800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

L'autorealizzazione come formula per la felicità

  2 anni fa


L'autorealizzazione come formula per la felicità

Quali sono i fondamenti di una vita serena?

Da quanto emerge da test effettuati in tutto il mondo, risulta evidente che i fattori della nostra vita che contribuiscono alla felicità sono tanti ma non si tratta solo di fattori materiali, come i beni e il denaro.

In realtà, c’è molto di vero nel detto “ le cose migliori della vita sono gratuite”.

E allora, quali sono le più importanti da ricercare?

La salute, l’amore, il lavoro?

La più intensa sensazione di felicità si prova, e questo non sorprende, quando ci si innamora. Tra gli altri avvenimenti che rendono felici figurano il matrimonio o il fidanzamento, la nascita di un figlio, la riuscita negli studi, la promozione sul lavoro.

Riguardo al desiderio di arricchire il proprio sapere, inteso come una ricerca che dura tutta la vita, questo è una delle vie più sicure per accrescere la felicità. A differenza di quanto capita col matrimonio, possiamo sempre passare a un nuovo interesse quando ci prende la fantasia di farlo.

In una ricerca condotta negli Stati Uniti, è stato chiesto a circa duemila persone di assegnare una valutazione d’importanza, a vari aspetti della loro vita. I risultati sono poi stati riassunti sotto forma di distinte fonti di soddisfazione.

Le più importanti sono risultate la salute, l’amore, la vita familiare, seguite dalle amicizie, dalle letture e dal lavoro, mentre tempo libero e situazione finanziaria sono stati considerarti relativamente poco importanti.

Forse ha riassunto bene questa situazione Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, quando ha sostenuto che il segreto del benessere interiore era racchiuso nel trinomio “Amore, lavoro e gioco”.

La magia delle Esperienze Culminanti

Nessun discorso sulla felicità può essere completo senza un riferimento alle "esperienze culminanti", che si ritiene rappresentino la più alta forma di felicità.

Queste esperienze sono rare e possono verificarsi, anche a essere fortunati, solo alcune volte nella vita di un individuo. Corrispondono a quei momenti magici in cui ci si sente in comunione col mondo e si prova contemporaneamente una profonda sensazione di euforia, di soddisfazione e di appagamento.

Di una persona molto equilibrata, che prova sentimenti positivi riguardo a vari aspetti della propria vita, si dice che si è autorealizzata. In genere è questo tipo di persona che arriva più facilmente a esperienze culminanti.

Per misurare il grado di autorealizzazione di un individuo esiste un apposito questionario.

E’ stato sottoposto a un gruppo di 222 soggetti che avevano richiesto l’autorizzazione a visitare alcune zone protette della campagna americana, trasformata in parco naturale. Era stato previsto che queste persone, proprio in ragione dei loro interessi per la natura e i parchi, avrebbero riportato punteggi elevati di autorealizzazione. Così è stato. E il loro indice è risultato nettamente superiore a quello totalizzato da un altro gruppo di 500 individui adulti scelti a caso.

Parlando con i soggetti autorealizzati, è parso che si sentissero attratti dalla natura incontaminata sia perché suscitava in loro emozioni piacevoli sia perché costituiva una sfida dal punto di vista fisico. Sono appunto questi aspetti della natura che possono creare le occasioni per provare esperienze culminanti uniche nella vita, proprio perché ne esaltano i risvolti positivi.

Varie ed eventuali, per sentirsi al "Top"

Molte attività quotidiane possono migliorare l’umore e, se praticate con genuina partecipazione, generano effetti positivi che durano a lungo.

Ascoltare la musica è, per molte persone, un’autentica fonte di piacere. Così pure guardare programmi interessanti o divertenti alla televisione. A queste fonti di piacere, decisamente a portata di mano e alla portata di tutti, possiamo aggiungerne altre.

L’umore, per esempio, può essere migliorato chiedendo a qualcuno di descrivere come ricorda un momento felice della sua vita nel modo più particolareggiato possibile. L’effetto positivo di questi comportamenti sul tono dell’umore viene aumentato se si fa anche un deliberato tentativo di inserirsi nello stato d’animo appropriato e si entra nello spirito giusto.

Tra le altre abitudini che fanno bene al morale figurano il cenare fuori, l’indossare abiti eleganti e puliti, l’aver successo nei giochi di società. Ci sono poi forme di relazione con gli altri, come raccontare barzellette o fare regali, che possono funzionare nei due sensi, con effetti positivi sia per chi dà sia per chi riceve.

Trascorrere una serata con gli amici suscita dunque ripercussioni positive sullo stato d’animo di tutti: il trucco sta nel farne un’abitudine, in modo che l’umore ne risulti migliorato in maniera costante.

