità biologica dei nostri antenati è ridotta a un solo aspetto: la sopravvivenza. Mangiare o essere mangiati. Nella sua essenza l'umanità è ridotta a un terrorista genetico che, con grande efficacia, si libera degli anelli più deboli.

La vita non è condivisione e interdipendenza. È una gara da vincere. E chi riesce a sopravvivere si trova tutto solo in cima alla piramide evolutiva.

Queste teorie, che vedono il mondo come un ingranaggio e l'uomo come una macchina per la conservazione della specie, ci hanno condotto al dominio tecnologico dell'universo, ma ci hanno fruttato poche conoscenze davvero importanti per noi. A livello spirituale e metafisico ci hanno condotto al senso di isolamento più brutale e disperato, e non hanno aggiunto nulla alla comprensione dei misteri più profondi su noi stessi: come pensiamo, come inizia la vita, perché ci ammaliamo, come fa una sola cellula a trasformarsi in un individuo completo e nemmeno cosa accade alla coscienza umana quando moriamo.

Seppur con riluttanza, continuiamo a sostenere questo sistema di concepire il mondo meccanizzato e formato da oggetti separati, anche se non fa parte della nostra esperienza quotidiana. Molti di noi cercano rifugio da quest'esistenza dura e nichilistica nella religione che, con i suoi ideali di unità, comunità e scopo, può darci un po' di sollievo. La sua visione del mondo resta comunque in contraddizione con quella esposta dalla scienza. Chiunque sia andato alla ricerca di una vita spirituale è stato costretto a combattere con queste opposte concezioni dell'universo, cercando inutilmente di conciliarle.

La scoperta della fisica quantistica, avvenuta nella prima parte del XX secolo, avrebbe dovuto spazzare via definitivamente questo mondo di separazione. Più i pionieri di questa disciplina penetravano nel cuore della materia, più si stupivano di ciò che vedevano.

I microscopici componenti dell'atomo non erano nemmeno più materiali e, a quanto ne sappiamo, non erano nemmeno entità definite, ma assumevano ora le caratteristiche di un tipo di particella, ora quelle di un altro. E, cosa ancor più strana, spesso queste particelle si trovavano simultaneamente in vari stati tutti potenzialmente pensabili, e i corpuscoli subatomici, isolati gli uni dagli altri, assumevano un significato solo in relazione a tutto il resto. Allo stato elementare la materia non poteva essere suddivisa in piccole unità a sé stanti, ma era indivisibile. L'universo poteva essere compreso solo considerandolo come un'unica rete dinamica di interconnessioni.

Infatti, una volta avvenuta un'interazione, le particelle continuavano a restare legate anche dopo che si erano separate, influenzandosi a vicenda perfino a distanza di chilometri o di anni luce [Ndt: Fenomeno dell'entanglement quantistico teorizzato da Paul Dirac].

Le stesse dimensioni di spazio e tempo assumevano le sembianze di costrutti arbitrari, non più applicabili a questo livello di grandezza. Tempo e spazio come li conosciamo non esistevano davvero. Tutto ciò che si vedeva a perdita d'occhio era una lunga estensione di qui e ora.

I pionieri della fisica quantistica, Erwin Schròdinger, Werner Heisenberg, Niels Bohr e Wolfgang Pauli ebbero il sentore di aver sconfinato nel territorio della metafisica. Gli elettroni erano collegati simultaneamente a tutto l'esistente e questo aveva grandi implicazioni generali sulla natura del mondo.

Per cercare di cogliere la verità più profonda dello strano mondo subatomico che stavano osservando, cominciarono a leggere i classici della filosofia. Pauli studiò la psicoanalisi, gli archetipi e la Cabala; Bohr, il taoismo e l'antica filosofia cinese; Schròdinger la filosofia induista e Heisenberg la teoria platonica risalente alla Grecia antica. Nessuno di loro riuscì però a formulare una teoria coerente sulle implicazioni spirituali della fisica quantistica. Niels Bohr appese alla propria porta un cartello che diceva: "Alla larga i filosofi. Lavori in corso."

Inoltre era rimasta in sospeso un'altra questione di carattere pratico: Bohr e colleghi erano arrivati solo a un certo punto della sperimentazione e dell'elaborazione dei dati. Gli esperimenti che avevano condotto per dimostrare gli effetti quantistici si erano svolti in laboratorio e avevano interessato particelle subatomiche di materia inanimata.

