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La rinascita della pianta dell'umanità

di Stephen Gray 3 mesi fa


La rinascita della pianta dell'umanità

Leggi un estratto dal libro "Cannabis e Spiritualità" di Stephen Gray

Le due citazioni con cui si apre questa Introduzione contengono parole forti, sono affermazioni nette che potrebbero essere difficili da credere.

Stiamo davvero parlando della gentile, rilassante ed euforica cannabis? È la stessa pianta spesso usata come via di fuga o che ci ammalia come l’artista quando lancia lustrini sulle teste del suo pubblico? Oppure la cannabis che provoca bonarietà e risate, o stordimento del tipo «Ah, di cosa stavamo parlando...?» O magari ci stiamo riferendo a quel suo effetto, che talvolta si verifica, di scollegarci da tutto?

E che dire della sua non infrequente tendenza ad amplificare l’introspezione, l’ipersensibilità e perfino la paranoia?

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Cannabis e Spiritualità

Guida all’esplorazione di un’antica pianta maestra

Stephen Gray

La Cannabis è sicuramente la pianta più discussa del pianeta: nel corso degli anni è stata bandita, vietata, santificata e poi di nuovo preclusa. Stephen Gray, scrittore, fotografo e ricercatore, accompagna il lettore alla...

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Indice dei contenuti:

I molteplici volti e usi della cannabis

«Nell'estasi del bhang, la scintilla dell’Eterno nell’uomo trasforma in luce l’oscurità della materia o illusione. [...] L’anima, nella quale lo spirito del bhang trova casa, si libra in volo nell’oceano dell’Essere, libera dall’estenuante ciclo del sé accecato dalla materia». Joseph Campbell, On the Religion of Hemp

«È più che giusto che in quest’era di inquinamento e plastica, il guru, per benedirci con lo Shaktipat, venga a noi sotto forma di una pianta antica ed eliofila che ha come suo più grande e intrinseco attributo il potere di elevare la coscienza». Joan Bello, The Benefits of Marijuana

Ma, come indicano le due citazioni, c’è un altro aspetto della cannabis che al momento non viene pienamente riconosciuto. Quando viene stabilita una relazione reciproca rispettosa e intelligente, e le persone possono incontrare la pianta nelle giuste condizioni, sia interiori che esteriori - ciò che chi lavora con gli enteogeni definisce set e setting positivo — la cannabis può essere una poderosa pianta maestra e un alleato spirituale.

Questo potenziale "altro” della cannabis era conosciuto in molti luoghi della terra e lo rimase per un lungo periodo della storia dell’umanità. Ma attraverso i secoli, e in special modo nel XX secolo, la comprensione e l’applicazione dei suoi doni più grandi è praticamente diventata un’arte perduta.

Parlando brevemente della sua storia biologica, che precede di molto la civilizzazione umana, la cannabis e i suoi parenti più stretti si trovano su questo pianeta da un tempo estremamente lungo. Nonostante manchino dei veri fossili antichi che lo testimonino, la deduzione scientifica suggerisce che il lignaggio delle cannabaceae potrebbe essere apparso sulla Terra intorno ai trentaquattro milioni di anni fa. Le parole "potrebbe essere” implicano un certo spazio di manovra, ma decurtando qualche milione di anni stiamo ancora parlando di un consistente lasso temporale, soprattutto se misurato su scala umana.

Mentre possiamo solo supporre che la pianta e il pianeta fossero in relazione da lungo tempo prima che noi esseri umani entrassimo in scena, abbiamo invece prove abbondanti sul lungo e fruttuoso legame tra le comunità degli uomini e la cannabis, Alcuni ricercatori stimano che l’uso della cannabis da parte dell'uomo (Homo sapiens) abbia avuto inizio intorno ai dodicimila anni fa. Consistenti prove archeologiche di questa relazione - incluso l’uso sciamanico — sono databili almeno fino al Neolitico, all’incirca settemilacinquecento anni fa. Alcuni ricercatori hanno perfino avanzato l’ipotesi che la specie umana si sia evoluta insieme alla cannabis per molte migliaia di anni.

