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L'Uomo dei Miracoli - Estratto da Le eccezionali Proprietà curative della Noce di Cocco

di Bruce Fife 5 mesi fa


L'Uomo dei Miracoli - Estratto da Le eccezionali Proprietà curative della Noce di Cocco

Leggi il capitolo 1 del libro "Le eccezionali Proprietà curative della Noce di Cocco" di Bruce Fife

Paul era uno degli uomini più straordinari che abbia mai conosciuto.

Ricorderò sempre la volta in cui stavo pranzando nel suo negozietto vicino a Thames Street a Newport, nel Rhode Island. Un uomo aveva fatto irruzione dalla porta: «Dov'è Paul?», aveva gridato con una smorfia di dolore, stringendo nelle mani un fazzoletto gocciolante di sangue. Il mio appetito era svanito all'istante.

Il proprietario, un anziano filippino dalla corporatura minuta, era comparso dal retrobottega: «Cosa c'è che non va?».

«Ho avuto un incidente. Il mio tosaerba mi ha tagliato la mano. Devi fare qualcosa!».

«Fa' un po' vedere».

Porfirio Pallan Sorse, per gli amici Paul, l'aveva portato dietro al bancone per esaminare la ferita. La punta del pollice penzolava su un lato, appesa soltanto a una sottile striscia di pelle. Fortunatamente l'osso non era rimasto danneggiato. Paul aveva sollevato il lembo staccato e l'aveva rimesso al suo posto, l'aveva avvolto nella garza e poi immerso nell'olio di cocco.

«Mantieni umida la garza con l'olio di cocco e fatti rivedere fra qualche giorno».

Qualche settimana dopo avevo rivisto l'uomo, perché era uno dei clienti fissi di Paul. Con mio grande stupore, il pollice era completamente guarito senza lasciare neppure una cicatrice.

Esperienze come questa erano frequenti. Paul aveva una lunga lista di clienti fedeli che si rivolgevano a lui per avere consigli e cure per tutta una serie di problemi di salute. Benché non fosse un medico qualificato, c'era gente di tutta la città che si rivolgeva a lui con i suoi malanni.

Una signora di una certa età aveva spiegato di soffrire da anni di una malattia cronica della pelle che i medici non erano nemmeno riusciti a identificare. Le avevano prescritto pomate, creme e pillole, ma nessun rimedio aveva funzionato. Era disperata e disposta a provare qualsiasi cosa per avere un po' di sollievo. Paul le aveva consigliato di massaggiare le aree colpite con il suo olio. Lei aveva cominciato a usarlo ogni giorno e, con suo grande stupore, come per magia il problema era scomparso. La donna era diventata una sua grande fan e aveva continuato ad andare nel suo negozio per rinnovare le sue scorte di olio.

Anch'io ho avuto, per così dire, una guarigione miracolosa grazie al suo olio. Sulla parte posteriore del capo avevo un'escrescenza dura, una cisti, delle dimensioni di una moneta. Il mio medico voleva asportarla chirurgicamente, ma prima di lasciargli fare qualsiasi cosa, l'avevo fatta vedere a Paul. Lui mi aveva detto di applicarvi l'olio di cocco facendo un po' di pressione. Dovevo farlo ripetutamente, per mantenere quell'area costantemente umida. Io l'avevo fatto per diverse ore mentre guardavo la televisione. Dopo un po' l'escrescenza si era ammorbidita e improvvisamente il liquido che conteneva era uscito dai pori, e il nodulo era scomparso senza alcun segno di un'apertura. Non è mai più tornato.

All'inizio ero sbalordito da alcune delle cose cui assistevo nel negozio di Paul e dai racconti dei suoi clienti, ma col tempo ho cominciato ad abituarmi alle sue guarigioni miracolose. La gente di tutta Newport veniva a comprare il suo olio di cocco o a farsi curare per qualche disturbo. Le cure di Paul comprendevano sempre l'uso di olio di cocco, l'unico prodotto che vendeva.

La sua fama di guaritore in grado di curare qualsiasi cosa soltanto con l'olio era diffusa in tutta la città.

