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La calma è una condizione vitale - Estratto da "Quando Rallenti, Vedi il Mondo"

di Haemin Sunim 3 settimane fa


La calma è una condizione vitale - Estratto da "Quando Rallenti, Vedi il Mondo"

Leggi in anteprima le prime pagine del libro di Haemin Sunim e scopri come imparare a vivere in modo rilassato e consapevole in un mondo sempre più frenetico

In veste di monaco zen, nonché di ex professore presso un piccolo college di materie umanistiche nel Massachusetts, mi vengono spesso posti quesiti in relazione alle sfide che dobbiamo affrontare nel nostro quotidiano.

Indice dei contenuti:

Messaggi per ispirare

Oltre a offrire i miei consigli di persona, o per e-mail, qualche anno fa ho cominciato a rispondere attraverso i social network, perché mi piaceva molto l'idea di entrare in contatto con più persone. I miei messaggi erano generalmente semplici, diretti e brevi.

A volte mi è capitato di rispondere a qualche domanda legata alla vita reale, altre si è trattato di semplici annotazioni per ricordare qualche interessante schema di pensiero scoperto attraverso la pratica della mindfulness o grazie alle interazioni con gli altri.

Ho spesso discusso dell'importanza di rallentare la nostra vita frenetica, così come dell'arte di mantenere buone relazioni e di coltivare la compassione per se stessi.

Non avevo però previsto il fiume di risposte ai miei tweet e ai miei post su Facebook! Molte persone hanno cominciato a mandarmi messaggi, non solo per chiedere consiglio, ma anche per esprimere il loro apprezzamento e la loro gratitudine.

Ricordo ancora una giovane madre che aveva perso il marito in un incidente d'auto che mi ha ringraziato con tutto il cuore per averla salvata dal suicidio, spiegandomi che non aveva mai pensato ad amare se stessa perché per lei l'amore era sempre stato qualcosa da offrire agli altri.

Un dirigente sulla quarantina indaffaratissimo mi ha raccontato di quanto è meraviglioso per lui cominciare la giornata con i miei messaggi, che rappresentano un momento di pacata riflessione e di riposo tra un impegno e l'altro.

Un giovane appena laureato, scoraggiato perché non riusciva a trovare lavoro, ha letto le mie parole di conforto e si è deciso a continuare a cercare, finché ha ottenuto finalmente un impiego. Quando l'ho saputo, per un paio di giorni mi sono sentito felice come se fossi stato io a trovare il mio primo lavoro.

Il fatto che i miei semplici messaggi potessero ispirare gli altri, e aiutarli nei momenti di difficoltà, mi ha reso profondamente felice. Via via che venivano condivisi da un numero crescente di utenti, mentre il numero dei miei follower su Twitter e Facebook continuava a moltiplicarsi, le persone hanno cominciato a definirmi healing master, un maestro guaritore, che poi è finito per diventare il mio soprannome in Corea.

In seguito sono stato contattato da alcune case editrici che mi hanno offerto di raccogliere i miei scritti in un libro, uscito in Corea del Sud nel 2012.

Con gran sorpresa di tutti il libro è stato al primo posto nella classifica dei best-seller per quarantuno settimane, arrivando a vendere oltre tre milioni di copie in tre anni. Poi sono arrivate le traduzioni: in cinese, giapponese, thailandese, francese, inglese e ora in italiano. Sono onorato dell'attenzione che mi è stata concessa, e spero che il libro, in questa nuova traduzione, possa aiutare i lettori italiani, così come ha già fatto in Asia, Francia e Inghilterra.

Il libro si compone di otto capitoli, che trattano vari aspetti della vita - dall'amore all'amicizia, dal lavoro alle aspirazioni più profonde - nonché il modo in cui la mindfulness può rivelarsi utile in proposito.

Per esempio, indico come accogliere con consapevolezza e calda attenzione emozioni negative quali la rabbia e la gelosia, nonché le delusioni della vita, scavando in profondità nel mio passato per condividere le mie esperienze fallimentari in qualità di neoprofessore al college.

