L’importanza di fare la cacca
La Redazione di Macrolibrarsi
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Colore, odore, struttura e consistenza delle nostre feci indicano se il nostro apparato digerente funziona in maniera adeguata, ma soprattutto rivelano lo stato della nostra salute
Ci siamo mai chiesti perché, a un certo punto della nostra vita, “fare la cacca” è diventato un tabù?
Quando eravamo bambini sembrava normale: ci era concesso dire quando lo stimolo si presentava ed era nostro diritto poterla fare quando natura chiamava.
Poi, crescendo, questo termine è diventato un tabù, piano piano è stato messo da parte ed è diventato qualcosa di cui vergognarsi quasi, come se gli adulti, ad un certo punto delle loro vite, smettessero di fare la cacca.
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Non solo i bimbi fanno la cacca
Solo il termine stesso è diventato impronunciabile, non adatto agli incontri sociali o agli scambi con altre persone. Fare la cacca è diventato un vero e proprio tabù, tanto che ci si chiede se tutti gli adulti in effetti la facciano!
Alcuni sembrano averlo dimenticato e di conseguenza si trovano sinonimi più fanciulleschi come “fare pupù” o più delicati come “andare di corpo” per parlare di quello che da bambini era un semplice “fare la cacca”.
Perché è diventata quasi una vergogna? Perché non possiamo parlare liberamente delle funzioni fisiologiche del nostro corpo?
Fare molta cacca fa bene?
La medicina orientale ci insegna a osservare con attenzione le nostre funzioni fisiologiche, prima fra tutte la nostra evacuazione quotidiana, fare la cacca.
Le feci come l’urina, sono l’indicatore dello stato di salute del nostro organismo.
Tornare a parlarne e dare loro la giusta importanza è molto importante perché ci permette di essere i primi medici di noi stessi e di capire quando ci sono dei campanelli di allarme che ci indicano qualcosa che non va.
La funzionalità intestinale è molto importante e fare la cacca con regolarità è indice di intestino attivo.
Cosa si intende per intestino regolare?
Tradizionalmente, si dice che fare la cacca tutti i giorni fa bene, ed è vero. Recentemente, però, viene considerata normale una evacuazione anche più lunga, a seconda del tipo di alimentazione prevalente:
- per chi ha un'alimentazione più vegetale, può essere normale fare la cacca tutti i giorni, anche tre volte al giorno, dato che l'apporto di fibre che si tende a ingerire è maggiore,
- per chi ha un'alimentazione più proteica o onnivora, può essere normale andare in bagno una volta al giorno o ogni due.
Oltre all'alimentazione, ci sono altri fattori che possono aumentare la frequenza di evacuazione:
- caffeina e altre sostanze stimolanti: perché tendono a stimolare l'attività del colon,
- intolleranze o infezioni: intolleranze alimentari, come quella al lattosio, o infezioni lievi possono causare feci abbondanti o molli,
- fattori emotivi: cervello e intestino sono in collegamento bidirezionale; stress e ansia sono i fattori che maggiormente possono incidere sulla frequenza delle nostre feci.
La stitichezza, invece, cioè quando si fa la cacca meno di 3 volte a settimana, è già un segnale che ci mostra che qualcosa non va. Parlarne e confrontarsi con un esperto ci aiuta a capire se il nostro intestino funziona bene e cosa possiamo fare per aiutarlo.
Le feci ci aiutano a capire anche se ci sono altri organi in disequilibrio o come accade nella maggior parte dei casi, sovraccarichi di tossine e hanno bisogno di un ciclo di depurazione. Ecco come leggere i segnali.

E tu come fai la cacca?
Ci sono degli indicatori che ci offrono una panoramica di quello che accade all’interno dell’organismo, proprio attraverso l’osservazione delle feci, che sono riassunti nella Scala delle feci di Bristol (Bristol Stool Chart).
Le caratteristiche da osservare sono:
- colore, più chiaro o
- consistenza,
- forma,
- se galleggiano o vanno a fondo.
Secondo tale caratteristiche, le feci possono essere raggruppate in sette distinti tipi:
- stitichezza severa: le feci si presentano in forma di pallini duri e separati fra di loro, con molta difficoltà ad essere espulse,
- stititichezza media: le feci sono sempre a grumi ma sono uniti fra loro e hanno l'aspetto di una salsiccia,
- normali: sono a forma di salame, con eventuali crepe,
- normali: l'aspetto è liscio e morbido, a forma di salsiccia o serpente, vengono espulse con facilità e lasciano la sensazione di completa evacuazione intestinale,
- mancanza di fibre: i segmenti sono morbidi ma separati, facili da espellere,
- diarrea lieve: la consistenza è informe, con bordi irregolari e frastagliati,
- diarrea severa: le feci hanno una consistenza liquida e acquosa, senza parti solide.
Osservare le nostre feci dovrebbe essere un'abitudine da adottare per capire il nostro stato di salute: se è presente stitichezza occasionale potrebbe essere necessario aumentare l'apporto di acqua e fibre, se mancano le fibre, è consigliato rivedere la composizione dei pasti e introdurre più elementi vegetali.
Si tratta di piccole accortezze che se corrette in tempo, possono evitare situazioni che cronicizzano e che diventano più severe.
Le feci normali, che mostrano un buon grado di salute, sono:
- formate,
- consistenza compatta (né dure né morbide),
- colore marrone,
- galleggianti.
Se non sono formate, se il loro colore varia da un marrone molto scuro ad un marrone chiaro/giallo, se sono divise in piccole parti o a pallini e se vanno a fondo, allora qualche organo nel nostro organismo ha bisogno di depurazione.
Impariamo a osservarle e scopriremo che cambiano continuamente, a seconda dei periodi emotivi che viviamo e dell’alimentazione che assumiamo.
In presenza di diarrea o stitichezza severe e ostinate, è bene rivolgersi a un medico per indagare le cause e correggerle.
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Disclaimer
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Le nozioni e le eventuali informazioni su procedure mediche, posologie e/o descrizioni di farmaci o prodotti d'uso presenti nei testi proposti e negli articoli pubblicati hanno unicamente un fine illustrativo e non consentono di acquisire la manualità e l'esperienza indispensabili per il loro uso o pratica.
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