Su di lui e sul suo olio Copure (cocco puro) erano stati scritti diversi articoli di giornale. Più d'una tra grandi aziende di cosmetici lo avevano avvicinato offrendosi di comprare la sua formula segreta per produrre l'olio, ma lui si era rifiutato di venderla. Gestire il suo business e controllare la qualità del suo prodotto era più importante dei guadagni monetari.

Credeva davvero nel potere di guarigione dell'olio di cocco, e voleva aiutare gli altri, più che appropriarsi del loro denaro. Per lui l'olio di cocco era una panacea, efficace contro tutti i disturbi e le malattie. Molti dei suoi clienti erano d'accordo.

Ho incontrato Paul per la prima volta venticinque anni fa. All'epoca era vicino agli 80 anni. Ricordo di essere andato a piedi nel suo negozio. All'esterno, un'insegna diceva: «Copure: il rimedio della natura per l'autoguarigione sin dall'età della pietra (fa bene a tutti)». Un altro cartello dichiarava: «Copure: nutre e lubrifica attraverso i pori le terminazioni nervose e dà immediato sollievo a qualsiasi tipo di dolore». Noci di cocco e mango erano allineati all'interno delle finestre. Che strano, avevo pensato, e il fascino unico di quella bottega mi aveva invitato a entrare.

L'interno assomigliava a un piccolo negozio di gastronomia. C'erano al massimo tre tavoli e poche sedie, un bancone, e dietro al bancone uno scaffale che conteneva molte bottiglie piene d'olio. Nel retrobottega c'era un piccolo tavolo da cucina, un frigorifero e una bellissima cucina professionale di ghisa risalente a quarantacinque anni prima con dieci fuochi e un grosso forno. Più in fondo c'era una cameretta, più o meno delle dimensioni di uno sgabuzzino, che conteneva una branda di legno. Era là che dormiva Paul: il suo negozio era anche la sua casa. Non c'era niente di decorativo o di ricercato in quel luogo: viveva solo con le cose essenziali.

Eravamo diventati buoni amici. Parlavamo tutto il tempo, soprattutto del suo olio di cocco e di come un giorno avrebbe curato il mondo.

Paul non emanava mai alcun tipo di odore corporeo e non aveva mai l'alito cattivo. Ciò che trovavo stupefacente era che nei venticinque anni circa della nostra conoscenza non aveva mai fatto una doccia o un bagno con acqua e sapone: ogni giorno si massaggiava da capo a piedi con il suo olio. Ne beveva anche un po', e se non stava bene ne beveva tanto. La sua salute eccellente, le sue condizioni fisiche e il suo viso quasi privo di rughe anche all'età di 70 e 80 anni erano chiari segni dell'efficacia del suo olio.

Non beveva e non fumava, ma mangiava praticamente di tutto, anche se evitava la maggior parte dei cibi spazzatura. Pensava che si potesse mangiare qualsiasi cosa, se l'intestino lavorava bene e riusciva a eliminare velocemente il cibo dal sistema. Diceva sempre: «L'importante è ripulire l'impianto», e per produrre questo effetto preparava una mistura di prugne cotte, latte di cocco, albicocche e zenzero. Riduceva il tutto in una purea che aggiungeva ai dessert, al gelato e ai dolci o mangiava da sola. Era squisita! Era un cuoco strepitoso: tutto quello che cucinava era fantastico. Mi manca davvero la sua cucina.

Benché fosse un cuoco eccellente e il suo negozio assomigliasse in qualche modo a un ristorantino, il suo lavoro non era vendere cibo. Faceva spesso una grossa pentola di qualche pietanza, e la teneva a disposizione di chi aveva fame. A volte serviva i suoi piatti ai clienti fissi, agli amici più cari o a chiunque passasse di lì. Ogni giorno, picchiettando il marciapiede col suo bastone, un cieco riusciva a percorrere Thames Street fino ad arrivare alla sua bottega. Paul gli preparava un pasto da re. Lo ha fatto ogni giorno per anni in cambio di uno o due dollari: doveva fargli pagare qualcosa per non farlo sentire in imbarazzo. Riservava lo stesso trattamento anche a un alcolizzato che ogni tanto si faceva vedere al negozio. Paul era piccolino di statura, soltanto 1,55 m e non arrivava a 55 kg, ma aveva un cuore grande.

