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J.K. Rowling - Estratto da "Fantastici Fallimenti"

di Luke Reynolds 4 mesi fa


J.K. Rowling - Estratto da "Fantastici Fallimenti"

Leggi un capitolo tratto dal libro di Luke Reynolds e scopri i fallimenti di persone che hanno cambiato il mondo

Harry Potter e la pietra filosofale è stato scritto di getto in soli due mesi. In quel periodo, l'autrice J.K. Rowling beveva solo un tipo di tè raro e costoso e mangiava pasticcini preparati con una farina speciale e zucchero proveniente dalle montagne del Tibet. Un singolo pasticcino costava circa 130 euro. Mentre la Rowling scriveva, due persone le massaggiavano i piedi. Ogni notte, dopo aver finito di scrivere, si rilassava in un letto grande quanto il Texas. E quando il libro fu finalmente terminato, il primo editore che lo ricevette capì subito che avrebbe venduto milioni di copie e ne acquistò i diritti ancor prima di leggerlo...

Ehm... no.

Il contenuto del primo paragrafo è completamente falso. (Si capiva dal particolare sui pasticcini?) Invece di scrivere con facilità il primo romanzo della saga di Harry Potter, la Rowling impiegò parecchi anni. I suoi insegnanti le dicevano che doveva sognare di meno e concentrarsi di più sulla realtà. Dopo l’università, svolse diversi lavori che non erano adatti a lei e tenne Harry ben nascosto nel suo cuore per anni.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Fantastici Fallimenti

Vere storie di persone che hanno cambiato il mondo... dopo aver fallito

Luke Reynolds

Persino i personaggi più famosi hanno lottato per il successo! Scopri ciò che hanno imparato e in che modo hanno trasformato i fallimenti in trionfi leggendo questa guida coinvolgente rivolta ai giovani su come avere...

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Quando la sua vita cominciò a essere ricca di sfide da affrontare, la Rowling si rese conto che doveva buttarsi e rischiare tutto per scrivere quella storia che aveva tenuta nascosta per tanto tempo. Era single e madre di una bambina, Jessica, ma non riusciva a trovare un lavoro che le permettesse di pagare le bollette e le lasciasse abbastanza tempo per prendersi cura della figlia.

Così, per sopravvivere, dovette accettare denaro dal governo (il sussidio di disoccupazione). Riusciva a malapena a far quadrare i conti, era esaurita e travolta dalle preoccupazioni, non sapeva se il suo Harry sarebbe mai stato pubblicato o se valesse qualcosa, ma decise di scrivere comunque la sua storia. Che cosa aveva da perdere?

La Rowling lavorò, lavorò e lavorò. Completò la stesura del primo romanzo della serie scrivendo di giorno in un piccolo bar di Edimburgo e di notte nel suo piccolo appartamento.

“Non abbiamo bisogno della magia per cambiare il mondo” ha dichiarato. “Abbiamo già dentro di noi tutto il potere che ci serve: il potere d’immaginare le cose migliori di quelle che sono.”

Anche se i suoi romanzi attingono alla magia del fantastico, la Rowling crede che la vera magia sia l’energia vitale contenuta in ciascuno di noi, pronta per essere utilizzata per realizzare qualcosa di bello e buono.

Dopo cinque anni passati a scrivere e revisionare il suo libro, la Rowling trovò un agente di nome Christopher Little. Il compito di un agente editoriale è aiutare gli autori a pubblicare le proprie opere. Little inviò il manoscritto della Rowling alle case editrici: a una, a due, a tre.

Poi lo mandò a un quarto editore.

E a un quinto, a un sesto, a un settimo.

L’ottavo editore, come i sette precedenti, rispose: “No, grazie.”

Little inviò Harry Potter e la pietra filosofale a un nono editore, ma anche questo lo rifiutò, sostenendo che il libro non avrebbe venduto abbastanza copie.

Il decimo editore disse la stessa cosa. E anche l’undicesimo e il dodicesimo.

Dodici editori ebbero l’opportunità di leggere Harry Potter e la pietra filosofale e tutti e dodici pensarono che non fosse valido e interessante e che non avrebbe venduto un numero sufficiente di copie.

Come riuscì la Rowling ad affrontare tutti questi fallimenti, sia prima che dopo la composizione del suo primo libro?

La scrittrice ha poi dichiarato: “Il fallimento ha significato un’eliminazione dell’inessenziale. Ho smesso di fingere di essere diversa da quella che ero e ho iniziato a convogliare tutta la mia energia nel portare a termine l’unico lavoro di cui davvero mi importasse.”

Invece di farsi abbattere dai fallimenti, la Rowling ha affermato che questi l’hanno aiutata a capire cosa fosse davvero importante per lei.

Però... dodici rifiuti! Immagina cosa deve aver provato.