Sappiamo per certo che almeno nel corso degli ultimi millenni la cannabis è stata usata in innumerevoli modi. I suoi principali campi di applicazione riguardano cibo, medicine, riscaldamento, prodotti per la casa, materiali da costruzione, carta, corde, reti, vestiti, basi per pittura e cosmetici, ricerca di piacere e ispirazione creativa, ed è stata utilizzata - l’aspetto più rilevante per il tema di questo libro - per la liberazione di se stessi da quello che potremmo definire «l’estenuante ciclo del sé accecato dalla materia».

La cannabis è la pianta dell’umanità o, come la chiama Jeremy Wolff, che ha collaborato a questo libro, lo “psichedelico dell’umanità’’. Rimarrà sempre al nostro fianco nonostante tanti programmi volti a diffamarla e a sopprimerla siano stati attuati nel corso degli ultimi millenni in molte parti del pianeta. E ora, proprio mentre sto scrivendo, si sta verificando una sua strabiliante rinascita e tutto sembra indicare che ci accingiamo a vivere nuovamente un’epoca in cui l’uso della nostra pianta sarà basato su saggezza e consapevolezza.

Il concetto di cannabis come pianta dell’umanità è sincronico alla rinascita che si dispiega giorno per giorno davanti ai nostri occhi, una delle cui componenti è data da ciò che io definisco “il processo di diventare autentici’’. Un numero sempre crescente di persone si sta rendendo conto che i vecchi schemi di condizionamento non sono affatto utili al benessere dell’uomo e della Terra. Per quanto solo il tempo potrà dirlo, sembra che la liberazione della cannabis dal controllo errato e restrittivo di governi e religioni secolari sia intimamente connessa con un più ampio cambiamento di coscienza.

«Aprire il tuo cuore è ridurre il tuo ego, e questa è Tunica magia sempre necessaria per fare esperienza della nuda verità»Tony Vigorito, Nine Kinds of Naked

La cannabis come catalizzatore dell’attuale rinascita

Un elemento chiave del cambiamento di coscienza è la transizione della percezione e dell'intelligenza dalla testa al cuore. Con il predominio della mente si ha una percezione di seconda mano, trattandosi di un’interpretazione concettuale di stimoli sensoriali e, in questo senso, è immaginaria, un laboratorio per tutti i tipi di illusione. Ma come è affermato in molti saggi insegnamenti del buddhismo, dell'induismo e di altre tradizioni, il cuore e la mente non sono entità separate. Per esempio, la parola sanscrita bodhicitta significa “mente e cuore risvegliati”: bodhi significa “risveglio” e citta “cuore e mente insieme”.

Quando il dominio della mente è totale, viene a mancare quell'intelligenza data dalla percezione diretta alimentata da un cuore risvegliato. Per descrivere questa intelligenza immediata, le tradizioni sapienziali usano termini come realtà incondizionata, ciò che è e Tao.

Come si collega tutto ciò alla cannabis? In poche parole, quando facciamo uso della pianta mossi dalle intenzioni e seguendo le pratiche descritte in questo libro, essa può aiutarci a dissolvere le nostre convinzioni basate sulla mente e portarci in modo rilassato verso una percezione del cuore, diretta e intuitiva, e alla saggezza del corpo. Come spero avrete modo di comprendere leggendo questo libro, la cannabis può aiutarci a entrare profondamente nel presente. Utilizzata in modo sapiente, ci può aiutare a risvegliarci dall'illusione della separazione, che ha permeato la vita di così tante persone, provenienti dalle più svariate culture, tenendole collettivamente imprigionate per un lungo, lunghissimo periodo.

«L'erba è la chiave per una nuova comprensione di sé, dell’universo e di Dio. E il veicolo per la coscienza cosmica; introduce a livelli di realtà non percepiti normalmente [...] e sviluppa un certo senso di fusione con tutti gli esseri viventi». Leonard E. Barrett Sr., I rastafariani

La trasformazione della coscienza implica un radicale cambiamento di prospettiva. Non ha a che vedere soltanto con sentimenti come la felicità, la tristezza, la rabbia e via dicendo. E un modo di vivere, un cammino di apprendimento per avere fiducia nell’intelligenza della nostra diretta e incondizionata esperienza.

