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La necessità attuale - Estratto da "Coach Ricco Coach Povero"

di Antonio Panico 1 anno fa


La necessità attuale - Estratto da "Coach Ricco Coach Povero"

Leggi un estratto dal libro di Antonio Panico e scopri tutti i segreti per diventare un coach competente e di successo

Se sono qui a parlare di coaching e di come si può diventare un coach ricco, se tu sei qui a leggere i miei suggerimenti, è perché in questa società moderna vi è una necessità.

Indice dei contenuti:

Ogni crisi è un momento di svolta

Come gli sportivi hanno necessità di ottimizzare le loro risorse fisiche e mentali, così come gli studenti inglesi dell’Ottocento avevano bisogno di un tutor per scegliere il miglior corso di studi (e chiamavano i tutori migliori coach), così oggi ogni persona ha la necessità di affrontare vari ostacoli nel campo lavorativo, nella vita e nelle relazioni.

Viviamo in una società altamente competitiva e in continuo cambiamento. Gli anni ‘80 sono un ricordo lontano, le tecniche di vendita o di business in genere sono cambiate radicalmente, i modelli di business si stanno evolvendo in maniera clamorosa, i rapporti umani sono mutanti clamorosamente, oggi per conoscere qualcuno vai su Tinder e non più in discoteca o in giro in centro; tutto è più veloce, a volte persino spietato nel mondo degli affari e nella vita in generale, e non possiamo più permetterci il lusso di uscire con la nostra borsa degli attrezzi e sperare o tentare un qualsiasi risultato.

«Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi», diceva un certo Albert Einstein.

Oggi le regole della vita e del business sono cambiate.

Chi non conosce le regole attuali, o peggio ancora chi non ritiene importante conoscerle, può avere seri problemi.

Ecco allora che la figura del coach assume una valenza assoluta. Il coach aiuta a progredire, a scoprire la strada più corretta per il suo cliente in relazione ai propri obiettivi, accompagnando la persona o l’imprenditore al raggiungimento finale dello scopo. C’è una necessità, il coaching è la risposta.

Scegliere di far parte di questa categoria di persone, i coach, che aiutano fattivamente il prossimo a raggiungere le proprie mete, è una scelta saggia e intelligente sia in ottica presente che prospettica, perché ci sarà sempre più bisogno di coaches.

È indubbio che stiamo affrontando un momento di crisi epocale, sia nei valori che nel mercato finanziario. Non è né la prima né l’ultima crisi, sia inteso.

Quando comprendiamo che ogni crisi è un momento di svolta, ecco che invece di deprimerci o sentirci inermi sapremo sfruttare questo momento di default come una opportunità reale di crescita. Nelle fasi di crisi, di recessione, si deve vedere molto più avanti del momento contingente e in effetti è proprio in questi periodi storici che il mercato cambia e si delinea chi vince e chi perde; tutto ciò avviene a un ritmo più elevato e questo “salto quantico” costringe ognuno di noi ad adeguarsi o a soccombere.

Tu, che vuoi diventare un coach, o sei un coach e vuoi essere un coach ricco, hai il bellissimo compito di aiutare chi te lo chiede e traghettarlo verso una nuova crescita.

L’impatto che una crisi globale ha sul singolo è a 360 gradi, prende l’intera esistenza di una persona, a livello personale e a livello professionale.

Qualcuno avrà maggior bisogno di un supporto motivazionale, qualcun altro avrà necessità di gestire meglio lo stress, altri ancora vorranno affrontare un nuovo progetto imprenditoriale o far prosperare l’attività che hanno in corso, altri hanno bisogno di strutturare meglio l’azienda o di sistematizzarla, altri ancora hanno bisogno di gestire meglio la propria leadership, altri hanno bisogno invece di affrontare i problemi della vita in maniera efficiente ed efficace; insomma vi sono varie situazioni, sia in ambito business, sportivo e di vita, in cui un coach può affinare le proprie capacità e rendersi utile ai propri clienti, e questo momento storico è ideale per farlo.

Non fare la rock star

Tutto questo è inevitabilmente molto eccitante ma c’è un problema di forma che non possiamo sottovalutare, ovvero quello che ha reso la figura del coach e del formatore - soprattutto negli Stati Uniti dove è nato - uno strano mix di rockstar e intrattenitore che tanto ha spopolato agli inizi degli anni ‘80.

Il ruolo di esperto di settore è stato sovente soffocato dalla figura esteriore di uno show-man e tutto ciò ha il serio rischio di alimentare in modo spropositato l’ego di chi svolge questa professione. Questo lavoro è ben altro!

Il ruolo di un coach, anzi di un coach ricco, è quello di aiutare e servire le persone, non di essere riconosciuto come personaggio pubblico di spettacolo.

Voglio sottolineare questo punto sin da subito perché credo fortemente nella missione che ogni coach ricco ha da svolgere; la ricerca della notorietà, il marketing sterile a beneficio del proprio ego e tutte quelle forme di propaganda del sé non aiutano un coach a focalizzarsi sulla sua vera missione.