Il suo business era l'olio di cocco: era quello il suo vero amore. Tutte le sue conversazioni cominciavano o finivano con questo argomento. «La noce di cocco è il re di tutti i cibi, e il mango è la regina», era solito dire. Sollevava in aria una bottiglia di olio: «Il segreto della salute è tutto qui. Nel mondo ci sono milioni di persone che muoiono di fame e di malattia. Mi rattrista assistere a tutto questo, quando io ho qui la risposta».

La sua casa-bottega era pulita e ordinata. Entrando si sentiva la fragranza dell'olio di cocco fresco o del piatto prelibato che stava cucinando. Non c'è da stupirsi che molti finissero per andare a mangiare da lui.

Paul non si faceva pubblicità: non ne aveva bisogno. L'olio si vendeva da solo: una volta che si cominciava a usarlo, si diventava dipendenti. Era di gran lunga superiore alle creme e alle lozioni in commercio, ed era ottimo anche per cucinare. Come pomata medicinale, poi, era insuperabile.

Paul si affidava totalmente alla clientela di passaggio e a quella fissa, oltre che al passaparola. La sua azienda era piccola e la sua bottega piuttosto vuota, in confronto alla maggior parte dei negozi e supermercati strabordanti di merce e prodotti. Non aveva personale.

I potenziali clienti si ritrovavano nel suo negozio senza sapere dove fossero capitati. Quando entrava qualcuno, Paul lo salutava con un sorriso gentile e cominciava a parlare del suo olio: stordiva tutti con le sue chiacchiere fintanto che si era disposti ad ascoltare delucidazioni sull'unico prodotto in vendita: Copure, olio puro di cocco per tutti gli usi.

«È perfetto per qualsiasi cosa», diceva, «da una ferita da taglio a raffreddore, mal di testa, ustioni, scottature solari, vesciche, graffi, sinusite, asma, artrite, reumatismi, dolori di ogni tipo, articolazioni e muscoli anchilosati, congiuntivite, eruzioni da edera velenosa, mal di denti, gengivite, indurimento delle arterie».

Paul offriva agli avventori una bevanda preparata con limone, zenzero e latte di cocco. «Fa bene alla salute», diceva. «Non come la Coca-Cola».

L'olio sembrava possedere troppi pregi per essere vero, e molti probabilmente lo avranno considerato l'ennesimo ciarlatano con l'unica intenzione di dargliela a bere, ma presto il suo atteggiamento gentile e la sua ospitalità avevano la meglio. Faceva provare loro un po' d'olio, solo per la sensazione che dava. Se il cliente aveva un dolore da qualche parte, gli faceva un massaggio con l'olio, senza far pagare nulla. Spesso dava ai clienti potenziali un campione gratuito, e offriva loro del cibo, insieme alla sua filosofia di vita e alla sua idea della salute.

Quando vendeva una bottiglia d'olio, ne elencava gli effetti benefici e incoraggiava il compratore a usare l'immaginazione e a provarlo per qualsiasi problema di salute. Negli anni si era creato un fedele seguito di clienti: «Io rivelo loro molte cose», spiegava. «La conoscenza si moltiplica quando la trasmettiamo agli altri».

Le sue storie erano così affascinanti, il suo cibo era così buono e il suo prodotto così miracoloso che la gente ritornava. Sapeva che una volta che avessero cominciato a usare l'olio, avrebbero scoperto da soli quanto era meraviglioso e sarebbero tornati a comprarlo. Ecco perché aveva successo: l'olio funzionava. Se non fosse stato così, il suo business non sarebbe sopravvissuto nei quasi cinquant'anni in cui aveva continuato a vendere il prodotto.

I suoi clienti erano persone di tutti i tipi. Norma Taylor, una tennista a livello agonistico, era una cliente fissa, così come Nick Gregory, umorista e attivista politico. Kathleen Cotta, che ha un'azienda agricola di erbe officinali a Portsmouth, entrava nel negozio e comprava due bottiglioni di olio: uno per l'uso interno e uno per quello esterno. «Per incredibile che possa sembrare, lo metto nel tè o nel caffè. È come assumere vitamine».