Se siete costantemente preoccupati, le «tre intuizioni liberatrici» del capitolo 6 potranno esservi decisamente utili.

Se invece siete ansiosi circa il vostro futuro o incerti riguardo alla vostra vera vocazione, vi offro consigli per incrementare la vostra autoconsapevolezza e venirne a capo.

Ogni capitolo introduce e tratta un determinato tema, cui fa seguito una serie di brevi messaggi, consigli e parole di saggezza diretti a voi, da analizzare separatamente, da riesaminare e ricordare, così che possano accompagnarvi nei momenti di ansia o di disperazione, e ricordarvi che non siete soli. Il capitolo prosegue con un'altra breve spiegazione, poi sintetizzata da alcuni consigli per la meditazione.

Il libro è splendidamente illustrato dalle opere di Youngcheol Lee, che sono intese come interludi di serenità, su cui soffermarsi e da cui lasciarsi ispirare, come dai consigli sulla meditazione.

C'è chi preferirà leggere il libro per intero come se fosse un romanzo. Io però vi consiglierei di concedervi il tempo per riflettere su ciascun capitolo prima di passare al successivo. Se affronterete ogni parte con la dovuta lentezza, lo apprezzerete di più e finirete per scoprirvi significati più profondi.

Sentitevi liberi di prendere appunti a margine o di sottolineare le parti che vi colpiscono di più.

Spero che dedicare un po' di tempo a quest'opera si traduca in un'occasione per riflettere e meditare malgrado gli affanni della vita odierna. Inoltre mi auguro che vi ispiri a entrare in contatto con le parti più gentili e sagge di voi stessi. Possiate essere felici, in salute, in pace e protetti da ogni male.

Perché sono così indaffarato?

Di norma pensiamo che la «mente» e il «mondo» esistano indipendentemente luna dall'altro. Se qualcuno dovesse chiederci dove si trova la nostra mente, nella maggior parte dei casi risponderemmo indicando la testa, o il cuore, ma sicuramente non un albero o il cielo.

Percepiamo una chiara linea di confine tra ciò che succede all'interno della nostra mente e ciò che accade nel vasto mondo esteriore. Paragonata a esso, la mente che alberga nel nostro corpo può sentirsi piccola, vulnerabile e talvolta impotente.

Tuttavia, secondo gli insegnamenti del Buddha, il confine tra la mente e il mondo è in realtà tenue, permeabile e in definitiva illusorio.

Non è il mondo a essere oggettivamente felice o triste, tanto da produrre in noi tali sensazioni. Piuttosto, è la sensazione che ha origine nella mente a proiettare la propria esperienza soggettiva sul mondo. Il mondo non è intrinsecamente gioioso o triste; semplicemente, è.

Forse questo concetto apparirà più chiaro ricordando una conversazione che ho avuto con una mia cara amica, una monaca buddhista molto responsabile e meticolosa. Di recente stava sovrintendendo alla costruzione di una sala di meditazione nel suo tempio. Dopo avermi raccontato della gran fatica fatta per ottenere i vari permessi e trovare, tra le altre cose, l'impresa più adatta, ha descritto il processo di costruzione nel seguente modo:

«Quando è venuto il momento di mettere le tegole sul tetto, vedevo tegole ovunque andassi. Osservavo il materiale di cui erano fatte, il loro spessore e il tipo di modello. E poi, quando si è trattato di realizzare la pavimentazione, non vedevo altro che pavimenti. Prendevo nota del colore, dell'origine, del disegno e della durevolezza del parquet. E infine, ho avuto quest'intuizione: quando osserviamo il mondo esteriore, rivolgiamo la nostra attenzione soltanto a quella piccola parte che c'interessa. Il mondo che percepiamo non è l'intero universo, ma solo quella limitata porzione di cui la mente può occuparsi. Pur tuttavia, per la nostra mente, quel piccolo mondo è l'intero universo. La nostra realtà non è la distesa infinita del cosmo, ma la piccola parte su cui scegliamo di concentrarci. La realtà esiste perché esiste la nostra mente. Senza la mente, non ci sarebbe l'universo.»

