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La buona nascita - L'Armonia della Nascita - Libro di Marta Campiotti

di Marta Campiotti 1 mese fa


La buona nascita - L'Armonia della Nascita - Libro di Marta Campiotti

Leggi un estratto dal libro di Marta Campiotti "L'Armonia della Nascita" per scoprire perché la nascita è un evento a tutto tondo nella vita di una donna!

Nascere bene, nascere dolce, partorire senza violenza, nascita naturale, nascita normale, parto umanizzato, indisturbato e anche nonviolento: come districarsi in queste definizioni? Come orientarsi? E come se non bastasse: parto in acqua, in casa, in casa maternità, lotus birth, parto in acqua nel grande ospedale, parto in clinica, parto gentile...

E come capire cosa è meglio se non lo si è mai fatto? È come comperare un vestito senza poterlo provare prima. È proprio così e non è per nulla facile.

Ma il parto è uno solo: il proprio!

Allora è bene partire dalla gravidanza, dal qui e ora dell’inizio e decidere con calma da chi e come ci si vuole fare accompagnare e sostenere.

Chi offre la relazione di cura nel parto deve accogliere la donna nella sua interezza, il corpo certamente, ma anche le emozioni e la spiritualità.

È solo attraverso la totale apertura emotiva e la motivazione trascendente al dare la vita che la donna può partorire.

Quando questo non viene considerato, o addirittura negato, diventa più facile iniettare ossitocina sintetica in vena o… aprire la pancia col bisturi.

Indice dei contenuti:

La donna e il percorso fisico: il corpo

La gravidanza è un tempo fisico che si sviluppa e si consuma molto lentamente: durante nove mesi il corpo femminile ha la capacità di trasformarsi per accogliere, contenere, far crescere e poi lasciar andare.

Il corpo ha un sapere genetico familiare e un sapere biologico specie-specifico. L’eredità che ci appartiene fin dal nostro concepimento è il patrimonio genetico maschile e femminile, quello che ci scorre nel sangue e che deriva dalle nostre madri, dai nostri padri e dalle nostre antenate, unico per ognuno di noi.

Esiste, ed è riconosciuta anche dalle recenti ricerche sul microbioma, una memoria genetica “familiare” delle esperienze fondamentali, come quella del dare la vita.

Le storie di nascita fino a tre generazioni precedenti sono nella memoria genetica individuale e, se tutto è avvenuto in pericolo o sicurezza, se gli esiti sono stati buoni o avversi, questo il corpo lo sa. Nella memoria somatica sono anche inscritte le forti sensazioni fisiche che abbiamo provato, corpicini nudi accanto al seno di nostra madre, nei primi giorni e nella prima culla.

Questo sapere personale e familiare viene in realtà a integrarsi con il sapere biologico, istintuale, la memoria mammifera arcaica.

L’istinto arcaico è funzionale alla sopravvivenza della specie umana. Possiamo definirlo anche “una memoria di gruppo” che sa attivare azioni istintive in modo complesso ma totalmente prevedibile.

Esso appare come una guida nei primi sogni della gravidanza e sostiene azioni precise come nei primi mesi l’impulso a dormire di più e negli ultimi “la sindrome del nido”, un insieme di gesti, quali la pulizia accurata della casa, la preparazione dello spazio del bambino, andare dal parrucchiere... sentirsi pronte!

Lo stesso istinto che si attiva in modo complesso ma totalmente prevedibile al momento del parto.

Come dice Erri De Luca in Il nome della madre, “partorire è fare con il corpo”.

Il corpo femminile sa attivarsi grazie all’impulso di ormoni meravigliosi che guidano ogni trasformazione fino al momento del parto e molto oltre. È attraverso di loro che la donna può accogliere l’embrione, attivare il sistema neuroendocrino e nutrire e dare vita all’ecosistema fetoplacentare accettando, senza rigettarlo, un corpo altro da sé.

Il pancione che cresce avvicina giorno dopo giorno la donna a Madre Natura e alle sue leggi, regalandole risorse e strumenti per divenire madre.

Ma come usare questi nuovi strumenti? Qui ogni donna gioca la sua parte, integrando la parte “mammifera” nella sfera della consapevolezza e della accettazione, con la gioia adulta di esserci in prima persona. L’energia che servirà per mettere al mondo il bambino cresce nei mesi dell’attesa se riconosciuta, ascoltata e rispettata.

