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L'origine dei Mudra - Estratto da "Yoga delle Mani"

di Andrea Christiansen 22 giorni fa


L'origine dei Mudra - Estratto da "Yoga delle Mani"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Andrea Christiansen e scopri come utilizzare l'energia delle tue mani per migliorare la tua salute e la tua vita

Letteralmente, mudra significa sigillo o mistero. Nell’ambito dello yoga, con questo termine si intende di solito la posizione o il gesto delle mani.

Esercitati con regolarità, per esempio durante la meditazione, i mudra producono determinati stati di coscienza che dovrebbero favorire la nostra armonizzazione globale.

L’effetto si basa da un lato sul loro impiego tradizionale in caso di specifici disturbi, ma soprattutto sul cambiamento del flusso energetico nelle mani che avviene unendo, piegando e allungando determinate dita.

Indice dei contenuti:

Come nasce la pratica dei mudra

Non si sa con precisione quale sia l’origine dei mudra, poiché le posizioni e gli esercizi di mani e dita non si trovano solo in Asia, ma in numerose culture di tutto il mondo.

In India i mudra hanno una lunga tradizione religiosa: per alcune divinità certe posizioni delle mani sono talmente caratteristiche da renderle identificabili non solo attraverso la postura, ma essenzialmente attraverso i mudra. Vishnu, Shiva e Brahma vengono sempre rappresentate nelle loro tipiche posizioni meditative e con i loro mudra caratteristici.

Nello stesso tempo i mudra, insieme a pochi movimenti degli occhi e delle dita, esprimono le motivazioni psichiche e i sentimenti, e simboleggiano anche il potere e la capacità della divinità rappresentata. Questo significa che, attraverso la posizione del dio venerato, il devoto si rende conto se questi potrà stare al suo fianco con le giuste qualità.

Vari scavi dimostrano che la danza del tempio originaria dell’India, in cui i mudra rivestivano grande importanza, veniva praticata già più di 5.000 anni fa. La maggior parte degli studiosi vede il fondamento della danza del tempio nelle danze mimiche che venivano ballate durante le feste religiose in onore di Shiva e Krishna.

E anche plausibile che i popoli primitivi, ancora capaci di percepire le vibrazioni sottili del corpo umano, abbiano scoperto, gli uni indipendentemente dagli altri, le proprietà terapeutiche di determinati gesti delle mani. Dato che le migrazioni avvenivano già in epoche antiche, per esempio dall’Asia al Nordamerica, è anche possibile che i terapeuti di quei tempi abbiano portato con sé le loro conoscenze e le abbiano poi trasmesse nel loro nuovo ambiente.

Di fatto i mudra sono elementi fissi nei rituali di tutte le religioni: i cristiani pregano tenendo le mani giunte all’altezza del petto (Atmanjali Mudra), in altre religioni le braccia vengono tenute in alto per invocare Dio oppure si battono le mani per scacciare gli spiriti maligni.

I mudra nello yoga

Nello yoga vengono formati numerosi mudra con le mani, per esempio il Chin Mudra (pag. 71) o YApan Mudra (pag. 59). Alle posizioni delle mani viene attribuita un’efficacia perfino superiore a quella delle asana, le posizioni del corpo, e a quella del pranayama, la respirazione. Alcuni mudra favoriscono la presa di coscienza di processi corporei involontari, che possono cosi essere tenuti sotto controllo.

Le principali divinità indiane

Brahma è il dio della creazione. Ha creato tutta la vita sulla Terra e l’ha dotata del suo flusso, delle sue connessioni armoniche. E anche il creatore degli insegnamenti da cui si è sviluppata l’arte dello yoga.

Shiva è il dio della distruzione e del rinnovamento. Porta via la vita e la scintilla vitale, ovvero lo spirito, ma il suo simbolo, il lingam (fallo), mostra anche la sua importanza in quanto creatore di nuova vita. Si ritiene che Shiva sia il fondatore della danza del tempio, che dovrebbe liberare gli esseri umani dai loro vincoli terreni.

