800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza — Lun/Ven 08:00-12:00/14:00-18:00

La consapevolezza come forza del cambiamento sociale e personale

di Selene Calloni Williams 24 giorni fa


La consapevolezza come forza del cambiamento sociale e personale

Leggi un estratto da "La Sesta Stella" di Selene Calloni Williams e scopri come trasformare il tuo corpo, migliorare la tua salute, salvare il pianeta

Spesso ci scontriamo con la ripetitività e l'inerzia presenti a tutti i livelli della nostra vita: nel privato come nella società, nella politica come nell'economia. Eppure c'è un forte bisogno di cambiamento.

Selene Calloni Williams ci offre alcuni spunti per arrivare a sentirsi pienamente realizzati e simultaneamente contribuire al miglioramento collettivo.

Stai leggendo un estratto da

La Sesta Stella

La consapevolezza come forza del cambiamento sociale e personale

Selene Calloni Williams

Anche i migliori tentativi d’innovazione si scontrano con l’inerzia e la ripetitività presenti nella società, nella politica, nell’economia, nelle nostre vite private. È necessario perciò sviluppare un nuovo metodo...

€ 12,00 € 10,20 -15%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda

Indice dei contenuti:

La conoscenza della parte e quella del tutto

È chiaro che ogni cosa ha un aspetto visibile e uno invisibile; anche per ciascuno di noi è così: siamo quello che vediamo quando ci guardiamo, ma siamo anche tutto ciò che di noi è stato e non esiste più.

Siamo ogni boccone di cibo che abbiamo ingerito e ogni respiro che abbiamo preso, ogni pensiero che abbiamo pensato e ogni emozione che abbiamo vissuto, ma tutto ciò non si vede, appartiene al passato, al regno di Ade, all'invisibilità: il bambino, l'adolescente che siamo stati vivono in noi ma non sono più manifesti come tali.

Siamo anche il nostro futuro, perché le nostre aspettative, i nostri obiettivi e desideri ci animano, sono il nostro motore, eppure sono invisibili.

Esistere è sempre esistere in due mondi simultanei: al di qua e al di là della grande soglia, nel visibile e nell'invisibile.

Anche per un albero o una volpe vale lo stesso discorso e persino per un calcolatore o per una foresta.

Ogni persona, ogni cosa ha un aspetto manifesto e un lato invisibile. Il modo di approcciarsi a questo lato invisibile fa la grande differenza, perché l'invisibile è ciò che determina il visibile dandogli significato.

Vogliamo coltivare una pianta? Allora dobbiamo sapere come nasce, cosa la fa crescere, cosa la fa ammalare, cosa la distrugge e cosa la preserva.

Questa conoscenza ci può essere fornita in due modi:

  • dalla nostra mente, come insieme di tutte le conoscenze di botanica che essa ha acquisito;
  • da tutti i nostri sensi.

In questo secondo caso, proprio come farebbe un primitivo o un bambino dobbiamo vedere, toccare, assaporare, respirare, odorare, ascoltare la pianta; nel fare ciò, ci succede sempre qualcosa che la mente non può spiegarsi.

A seconda della nostra sensibilità, che può essere più o meno aperta e disponibile, sperimentando la pianta con tutti i nostri sensi e rinunciando a qualsiasi idea di pianta, lavando via con un colpo di spugna tutto ciò che sappiamo sugli alberi, persino la definizione stessa di albero, ci accade qualcosa che la mente non può controllare e decifrare: entriamo in contatto con la dimensione della pianta che non è manifesta, percepiamo il suo spirito e, se siamo davvero molto disponibili all'ascolto, allora veniamo a sapere che cosa è una pianta.

Si tratta di una conoscenza che la mente non può rappresentarsi, non ci sono parole per descriverla, ma allora e solo allora noi sappiamo che cosa è una pianta.

L'evento è meraviglioso perché ciò che apprendiamo in questo modo non ha assolutamente nulla a che vedere con tutto quanto la mente pensa che sia una pianta.

Ogni cosa può essere messa in relazione con un significato mentale e sociale o con un significato profondo e originario: il nostro fegato, la nostra cistifellea, l'alba, la cascata, la pioggia, il lupo, il camminare, il viaggiare, l'altro, la montagna, l'abisso, il mare...

La domanda è: possiamo davvero cambiare modello economico e invertire la rotta nella relazione distruttiva e autodistruttiva uomo-natura senza recuperare il significato naturale, originario delle nostre esperienze?

Se la risposta a questa domanda è no, allora abbiamo davvero bisogno di leader diversi, economisti, imprenditori, politici che sappiano vedere oltre i significati della mente comune.

Un leader capace di dare corpo alle istanze ecologiche e sociali profonde presenti oggi nella nostra comunità deve essere qualcuno in grado di unire al significato mentale-culturale il significato naturale-originale, al fine di ridescrivere per davvero la politica, la società, l'economia, sostenendo innanzitutto il cambiamento dei singoli individui, aiutandoli a trasformare il significato delle loro azioni ed esperienze.