Paul non aveva mai presentato il suo prodotto come cura per un particolare disturbo o problema di salute. Sull'etichetta era scritto: «Olio puro di cocco per tutti gli usi. Per applicazioni sulla pelle e i capelli, uso quotidiano esterno o interno».

Quelli che lo usavano giuravano che era un panacea utilizzabile per quasi tutte le malattie e i disturbi di salute. Andavano da lui e gli dicevano che dava sollievo a un certo problema o curava una determinata malattia. Negli anni Paul aveva assistito ai miracoli del suo olio: per questo ogni volta che nel suo negozio entrava un potenziale cliente snocciolava un lungo elenco di disturbi che potevano essere leniti dall'olio.

Negli anni Ottanta, quando il presidente Ronald Reagan aveva problemi di emorroidi, Paul diceva: «Se avesse il mio olio, non avrebbe questo disturbo».

Come unguento per il corpo, l'olio di cocco è incomparabile. Paul diceva sempre che risolve qualunque problema della pelle, anche la psoriasi. La pelle dev'essere costantemente inumidita con l'olio finché il problema si risolve. Diceva che l'olio di cocco, se applicato con un po' di pressione, arresta il sanguinamento di una ferita. Previene le infezioni. Se viene usato per praticare un massaggio a tutto il corpo, aiuta a regolare al temperatura corporea; in caso di febbre, serve ad abbassare la temperatura. Dà sollievo al prurito, al dolore e al gonfiore delle punture d'api, dei morsi di insetti e delle eruzioni da edera velenosa. È eccellente per le ustioni, cura e previene le piaghe da decubito, elimina le rughe, l'acne e la forfora e lenisce le labbra screpolate, le scottature solari, il congelamento, l'eritema da pannolino e la gengivite.

Usato durante o dopo la gravidanza è in grado di prevenire le smagliature. Un ginecologo della nostra città l'aveva imparato da Paul, e da allora continua a prescrivere alle neomamme l'olio di cocco per eliminare le smagliature e rivitalizzare la pelle.

Paul diceva che l'olio penetra nella pelle attraverso i pori e li deterge permettendo così all'organismo di eliminare le scorie. Quando i pori liberano le scorie, si otturano e si creano foruncoli, bollicine ecc. L'olio penetra nei pori e scioglie le scorie che li ostruiscono. Per dimostrarlo diceva a qualcuno di masticare una striscia di gomma, poi gli somministrava un cucchiaino d'olio. Mentre la sua cavia continuava a masticare, la gomma gli si scioglieva in bocca. «Ecco cosa capita ai pori ostruiti», commentava Paul. Vedere una ragazza truccata lo faceva arrabbiare: diceva che i cosmetici ostruiscono i pori e causano le rughe.

L'olio sembrava fare miracoli con qualsiasi problema della pelle.

Mia moglie aveva sul petto un grosso neo scuro delle dimensioni di un gommino da matita. Paul le aveva detto che poteva liberarsene con il suo olio di cocco. Lei aveva mostrato interesse: a nessuno piacciono i nei. Lui le aveva consigliato di applicarvi frequentemente dell'olio di cocco per inumidirlo: una volta al giorno prima o poi avrebbe risolto il problema, ma avrebbe funzionato molto più velocemente se avesse mantenuto la pelle costantemente umida. Lei aveva applicato l'olio una volta all'ora od ogni due ore per tutto il giorno come le era stato prescritto. Col passare dei giorni, il neo aveva iniziato a ridursi e si erano formati pori o piccoli fori. Alla fine si era staccato da solo: un'esperienza incredibile!

Ho due cani. A uno di loro era cresciuta una protuberanza vicino all'occhio. Il veterinario mi aveva detto che sembrava un tumore, e mi aveva consigliato un intervento urgente perché era pericolosamente vicino all'occhio. Io mi ero detto che se l'olio di cocco faceva bene agli esseri umani, non avrebbe certo fatto male agli animali, così avevo cominciato a spalmarlo sull'escrescenza cresciuta sulla fronte del mio cane. Con il passare del tempo, la protuberanza si era ridotta sempre più, e alla fine era scomparsa. Non è più tornata e abbiamo evitato l'operazione.