Questo è il mio pensiero: i professionisti che hanno maggiore successo in questo campo sono interessati al successo altrui.

Ecco il vero segreto del mio e del tuo mestiere, quindi: essere interessati sinceramente al successo altrui e lavorare affinché il nostro coachee, cliente, interlocutore, lo raggiunga attraverso la nostra esperienza.

Un coach è un alleato del proprio cliente e in questa alleanza si deve lavorare insieme per un unico obiettivo, finché non lo si raggiunge. “Ma come Antonio? Parli di essere coach ricchi e poi mi dici che non devo puntare al mio successo personale?”.

Non ho detto questo, anzi.

Nella mia esperienza ho notato spesso che i grandi imprenditori, così come anche i migliori coach attuali o della storia di questo lavoro, non sono focalizzati esclusivamente sulla propria ambizione personale, ma anche sulla propria mission.

Questo non significa dedicarsi in maniera esclusiva al successo dei propri clienti senza pensare al proprio benessere.

Ogni meta, qualsiasi sia la tua meta, è composta di una porzione fisica e una spirituale, così anche tu avrai un’ambizione personale, importantissima da soddisfare, e una missione spirituale che dovrai riconoscere e nutrire.

Sempre basandomi sulla mia esperienza appena inizierai a ottenere risultati soddisfacenti, la tua ambizione personale non basterà più a motivarti, non sarà più in grado di nutrire la tua fame di successi, di lavoro, di nuovi clienti ecc.

A quel punto, riconoscere e nutrire la propria mission spirituale sarà il fattore critico per continuare a svegliarti la mattina con una voglia matta di darti da fare e con una passione sfrenata.

Rimane un problema: come riconoscere la propria missione spirituale?

Per risponderti scomoderò niente poco di meno che Mr. Buckminster Fuller.

Buckminster Fuller è stato un inventore, architetto, designer, filosofo, scrittore, conduttore televisivo e professore presso la Southern Illinois University.

È stato il primo a diffondere un approccio sistemico al mondo, valutando l’impatto energetico delle lavorazioni del petrolio e mettendo al centro della sua ricerca l’efficienza energetica.

Tra le più importanti ricerche e invenzioni vanno sicuramente ricordate le cupole geodediche, la creazione della prima auto a bassa emissione di CO2 grazie a un’alta aerodinamica e della casa a basso impatto ambientale.

Fuller fu autore di numerosi saggi tra cui Critical Path, uno dei suoi titoli più famosi.

La precessione e il vero significato della vita

Bucky Fuller spiega come comprendere la propria missione spirituale e la sua importanza sfruttando un fenomeno della fisica degli astri, ovvero il fenomeno della “precessione”.

Questo è un fenomeno fisico che spiega il motivo per cui la Terra, per quanto sia attratta dal Sole, non precipita verso di esso ma vi gravita intorno. Una massa più grande attira le masse più piccole, quindi la Terra dovrebbe essere attratta dal Sole fino a precipitargli contro, ma ciò non accade. Per effetto della precessione, invece, la Terra gira intorno al Sole. Tutto ciò avviene perché la forza di un corpo in movimento, applicata su un corpo in movimento produce su di esso un effetto di 90 gradi determinando il “moto di rivoluzione”, ovvero la rotazione della Terra intorno al Sole (gli esperti di astronomia e di fisica mi perdoneranno per la semplificazione della mia spiegazione, spero!).

Bucky Fuller spiega ancora meglio questa teoria, e perché questo fenomeno è utile allo scopo dell’uomo, usando un esempio molto bello.

La precessione, secondo Fuller, è un meccanismo della natura che assicura l’evoluzione e il sostegno della vita e la sua riproduzione. La natura, nella sua evoluzione ha determinato che tutti gli esseri viventi abbiano uno scopo ben preciso, e quello scopo non fosse l’obiettivo del “movimento”, bensì un suo effetto secondario (perpendicolare) di cui gli esseri viventi non sono consapevoli.

L’ape infatti esce dall’alveare con l’obiettivo di trovare il nettare, ciò che non sa è che impollinerà con il suo comportamento gli altri fiori, svolgendo un’opera essenziale per il mantenimento della vita sulla Terra (alcune teorie sostengono che se le api morissero, il mondo morirebbe in un paio di anni a causa della non riproduzione della vegetazione).

Allo stesso modo l’uomo ha costruito le spade per conquistare o difendersi, per poi capire che queste potevano essere usate come aratro per coltivare la terra (effetto perpendicolare).

Fuller sostiene che l’uomo si comporta in maniera analoga nella vita di tutti i giorni, infatti ogni giorno l’uomo esce di casa per lavorare e ottenere soldi (il nettare) e tutto ciò dal punto di vista sistemico poco importa, ciò che importa è che nel suo movimento alla ricerca di denaro, l’uomo determini un effetto sul mondo e quest’effetto “precessionale” è l’obiettivo reale della sua vita sulla Terra.

