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La longevità inizia da piccoli

di Valter Longo 27 giorni fa


La longevità inizia da piccoli

Leggi un estratto da "La Longevità inizia da Bambini" di Valter Longo e scopri come garantire una vita lunga e sana alla tua famiglia

L'età pediatrica e l'età adolescenziale rappresentano un processo di crescita del bambino che determinerà la sua salute da adulto, come vedremo dettagliatamente a breve e come ripeto continuamente.

In questo tempo di trasformazione, l'intrecciarsi delle influenze genetiche e ambientali è un mix talvolta imprevedibile che bisogna imparare a conoscere e guidare verso la strada migliore, che ha come destinazione una vita sana più lunga possibile.

Nel caso del bambino, siamo in una situazione molto vantaggiosa, perché possiamo agire già in una fase precoce per beneficiarne poi da adulti e anche da anziani: in altre parole, dobbiamo far sì che il bambino diventi un adulto in grado di restare giovane e possibilmente sano, rallentandone i processi di invecchiamento.

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La Longevità inizia da Bambini

Un nuovo programma di nutrizione per la famiglia per una vita lunga e sana

Valter Longo

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La teoria dei 1000 giorni: l'importanza della nutrizione durante la gravidanza e i primi due anni di vita del bambino

Quello che sperimentiamo da piccoli, e ancor prima della nascita, influenza i nostri sistemi biologici e lo sviluppo del nostro organismo.

Di conseguenza, ogni fattore negativo a cui viene esposto un bambino nei primi anni di vita è in grado di produrre "memorie" biologiche che possono condurre ad alterazioni future della salute fisica e mentale.

In questo periodo, infatti, l'organismo si forma e risulta molto modificabile, e quindi anche vulnerabile, nei confronti degli stimoli esterni. Avviene ciò che scientificamente si definisce "programmazione fetale e neonatale". Ed è proprio questa finestra temporale, che va dal concepimento al compimento dei 2 anni di vita del bambino, che rappresenta un'opportunità unica per definire i presupposti di una vita futura in salute o in malattia, tanto che i pediatri parlano della "teoria dei 1000 giorni".

La scienza, nello specifico la biologia della salute, spiega infatti come le esperienze e le influenze ambientali ci cambino profondamente sia a breve termine, ma potenzialmente anche a lungo termine, interagendo con i nostri geni e alterando la salute fisica e mentale, l'apprendimento e il comportamento.

Per questo motivo, alla luce della recente ricerca scientifica, possiamo ripensare gli attuali approcci sulla promozione della salute e sulla prevenzione delle malattie, che oggi sono focalizzati soprattutto sugli adulti, e rivalutare invece il peso delle esperienze biologiche infantili e di quelle prima della nascita nello sviluppo non solo delle malattie ma anche della longevità sana. 

La prima infanzia è un momento di rapido sviluppo del cervello e di molti sistemi biologici del nostro corpo che risultano determinanti per salute e longevità. Le esperienze, ma soprattutto la nutrizione in età pediatrica, hanno una potente influenza sulla loro evoluzione immediata e sul loro successivo funzionamento.

Possiamo pensare al bambino nei primi anni di vita come a un razzo in via di sviluppo, la cui capacità di sopravvivere nell'atmosfera e nello spazio e arrivare a mete lontane dipende sia da come è stato programmato, sia dalle condizioni a cui è esposto durante la costruzione, il decollo e il suo viaggio iniziale.

Si può quindi facilmente capire come sia necessario assicurare prima al feto e poi al bambino una appropriata nutrizione e, dopo la nascita, un esercizio fisico adeguato, oltre che creare condizioni che ne ottimizzino la salute mentale. 

È essenziale infatti concentrare l'attenzione su tre aree importanti per lo sviluppo del bambino, tre contesti determinanti per la sua salute.

  • Un ambiente di relazioni stabile, reattivo e responsivo. È infatti importante per i bambini trovarsi in un contesto di interazioni protettive e stimolanti con la famiglia e con altri bambini, al fine di migliorare l'apprendimento, la capacità di adattamento e il comportamento. Dal punto di vista biologico, un ambito sociale e relazionale costruttivo e sereno può influenzare in modo vantaggioso il benessere psico-emotivo del bambino, la regolazione delle risposte allo stress, il sistema immunitario e favorire l'instaurarsi di stili di vita salutari.
  • Un ambiente sicuro dal punto di vista chimico, fisico e architettonico. Si evidenzia l'importanza fisica ed emotiva di disporre di spazi privi di pericoli fisici e ambientali, per supportare la crescita dei figli nel miglior modo possibile. Per esempio, l'esposizione precoce del bambino o del feto a sostanze nocive, anche in bassissime concentrazioni, può portare allo sviluppo di patologie anche a distanza di decenni, come testimonia la scoperta nel 1970 del potere cancerogeno del dietilstilbestrolo su giovani donne le cui mamme avevano assunto questo farmaco in gravidanza per prevenire l'aborto. Per questo è fondamentale evitare il più possibile sostanze potenzialmente tossiche come pesticidi, antibiotici contenuti nel cibo ma anche minimizzare l'esposizione ad aria inquinata.
  • Un'adeguata nutrizione. Occorre qui precisare una distinzione importante tra alimentazione, cioè il fornire cibo all'organismo, e nutrizione, cioè "offrire" alimenti al nostro corpo in quantità e qualità adeguate per mantenersi efficiente e in salute. L'importanza di una nutrizione sana è fondamentale, anche prima del concepimento. Quindi è evidentemente essenziale anche la nutrizione della madre, oltre a quella nei primi anni di crescita del bambino stesso.

