+39 0547 346317
Assistenza — Lun/Ven 08:00-18:00

L'attenzione e l'accoglienza

di Comunità Monastica di Camaldoli, Enrica Bortolazzi 18 giorni fa


L'attenzione e l'accoglienza

Leggi un estratto da "Nel Silenzio dell'Eremo" di Enrica Bortolazzi in dialogo con i Monaci di Camaldoli

Rientro nel tepore dell'eremo e raggiungo una piccola stanza rischiarata dalla fiamma di un caminetto dove ho appuntamento con il monaco che ieri sera mi ha accolta al mio arrivo.

Lui ancora non c'è. Le fiamme guizzano, da un grande ceppo si sprigionano bagliori che illuminano l'ambiente. Il calore mi entra nelle vene, il corpo contratto dalle raffiche di vento si rilassa e attende paziente l'arrivo del monaco.

Mi guardo attorno: in questo posto regnano armonia e semplicità e, sopra ogni cosa, un'infinita pace. Al momento le domande hanno smesso di assillarmi o, semplicemente, dormono.

Stai leggendo un estratto da

Nel Silenzio dell'Eremo

Sette giorni per trovare la pace interiore

Comunità Monastica di Camaldoli, Enrica Bortolazzi

Un percorso guidato di detox interiore, con un approccio integrato mente-corpo-anima I monaci eremiti di Camaldoli firmano questo libro di self-help che traspone i principi della Regola benedettina nella vita di tutti i giorni riproducendo il...

€ 18,00 € 15,30 -15%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda

Qualche minuto e la porticina si apre insieme al monaco e a una sventagliata di freddo; l'uomo è ben coperto anche se, dice, gli inverni non sono più freddi come in passato quando ghiaccio e neve isolavano l'eremo per mesi.

Si siede su una poltroncina, si accarezza la barba bianca con un movimento verso il basso e sorride. Le sue parole prendono lentamente forma come se ognuna dovesse dire davvero qualcosa. Lo osservo, potrebbe avere qualsiasi età, la fronte non è solcata dalle rughe, il tempo è scivolato su di lui senza lasciare tracce vistose.

Mi racconta della Porta Speciosa o Bella dell'eremo che ieri sera mi ha colpito con i suoi simboli; è un'opera in bronzo di Claudio Parmiggiani, mentre la scritta che porta impressa, "Quando avrai posseduto questi alberi della vita solitaria, subito arriverai alla perfezione dell'amore", è tratta dal Liber Eremitice Regule scritto dal priore dell'eremo, padre Rodolfo, nel XII secolo.

«La Porta Bella» aggiunge «rappresenta la morte come continuazione dell'esistenza attraverso l'albero vivo sulla destra, simbolo della vita, e l'albero secco a sinistra, emblema della morte. La lumaca e l'insetto posti sull'albero secco ne stanno traendo nutrimento, la civetta appollaiata sopra un ramo è la verità che sconfigge le tenebre attraverso il buio. La campana simboleggia la giornata del monaco scandita dalle ore della preghiera, alternate a quelle del lavoro secondo il motto benedettino "Ora et lahora"; infine, tre passeri, uccelli solitari come i monaci eremiti che vivono in questo luogo. Un teschio, vicino all'albero morto, spicca vistoso a perenne monito. All'interno della porta sono invece raffigurate le qualità degli alberi; esse servono da esempio affinché, nel percorso di elevazione verso il cielo, i monaci possano tendere a incarnare le virtù connaturate a ogni albero. Per il monaco prendersi cura delle piante è come coltivare il proprio spirito.»

«Viene mai aperta?» chiedo.

Scuote la testa: «Deve rimanere chiusa per mostrare il suo segreto. Non è stata pensata come una chiusura o una protezione, ma per chiamare al silenzio, alla riflessione su ciò che mostra, al senso invisibile della vita. Quest'opera ci riporta al cerchio dell'esistenza, con l'albero della morte in dissoluzione e l'albero della vita nutrito dalle radici e dai rami, cioè dalla terra e dal cielo».

Gli chiedo se la via del perfezionamento passi quindi anche attraverso gli alberi, che s'innalzano verso l'alto in una simbolica aspirazione a Dio; il monaco annuisce e continua: «È così, infatti l'olmo, che sostiene la vite, rappresenta la virtù dell'essere compassionevoli e di aiuto per l'altro, mentre l'abete bianco, con il suo fusto che tende al cielo, rappresenta la purezza della virtù del monaco e nello stesso tempo la comunione con gli altri alberi che lo proteggono dal vento. Nel suo insieme la foresta regge la forza prorompente delle bufere, perché ogni albero sostiene l'altro in un reticolo invisibile di radici.