La cannabis è meravigliosamente in armonia con questo “nuovo” modo. Quando si incontra la pianta con attenzione piena e rilassata, essa può mostrare come sentirsi e muoversi al meglio in questa matrix di energie interconnesse, senza appoggiarci a schemi abituali compulsivi né a ipotesi concettuali derivate dalla mente egoica.

Ad oggi sono davvero numerose le ricerche in merito ai benefici medici della cannabis e, data la sua diffusione, va da sé che ciascuno di noi (e siamo milioni!) abbia le sue personali preferenze circa il modo di entrarvi in contatto. Tuttavia, fraintendimenti e usi impropri sono molto diffusi, e c’è ancora pochissima comprensione del pieno potere e del potenziale di questa umile e paziente pianta come alleato nel viaggio di risveglio.

«Sentii che finalmente ero riuscita a connettermi con il potenziale curativo di questa pianta sacra, che ora, attraverso la meditazione cosciente e la tranquillità della mente, poteva rivelarsi. In un certo senso la pianta era timida, e solo grazie ai miei sforzi per sedare il mio fuoco interiore la sua delicata verità si è potuta rivelare»Raina Cole

Un portale per la quiete interiore

Un aspetto centrale del lavoro spirituale con la cannabis è il viaggio verso il rilassamento e il lasciarsi andare alla quiete interiore. Quiete - vuoto o shunyata nell’insegnamento buddhista - è sinonimo di pace. La consapevolezza, in presenza di quiete interiore, è accompagnata dall’amore.

Come i saggi avevano ben compreso e descritto, il viaggio di risveglio comincia proprio dalla nostra ignoranza e dal nostro timore dello stato di risveglio; poi ne abbiamo dei barlumi, iniziamo a conoscerlo e ad acquisire una sempre maggior fiducia e familiarità, fino a trovarci a nostro agio con la piena presenza e ad agire da quel luogo di quiete. Mi piace quello che scrive Gialal al-Din Rumi, mistico e poeta persiano del xiii secolo:

Ho vissuto al limite della follia volendo conoscere le ragioni, bussando alla porta. Si è aperta. Stavo bussando dall’interno.

Un’ultima considerazione sull’importante rapporto tra cannabis e spiritualità si trova nelle parole di Hui Neng, vi patriarca zen, che era chiaramente sulla strada giusta quando scrisse:

«La saggezza dell’illuminazione è innata in ognuno di noi. E l’illusione di cui è preda la nostra mente che ci impedisce di rendercene conto da soli, e così chiediamo consiglio e guida a qualche illuminato prima di poter conoscere l’essenza della nostra mente. Dovreste sapere che fra la natura buddhica di una persona illuminata e di una ignorante non c’è differenza. Ciò che fa la differenza è che la prima ne è consapevole, mentre l'altra no».

In qualche modo tutto ciò che facciamo è spirituale, come suggerisce la citazione di Hui-Neng. Alla fine, tutti i nostri strumenti ed esercizi “spirituali” sono — o almeno dovrebbero essere - creati per condurci a vivere e respirare ogni giorno nella consapevolezza incarnata di questa amorevole e creativa realtà. Alcune pratiche e strumenti possono essere molto utili nell’incoraggiarci e nel mostrarci la strada che dal limite della follia ci conduce a comprendere che stiamo “bussando dall’interno”.

E questo ci riporta alla cannabis, che è una di queste fonti di ispirazione. Sulla base della mia esperienza, posso affermare che la cannabis è un alleato premuroso e flessibile, ma allo stesso tempo intransigente in un modo tutto suo. Nonostante possa essere molto potente, quando ci si apre a lei e ci si rilassa tra le sue braccia, l’erba sacra ci mostra sovente la sua natura delicata e gentile. Quando non lo si fa e si riempie questo spazio con se stessi, si perde quest’invito. La cannabis, per quanto abbia il potere di farlo, non ti prenderà per la collottola obbligandoti a seguirla, come invece avviene di solito con alti dosaggi di piante e sostanze quali il peyote, l’ayahuasca, la psilocibina, l’LSD e altre ancora.

Ovviamente esistono anche numerose pratiche di risveglio che non includono l’utilizzo di sostanze di questo tipo. In questo libro non intendiamo entrare nel dibattito sui rispettivi meriti delle pratiche spirituali convenzionali e di quelle che prevedono l’uso di “droghe”. Si tratta di una questione spinosa, che ha sostenitori da ambo i lati, e tutti sono sicuri di avere ragione.