Da allora, gli scienziati che proseguirono il loro lavoro diedero per scontato che questo strano mondo quantico costituisse il fondamento della sola materia inerte. Per la materia organica vivente, invece, restavano ancora valide le leggi di Newton e Cartesio, sulla cui visione si sono basate la medicina e la biologia moderne. Perfino il funzionamento della biochimica si avvale dei concetti di urto e forza newtoniani.

E l'essere umano? All'improvviso era diventato fondamentale in ogni processo fisico, ma nessuno aveva dato rilievo alla novità.

I pionieri della fisica quantistica avevano scoperto che la nostra presenza aveva un'influenza determinante sulla materia. Le particelle subatomiche, infatti, esistevano in tutti gli stati possibili finché non venivano disturbate da noi, tramite l'osservazione o la misurazione; a quel punto assumevano una forma definita e reale. La nostra osservazione, ossia la nostra coscienza, era determinante perché il flusso di particelle subatomiche diventasse un qualcosa di preciso, eppure non eravamo compresi in nessuno dei modelli matematici di Heisenberg o Schròdinger.

Pur rendendosi conto che noi eravamo il segreto di tutto, non sapevano come includerci nei calcoli. Per quanto riguardava la scienza, eravamo ancora degli osservatori esterni.

Tutte le questioni irrisolte della fisica quantistica non vennero mai affrontate e inserite in una teoria coerente, e la disciplina si ridusse a uno strumento di grande utilità a livello tecnologico, fondamentale nella costruzione di bombe e moderne apparecchiature elettroniche. Le implicazioni filosofiche furono dimenticate e rimasero soltanto i vantaggi pratici.

La gran parte dei fisici che vennero dopo era disposta a prendere per buona la strana natura del mondo quantico perché le formulazioni matematiche - come l'equazione di Schròdinger - funzionavano alla perfezione, ma scuoteva la testa di fronte a tutto ciò che risultava contrario alla logica.

Com'era possibile che gli elettroni fossero in contatto contemporaneamente con ogni cosa esistente? Com'era possibile che l'elettrone diventasse, per così dire, un'entità determinata solo quando veniva esaminato o misurato? Com'era possibile quindi che nel mondo esistesse qualcosa di concreto se tutto, una volta che si cominciava a osservarlo più da vicino, si rivelava essere un fuoco fatuo?

La loro risposta fu che il regno delle nanoparticelle era soggetto a certe leggi, che venivano sostituite da altre all'aumentare delle dimensioni, e che i principi validi per la materia inorganica non lo erano per quella organica; decisero di accettare queste apparenti contraddizioni come avrebbero fatto con uno degli assiomi fondamentali della fisica newtoniana. Queste erano le regole del mondo e si dovevano accettare. I modelli matematici funzionavano e tanto bastava.

Un ristretto gruppo di scienziati sparsi per il mondo, invece, non si accontentò di continuare a ripetere quello che si sapeva della fisica quantistica. Questi individui pretendevano di ricevere una risposta migliore a molti dei grandi interrogativi rimasti irrisolti. Con le loro ricerche e sperimentazioni, ripresero dal punto in cui i primi studiosi si erano interrotti e cominciarono ad approfondire alcune tematiche.

In molti ripensarono ad alcune equazioni che erano sempre state tenute a margine della disciplina. Si trattava dei calcoli che definivano il Campo del Punto Zero, un oceano di microvibrazioni comprese nello spazio tra un oggetto e l'altro. Si resero conto che includere questo campo nella concezione della natura ultima della materia avrebbe significato ammettere che il fondamento stesso del nostro universo era un mare di energia pulsante, un solo sterminato campo quantico. Se fosse stato vero, ogni cosa sarebbe stata connessa a tutto l'esistente attraverso una specie di rete invisibile.

