800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza — Lun/Ven 08:00-12:00/14:00-18:00

L'uomo che era circondato - Estratto da "Il Mondo è Pieno di Cretini"

di Thomas Erikson 6 mesi fa


L'uomo che era circondato - Estratto da "Il Mondo è Pieno di Cretini"

Leggi in anteprima l'introduzione al libro di Thomas Erikson e scopri che tipo di persona hai davanti e impara a comunicare con tutti in modo efficace

Ero al liceo quando scoprii finalmente di andare più d'accordo con alcune persone che con altre. Era più facile intendermi con certi amici; di qualunque cosa parlassimo, trovavamo le parole giuste e il discorso filava sempre liscio. Non c'erano conflitti, ci andavamo reciprocamente a genio. Con gli altri, invece, andava tutto storto. Alcune cose che dicevo non venivano recepite, e non ne capivo il motivo.

Perché parlare con determinate persone era tanto facile mentre con altre pareva impossibile? Ero giovane, e non era certo un problema che mi teneva sveglio di notte. Ricordo, però, di essermi chiesto perché alcune conversazioni partivano in quarta senza sforzi particolari mentre altre non riuscivano a decollare, qualunque cosa facessi. Era incomprensibile.

Ricordo di avere fatto esperimenti, usando metodi diversi con le varie persone. Provavo a dire le stesse cose in circostanze simili per studiare la reazione altrui. A volte accadeva proprio ciò che avevo sperato: si avviava una discussione interessante; altre volte, invece, non succedeva assolutamente niente. La gente mi guardava come se fossi un alieno, e devo ammettere che mi sentivo proprio così.

Quando siamo giovani è tutto facile. Siccome alcuni miei amici reagivano in modo normale significava, naturalmente, che eravamo noi a essere nel giusto. Quindi dovevano per forza essere in torto quegli altri tizi che non mi capivano. Che altra spiegazione ci poteva essere? Io mi comportavo sempre nello stesso modo! Di conseguenza, certe persone avevano qualcosa che non andava. Allora cominciai a stare alla larga da loro perché non le capivo. Questo fatto non ebbe strascichi gravi, ma solo alcune conseguenze buffe. Negli anni successivi, però, purtroppo le cose cambiarono.

Diventai adulto, mi trovai un lavoro, mi sposai, feci dei figli, e continuai a distinguere tra le persone brave e sensate e quelle che mi sembravano non capire niente.

Un giorno, quando avevo venticinque anni, incontrai un imprenditore sulla sessantina, di nome Sture. Si era creato la propria azienda e l'aveva fatta crescere. Lo dovevo intervistare prima che realizzasse un certo progetto. Cominciammo a parlare del funzionamento nella sua organizzazione.

Uno dei primi commenti di Sture fu che era circondato da idioti. Ricordo che mi misi a ridere, perché pensavo scherzasse. Invece parlava sul serio. Divenne rosso in faccia, e spiegò che quelli del Reparto A erano degli idioti, tutti, senza eccezioni. Nel Reparto B lavoravano solo dei cretini che non capivano niente. Per non parlare del Reparto C! Quelli erano i peggiori di tutti, perché erano talmente strani che Sture non capiva neppure come facessero ad arrivare al lavoro, al mattino.

Più lo ascoltavo, più mi dicevo che c'era qualcosa di anomalo, nella sua storia. Gli chiesi se pensasse davvero di essere circondato da cretini. Mi lanciò un'occhiataccia, e mi confermò che ben pochi dei suoi dipendenti valevano qualcosa.

Sture, oltretutto, non nascondeva i suoi sentimenti agli impiegati. Non aveva scrupoli a dare dell'imbecille a qualcuno davanti a tutti i colleghi. Evidentemente, i dipendenti gli stavano alla larga più che potevano. Nessuno osava andare a parlargli, né tantomeno gli annunciava cattive notizie perché, in questi casi, il primo a fare una brutta fine è proprio il messaggero. In uno degli stabilimenti era stata perfino installata una spia all'ingresso dell'edificio, in un angolino discreto sopra la postazione della receptionist. La luce era rossa quando lui arrivava, ma quando se ne andava diventava verde.

Lo sapevano tutti. Non solo il personale, ma anche i clienti davano automaticamente un'occhiata alla luce per sapere cosa li aspettava quando varcavano la soglia. Se la spia era rossa, qualcuno faceva semplicemente dietrofront, decidendo di tornare in un momento più opportuno.

Come tutti sappiamo, ai giovani le idee brillanti non mancano. Allora feci l'unica domanda che mi venne in mente: come mai si trovano qui, tutti questi cretini? Sapevo, naturalmente, che era stato lui ad assumerli quasi tutti. Ma la cosa peggiore era che Sture sapeva che lo sapevo. Il senso della mia domanda, quindi, era: chi è il più cretino di tutti?

Sture mi buttò fuori. In seguito venni a sapere che avrebbe voluto andare a prendere un fucile e spararmi.