La donna e il percorso psichico: le emozioni

Ogni cambiamento del corpo richiede la volontà della psiche di attivarsi per creare una situazione di salute e di adattamento.

La psiche lavora per la ricerca di benessere, sicurezza e stabilità per la nuova famiglia che cresce e per il piccolo che deve arrivare.

I nuovi bisogni affettivi sono percepiti chiari e necessari e pur, nei chiaroscuri del femminile, sono la base di una nuova forza intuitiva che può guidare le scelte personali. Allora partorire non è solo “fare con il corpo”, ma anche “sentire con il corpo”.

La madre è invasa da emozioni che si muovono con una velocità e una intensità profonda e nuova, emozioni che talvolta la spiazzano sia per la loro lucidità che per le sfumature ambivalenti. Il mondo emotivo è facilmente accessibile alla donna stessa, attraverso meccanismi quali la regressione, l’identificazione col bambino, una certa disinibizione; è come un mare, fecondo e aperto, da attraversare e navigare per scoprire nuove terre.

Ci sono le emozioni, quelle antiche e infantili di quando si giocava alle bambole, che possono riaffiorare impreviste attraverso un’immagine o una connessione, ma c’è anche un forte senso di consapevolezza di fronte a emozioni primarie del “qui e ora” che accompagnano il trascorrere della giornata: senso di sicurezza o di paura, di benessere o di disgusto, di simpatia o antipatia.

Le parole “emozione” e “motivazione” hanno la stessa radice: movimento, cambiamento, spinta propulsiva.

Corpo e psiche hanno nove mesi per sintonizzarsi e arrivare insieme al momento del parto, pronti all’incredibile lavoro del lasciar andare per accogliere e nutrire il bambino.

La psiche è guidata dalla soddisfazione unica e profonda di avere una parte nella creazione, compito femminile e materno che origina da una spinta interiore; per diventare azione reale concreta occorre però permettere l’entrata in gioco di altre forze sinergiche.

Il futuro padre può fare da contenitore, da specchio per i cambiamenti della donna; anche lui è invaso dalla novità che lo induce a confrontarsi, talvolta in modo inconsapevole, con il modello di padre che ha dentro di sé e con il padre che vorrebbe essere. Ma anche con la sua compagna che sta diventando mamma e che a tratti fa fatica a riconoscere.

Sarà solo dandosi tempo e ascolto che la nuova coppia genitoriale riuscirà a costruire un paradigma esclusivo del diventare futuri genitori insieme.

La donna e il percorso spirituale: la trascendenza

La spiritualità, anche se raramente nominata, in realtà interroga la coppia in attesa che si pone domande e cerca risposte sul senso della vita, dell’eredità educativa, della responsabilità, ma anche sui temi della salute, delle scelte professionali e abitative; ogni decisione sottende dei valori e i valori danno un senso preciso e unico alla propria vita.

Sarebbe bello riuscire a parlare del significato e del senso delle esperienze fondamentali della storia di ogni famiglia: nascita, malattia, amore e morte. Sì, amore e morte, e nascita.

La nascita è il “venire al mondo” di un essere umano nuovo, altro da noi, ma che solo attraverso di noi ha il dono della vita. È un dono che ha un significato particolare, nascosto nel desiderio che viene affidato a questo grande progetto figlio, forse espresso proprio nel nome che la coppia sceglie.

Ma poi il figlio arriva, maschio o femmina, diverso da come lo si è immaginato, semplicemente arriva.

E va oltre di noi. Tutto sembra diverso.

Quasi subito ci appare chiaro che non è solo un dono “per noi” ma è qualcosa che lasciamo al mondo dopo di noi, che entra nel cerchio della creazione e trascende ogni nostro pensato.

L'Armonia della Nascita

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Marta Campiotti

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Marta Campiotti

Marta Campiotti, autrice del libro Nascere dolce e allieva di Frédérick Leboyer, è ostetrica libera professionista a Varese, dove nel 2001 ha fondato la casa maternità Montallegro, oggetto di numerosi articoli di riviste e giornali e di trasmissioni televisive....
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