Qualche tempo dopo, all'altro cane erano venute delle piaghe alla base del naso, appena sopra il labbro superiore. Il veterinario gli aveva prescritto un antibiotico, che però non sembrava migliorare la situazione. Dopo una settimana avevo interrotto la terapia e avevo cominciato ad applicare l'olio di cocco sulle ulcerazioni. Per alcuni giorni erano peggiorate, e poi avevano cominciato a guarire. Alla fine erano completamente scomparse.

Paul non si era sorpreso di quel risultato: mi aveva detto che l'olio di cocco funziona per gli animali come per le persone. Suo padre lo usava sul bestiame dopo la marchiatura, per lenire il dolore e accelerare la guarigione.

L'olio però non era solo per la pelle: Paul lo usava per tutte le sue ricette. Ogni giorno ne ingoiava religiosamente un cucchiaio: era come un tonico che lo manteneva giovane sia all'interno che all'esterno. Era anche un'efficace medicina: «Se assunta internamente allevia i disturbi dello stomaco e dell'intestino », diceva.

L'olio era un tonico, un farmaco, un rigeneratore della salute. «Ti rende felice, sano e bello», diceva spesso. Lo considerava una fonte di giovinezza.

Per anni mi sono fermato quasi ogni giorno per portargli un saluto. Il suo olio di cocco era il migliore fra quelli in commercio. Compravo sacchi di noci di cocco al mercato degli ortofrutticoli: ce n'erano venti in ogni sacco, e la maggior parte veniva dal Messico. A volte la qualità era buona, a volte meno, e questo si rifletteva sul risultato finale, ma l'olio produceva comunque i suoi effetti.

A Paul occorrevano circa tre giorni per produrre da 16 a 20 l di olio, che poi doveva fermentare per altri trenta giorni circa. Lo aiutavo spesso a compiere l'operazione. Rompevamo le noci con un martello, estraevamo la polpa dal guscio con un cacciavite, la macinavamo in un tritacarne, la cuocevamo, la lasciavamo raffreddare, la spremevamo, poi la facevamo sobbollire nell'acqua per tutto il giorno. A quel punto la filtravamo, aspettavamo che le impurità si depositassero e che l'olio salisse in superficie e alla fine facevamo fermentare l'olio per almeno un mese in bottiglie sterilizzate. Era una procedura lunga e faticosa, ma ogni fase veniva compiuta con una sorta di riverenza per il prodotto finale.

Durante la fase di spremitura, Paul usava uno schiacciapatate manuale. Ripeteva l'operazione per ore in modo da separare l'olio dall'acqua. Un giorno decisi di aiutarlo a spremere la noce di cocco. All'epoca Paul aveva 82 anni, e io in confronto ero giovane e sano, ma riuscii a reggere al massimo per quindici minuti. Avevo i crampi alle mani, gli avambracci mi facevano male e avevo dovuto smettere. Dissi a Paul che doveva esserci un modo più facile di affrontare la spremitura. Così un giorno, mentre passavo a comprare le noci di cocco vidi un torchio per spremere le vinacce: ecco la risposta. Comprammo un torchio da 200 l e riuscimmo a raddoppiare il prodotto, quantomeno risparmiando a Paul parecchia fatica. Suo figlio avrebbe in seguito usato il torchio per molti anni, prima di chiudere l'attività.

Il successo di Paul come guaritore e uomo dei miracoli derivava dal suo uso esclusivo di un solo rimedio medicinale tradizionale: l'olio di cocco, un prodotto usato da millenni nelle Filippine e nelle isole del Pacifico. Queste popolazioni lo considerano una “cura per tutte le malattie”.

La palma da cocco fornisce sostentamento a molti popoli asiatici e delle isole dell'Oceania. Un antico proverbio filippino dice: «Colui che pianta una palma da cocco pianta imbarcazioni e vestiario, cibo e bevande, una dimora per sé e un'eredità per i suoi figli». La palma da cocco è alla base della vita e fornisce per l'uso umano più prodotti diversi di qualsiasi altra pianta. Per questo motivo è molto apprezzata nelle Filippine, dove viene definita “l'albero della vita”.