Quell'incidente mi fece riflettere. Sture era un uomo vicino alla pensione. Era evidentemente un bravo imprenditore, molto rispettato per le competenze nel suo settore. Però con le persone non ci sapeva fare. Non riusciva a capire l'unica risorsa che in un'azienda non si può copiare: i dipendenti. E, di conseguenza, siccome non riusciva a capirli, erano dei cretini.

Poiché ero esterno all'azienda, vedevo benissimo qual era il problema. Sture non capiva che valutava ogni cosa in base a se stesso e che tutti coloro che non si comportavano come lui erano cretini. Usava le stesse espressioni che avevo usato anch'io per definire determinate persone: gente che parla per dare aria alla bocca, somari patentati, ignorantoni, zucconi decerebrati. Anche se non darei mai del cretino a qualcuno, anch'io avevo problemi con persone di un certo tipo.

Mi spaventava, però, la prospettiva di vivere pensandomi circondato da persone con cui mi era impossibile lavorare. Anche il mio potenziale ne sarebbe risultato fortemente limitato.

Mi guardai allo specchio. La decisione fu facile da prendere. Non volevo diventare come Sture. Dopo un incontro particolarmente sgradevole con lui e alcuni dei suoi sfortunati colleghi, rimasi seduto in macchina con un peso sullo stomaco. La riunione era stata un disastro. Erano tutti furiosi. In quel momento decisi di imparare la cosa più importante di tutte: come funzionano le persone. Siccome avrei incontrato gente per il resto della mia vita, qualunque lavoro avessi svolto, era evidente che quella qualità mi sarebbe servita.

Più facile a dirsi che a farsi, però. Cominciai con l'interessarmi allo studio delle persone che inizialmente ci sembrano impenetrabili. Perché qualcuno è taciturno, qualcun altro parla in continuazione, perché c'è chi dice sempre la verità e altri raccontano bugie? Perché alcuni dei miei colleghi sono puntuali e altri quasi mai? Perché mi piacciono alcune persone più di altre? Perché la verità era proprio quella. Cominciai a fare scoperte affascinanti, e dall'inizio di questo viaggio sono diventato una persona nuova. Le cose che ho imparato mi hanno trasformato come individuo, amico, collega, figlio, marito e padre dei miei figli.

Questo libro illustra quello che è forse il metodo più usato per descrivere le differenze nella comunicazione umana. Ho usato per vent'anni delle varianti di questo strumento con risultati eccellenti.

Tutti abbiamo esperienza nei rapporti con gli altri, e tutti abbiamo idee su come funzioni la comunicazione.

Come si diventa esperti nelle relazioni con persone diverse? Esistono metodi differenti. Naturalmente, il più diffuso consiste nello studiare la materia e nell'impararne i concetti fondamentali. Ma imparare la parte teorica non fa di voi un genio della comunicazione. Solo quando cominciate ad applicare questa conoscenza riuscite a sviluppare una vera competenza pratica, funzionale, in questo campo. E un po' come imparare ad andare in bicicletta: dovete salire in sella. Solo allora vi rendete conto di quello che dovete fare.

Da quando ho cominciato a studiare il comportamento degli uomini, sforzandomi di capirne le differenze, sono cambiato molto. Non sono più tanto categorico nel giudicare certe persone solo perché non sono come me. Da molti anni, ormai, la mia pazienza con chi è agli antipodi rispetto a me è aumentata. Non mi spingo al punto di sostenere che non mi lascio coinvolgere in nessun conflitto, proprio come non intendo convincervi che non mento mai, ma entrambe le cose accadono molto di rado, ora.

Per una cosa sono grato a Sture: ha destato il mio interesse suirargomento. Senza di lui, questo libro probabilmente non sarebbe stato scritto. Un'ultima cosa: per semplificare la lettura, ho scelto di usare sempre « lui » e « gli » quando faccio esempi generici. Non si tratta di mancanza di rispetto, ma solo di una convenzione per rendere più scorrevole la lettura. So che avete l'immaginazione necessaria per inserire un soggetto femminile nei vostri pensieri quando necessario.

Cosa potete fare per diventare esperti in questo argomento? Tanto per cominciare potete leggere questo libro: tutto, intendo, non solo i primi tre capitoli. Con un po' di fortuna, in pochi minuti potrete iniziare lo stesso viaggio che ho iniziato io vent'anni fa. Non lo rimpiangerete, ve lo prometto.

Se, dopo avere letto il libro, non avrete imparato niente di nuovo, vi rimborserò, ve lo assicuro.

Thomas Erikson

Il Mondo è Pieno di Cretini

o sei tu che non riesci a farti capire?

Thomas Erikson

Siete mai usciti da una riunione con l'impressione che nessuno abbia capito il vostro punto di vista? Avete mai avuto il sospetto che il vostro interlocutore non abbia compreso nulla di quello che gli avete detto? Vi è mai...

€ 16,90

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Non ci sono ancora commenti su L'uomo che era circondato - Estratto da "Il Mondo è Pieno di Cretini"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. — Nimaia e Tecnichemiste