Mettiamo che da grande tu voglia diventare uno scienziato. E sai che essere uno scienziato significa condurre molti esperimenti scientifici e poi tentar di capire che cosa dicono sul mondo che ti circonda. Fantastico! Ma poi progetti un esperimento e questo fallisce. Non ti dice niente, tranne che hai sbagliato.

Così ci riprovi, ma anche il secondo tentativo fallisce. Devi aver commesso qualche errore, giusto? Forse, dopotutto, non sei portato per fare lo scienziato. Ma decidi di ritentare l'esperimento ancora una volta. E sbagli di nuovo.

Immagina di ritentare lo stesso esperimento per dodici volte in tutto. Non cominceresti a pensare che forse non sei la persona giusta per farlo? Non penseresti che non vale la pena di continuare con lo stesso esperimento e di continuare a sbagliarlo? Di continuare a combinare disastri?

La Rowling avrebbe potuto rinunciare, a questo punto. Ma lei e Little andarono avanti.

Alla fine, dopo quasi dodici mesi, il tredicesimo editore, Bloomsbury, lesse il manoscritto della Rowling e offrì alla scrittrice un contratto di pubblicazione. Il suo agente, però, l’avvertì di non illudersi troppo. La Rowling in seguito dichiarò: "In quel momento, il mio agente mi disse: ‘Non voglio che tu esca da quest'incontro con l’idea che guadagnerai una fortuna.’"

Io, te e praticamente tutti quelli che amano leggere conosciamo una storia molto diversa. I libri della saga di Harry Potter hanno venduto oltre quattrocentocinquanta milioni di copie e continuano a venderne ancora un sacco, ogni giorno che passa. Persone di tutto il mondo hanno letto e amato Harry Potter. (Tra parentesi: un mio parente lavora per uriimportante società di trasporto merci e ha vissuto in prima persona il fenomeno Harry Potter. Non dimenticherò mai la sua espressione scioccata mentre me ne raccontava gli effetti sulle spedizioni: la sua azieiida dovette modificare i tragitti e le tabelle di marcia dei suoi corrieri per riuscire a consegnare quell’enorme quantità di scatoloni. C’erano tantissimi scatoloni, più di quanti l’azienda avesse mai visto prima. Gli editori, i lettori, i trasportatori, i genitori, gli insegnanti, tutti ne rimasero scioccati.)

E se la Rowling avesse pensato: “Se fossi davvero una brava scrittrice, avrei ricevuto un’offerta di pubblicazione dal primo editore a cui il mio agente ha mandato il libro, o al massimo dal secondo”? E se avesse deciso: “Mi sa che scrivere non fa per me. Rimetterò Harry nel cassetto”? Non avremmo mai conosciuto il simpatico maghetto e il suo mondo fantastico. Secondo me, avremmo perso qualcosa di grande.

A volte è meglio non ricevere il voto più alto. A volte le cose che vuoi davvero fare nella vita non sono perfette, la prima volta (o la seconda, o persino la dodicesima). A volte sbaglierai lungo il cammino. Gli altri potrebbero dirti che ciò che desideri è impossibile, o stupido, o inutile. Tu stesso potresti pensare che sia impossibile: è difficilissimo accontentare quell’insegnante di matematica! Quel professore d’inglese non dà mai un voto alto al tema di nessuno, per quanto sia fatto bene. Ti sembra che non troverai mai un amico in grado di capirti e con cui andrai davvero d’accordo.

Ma tutte queste cose sono possibili. Come la Rowling, forse dovrai fallire dodici volte (o anche di più) prima che la possibilità si riveli, ma il fallimento fa parte della strada verso la riuscita.

Prima di salutare J.K. Rowling e il mondo di Harry Potter, ho un’ultima cosa interessante da raccontarti: dopo che i libri di Harry Potter finirono per vendere centinaia di milioni di copie, la Rowling scrisse un romanzo giallo per adulti. Ma, invece d’inviarlo alle case editrici con il suo nome, utilizzò lo pseudonimo di Robert Galbraith. E il romanzo fu rifiutato. Se gli editori avessero saputo che era opera della Rowling, lo avrebbero di sicuro accettato immediatamente.

Ma l’esperimento condotto dalla Rowling dimostra qualcosa d’importante: anche dopo un grande successo, il fallimento è in agguato dietro l’angolo. La vita ha sempre in serbo qualche fiasco. L’importante è non rinunciare ai sogni in cui si crede davvero, lottare per realizzarli ed essere pronti a fallire più volte, fino a quando un giorno si avvereranno.

Fantastici Fallimenti

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Luke Reynolds

Luke Reynolds ha insegnato in diverse scuole prima di diventare assistente universitario all’Endicott College. È sposato ed è padre di tre figli maschi.
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