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L'arrivo di Margherita - Estratto dal libro "Il Grimorio di Margherita"

di Carlotta Gentili 8 mesi fa


L'arrivo di Margherita - Estratto dal libro "Il Grimorio di Margherita"

Leggi in anteprima il primo capitolo del libro di Carlotta Gentili e impara come utilizzare la magia per portare gioia e luce nella tua vita

L'incantesimo scacciapaura

Mi ricordo ancora perfettamente la grande casa al mare dei miei nonni paterni, col suo odore di chiuso e i colori pacchiani dei cuscini e dei copriletti, di un vivo scarlatto.

La cosa che mi faceva più paura era dormire lì: mia mamma riposava con me nel letto matrimoniale dei nonni e pochi minuti dopo essersi coricata, scivolava in un sonno profondo, mentre per me incominciava un calvario lungo fino all'alba.

Pensando di far bene, la mamma aveva l'abitudine di lasciare inserita una lucina tonda con la faccia sorridente di Zio Paperone, in modo che io, grazie a quel chiarore, non avessi troppa paura del buio. Ironia della sorte, era proprio il suo amorevole intento a creare i presupposti per interminabili notti di veglia in preda al terrore.

Non appena la mamma spegneva la luce, ombre lunghe e malefiche popolavano immediatamente la camera: l'armadio diventava una grotta oscura in cui chissà quale innominabile mostro giaceva, gli abiti sulla sedia diventavano lunghe braccia cadenti e sul soffitto prendevano vita strani riflessi.

L'ombra più terrificante, il cui ricordo tuttora mi fa rabbrividire, era l'abat-jour Tiffany: sul comò troneggiava spavalda una lampada con una larga e polverosa capote, venata da un'intelaiatura di ferro ricurva. Attaccate alla stoffa del cappello pendevano, tintinnando incessantemente mille gocce di vetro: irrequiete e petulanti, si muovevano al minimo soffio d'aria e proiettavano sul soffitto un continuo gioco di luci.

In quel momento, per me incominciava l'incubo: io sapevo che nessuno spiffero era presente in camera e comunque, anche qualora ci fosse stato, perchè mai non avrebbe dovuto scuotere i pendagli anche prima, quando la luce era accesa? A questa domanda, non ho ancora trovato una risposta. I mici tornavano a Fossola ogni estate e, anno dopo anno, ritrovavo la lampada ad aspettarmi lì sul comò, in attesa che qualcuno spegnesse la luce per aprire le danze.

Parlando con altre persone che vivono il rapporto con l'aldilà nel quotidiano, ho scoperto che tutti noi "sensitivi" abbiamo in comune dei contatti con le entità avvenuti durante l'infanzia. I bambini, finché sono privi di sovrastrutture e vincoli culturali, vivono con serenità e naturalezza la coabitazione con gli spiriti: gli adulti restano interdetti davanti ad episodi in cui il figlio o la figlia parlano, se non addirittura vedono, il nonno defunto o il cosiddetto amico immaginario. Spesso quest'ultimo più che della fantasia è frutto di un ponte tra l'infanzia e i piani sottili, che la cultura razionalista della nostra società non ha ancora reciso.

Capita che i bimbi avvertano anche la presenza degli animali di casa spirati da poco, è normale: un genitore dovrebbe accogliere questa notizia come qualcosa di molto probabile, ed intervenire soltanto se il piccolo mostra segni di inquietudine, in questo caso possiamo aiutare il bambino col seguente rimedio.

Il sacchettino scacciapaura

Mettere sotto al letto del bimbo, magari nascosto se non vogliamo che lo veda, un sacchettino bianco contenente: lavanda, una manciatina di grani di incenso, del sale grosso. Ogni mattina, al risveglio, sostituite il contenuto della bustina, chiedendo via via "Come hai dormito stanotte?" Non tarderà ad arrivare una risposta positiva: il sale unito all'incenso, assorbirà la negatività e devierà eventuali presenze negative, lasciando che il sonno sia profondo e ristoratore.

Volendo potenziare l'effetto purificatore, si può aspergere sul sacchettino qualche goccia di acqua santa.

Benvenuta Margherita

Ebbi il primo contatto con Margherita durante una seduta spiritica a casa di una mia carissima amica. La seduta era iniziata da poco, appena il tempo di avvicinare le mani, quando entrambe avvertimmo un delicato profumo di fiori freschi, qualcosa di simile al delicato aroma del gelsomino: alla domanda "C'è qualcuno?"la risposta fu semplicemente "Sì, io sono Margherita".

Fin dai primi istanti della canalizzazione, avvertii nei confronti di questa presenza un fortissimo rispetto, quasi un timore: mi trasmise subito la sensazione di una persona molto saggia e di grande orgoglio. Capii anche che portava con sè un dolore, una ferita, era come se in vita avesse subito una grandissima offesa... Man mano che il dialogo procedeva, Margherita si mostrò educata ma ferma, e anche un po' diffidente: si capiva però che aveva una gran voglia di parlare.

