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L'Agricoltura sinergica di Emilia Hazelip

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 1 anno fa


L'Agricoltura sinergica di Emilia Hazelip

Scopri come realizzare un orto sinergico!

Indice dei contenuti:

La rivoluzione del filo di paglia

Nel 1937 un botanico giapponese, Masanobu Fukuoka, iniziò alcune sperimentazioni di colture di riso e agrumi, lasciando il suolo come se non fosse coltivato: è l'inizio della “Rivoluzione del Filo di Paglia” (vedi l'omonimo libro)

Il suo metodo di coltivazione non comprende aratura, fertilizzanti, pesticidi, diserbanti, potature. Non solo, richiede davvero poco lavoro grazie a un attento tempismo nelle semine e un’accurata combinazione di piante.

La resa per ettaro è simile a quella dei terreni coltivati con un'agricoltura convenzionale.

Emilia Hazelip

 

Un'agricoltrice spagnola, Emilia Hazelip, rimase entusiasta dei principi elencati da Masanobu Fukuoka, e provò ad applicarli nella sua terra. Tuttavia i risultati furono deludenti: il clima mediterraneo è molto diverso da quello del Giappone.

Così Emilia si mise all'opera per cercare di adattare la tecnica di Fukuoka al clima mediterraneo: il risultato finale è l'agricoltura sinergica!

 

L'orto sinergico

Si tratta di un metodo che applica in modo letterale la normativa europea sulla produzione biologica, e in particolare i capoversi 12 e 13

12. La produzione biologica vegetale dovrebbe contribuire a mantenere e a potenziare la fertilità del suolo nonché a prevenirne l'erosione. Le piante dovrebbero essere nutrite preferibilmente attraverso l'ecosistema del suolo anziché mediante l'apporto di fertilizzanti solubili.

13. Gli elementi essenziali del sistema di gestione della produzione biologica vegetale sono la gestione della fertilità del suolo, la scelta delle specie e delle varietà, la rotazione pluriennale delle colture, il riciclaggio delle materie organiche e le tecniche colturali...

Le quattro regole dell’agricoltura sinergica sono:

  • mantenere la terra senza disturbarla ne compattarla,
  • utilizzare l’autofertilità naturale del suolo,
  • aggiungere l’orizzonte umifero al profilo della terra da coltivare (tramite le pacciamature)
  • stabilire una collaborazione con organismi simbiotici nella rizosfera (ossia il suolo intorno alle radici delle piante).

Non fare (danni)

Spesso si sente dire che l'agricoltura sinergica è il metodo del non fare, e si immagina orti incolti che forniscono automaticamente ogni ben di Dio. Questa concezione è errata: il ”non fare” va inteso come non fare danni!

L'agricoltura convenzionale sostiene pratiche considerate indispensabili, ma che in realtà producono danni a cui bisogna rimediare con ulteriori interventi.

Per esempio l'aratura produce danni quali erosione del suolo, perdita di sostanza organica, ect. A questo si rimedia con fertilizzazioni, che però peggiorano la situazione. Ma se non avessimo arato, non avremmo bisogno di fertilizzare il suolo.

In questo senso l'agricoltura sinergica è meno impegnativa dell'agricoltura tradizionale... ma ciò non significa stare con le mani in mano!

I Bancali

Fare i bancali consiste semplicemente nel dividere il terreno, definendo in modo univoco dove si cammina e dove si coltiva (i bancali, appunto).

Si tratta di zone rialzate, che non verranno più arate o vangate. La terra dei passaggi viene posta sui bancali fino al raggiungimento delle dimensioni desiderate, dopodiché si passa il rastrello per uniformare e aumentare la superficie coltivabile sui bancali. La forma dei bancali può essere varia: rettilinea, curva o a mandala.

I bancali vengono preparati in primavera, pacciamati, e seminati nell'arco di una giornata.

Terminato questo lavoro preparatorio, cosa resta da fare? Togliere a mano eventuali erbe nocive, trovare rimedi naturali in caso di attacco, dosare l'apporto di acqua, seminare e raccogliere.

Le consociazioni

In natura non esistono monocolture, come quelle a cui ci ha abituato l'agricoltura moderna. Al contrario le piante si aiutano a vicenda, e questo equilibrio viene rispettato nell'agricoltura sinergica.

Per esempio i cavoli sono molto soggetti alla cavolaia (un insetto parassita) che può essere contrastata in vari modi: nell'agricoltura convenzionale tramite insetticidi, nell'agricoltura biologica tramite macerato di pomodoro, e nell'agricoltura sinergica ponendo i cavoli direttamente a dimora sotto piante di pomodoro.

Nei bancali non mancano mai

  • Liliacee (cipolle, aglio, porro, scalogno,..) proteggono gli altri ortaggi dai parassiti
  • Legumi (fagioli, piselli, fave) arricchiscono i bancali di nutrienti come l'azoto
  • Fiori (calendula, viola,..) sono antiparassitari e attirano gli insetti impollinatori

Non solo, a fine produzione, le piante vengono tagliate fino al “colletto” in modo che le radici restino nei bancali a decomporsi e a creare nuova sostanza organica rendendo la terra sempre più fertile.

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Dietro Lo Staff di Macrolibrarsi si nascondono in realtà ben tre nomi: Claudia, Francesca e Valeria. Tre persone che hanno in comune la passione per la scrittura e la curiosità e il desiderio di conoscere il più possibile di questo nostro bellissimo mondo.  Avide...
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