Vishnu è il dio della compensazione e dell’ordine. Le sue energie hanno la funzione di mantenere in vita e armonizzare.

Possiamo quindi avere la percezione cosciente del prana, l’energia vitale, in modo da potercene servire per guarire noi stessi e gli altri. Sappiamo dell’esistenza di yogi che si nutrono esclusivamente di acqua e prana: in questi casi si parla di “nutrizione pranica”. Costoro utilizzano determinati mudra per rafforzare il corpo.

Pur avendo un’origine spirituale, i mudra esercitano effetti positivi sul nostro corpo e sulla nostra psiche.

Mudra Yoga

L’arte dello yoga ha più di 5.000 anni ed è nata in India. I primi appunti scritti relativi a esercizi di yoga risalgono a circa 2.500 anni fa. Nello yoga si distinguono due grandi gruppi; l'Hatha Yoga, con le sue posizioni (asana), e varie forme meditative di yoga il cui obiettivo primario è il conseguimento dell’unità di corpo, mente e spirito o, come nel Kundalini Yoga, ridestare in noi l’energia kundalini, in modo da farla risalire lungo la colonna vertebrale fino al centro della testa affinché si unisca all’energia cosmica.

Rafforzare la salute con lo yoga

Gli esercizi yoga hanno una grande utilità generale per la salute del corpo: regolano la funzione delle ghiandole endocrine, responsabili della produzione della giusta qualità e quantità dei vari ormoni ghiandolari.

Gli ormoni esercitano un’azione determinante sul benessere psicofisico, come possono notare in maniera sgradevole soprattutto le persone che soffrono di patologie tiroidee e le donne in menopausa.

Nei casi di disturbo del controllo della produzione ormonale possono verificarsi vampate di calore, confusione, problemi di memoria e grandi stati ansiosi che vanno dalla depressione al suicidio. I dolori fisici sono altrettanto vari e spaziano dalla ridotta densità ossea alla compromissione delle funzioni organiche.

I mudra: esercizi yoga con le mani

In genere quando si sente parlare di esercizi yoga si pensa alle asana, termine che significa “posizione comoda, equilibrata e stabile”. Gli esercizi che desidero consigliarvi in questo libro sono più semplici delle asana e richiedono meno tempo e meno spazio. Ci occuperemo perlopiù di mudra, il “mini yoga”.

I mudra sono esercizi yoga pienamente efficaci che possono essere eseguiti con grande facilità con le mani.

Esattamente come i piedi, anche le mani possono essere suddivise in zone riflesse che corrispondono a determinate zone corporee e a determinati organi.

Mediante un delicato massaggio a pressione di determinate parti delle mani è possibile attenuare disturbi quali il mal di testa o il mal di schiena, e stimolare ed equilibrare le funzioni dei vari organi. Inoltre il massaggio della mano favorisce il rilassamento di tutto il corpo, aumentando cosi il benessere generale.

Ayurveda: conoscenza della vita

Anche nell’ayurveda indiana, nata più di 4.000 anni fa, si attribuisce importanza all’energia delle mani. Ayurveda significa “conoscenza della vita”. Molto di questo sapere originario è andato perduto nel corso dei millenni, ma oggi si sa che la dottrina cinese dell’agopuntura ha le sue origini nei principi basilari dell’ayurveda.

Sia gli indiani sia i cinesi consideravano ogni malattia come una disarmonia dei flussi energetici all’interno del corpo. Avevano anche scoperto che la malattia nasce dalla coscienza. Tuttavia, se quest’ultima viene armonizzata e il flusso energetico viene riportato al suo equilibrio naturale, può subentrare la guarigione.

Come nella medicina cinese, anche in quella ayurvedica si conosce una teoria degli elementi. Keshav Dev, studioso dei mudra e guaritore indiano, ha scoperto che l’elemento che corrisponde al dito può essere amplificato o ridotto a seconda di come viene toccato con il pollice. Se per esempio, in caso di deficit idrico, il pollice sfiora la punta del mignolo, al corpo viene restituita l’acqua. Se nell’organismo c’è una carenza dell’elemento acqua, avremo bocca secca, occhi secchi e arrossati, pelle secca e problemi di concentrazione; anche la funzione renale sarà disturbata e il senso del gusto ridotto.

Nell’ayurveda gli elementi vengono attribuiti nel modo seguente alle dita della mano:

  • mignolo - acqua
  • anulare - terra
  • medio - cielo/materia sottile
  • indice - aria
  • pollice - fuoco.

La medicina ayurvedica attribuisce alle dita i vari elementi.

I meridiani, canali energetici del corpo

Nella classificazione degli elementi in base alla dottrina cinese si fa riferimento al percorso dei meridiani, i canali energetici del corpo nei quali scorre il chi, l’energia vitale. I meridiani delle mani sono collegati agli organi interni.

I meridiani delle mani

I meridiani delle mani si dividono \nyin e yang e hanno i loro punti di inizio o di fine nelle dita:

  • meridiano del polmone (pollice/yin) - metallo
  • meridiano del grosso intestino (indice/yang) - metallo
  • meridiano del mastro del cuore (medio/yin) - fuoco
  • meridiano del triplice riscaldatore (anulare/yang) - fuoco
  • meridiano del piccolo intestino (mignolo/yang) - fuoco

Fare in modo che il chi riprenda a fluire

I meridiani yang confluiscono nella testa, quelli yin nell’addome. Il sangue e il chi cominciano a scorrere nel meridiano del polmone e attraversano il corpo in una rigida sequenza yin-yang. Un ristagno di chi in uno dei meridiani ha quindi conseguenze su tutti gli altri meridiani e sugli organi a essi correlati. Il Mudra Yoga porta all’eliminazione dei ristagni di chi e al ripristino del nostro benessere.

I chakra

I chakra sono i punti nodali che collegano i nostri canali energetici, a cui la medicina cinese dà il nome di “meridiani”. In sanscrito il termine "'chakra” significa vortice o ruota.

Si distinguono sette chakra principali, collocati all’incirca in corrispondenza delle ghiandole endocrine e collegati con i canali energetici lungo la colonna vertebrale. Ciascuno corrisponde a concreti aspetti fisici e psichici. Oltre ai chakra principali ci sono anche i cosiddetti chakra secondari: nelle pieghe, sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi.

Poiché il frenetico stile di vita moderno non ci consente di utilizzare in modo uniforme le nostre energie, spesso anche i nostri chakra escono dallo stato di equilibrio, e questo fa sì che il flusso energetico dell’organismo risulti disturbato a lungo termine.

I cinesi conoscono queste relazioni da millenni e nell’agopuntura si avvalgono con successo di queste nozioni per riequilibrare il flusso energetico dei chakra. Anche gli esercizi yoga e di respirazione possono stimolare o armonizzare l’energia nei chakra, producendo effetti terapeutici su corpo, mente e anima.

I mudra dei chakra

I mudra che usiamo nella meditazione e per guarire i dolori fisici esercitano un influsso anche sui nostri chakra, i centri energetici presenti nel nostro corpo.

Utilizziamo il Prithivi Mudra (pag. 127) e il Prati Mudra (pag. 115) per il chakra della radice, il Rudra Mudra (pag. 63) per il chakra sacrale, il Dhyani Mudra (pag. 45) per il chakra del plesso solare, il Ganesh Mudra (pag. 49) per il chakra del cuore, lo Shankh Mudra (pag. 129) per il chakra della gola, lo Jnana Mudra (pag. 71) per il chakra della fronte e il Sahasrara Mudra per il chakra della corona.

Per eseguire quest’ultimo metti la mano sinistra nella destra, facendo toccare i pollici; porta le mani sopra il capo, come una corona; a occhi chiusi dirigi lo sguardo verso la radice del naso.

I chakra principali e secondari nel corpo

Grazie all’uso dei mudra svilupperai una sensibilità per i chakra e le loro esigenze a livello sottile. Una volta stabilito un buon contatto con i tuoi tre chakra inferiori (v. figura a pag. 18) e quando questi funzioneranno bene e in modo equilibrato, potrai rivolgerti ai chakra superiori.