4 Regole pratiche per una Vita Felice

1) SMETTERE DI AUTOSVALUTARSI E DI UMILIARSI
Questo è il primo passo da compiere per acquisire una maggior sicurezza di sé. Non è facile cominciare perché nell’infanzia, purtroppo, si apprendono i principi della modestia che stranamente rimangono talmente impressi da condizionare per tutta una vita.
Ciò che si impara da bambini, infatti, resta appiccicato addosso per tutta la vita ed è proprio da bambini che si viene informati, con toni più o meno accesi, del fatto che “ non sta bene” raccontare i propri successi, perché vantarsi è da maleducati ( “ chi si loda si imbroda” dice un proverbio reso logoro dall’uso smodato che fanno i genitori). E che, inoltre, è saggio non preoccuparsi del proprio aspetto fisico, perché essere vanitosi è una brutta qualità.
In ossequio alle ferree leggi dell’umiltà, si arriva dunque alla negazione di sé da cui scaturisce parte della propria insicurezza. Vale la pena di rifletterci sopra, al fine di liberarsi da questo retaggio infantile: se si compie una cosa buona, e bene iniziare a sottolinearlo sia con se stessi sia con gli altri.

2) SPOGLIARSI DEI PANNI DEL PERDENTE A OLTRANZA
E’ un passo indispensabile per iniziare ad avere fiducia in se stessi. Gli insicuri tendono infatti ad addossarsi tutte le colpe, a scusarsi troppo, a rimanere in ombra anche quando le loro azioni li renderebbero protagonisti. E il guaio è che nella vita e, in particolare, nell’ambiente di lavoro, ci sono persone che non aspettano altro che trovare un capro espiatorio su cui scaricare le proprie responsabilità e, perché no, le proprie frustrazioni.
L’insicurezza imprigiona in un ruolo di perdente che gli altri tendono ad avallare con soprusi, prepotenze e varie mancanze di rispetto. In sintesi: comportandosi da perdenti perdenti si viene trattati e considerati come tali e, quindi, si sprofonda sempre più in una spirale perversa che può essere spezzata solo cambiando atteggiamento.

3) IMPARARE AD ACCETTARE I COMPLIMENTI
Non bisogna pensare che i complimenti siano eccessivi o immeritati e, soprattutto, non bisogna sospettare che siano sempre e comunque dettati da falsità o da desiderio di ingannare. Gli insicuri si sentono sempre fortemente a disagio di fronte a una lode o a un apprezzamento, per cui in genere interrompono l’interlocutore con frasi del tipo “ Ma no, è stato solo un colpo di fortuna”, sentendosi contemporaneamente sprofondare nel baratro dell’imbarazzo.
Bisogna invece rivedere il proprio atteggiamento al riguardo e convincersi che se una persona ha voglia di lodarne un’altra non è spinta da istinti malvagi (sotto la lusinga si nasconde sempre il tranello, è il motto degli insicuri) ma sta semplicemente porgendo, con sincerità, qualcosa di gentile, meritato e disinteressato.

4) PENSARE SEMPRE CON OTTIMISMO
L’ottimismo è forse la più potente risorsa naturale, grazie a cui è possibile affrontare i momenti e le situazioni più difficili senza soccombere psicologicamente. Per contro la cattiva abitudine di vedere sempre tutto nero costringe in costante stato di disagio emotivo che rende scadente la qualità della vita.
Posto questo, di fatto può sembrare impossibile vincere la propria inclinazione al pessimismo, per cui per molti viene molto più comodo pensare “ Sono fatto così e non posso farci nulla”. Niente di più sbagliato: così come è possibile allenare i muscoli a sopportare la fatica, tant’è che già dopo un breve periodo di palestra chiunque può misurarsi in sforzi fisici che prima potevano sembrare impensabili, con un po’ di buona volontà si può imparare a pensare in positivo con il pensiero felice.

Autore

Costantino Mazzanobile d'Aragona, docente di medicina naturale, membro del comitato scientifico mondiale della longevità. Per maggiori informazioni: smecenate@gmail.com

Articolo pubblicato per gentile concessione della rivista Scienza e Conoscenza
http://www.scienzaeconoscenza.it/

Ti consigliamo...


Scienza e Conoscenza, la scienza che non ti aspetti. Rivista trimestrale illustrata nata nel 2002 dalla volontà dell'allora editore Giorgio Gustavo Rosso (direttore del Gruppo Editoriale Macro) di creare uno strumento di informazione capace di rintracciare le connessioni tra le indagini...
Leggi di più...

Dello stesso editore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su L'autorealizzazione come formula per la felicità

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste