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La magia del 3 in 1

  10 giorni fa


La magia del 3 in 1

Un essiccatore per germogliare, fermentare e lievitare in casa

L’essiccazione è un processo che ha ormai preso piede tra gli appassionati di cucina e tra chi, per motivi etici e di salute, ha deciso di sperimentare nuovi metodi di conservazione e trasformazione del cibo. Essiccare minimizza gli sprechi, permette di recuperare frutta e verdura che altrimenti avremmo buttato perché non più freschissima o leggermente appassita, e soprattutto riduce lo spazio di conservazione dei prodotti che, privati dell’acqua, si ritirano e si assottigliano, e ne occupano molto meno di quelli freschi o surgelati.

Quel che molti non sanno però è che un essiccatore può funzionare perfettamente anche da germogliatore, cella di lievitazione e perfino cella di fermentazione. È tutta una questione di temperatura e di tempi.

Con l’essiccazione completa si arriva ad estrarre il 99% dell’acqua presente nell’alimento, mentre fermandosi (ben) prima si attivano altri processi che solitamente si ottengono con strumentazioni ad hoc o semplicemente attendendo il tempo necessario, alle condizioni climatiche ideali. Grazie alla versatilità di un essiccatore domestico, si possono agevolare questi processi e sfruttare al massimo le potenzialità del nostro elettrodomestico.

Indice dei contenuti:

Germogliazione


La germogliazione (o germinazione) è caratterizzata da una serie di eventi metabolici che si scatenano in seguito all’idratazione del seme.

Il seme può entrare nella fase germinativa in condizioni ambientali (contenuto di acqua, ossigeno e temperatura) adeguate.

Con un essiccatore questo processo è riproducibile a livello domestico.

Basterà mettere un bicchiere con i semi umidi nell’essiccatore, facendo attenzione che i semi non si asciughino (per esempio coprendo il bicchiere con una garza o sciacquandoli ogni tanto), impostare un programma che lavori alle basse temperature, intorno ai 20 gradi, e poi lasciar passare una quantità di tempo sufficiente alla germogliazione dei semi (eventualmente passare anche alla modalità mantenimento, qualora il vostro essiccatore la preveda, per supportare la conclusione dell’operazione).

Questo uso è indicato soprattutto d’inverno, quando le temperature sono troppo basse per la germogliazione e le condizioni ideali difficili da raggiungere senza un piccolo “aiuto”. Una volta ottenuti i germogli, l’essiccatore potrà comunque esplicare la sua funzione originaria, essiccandoli per una perfetta conservazione ed il successivo utilizzo in cucina in insalate, piatti freddi, vegan o crudisti.

Fermentazione


Stessa logica si applica alla fermentazione: per fermentare un cibo serve un ambiente chiuso e ben riscaldato e un essiccatore ha più di un programma che consente di mantenersi intorno ai 45 gradi, la temperatura ideale per questo processo (ricordate sempre che la temperatura dell’aria non corrisponde a quella dell’alimento, che rimane sempre inferiore, soprattutto se contenuto all’interno di vasi, come nel caso specifico).

Stiamo parlando dello yogurt ma anche della marinatura, perché no! Il procedimento è semplice: per prima cosa il tunnel di essiccazione va liberato, estraendo i cestelli che contiene.

Successivamente basterà versare il composto da far fermentare all’interno di vasetti chiusi ermeticamente, per prevenire la disidratazione ma soprattutto perché la fermentazione non ha bisogno di ossigeno (saccaromiceti e lattobacilli sono anaerobi facoltativi o microaerofili) e disporli dentro l’essiccatore selezionando il programma che si preferisce, a patto che si aggiri attorno alla temperatura ottimale (sui 45 gradi).

Anche in questo caso, ottenuto lo yogurt fatto in casa, lo si potrà a sua volta essiccare, magari addizionandolo con muesli, frutta secca o altra frutta precedentemente essiccata e stendendolo negli appositi fogli antiaderenti. Si otterranno delle sfoglie o delle barrette da usare come snack sanissimi o golosi spezzafame.

Lievitazione


Dulcis in fundo, un essiccatore può fungere anche da cella di lievitazione.

La temperatura ideale per lievitare un impasto è tra i 20 e i 30 gradi, quindi bisognerà selezionare e azionare programmi che oscillino tra questi estremi, magari partendo da una temperatura più alta per poi passare ogni tanto al programma inferiore.

Un buon accorgimento è il classico straccio umido sopra la ciotola, che eviterà all’impasto di asciugarsi, creando la crosta in superficie che perde di elasticità e Quel che molti non sanno è che un essiccatore può funzionare perfettamente anche da germogliatore, cella di lievitazione e perfino cella di fermentazione: è tutta una questione di temperatura e di tempi ostacola il processo. In questo modo potrete far lievitare molto più velocemente i vostri preparati e potrete anche eseguire più lievitazioni intervallate, in modo da attivare al meglio i lieviti del vostro panificato.

Avere un essiccatore domestico può dunque rivelarsi molto prezioso e ci può far appassionare a cibi e processi che prima non avevamo preso in considerazione, magari per semplice pigrizia o perché li ritenevamo troppo complicati da mettere in pratica. A questo punto non ci sono più scuse: bastano un essiccatore, un dito e tanta fantasia!

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