Partendo da questa considerazione e dal presupposto che, in quanto uomini, siamo in possesso di capacità intellettive raffinate e di autoconsapevolezza, Fuller ipotizzò che se un uomo smettesse di lavorare per i soldi e iniziasse a lavorare per il suo vero scopo, per effetto della precessione avrebbe un sostegno della natura stessa sotto forma di grandi quantità di denaro.

Per verificare la correttezza di questa sua intuizione Fuller iniziò a operare a favore della natura per assicurare all’umanità macchine e strumenti ecologici e a basso impatto per l’ambiente.

Sembra che il suo esperimento portò risultati molto validi se pensiamo che Buckminster Fuller è stato un uomo di grande successo, straricco, famoso e uno dei più influenti filosofi, architetti, ingegneri della storia moderna.

Ricordo un’affermazione di Blair Singer:

«Volete fare qualche spicciolo o avere grandi somme di denaro e infinita abbondanza? Se focalizzerete la vostra attenzione verso i soldi, farete spiccioli. Se focalizzerete la vostra attenzione sul vostro scopo, l’abbondanza sarà la sua diretta conseguenza!».

Ora arriviamo alla vera questione, ovvero: “Perché è importante che tu comprenda e agisca secondo i principi della precessione?”. Perché se tutto quello che farai sarà allineato al tuo scopo, beh allora diventerai un coach ricco e niente, dico niente, sarà mai più come prima.

Come comprendere il tuo scopo?

Passa in rassegna tutte le cose che hai fatto nella vita di cui sei particolarmente orgoglioso e verificane l’effetto per il mondo intorno a te. Verifica quali benefici hanno avuto gli altri da ciò che tu hai fatto. La risposta ti darà ottime indicazioni sul tuo scopo primario, la tua mission personale.

Ah un’ultima cosa su cui vorrei porre l’attenzione: il tutto funziona quando un corpo è in movimento... quindi scegli una direzione e agisci!

Il coach ricco è colui che si concentra sull’effetto positivo che il suo lavoro ha sulle persone, sui gruppi, sui popoli e sul mondo intero, ed è per questo che diventa ricco.

La ricchezza

Ora poiché conosco il meccanismo della mente umana, so bene che leggendo le righe sopra molti lettori hanno protestato in cuor loro. Magari facendo riferimento a qualcuno che a proprio modo di vedere non è uno stinco di santo eppure è ricco.

Però ci sono delle considerazioni da fare:

  1. In primo luogo non sempre l’immagine di un professionista, o di un imprenditore, rispecchia la sua vera natura profonda. Sono sicuro che dietro molte persone giudicate in malo modo dall’opinione pubblica ci siano intenzioni molto ma molto nobili.
  2. In secondo luogo devo assolutamente chiarire cosa intendo per ricchezza.

La ricchezza per me è un valore reale, espressione di un valore ideale importante: il successo.

Il successo però non si misura solo con i soldi, ma con una serie di altri parametri, di cui certamente la ricchezza economica è la più evidente.

Personalmente mi ritengo una persona ricca per vari motivi:

  1. Faccio un lavoro che amo, se non avessi bisogno di soldi per me e la mia famiglia, se vincessi alla lotteria (non ho mai comprato un biglietto della lotteria), domani mi sveglierei e farei questo stesso lavoro.
  2. Ho sposato una donna fantastica e abbiamo una bellissima relazione, mia moglie è la mia miglior amica, la mia amante, la persona con cui desidero passare il mio tempo libero, una mia supporter e una sfida continua a migliorarmi, e a essere paziente (forse quest’ultima la dovrei eliminare dal libro).
  3. Ho due figli incredibili. Sono una continua sorpresa e una grande soddisfazione per noi due perché s’impegnano (quasi) in tutto e ottengono ottimi risultati in quello che fanno.
  4. Ho molti amici sinceri e per bene, persone di cui mi fido ciecamente e su cui potrei sempre contare e che sanno di poter contare su di me.
  5. Ho clienti fantastici, persone che quotidianamente s’impegnano a migliorare la loro condizione, quella dei propri dipendenti, a offrire prodotti e servizi sempre migliori, a dare valore aggiunto al mondo.
  6. Tutti i clienti che io e i miei coach aiutiamo sono felici del servizio che offriamo, sono nostri sponsor, raggiungono tutti risultati e ci riconoscono il merito del loro miglioramento.
  7. Viviamo in perfetta salute e nell’abbondanza di tempo e risorse che questo lavoro mi consentono di avere.
  8. Guadagno più di quanto spendo per vivere e riesco ad accantonare soldi da investire.

Questa per me è la vera ricchezza.

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Antonio Panico

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Antonio Panico, dopo una considerevole esperienza nel settore farmaceutico (vendite, marketing e formazione), lascia il posto fisso per aprire la sua azienda di Business Coach. Oggi è considerato il primo Business Coach in Italia e segue, insieme al suo team di Business Coach, imprenditori...
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