Da una parte ce chi non riesce ad accettare che una sostanza possa produrre autentiche esperienze spirituali e mistiche e contribuire alla vita spirituale. Dall’altra si insiste sul fatto che la pratica spirituale senza l’assistenza di enteogeni possa essere una condanna a molti anni di crescita a passo di lumaca e di progressi limitati sul cammino verso uno stato di risveglio.

Ad ogni modo, molti di noi, inclusi coloro che hanno contribuito a questo libro, credono sia insensato ignorare il potenziale aiuto di questa astuta e benevola pianta. Le medicine psicotrope ed enteogene sono state descritte come amplificatori non specifici. Troverete in questo libro continui riferimenti all’importanza di creare sempre un buon set e setting per l’uso di queste sostanze. Nei capitoli successivi verranno presentate pratiche e punti di vista, sia contemporanei che tradizionali, che possono aiutare ad amplificare le capacità della cannabis di evocare gratitudine per la vita, risvegliare i centri immaginativi, aprire il cuore ed entrare nella quiete interiore.

La mia spinta iniziale alla realizzazione di questo progetto è provenuta dall’antica consapevolezza orientale secondo cui per cambiare e curare qualcosa non devi necessariamente scagliartici contro o condannarlo sul piano morale, come invece spesso fanno i fondamentalisti e i censori. Al contrario, ti relazioni con quell’energia e la usi nel processo di trasmutazione. Dato che l’esigenza di sperimentare uno stato alterato di coscienza è pressoché universale, l’approccio più saggio è quello di lavorare proprio con questo impulso e, quando appropriato, aiutare a trasmutarlo. E questa la ragion d’essere di questo libro: arrivare a conoscere il crescente uso, anche improprio, che viene fatto della cannabis, senza alcun giudizio, aiutando a canalizzare parte di quell’energia verso il suo potenziale di risveglio.

«L’uso medicinale, ricreativo e sacramentale di questa pianta è di fatto identico. Essere in salute vuol dire essere felici ed essere sacri, e tutte queste cose sono connesse all'uso della cannabis». Joan Bello, The Benefits of Marijuana

In Cannabis e spiritualità avremo modo di presentare e mettere a confronto svariate metodologie di pratiche spirituali che possono essere eseguite insieme alla cannabis, ma va chiarito che il concetto di pratica spirituale viene qui inteso in modo aperto e non dogmatico. È vero che alcune delle pratiche di risveglio brevemente descritte in questo libro sembrano proprio pratiche formali di meditazione, incluse alcune tecniche, provenienti dalle grandi tradizioni, volte a sviluppare la “nuda attenzione”. (Si tratta di semplici tecniche di mindfulness e di meditazione consapevole.) Tuttavia, sono molte le pratiche che possono condurci in uno stato di profonda presenza. La cannabis può amplificare il loro potenziale e facilitare il raggiungimento di questo stato in ogni attività, dal camminare nel bosco al fare l’amore, dal ballare all’ascoltare o fare musica, dallo scrivere al dipingere, fino a preparare il tè in modo appropriato, come direbbero gli antichi maestri zen...

Ma non è per tutti!

Arrivati a questo punto, voglio però essere chiaro sul fatto che la cannabis non è per tutti. Alcune persone sono davvero troppo sensibili o fragili per riuscire a gestire gli effetti amplificatori della pianta. Per non parlare dei suoi usi impropri, che a lungo termine possono provocare più danni che benefici. Per queste ragioni, in molti dei capitoli di questo libro troverete diversi ammonimenti sugli usi impropri e sugli abusi della cannabis.

Fenomeno particolarmente curioso, a molte persone intelligenti e mentalmente sane, inclusi alcuni che si trovano in forte sintonia con altri enteogeni, non piace la cannabis e non la considerano un alleato. Non voglio presumere di conoscere le ragioni alla base di ogni singolo caso. Ad ogni modo, uno dei punti fondamentali trattati in questo libro è l’attenzione estrema per il set e il setting. C’è una sostanziale differenza tra l’uso della cannabis senza far attenzione a questi due elementi e 1’incontrarla invece con un’intenzione disciplinata. Assumersi concretamente questo tipo di impegno implica una curva di apprendimento.