Questi tre elementi sono necessari per uno sviluppo equilibrato.

All'opposto, l'esposizione a fattori negativi come un'alimentazione non adeguata (malnutrizione) o eccessiva (obesità o sovrappeso) può causare problemi o malattie già durante l'infanzia, l'adolescenza e anche nell'età adulta.

Queste condizioni non favorevoli a cui è esposto un bambino possono influenzarne la salute in età adulta in due modi e sono dovuti a due cause.

1. Un danno protratto e/o ripetuto nel tempo. In questo caso si verificano dei cambiamenti dannosi a lungo termine o permanenti, in seguito al sommarsi di tutte le esperienze negative che il bambino sperimenta ripetutamente.

Come documentato da numerosissimi studi, tra i quali The Adverse Childhood Experiences (ACE) Study, esiste la correlazione, per esempio, tra gli eventi di violenza e abuso in età pediatrica e lo sviluppo in età adulta di patologie come malattie cardiovascolari, obesità, malattie psichiatriche, abuso di alcol e droghe, depressione.

In generale, quindi, alcuni tipi di eventi stressanti vissuti durante l'infanzia possono condurre a conseguenze patologiche in età adulta, che saranno tanto più critiche quanto più grave e protratto è stato l'episodio originario.

Ma com'è possibile che eventi talvolta anche apparentemente diversi tra loro provochino a distanza di tempo delle ripercussioni sulla nostra salute? I fattori "stressogeni", cioè che causano stress, portano nell'immediato un adattamento vantaggioso e necessario dell'organismo, per fronteggiare la condizione di emergenza e mantenere uno stato di massima vigilanza e allerta. Attivano, infatti, diverse risposte biologiche quali, per esempio, la secrezione di ormoni dello stress, l'intensificarsi del battito cardiaco, l'innalzarsi della pressione arteriosa, l'aumento della glicemia e delle proteine infiammatorie, l'immissione nel sangue di glucosio e grassi come fonte di energia disponibile per l'organismo, il reindirizzamento del flusso sanguigno verso il cervello.

Il persistere di questi meccanismi (tendenza all'iperglicemia e all'aumento della pressione) a lungo termine può diventare un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie in futuro (come per esempio il prediabete, il diabete e le malattie cardiovascolari). L'esposizione a situazioni di stress cronico che implicano quindi un funzionamento alterato di molte vie metaboliche dell'organismo si traduce in un'accelerazione dell'invecchiamento, come è stato provato sia nei topi sia nell'uomo.

2. La presenza di un "fattore disturbante": per esempio, un'alimentazione non corretta durante il periodo neonatale, in cui avvengono la formazione e lo sviluppo funzionale di tutti gli organi e apparati, rappresenta un fattore disturbante in un momento cruciale dello sviluppo.

Questi periodi sono particolarmente ricettivi e critici e un elemento che crea un disequilibrio può causare un cambiamento irreversibile e permanente, una "modifica biologica" che provoca un mutato funzionamento fisiologico di alcuni organi che possono essere interessati. Un altro esempio di fattore disturbante è la malnutrizione della madre, dannosa in quanto è provata la correlazione tra il basso peso alla nascita e un alto rischio di sviluppare ipertensione, obesità, insulino-resistenza, sindrome metabolica e patologie cardiache in età adulta, come spiegherò tra poco in dettaglio.

Altri elementi esterni sono l'alimentazione, i farmaci, gli inquinanti ambientali, lo stress emotivo o fisico a cui viene esposto il bambino. Essi possono avere un influsso e modificare, attraverso dei cambiamenti detti "epigenetici", il funzionamento di cellule e organi e quindi influenzarne anche lo stato di salute da adulto.

Sulla base di ciò che sappiamo dagli studi su topi, scimmie e sull'uomo, la nutrizione - sia del bambino, sia della madre - sembra essere tra tutti questi fattori quello più potente a favore o contro una longevità sana.

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Valter Longo

Valter Longo, biochimico, è nato a Genova nel 1967 ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei leader nel campo degli studi sull'invecchiamento e le sue malattie con pubblicazioni sulle più autorevoli riviste scientifiche tra cui Nature, Science e Cell.  E'...
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