Scoprirono inoltre che eravamo composti dallo stesso materiale. Gli esseri viventi, compresi noi umani, erano aggregati di energia quantica che scambiavano costantemente informazioni con quest'inesauribile mare di energia ed emettevano una debole radiazione, che costituiva l'aspetto più importante dei processi biologici. Le informazioni relative a tutti i settori della vita, dalla comunicazione cellulare fino alla vasta gamma di controlli del DNA, venivano fornite tramite uno scambio a livello quantico. Perfino le nostre menti, che in teoria dovevano essere al di fuori delle leggi della materia, operavano secondo processi quantici. Pensieri ed emozioni, assieme a tutte le funzioni cognitive più complesse, erano legati alle informazioni quantiche che pulsavano simultaneamente nei nostri cervelli e corpi. Erano le interazioni tra le particelle subatomiche dei nostri cervelli e del mare di energia quantica a garantire la percezione nell'uomo. Eravamo letteralmente in risonanza con il nostro mondo.

Le scoperte di questi studiosi si rivelarono insieme straordinarie ed eretiche. In un sol colpo avevano messo in discussione molte delle leggi fondamentali della fisica e della biologia. Avevano scoperto niente meno che la chiave d'accesso a tutti i meccanismi di elaborazione e scambio d'informazioni del nostro mondo: dalla comunicazione cellulare alla concezione dell'universo. Avevano trovato le risposte ad alcuni degli interrogativi più profondi della biologia riguardanti la morfologia umana e la consapevolezza degli esseri viventi.

Qui, nel cosiddetto spazio "morto", forse si celava il segreto della vita stessa.

Cosa ancor più importante, avevano dimostrato che tutti noi siamo connessi gli uni agli altri e il mondo, a sua volta, è connesso alle fondamenta del nostro essere. Grazie agli esperimenti scientifici avevano ipotizzato l'esistenza di una forza vitale che attraversa l'universo; qualcosa che era stato variamente chiamato coscienza collettiva o, secondo la definizione dei teologi, Spirito Santo. Offrirono una spiegazione plausibile per tutti quegli argomenti in cui per secoli l'umanità aveva creduto senza averne una prova concreta o un'adeguata giustificazione: dall'efficacia della medicina alternativa e perfino della preghiera, alla vita oltre la morte. In un certo senso ci fornivano una scienza della religione.

Diversamente da Newton o Darwin, la loro concezione del mondo era a sostegno della vita. Queste idee, con le relative implicazioni rispetto all'ordine e al controllo, davano potere a noi esseri umani.

Non eravamo semplici incidenti di natura, ma facevamo di nuovo parte del creato e rivestivamo un ruolo importante. Il nostro mondo e il posto che occupavamo al suo interno avevano uno scopo, e le nostre azioni e pensieri erano fondamentali per la sua realizzazione.

Gli esseri umani, inoltre, non erano più separati gli uni dagli altri. Non esistevano più un "noi" e un "loro". Non eravamo più alla periferia dell'universo a guardare dentro da fuori. Potevamo prendere la posizione che ci spettava, ritornando al centro del nostro mondo.

Queste idee sono state considerate alto tradimento e gli scienziati, tutti provenienti da istituzioni credibili e di prim'ordine come Princeton, Stanford e grandi centri francesi e tedeschi, hanno dovuto difendersi contro un sistema ostile, trincerato su posizioni obsolete. Nonostante l'alta qualità del lavoro, le loro indagini - che durano da trent'anni - sono passate sotto silenzio o sono state sospese perché hanno messo in discussione un certo numero di assiomi considerati inviolabili e sui quali si basa la scienza moderna. Non risultavano coerenti con la visione meccanicistica del mondo generalmente propugnata dalla scienza.

Accettare queste nuove idee avrebbe significato eliminare molte delle attuali convinzioni scientifiche e ricominciare praticamente da zero, e la vecchia guardia non voleva proprio saperne: se quelle teorie erano in contraddizione con la visione del mondo, allora dovevano essere sbagliate.

Ma era già troppo tardi e la rivoluzione inarrestabile. Gli scienziati nominati in questo libro sono solo alcuni dei pionieri, un piccolo spaccato di un movimento più ampio. Ce ne sono molti altri, dietro di loro, che continuano a mettere alla prova punti di vista e teorie, sperimentando e apportando modifiche, impegnati nell'opera che assorbe tutti i veri esploratori.