Porfirio (Paul) Sorse era nato nelle Filippine il 2 ottobre del 1895, secondo di cinque figli. Suo padre era un predicatore battista. Quando i parrocchiani si ammalavano, li curava con l'olio di cocco, un rimedio tradizionale che a quei tempi era usato in tutte le Filippine. Suo padre lo produceva con le sue mani, utilizzando metodi tramandati da suo padre e dal padre di suo padre. Era stato così che Paul aveva imparato a produrre olio vergine di cocco fresco.

Durante la sua prima giovinezza aveva lavorato nella fattoria di famiglia e nelle risaie. Allo scoppio della prima guerra mondiale, la marina statunitense aveva cominciato a reclutare nelle Filippine, che allora erano territorio degli Stati Uniti. Il giovane Sorse si era imbarcato come cuoco, ed era rimasto in marina per tre anni. Alla fine della guerra era entrato nella marina mercantile e vi aveva lavorato, sempre come cuoco, fino al 1925. Poi si era trasferito a New York e aveva vissuto con amici filippini al Greenwich Village. Le sue abilità di cuoco si erano affinate lavorando in ristoranti come quello del Waldorf Astoria. Inoltre era stato al servizio di diverse famiglie facoltose come cuoco, autista e tuttofare. Cucinava cose meravigliose e si prendeva cura dei figli, degli animali e della automobili dei suoi datori di lavoro.

Per un certo periodo aveva lavorato per la famiglia Chrysler, e il suo principale una volta gli aveva detto di essere contento del suo lavoro e che un giorno sarebbe stato ricompensato. Poco tempo dopo l'uomo era morto in un incidente con il suo aereo privato. Aveva lasciato a Paul quella che lui definiva una “grossa” somma. Non ho mai scoperto a quanto corrispondesse una “grossa somma” per Paul. Conoscendo il suo modo di vivere frugale, dubito che si trattasse di qualcosa di più di qualche migliaio di dollari, per lui comunque un importo sostanziale. Paul disse che aveva dato il denaro a un amico filippino, perché potesse studiare medicina alla Columbia University. Non si aspettava che l'amico glielo restituisse: gli aveva detto che una volta diventato un medico affermato, avrebbe dovuto usare quei soldi per aiutare il popolo filippino. Paul era fatto così, cercava sempre di aiutare gli altri.

Aveva cominciato a produrre l'olio per aiutare le persone che si ammalavano, come faceva suo padre. L'olio di suo padre, però, era prodotto con metodi primitivi, e conteneva un'alta percentuale di acqua, che lo faceva diventare rancido entro un paio di settimane. Paul aveva migliorato la formula originale del padre, eliminando tutta l'acqua in modo da renderlo conservabile per un tempo indefinito, più liscio e omogeneo e molto più facilmente assorbibile dalla pelle.

Quando Paul era andato in pensione nel 1952, all'età di 57 anni, aveva deciso di lavorare a tempo pieno per commercializzare il suo olio di cocco. «È un prodotto utile, soddisfa i bisogni umani», spiegava. «Rende felici, sani e belli. Penetra nei pori, nei centri nervosi. Aiuta a vivere una vita più lunga e sana». Nei quarantacinque anni successivi, Paul avrebbe dedicato la sua vita a promuovere le proprietà salutari dell'olio di cocco.

Il 20 marzo 1998, Paul Sorse moriva alla ragguardevole età di 102 anni. Chi lo conosceva diceva che il suo aspetto e il suo comportamento erano quelli di una persona di parecchi anni più giovane, e che era rimasto attivo fino alla fine, continuando a spaccare e a spremere noci di cocco per produrre il suo olio: prova vivente dell'efficacia del suo prodotto. Paul aveva davvero scoperto la fonte della giovinezza.

È proprio l'uomo più incredibile che abbia mai conosciuto. Mi manca.

Le eccezionali Proprietà curative della Noce di Cocco

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Bruce Fife è il maggior esperto mondiale sulla relazione tra noce di cocco e salute. È stato infatti il primo a riordinare e catalogare la ricerca medica sui benefici per la salute dei prodotti derivati da questo frutto e a presentare questi studi in un linguaggio semplice e a volte...
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