«Il bosso è piccolo e sempreverde, l'essere basso lo rende umile e la sua perseveranza non gli fa perdere le foglie. Il cedro è simbolo di distinzione in santità e sincerità. L'acacia pungola il monaco alla ricerca continua di conversione di se stesso, il mirto insegna la sobrietà e la temperanza. L'olivo esprime pace e misericordia.»

Le parole dell'uomo fluiscono leggere, si dipana sotto i miei occhi il racconto di questo luogo avvolto nel mistero di un equilibrio secolare, dove ogni albero, ogni animale e ogni pietra hanno una precisa collocazione.

I monaci s'innestano nella natura con rispetto e dedizione, entrano a far parte delle stagioni, accettano di buon grado il freddo intenso dell'inverno così come il caldo secco dell'estate, la nebbia che avvolge ogni pietra e il vento che soffia impetuoso.

«"Attenzione"» dice accarezzandosi la barba «è la parola chiave del nostro essere qui, della nostra scelta di vita; è necessario fuggire la distrazione coltivando ogni giorno, in ogni momento, l'attenzione per l'ascolto interiore, per le letture, per chi sale all'eremo bisognoso. Attenzione è essere pienamente consapevoli del momento presente, non scappando nel passato o nel futuro; per coltivarla occorre sapienza, disciplina, intelligenza, grandezza di cuore e sospensione del pensiero che resta pronto a recepire qualsiasi cosa si presenti.

«Se c'è un desiderio autentico come, per esempio, la luce, il desiderio della luce produce la luce. Quand'anche gli sforzi dell'attenzione rimanessero in apparenza sterili, magari per anni, vi sarà un giorno in cui la luce inonderà l'anima.

«Per noi monaci l'attenzione è la cosa piàùimportante insieme all'accoglienza. L'accoglienza è fondante - prosegue -, significa essere sempre disponibili a un sincero ascolto senza giudizio. Non è il monaco che va per il mondo evangelizzando, ma sono le persone a venire.

«Monaco, dal greco mónos, significa "uno", "solo": egli appartiene solo a Dio e si nutre di solitudine, è per sua natura fermo in un luogo, la stabilitas è fondamentale, lo àncora alle radici, lo rende perseverante nella ricerca, lo mantiene saldo in uno stile di vita sobrio e lo unifica a una scelta di vita: un per sempre che dura per sempre. Per i Padri del deserto era il silenzio del monaco a edificare il pellegrino. Nelle parole di san Pier Damiani, san Romualdo "ammaestrava tacente lingua et predicante vita".»

Aggiunge poi: «Fondamentale è la gravitas monastica, la compostezza del corpo, il camminare senza correre, gli occhi bassi, l'amore per il silenzio, la sobrietà. È necessario ridimensionare l'ego per creare uno spazio vuoto dentro sé che il ritiro in un luogo solitario aiuta a percepire; in mezzo ai rovi non può germogliare il seme».

Lo osservo: quest'uomo è le sue parole, e le sue parole sono lui, in una perfetta fusione dove apparire ed essere diventano una cosa sola.

«Ritirarsi in un eremo e poi in una cella» aggiunge «è ritirarsi davanti a se stessi. È uno spazio scomodo nel quale non si può dare la colpa a nessun altro perché tutto dipende da sé. Lo si può vivere in modo fecondo, ma prima è necessario attraversare la zona d'ombra che c'è in ognuno, ed è solo dopo aver superato l'oscurità, rischiarandola con la propria consapevolezza, che non si ha pili paura ed è possibile abitare la solitudine della cella.»

Quanto è vero, penso. È il motivo per il quale questo posto mi ha messa subito in subbuglio interiore tanto da desiderare la fuga. L'eremo mi sta costringendo ad attraversare quel buio che ho sempre cercato di evitare, e solo passando per la zona d'ombra potrò abitare la mia solitudine. Mi sento più forte, come se la presenza di quest'uomo infondesse in me nuova determinazione e coraggio...

Nel Silenzio dell'Eremo

Sette giorni per trovare la pace interiore

Comunità Monastica di Camaldoli, Enrica Bortolazzi

Un percorso guidato di detox interiore, con un approccio integrato mente-corpo-anima I monaci eremiti di Camaldoli firmano questo libro di self-help che traspone i principi della Regola benedettina nella vita di tutti i giorni riproducendo il...

€ 18,00 € 15,30 -15%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Non ci sono ancora commenti su L'attenzione e l'accoglienza

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.IVA e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
SDI C3UCNRB
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l.