Uno squilibrio nel funzionamento dei nostri centri energetici ha un influsso negativo sulle nostre ghiandole endocrine, e questo a sua volta può dare origine a una malattia. I mudra quindi supportano il funzionamento dei chakra equilibrando il flusso energetico.

Malattia, salute e psicosomatica

La nostra epoca moderna è estremamente frenetica: ci concediamo troppo poco tempo da trascorrere in raccoglimento e tranquillità. Staccare semplicemente la spina e lasciare che la giornata faccia il proprio corso ci permetterebbe di ricaricare le “batterie interiori” e favorire il nostro benessere.

Per di più la medicina moderna ci sottrae in gran parte la responsabilità della nostra salute: quasi per ogni disturbo abbiamo a dispo-

sizione una gran quantità di farmaci. Eppure, se ci trattassimo con maggiore consapevolezza, non sarebbe affatto necessario correre in farmacia al minimo doloretto e prendere subito un medicinale.

Considerare corpo e anima una sola cosa

Il nostro corpo desidera che le sue energie di autoguarigione vengano aiutate. Precipitandoci ad assumere medicinali ci precludiamo la possibilità di capirne il linguaggio e di attuare un cambiamento positivo, in piena consapevolezza e responsabilità.

Gli eventuali effetti collaterali dei farmaci eliminano i sintomi e il linguaggio del corpo si fa confuso.

Ma già il rendersi conto che gli influssi esterni nella nostra vita - che si tratti di stress sul lavoro, di una situazione familiare problematica, del carico eccessivo sulle spalle delle madri e dei padri single o di altre problematiche analoghe - producono forti reazioni nel corpo, nella mente e nell’anima costituisce un primo approccio a una nuova consapevolezza.

Spesso consideriamo corpo e anima come due aspetti separati, entrambi importanti per la nostra esistenza, senza tuttavia renderci conto che costituiscono un’unità. Quando abbiamo mal di stomaco, allunghiamo la mano per prendere una pastiglia, e non ci chiediamo il motivo di questo disturbo. Sfrutta le capacità del tuo corpo, impara a comprenderne il linguaggio.

«Ho un peso sullo stomaco»: questa frase dice già un mucchio di cose sull’origine della pesantezza di stomaco. Se ci rifletti sopra, ti verrà di sicuro anche in mente la situazione che per te è così opprimente. E nella maggior parte dei casi i disturbi svaniscono dopo che li hai esaminati in maniera approfondita.

I mudra aiutano a raggiungere alcuni importanti obiettivi dello yoga

  • Eliminazione di malattie e disturbi.
  • Controllo dei processi biologici dellbrganismo.
  • Maggior vitalità e quindi vita più lunga.
  • Creazione di una solida salute.
  • Equilibrio emozionale e psichico.
  • Miglior comportamento sociale nei confronti dei propri simili.

Prestare attenzione ai segnali del corpo

Il corpo ci mostra se siamo spaventati o eccitati o se ce qualcosa che ci irrita, solo che nel ritmo frenetico delle nostre giornate perlopiù non badiamo a questi segnali e li dimentichiamo rapidamente. Anche se si accumulano e i disturbi aumentano, continuiamo a ignorarli finché ci fa comodo, e in questa pigrizia indugiamo finché non ci ritroviamo nel bel mezzo di una malattia.

A quel punto ci aspettiamo che il medico o il naturopata ci liberi dal dolore, proprio come se fossimo una macchina che necessita di riparazione. Il messaggio viene trasmesso chiaramente anche dalla medicina odierna: ci sottoponiamo a check up dello stato di salute, facciamo controllare le nostre funzioni organiche, riceviamo una lista di cose da fare, come se fossimo automobili portate alla revisione.

Un check up regolare torna a nostro favore riducendo i premi della polizza malattia.

Ma dove va a finire la persona nella sua totalità? Non succede forse che poco tempo dopo la “riparazione” di un organo malato si manifestino nuovi disturbi? E questo non ci dimostra con estrema chiarezza che il corpo ha scelto un altro mezzo per comunicarci i suoi bisogni?