Sospetto - e l’esperienza lo ha dimostrato - che la ragione per cui alcune persone di carattere solitamente aperto e coraggioso hanno avuto esperienze scoraggianti con la cannabis sia da rinvenirsi nell’influenza esercitata sul loro processo di pensiero nello stato di più alta sensibilità. Anche chi ha esperienza con altre medicine sacre a volte può non rendersi conto che, al pari degli altri enteogeni, la cannabis può generare un’energia a cui ci si deve arrendere. Come avviene nella meditazione, i pensieri — per quanto affascinanti possano essere - devono essere accolti come un fenomeno temporaneo e inconsistente. L’energia della cannabis può rilassare, generare apertura e far crescere, ma non bisogna dimenticare che sotto l’influenza amplificatrice della pianta i pensieri possono subire delle distorsioni, assumendo contorni spropositati e perdendo in obiettività.

Una miriade di prospettive sull’erba

E una fortuna che esistano individui in grado di comprendere pienamente le potenzialità della cannabis nel risvegliare lo spirito e arricchire il senso di gratitudine verso la vita; ed è una fortuna ancor più grande il fatto che alcuni tra i migliori e più illuminati di loro abbiano acconsentito a prendere parte a questo progetto. Vi forniranno senz’altro una vivace varietà di punti di vista. E sono convinto che se li riunissimo tutti insieme in una stanza, ponendo loro domande specifiche sui diversi modi di usare la cannabis, ciascuno di noi potrebbe trovarsi d’accordo con alcuni e in disaccordo con altri. Tutto ciò è voluto. Solo voi, come lettori, potete decidere quali idee vi risuonano.

Insieme all'indagine storica del famoso ricercatore Chris Bennett, a supporto dell’autenticità dell’uso estensivo della cannabis come alleato spirituale, grazie a Joan Bello il libro offrirà informazioni sorprendenti e istruttive sull’interazione farmacocinetica della pianta con l’organismo umano. Troverete anche intuizioni e riflessioni personali di tanti vecchi saggi e compagni di viaggio, fra cui l’etnobotanica Kathleen Harrison, l’autore e artista Jeremy Wolff e le guide di cerimonie con enteogeni Sean Hamman e Steve Dyer.

La cannabis viene usata da tempo in pratiche rituali molto intense. Per integrare i miei suggerimenti e quelli dell’insegnante di ganja yoga Dee Dussault riguardo a pratiche di gruppo e personali, ho incluso i contributi di numerosi esperti e praticanti di tradizioni spirituali ancora molto vive. Jeff Brown, ex membro della chiesa rastafariana di tradizione giamaicana, conosciuta come Ethiopian Zion Coptic Church, ci parla della filosofia di fondo e dell’approccio alla pratica in alcuni segmenti della comunità rastafariana giamaicana. Satyen Raja ci accompagna a incontrare i iaàhu dell’India nella loro intimità. Lo sciamano brasiliano ayahuasquero Mariano da Silva espone le sue idee derivate dai suoi molti anni di uso sacramentale della cannabis. Il popolare sciamano ayahuasquero e cannabico Hamilton Souther descrive - tra le altre cose - le sue modalità di lavoro con gli spiriti della cannabis nelle cerimonie da lui condotte. Francisco ci parla dei suoi anni di esperienza nella conduzione di cerimonie di gruppo con l’ayahuasca, che a volte includono la cannabis. Altri pensatori contemporanei di rilievo hanno generosamente offerto il loro contributo a queste pagine. Tta i suoi vari incarichi, Steven Hager è il caporedattore storico della rivista High Times. Roger Christie è il fondatore e ministro del quasi leggendario e controverso ministero sacerdotale del THC nelle Hawaii.

Come ha compreso la maggior parte delle persone nelle società tradizionali, il modo in cui si lavora con le piante sacre in ogni sua fase può avere un’influenza incredibile sull’esperienza dei partecipanti. Per questa ragione L.L.P., coltivatore di cannabis, scrive sull’attitudine sacra che mette in tutti gli stadi del suo lavoro. Infine, poiché spiritualità e creatività sono fondamentalmente inseparabili - e come ben sanno le persone creative la cannabis apre a nuove visioni e possibilità — troverete anche saggi sul rapporto tra cannabis e creatività, fra cui un resoconto dello scrittore e poeta Floyd Salas e un contributo dell’artista orafa Svea Vatch.