Più ci riflettevo, più quella sua intuizione mi sembrava azzeccata. Il mondo giunge a esistere perché ne siamo consapevoli. Non possiamo vivere in una realtà di cui non siamo consapevoli.

Il mondo dipende dalla nostra mente per poter esistere, come la nostra mente dipende dal mondo in quanto oggetto della nostra attenzione. Potremmo dire che è la nostra consapevolezza a generare il mondo.

Ciò su cui la mente si concentra diventa il nostro mondo. Se la vediamo in questo modo, la nostra mente non sembra così insignificante rispetto al mondo esteriore, non è vero?

Non possiamo né vogliamo conoscere ogni singolo evento che avviene nel mondo. Se ciò dovesse accadere impazziremmo per il sovraccarico di informazioni.

Quando osserviamo il mondo attraverso la lente della nostra mente, proprio come ha fatto la mia amica, vediamo subito ciò che stiamo cercando perché la mente si concentrerà su quell'oggetto. Visto e considerato che il mondo che percepiamo attraverso l'occhio della mente è limitato, se possiamo addestrare la nostra mente e scegliere con attenzione su cosa concentrarci, saremo in condizione di sperimentare il mondo in base al nostro stato mentale.

In quanto monaco nonché professore universitario sono sballottato in molte direzioni diverse. Nel corso dei giorni feriali insegno e porto avanti il mio lavoro di ricerca, mentre nel fine settimana mi reco al tempio del mio maestro, che dista due ore d'auto, per adempiere ai miei doveri. Durante le vacanze scolastiche, la mia agenda si riempie ulteriormente di impegni. Capita che ci sia bisogno che io renda visita ai monaci anziani, che debba fare da interprete ai monaci che non parlano inglese, che mi rechi in altri templi per offrire i miei insegnamenti, e devo anche trovare il tempo per dedicarmi alla pratica meditativa. Come se ciò non bastasse, continuo le mie ricerche e pubblico lavori accademici.

A essere onesti, talvolta mi chiedo perché un monaco zen debba avere un'agenda così piena. Ma poi mi rendo conto che non è il mondo esterno a mulinare senza sosta, bensì la mia mente. Il mondo non si è mai lamentato per quant'è indaffarato.

Guardando in profondità dentro di me per scoprire perché ho una vita tanto ricca di impegni, mi rendo conto che, per molti versi, mi piace mantenermi occupato. Se davvero volessi riposare, potrei declinare alcuni inviti a insegnare. Ma sono solito accettare di buon grado tali richieste, perché mi fa piacere incontrare persone che mi chiedono consiglio e aiutarle con quel po' di saggezza di cui dispongo. Contemplare la felicità degli altri è per me fonte di grande gioia.

C'è un celebre detto buddhista secondo cui agli occhi del Buddha tutti sembrano dei buddha, mentre agli occhi di un maiale tutti sembrano dei maiali. Ciò suggerisce che il mondo viene sperimentato in base al proprio stato mentale.

Quando la nostra mente è gioiosa e compassionevole, anche il mondo ci appare tale. Se invece è colma di pensieri negativi, anche il mondo assume una luce negativa. Quando ti capita di sentirti sopraffatto dai tuoi mille impegni, ricordati che non sei impotente. Quando la tua mente riposa, anche il mondo riposa.

Quando Rallenti, Vedi il Mondo

Come essere calmi e consapevoli in mezzo al trambusto della vita quotidiana

Haemin Sunim

Un delicatissimo libro che fa da tramite tra il trambusto del mondo e la pace derivante da un'acquisita serenità interiore. "È il mondo che è frenetico o frenetica è solo la mia mente?" Il mondo si muove velocemente, ma...

€ 17,90 € 15,22 -15,00%

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Haemin Sunim è un monaco buddista. Nato in Corea, si è trasferito negli Stati Uniti per studiare cinema, ma una volta lì ha riscoperto le proprie radici buddiste e ha preferito dedicarsi a una vita spirituale. Ha studiato a Berkeley, Harvard e Princeton, ed è il primo...
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