L’atteggiamento esteriore riflette quello interiore e viceversa

In questo caso sarebbe importante esaminare l'atteggiamento interiore, i pensieri e i sentimenti per individuare la causa della malattia. Se ci ostiniamo a restare attaccati al nostro modello di pensiero e comportamento, anche il nostro corpo si irrigidirà e finiremo per sviluppare contrazioni muscolari e danni posturali.

Fra la postura della colonna vertebrale e l’atteggiamento interiore di un individuo esiste una relazione facilmente riconoscibile. Una persona ha “spalle rotonde” perché cerca di scansare i problemi e sceglie sempre la via della minima resistenza. Spalle curve accompagnate da dolori testimoniano l’eccesso di pesi di cui la persona deve farsi carico nella vita. Una schiena rigida e dolori alle ginocchia sono indice di inflessibilità.

Si riscontrano sorprendenti successi terapeutici anche nella miopia e nella presbiopia quando il paziente scopre cos’è che non vuole vedere: nel primo caso non osa spingere lo sguardo in profondità nella sua vita, nel secondo ignora ciò che è vicino, scegliendo di vedere chiaramente solo le cose lontane.

L’indurimento nel corpo produce un ulteriore irrigidimento nel nostro atteggiamento psichico. Siamo “fuori dal flusso”, sempre più prigionieri dei nostri modelli di reazione. Finiamo così in un ciclo di azione e reazione che non fa bene alla salute psicofisica.

Che cos’è la salute?

Se la malattia significa che in noi c’è qualcosa di fuori posto, e che l’anima attraverso il corpo ci sta comunicando un messaggio importante che dovrebbe stimolarci a cambiare qualcosa nella nostra vita, allora la salute è la situazione opposta, vale a dire l’assenza di sintomi che interpretiamo come linguaggio dell’anima.

Ma è davvero una situazione auspicabile? Che possibilità avremmo di maturare psichicamente e di imparare qualcosa che arricchisca e allarghi gli orizzonti della nostra vita se non avessimo mai qualche sintomo che richiami la nostra attenzione sull’occasione di apprendimento?

La malattia non è quindi un nemico che ci assale dall’esterno per farci del male e distruggerci, ma piuttosto un’opportunità di crescita e maturazione.

I genitori sanno che dopo una malattia infantile i bambini hanno compiuto un passo avanti nel loro sviluppo. Sono molte le persone che, dopo aver patito e superato una grave malattia, riferiscono che la loro vita ha acquisito un nuovo significato e che la loro valutazione di molte cose è cambiata completamente.

Di conseguenza una malattia va letta come un arricchimento, come una spinta ad abbandonare vecchi ideali e vecchie fantasie per dedicarsi a qualcosa di nuovo che corrisponde all’evoluzione dinamica di ogni singolo individuo. La vita è movimento, la stagnazione è morte.

La forza dei pensieri

Nel frattempo alcuni biologi molecolari hanno fornito la prova che la nostra energia mentale modifica perfino i neurotrasmettitori, ovvero i messaggeri chimici tra le cellule. I pensieri negativi fanno sì che l’apporto sanguigno a determinati organi venga ridotto e il loro approvvigionamento di sostanze nutritive risulti limitato.

Ma se i pensieri negativi e i sentimenti che ne risultano vengono dissolti con un metodo di cura adeguato, l’organo può di nuovo essere alimentato regolarmente e ha la possibilità di guarire del tutto. E tutto questo che cosa c’entra con i mudra?

I mudra ci aiutano a raggiungere esattamente quello che speriamo di ottenere dalla vita.

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Andrea Christiansen

ANDREA CHRISTIANSEN è naturopata e master di reiki. Con la nascita del suo secondo figlio, lascia il proprio impiego in banca e frequenta diversi seminari sull’agopuntura auricolare e la Kinesiologia fra cui quelli sulle proprietà dei fiori di Bach al Bach Center di Amburgo....
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