Uscire da una visione antropocentrica e squilibratamente patricentrica non significa certo il ritorno al matricentrismo o al mito dell'immaginazione al potere, e neppure a quello del buon selvaggio; piuttosto vuol dire procedere verso una sempre maggiore non-dualità.

Economia circo e biomimesi

Esistono già i primi abbozzi di modelli economici ispirati da visioni non-dualistiche. La cosiddetta economia circolare, per esempio, ha fatto propri tutti i principi dell'economia verde e in più sostituisce il concetto di possesso a quello di utilizzo. Questo fatto di per sé già comporta un'uscita dall'economia di mercato tradizionale che si basa sul consumismo.

Utilizzare un bene senza possederlo, in condivisione con altri, comporta un superamento della mentalità egocentrica sulla quale si fonda il senso e la volontà del possesso e ci avvicina a un significato più naturale.

Noi, infatti, non possediamo mai proprio nulla, in verità. Come possiamo pensare di possedere per davvero qualcosa se nemmeno il nostro corpo ci appartiene? Il corpo è l'insieme di tutto il cibo che ci ha nutrito, è un pezzo di pianeta che prendiamo in prestito fino a che funziona. Quando non è più idoneo alla vita, allora la vita si trasferisce e lo restituisce al pianeta.

L'economia circolare è un modello che ci aiuta a uscire dal pantano dell'Io. Il senso del possesso è inscindibilmente connesso al senso dell'Io, ma in questo Io a me pare proprio che l'umanità si sia impantanata.

L'espressione "economia circolare" fa riferimento a una concezione della produzione e del consumo alternativa rispetto al modello lineare.

Nel modello lineare molti prodotti non sono riciclabili. Nell'economia circolare la produzione dovrebbe imitare i processi naturali degli organismi viventi, in cui le sostanze nutrienti dopo essere state utilizzate vengono reimmesse nel ciclo biologico. In questo modo tutto ciò che viene prodotto può essere totalmente riciclabile, fatti salvi i prodotti tecnologici che però devono essere rivalorizzati e rigenerati senza che entrino nella biosfera.

Da qui deriva il concetto di "ciclo chiuso" proprio dell'economia circolare.

Nell'economia circolare viene persino messo in discussione il ruolo del denaro e della finanza. Infatti, se il senso dell'utilizzo sostituisce quello del possesso, non c'è pili bisogno di acquistare, ma piuttosto si scambia, e ciò che circola non è più il denaro ma i prodotti stessi che vengono utilizzati più intensamente e più a lungo.

Un esempio di economia circolare può essere il car sharing, in cui un'automobile viene condivisa da più persone e utilizzata per un tempo maggiore rispetto a un'automobile di un solo proprietario che giace inutilizzata assai più a lungo.

Essenzialità

Nell'economia di mercato si tende a soddisfare la domanda influenzando persino i bisogni della popolazione per incrementare la domanda stessa.

In un regime di economia circolare -che è basata sull'uso e non sul possesso - non ha senso incrementare la domanda né adeguare alla domanda la produzione.

Piuttosto si tenderà a limitare il consumo all'essenziale. Il valore dell'essenzialità, nell'economia circolare, sostituisce quello della domanda.

Il tempo

Se davvero vogliamo trasformare l'economia lineare in circolare dobbiamo anche recuperare un'immagine più naturale del tempo.

Il concetto di economia circolare si basa sulla biomimesi, cioè l'osservazione consapevole dei processi biologici e biomeccanici della natura al fine di ricrearli nella produzione umana e di trarre ispirazione per il miglioramento delle attività umane.

Infatti tutti i sistemi naturali rispettano alcuni principi fondamentali:

  • vivono e si riproducono in cicli chiusi in cui non esiste il concetto di rifiuto
  • vivono la diversità come ricchezza
  • sono sistemi che funzionano su basi di interdipendenza, interconnessione, cooperazione
  • sono alimentati da fonti di energia naturali
  • partecipano di un ritmo temporale circolare.

In natura il tempo lineare non esiste, tutto segue ritmi ciclici: primavera, estate, autunno, inverno, primavera, estate, autunno, inverno... non c'è una fine e un inizio come nel tempo lineare.

Un albero non ha una vera fine e un vero inizio, non si può identificare un momento in cui l'albero cessa di esistere o incomincia: in ogni singolo seme tutto l'albero è contenuto e, divenendo terra o persino bruciando e divenendo cenere, l'albero nutre se stesso, cambia forma.

In tutto ciò l'individuo umano - rapito dal senso del tempo e dell'Io - percepisce un inizio e una fine.

La Sesta Stella

La consapevolezza come forza del cambiamento sociale e personale

Selene Calloni Williams

Anche i migliori tentativi d’innovazione si scontrano con l’inerzia e la ripetitività presenti nella società, nella politica, nell’economia, nelle nostre vite private. È necessario perciò sviluppare un nuovo metodo...

€ 12,00 € 10,20 -15%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Non ci sono ancora commenti su La consapevolezza come forza del cambiamento sociale e personale

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.IVA e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
SDI C3UCNRB
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l.