Dopo qualche titubanza si presentò: era una guaritrice, per essere esatti si definì come colei che "curava con le erbe" e conosceva il futuro tramite le carte e la lettura delle pietre, una pratica assimilabile all'interpretazione delle rune. La visualizzai come una signora di piccola statura, con ì capelli grigi, molto magra e con abiti larghi un po'consunti: i lineamenti del viso erano spigolosi, forse induriti anche dall'età e dalla vita non semplice che aveva condotto, ma lo sguardo era vivo, intelligentissimo. Lo sguardo della persona che ti legge nell'anima senza sbagliare.

Iniziò a raccontare il suo doloroso passato: Margherita era una strega francese originaria del paesino di Bouville; morì sul rogo come tante donne a lei coeve dopo che qualcosa, durante un rito taumaturgico, non era andato a buon fine. Aveva dedicato la vita a curare la gente del suo villaggio, ma questo non era bastato a salvarla dall'odio e dall'ignoranza degli uomini, nessuno l'aveva aiutata: quando canalizzai il suo stato d'animo colmo di risentimento, per un attimo credetti che sarebbe scoppiato il cuore, da tanto era forte.

Era un furore assoluto, un grido di dolore e risentimento. Secondo me Margherita era in cerca di pace, voleva aiutarci ma al tempo stesso si arrabbiava quando qualcosa non andava come lei aveva previsto: al suo "caratteraccio" facevano da contraltare la premura e la dedizione con cui ci aiutò, io le sarò eternamente grata per essere entrata nella mia vita. Quest'estate andai in Germania con mio marito, e lei mi raggiunse addirittura là, soltanto per Sopra: uno scorcio del paesino di Bouville farmi una carezza.

Col passare dei mesi e lo svolgersi di numerose altre canalizzazioni, incominciammo a conoscere non solo Margherita come donna, ma anche come curatrice: per lei i poteri taumaturgici delle piante non avevano segreti, sapeva guarire il corpo e anche la mente con la sola imposizione delle mani. Le sue piante e i suoi fiori medicamentosi crescevano in un vasto giardino, cinto da una siepe di rose profumate e dai delicati boccioli di velluto protetti da spine taglienti come lame.

Le sue terre erano illuminate da una luce caldissima e brillante, diversa da quella del sole, una luce quasi tangibile e bianca, una sorta di chiarore abbagliante: si sentiva inoltre il profumo di tutti quei fiori, un aroma che ho avvertito nitidamente e che non si può descrivere.

Il lascito di Margherita consiste in un vastissimo sapere inerente alla botanica, l'astrologia, la divinazione, ma ciò che di lei mi appare di valore più inestimabile e grande, è l'insegnamento morale, di cui vorrei riportare alcune tracce. Margherita era anche filosofa, guaritrice di anime...

La filosofia di Margherita

Nonostante il suo passato difficile. Margherita conservava, chiusa nel suo cuore, ancora tanta fiducia nel prossimo e lo dimostrò parlandoci di cosa la vita le avesse insegnato. Durante le numerose canalizzazioni, sono emersi degli aspetti interessanti della mentalità e della filosofìa dì questa donna, le cui parole sono più vicine a quelle di un asceta che a quelle di una strega.

Ho voluto raccogliere qui di seguito le sue massime: alcune sono vere e proprie perle di saggezza di cui fare tesoro, sembra che siano state scritte ieri...

  • Non dimenticarsi mai di amare se stessi, né scordarsi del proprio valore, anche quando si viene derisi e umiliati: dal dolore si deve trarre la forza per andare avanti lungo la propria strada. -Abbi rispetto del tuo prossimo, senza porti in modo arrogante e con pregiudizio.
  • Non mentire soprattutto a te stesso, perché questo non ti porterà sulla via della crescita e del procedere. -Poniti sempre con fiducia nei confronti della natura, in essa vi sono le risposte e le cure.
  • Se il tuo animo è pulito e in buona fede, non ti nuocerà nulla, ma non abbassare mai la guardia. 
  • La saggezza è data dal far tesoro delle esperienze.
  • In noi ci sono già tutte le risposte, ma solo alle giuste domande, quindi non fare domande sciocche.

Inizialmente non avevo notato che ognuna di queste frasi riguarda gli aspetti della vita che risiedono nei chakra, e infatti Margherita si manifestò spessissimo durante la meditazione Kundalini, che non a caso lavora appunto sui chakra. Incredibile.

 

Il Grimorio di Margherita

Il Grimorio di Margherita

Un Grimorio (quaderno di magia medievale che ogni strega possedeva) sui generis, dove la protagonista, Margherita, ci regala le sue "ricette della strega", che tuttavia non sono filtri d'amore o pozioni miracolose, ma piccole magie per vivere meglio la quotidianità.

In questo libro troverete tanti suggerimenti su come utilizzare le risorse della natura, le virtù dei fiori, la lettura dei Tarocchi, le indicazioni del pendolino e i contatti con l'al di là.

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Carlotta Gentili Belloni dopo gli studi all'Istituto Europeo di Design di Milano, è artista e creativa editoriale. Si occupa da anni di meditazione, ma anche di divulgazione di testi mistici, esoterici e classici. Le sue doti di chiarezza, di capacità di sintesi e di divulgazione dei più...
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