C’è un altro punto che per me riveste un’importanza particolare: insieme a molti altri, almeno sei di coloro che hanno contribuito a questo libro sono stati incarcerati per le loro idee e abitudini, per il loro attivismo o semplicemente per l’uso che facevano dell’erba sacra. Considero queste persone dei coraggiosi guerrieri culturali (di tipo pacifico, ovviamente) e ritengo che coloro che sono stati in carcere siano dei veri prigionieri politici in una guerra alle droghe che si rivela ignorante, fallimentare ed estremamente distruttiva.

A questo punto voglio ricordare il valore della cannabis come “medicina” in senso classico. Mentre stiamo uscendo dall’età buia dell’ignoranza e del controllo, dal riduzionismo e dall’arroganza della scienza occidentale, assistiamo a un’esplosione di promettenti ricerche sulle potenzialità benefiche della cannabis nella terapia del dolore, nella prevenzione di malattie, nella riduzione di vari sintomi e anche nella cura di numerose malattie e condizioni debilitanti. Se non conoscete nessuna di queste ricerche, ne rimarrete sorpresi. Per coloro che sono interessati a saperne di più su quest’aspetto della pianta, c’è abbondanza di fonti sul web e nella letteratura scientifica.

Un’altra area di discussione che in questo libro non viene esaminata in dettaglio è quella relativa alle leggi sulle droghe e allo stato legale della cannabis. Per comprendere tale questione e come darsi da fare attivamente per cambiare queste leggi insensate, sono disponibili tantissime altre fonti. Qui abbiamo preferito non occuparcene, per dedicarci esclusivamente ad approfondire l’uso della cannabis in ambito spirituale.

Desidero fare ancora qualche altro appunto prima di andare avanti. Innanzitutto, per quanto non possa parlare anche a nome degli altri autori del libro, non concepisco l'uso della cannabis come un sostituto delle pratiche per sviluppare attenzione e consapevolezza. E quando parlo di “pratiche” mi riferisco tanto a quelle formali quanto a quelle più semplici, che magari implicano solo fare una passeggiata quotidiana in uno stato di mente calma e cuore risvegliato. In un modo o nell’altro, dobbiamo tutti passare dalla confusione alla saggezza. Lo ripeto: se trattata con grande rispetto e vissuta come un alleato spirituale, la cannabis può aiutare nel viaggio di risveglio.

In secondo luogo, noterete che nelle parti del libro scritte da me vi sono alcuni riferimenti a idee derivate dal buddhismo tibetano. Con questo non intendo affermare una predilezione per il buddhismo rispetto ad altri cammini spirituali. Il fatto è che tanti anni fa sono stato studente del guru tibetano Chögyam Trungpa, un brillante divulgatore di quella parte di saggezza, e quindi per me è naturale fare riferimento ad alcune di queste intuizioni.

Infine, assistendo al diffondersi della legalizzazione della cannabis, molti di noi vivono una profonda emozione, riconoscendo in ciò i segni del passaggio che da un periodo di ignoranza e sofferenza ci sta conducendo a intravedere la luce in fondo al tunnel. Tuttavia, in molti paesi la cannabis rimane illegale. Per questa ragione devo chiarire che questo libro viene offerto con lo scopo di educare e ispirare le generazioni a venire.

Cannabis e Spiritualità

Guida all’esplorazione di un’antica pianta maestra

Stephen Gray

La Cannabis è sicuramente la pianta più discussa del pianeta: nel corso degli anni è stata bandita, vietata, santificata e poi di nuovo preclusa. Stephen Gray, scrittore, fotografo e ricercatore, accompagna il lettore alla...

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Stephen Gray

Stephen Gray è uno scrittore, insegnante e ricercatore di materie spirituali. Le sue esperienze oltre confine, che si ritrovano come temi centrali dei suoi libri, gli hanno assicurato una posizione di assoluto riguardo tra i ricercatori nel campo della guarigione profonda. Da anni studia...
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