Invece di liquidare queste informazioni in quanto incoerenti con la propria visione del mondo, la scienza ortodossa dovrà iniziare a modificare i propri principi per adattarsi alle nuove scoperte. E' venuto il momento di relegare Newton e Cartesio al ruolo che gli spetta: quello di profeti di una visione storica oggi sorpassata.

La scienza non è un sistema di regole fisse valide in eterno, può solo essere un processo di comprensione del mondo e di noi stessi. Con l'entrata del nuovo, il vecchio spesso deve essere messo da parte.

Il Campo Quantico è la storia di questa rivoluzione in atto. Come molte rivoluzioni è iniziata con piccole sacche di ribellione che hanno guadagnato forza e slancio individualmente (una novità da una parte, una scoperta da un'altra), invece di costituirsi come un unico, grande movimento di riforma.

Sebbene consapevoli dei rispettivi lavori, questi uomini e donne di laboratorio spesso non amano spingersi oltre la sperimentazione per esaminare a fondo le implicazioni delle loro scoperte, o non sempre hanno il tempo necessario per collocarle nel contesto delle altre evidenze scientifiche che vengono alla luce. Ogni scienziato si è imbarcato in un viaggio di esplorazione e ciascuno ha scoperto un pezzo dì terra, ma nessuno è stato abbastanza coraggioso da dichiararla un nuovo continente.

Il Campo Quantico rappresenta uno dei primi tentativi di concentrare queste ricerche in uno studio coeso. Nel fare ciò, fornisce validità scientifica ad aree prevalentemente sotto il dominio della religione, del misticismo, della medicina alternativa o della speculazione New Age.

Benché tutto il materiale di questo libro si basi su solidi fatti confermati dalla sperimentazione scientifica, a volte, per formulare una teoria globale, ho dovuto azzardare delle ipotesi. Di conseguenza, mi preme sottolineare che la visione che propongo è, come piace tanto dire a Robert Jahn, decano di Princeton, un lavoro in corso.

In certi casi alcune delle prove scientifiche presentate in questo libro non sono ancora state riprodotte da gruppi indipendenti. Come tutte le nuove idee, Il Campo Quantico deve essere visto come uno dei primi tentativi di assimilare scoperte isolate in un modello coerente, e parti di esso, per forza di cose, dovranno essere riviste in futuro.

E' bene anche ricordare il famoso detto secondo il quale un'idea giusta non può mai essere dimostrata definitivamente. Il miglior risultato a cui la scienza possa aspirare è quello di confutare le false credenze. Ci sono stati diversi tentativi di screditare le nuove idee proposte in questo libro da scienziati con buone credenziali e metodologie corrette, ma senza risultato. Perciò queste idee restano valide finché non saranno smentite o perfezionate.

Questo libro è scritto per un pubblico generico, di non addetti ai lavori, e per rendere comprensibili nozioni molto complesse ho spesso dovuto ricorrere a metafore che rappresentano solo una rozza approssimazione della verità. A volte i concetti radicali qui presentati richiedono pazienza e non posso promettere che sarà sempre una lettura facile. Ci sono nozioni difficili da assimilare per i seguaci delle teorie di Newton o Cartesio, abituati come sono a pensare che tutto nel mondo sia separato e integro.

E' inoltre importante sottolineare che nessuna delle scoperte è opera mia. Non sono una scienziata. Sono soltanto la cronista e, a volte, l'interprete.

Gli applausi vanno ai ricercatori - donne e uomini di laboratorio, per lo più sconosciuti - che hanno fatto emergere e colto lo straordinario nel corso del quotidiano. Spesso, senza che ne fossero pienamente consapevoli, il loro lavoro si è trasformato nella ricerca della fisica dell'impossibile.

Il Campo Quantico - The Field

Connetti la mente quantica alla forza dell'universo

Lynne McTaggart

La scienza ha iniziato a dimostrare ciò che l'antica mitologia e la religione hanno sempre sostenuto: la cosiddetta "energia vitale" esiste. In questo libro, la giornalista e ricercatrice Lynne McTaggart rivela un modello...

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Lynne McTaggart

Brillante conferenziere, giornalista e scrittrice di fama internazionale, Lynne McTaggart è esperta di scienze di frontiera e di medicina alternativa. Dirige insieme al marito l’associazione What the Doctors Don’t Tell You ed è conosciuta per la pubblicazione di importanti riviste e saggi...
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