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Introduzione - The Intentional Experiment - di Lynne McTaggart

di Lynne McTaggart 7 mesi fa


Introduzione - The Intentional Experiment - di Lynne McTaggart

Leggi un estratto dal libro "The Intentional Experiment" e scopri come puoi influenzare la realtà che ti circonda

The Intention Experiment non è un libro ordinario e tu non sei un lettore ordinario. Il volume che hai in mano non ha una fine, perché per concluderlo ho bisogno del tuo aiuto.

Tu, infatti, non sei soltanto il destinatario di questo libro, ma anche uno dei suoi protagonisti, un partecipante fondamentale di una ricerca scientifica all'avanguardia. In parole povere, hai la possibilità di partecipare a esperimenti sul potere della mente sopra la materia.

Questo è il primo libro in tre dimensioni. Il volume fisico è, in un certo senso, un preludio perché i suoi contenuti vanno ben al di là del momento in cui arriverai all'ultima pagina. Nel corso della lettura troverai prove scientifiche sul potere dei tuoi pensieri e, a quel punto, avrai l'opportunità di ampliare le tue conoscenze ben oltre queste informazioni e di sperimentare ulteriori possibilità, partecipando a esperimenti internazionali di gruppo diretti da scienziati affermati nel campo della ricerca sulla coscienza.

The Intention Experiment si basa su un presupposto apparentemente "folle", ossia che il pensiero influenza la realtà fisica.

Un considerevole numero di ricerche sulla natura della coscienza, condotte da svariati decenni in prestigiosi istituti scientifici di tutto il mondo, dimostra che i pensieri sono in grado d'influenzare qualunque cosa, dalle apparecchiature più semplici agli esseri viventi più complessi. Queste scoperte suggeriscono che i pensieri e le intenzioni umane sono un "qualcosa" di fisico che ha lo straordinario potere di cambiare il mondo.

Ogni nostro pensiero è un'energia tangibile dotata della capacità di trasformare. Un pensiero non è soltanto una cosa: è una cosa che ne influenza altre.

Questo concetto fondamentale, ossia la capacità del pensiero di agire sulla materia, è il fulcro dell'inconciliabile differenza di vedute sul mondo tra la fisica classica (la scienza del grande mondo visibile) e la fisica quantistica (la scienza dei componenti più piccoli del reale). Questa differenza riguarda la natura stessa della materia e dei modi in cui è possibile operare su di essa per modificarla.

L'intera fisica classica, ma anche altre discipline scientifiche, si basano sulle leggi del moto e della gravità teorizzate da Isaac Newton nei suoi Principia, pubblicati nel 1687. Le leggi di Newton descrivono un universo in cui qualunque oggetto si muove nello spazio tridimensionale della geometria e del tempo secondo determinate leggi fisse del moto dei corpi. La materia viene considerata un tutto integro e finito, dai confini ben delimitati. Qualsiasi genere di influenza richiede un intervento fisico da parte di un altro corpo, come una forza o una collisione.

Fondamentalmente, per produrre un cambiamento in un oggetto, bisogna riscaldarlo, bruciarlo, congelarlo, farlo cadere o lanciarlo.

Le leggi di Newton, le grandi "regole del gioco" del mondo scientifico, come le definì una volta il famoso fisico statunitense Richard Feynman, e il loro presupposto fondamentale, secondo il quale gli oggetti esistono indipendentemente l'uno dall'altro, stanno alla base della nostra visione filosofica del mondo. Crediamo infatti che la vita e le sue tumultuose attività si svolgano intorno a noi, indipendentemente da ciò che facciamo o pensiamo. La sera ci addormentiamo tranquilli nel nostro letto con la certezza che, una volta chiusi gli occhi, l'universo non scomparirà.

Questa visione ordinata dell'universo come una serie di oggetti isolati e rispettosi delle leggi fu tuttavia distrutta nella prima parte del XX secolo, quando i pionieri della fisica quantistica cominciarono a studiare più a fondo la materia. Le particelle più piccole dell'universo, quegli stessi elementi che costituiscono il grande mondo oggettivo, non seguivano alcuna legge nota agli scienziati.

Quel comportamento anomalo fu sintetizzato in una serie di idee che presero poi il nome di Interpretazione di Copenaghen, dal luogo in cui il risoluto fisico danese Niels Bohr e il suo brillante assistente, il fisico tedesco Werner Heisenberg, ipotizzarono il probabile significato delle loro straordinarie scoperte matematiche.

Bohr e Heisenberg si resero conto che gli atomi non sono piccoli sistemi solari con miliardi di piccoli pianeti, ma qualcosa di molto meno ordinato: nuvolette di probabilità.

Ogni particella subatomica non è un oggetto solido e stabile, ma esiste semplicemente in quanto potenziale di ciascuno dei propri sé futuri, stato che gli scienziati definiscono "sovrapposizione" o somma di tutte le probabilità, paragonabile a una persona che si osserva in una stanza piena di specchi.

Una delle loro conclusioni riguardava il concetto di "indeterminatezza", secondo il quale è impossibile conoscere contemporaneamente tutti i parametri che definiscono una particella quantica.

Per esempio, conoscendo la posizione di una particella, è impossibile calcolare precisamente e allo stesso tempo la sua velocità o la sua direzione. I due fisici consideravano una particella quantica sia come una particella, ossia un oggetto solido e stabile, sia come un "onda", una regione spazio-temporale ampia e indefinita in cui la particella può occupare qualsiasi posizione. E' un po' come descrivere una persona includendo anche la via in cui abita.

Le loro conclusioni indicavano che, fondamentalmente, la materia fisica non è solida e stabile, ma nemmeno qualcosa di già definito. La realtà subatomica non assomigliava allo stato solido e affidabile dei corpi descritti dalla fisica classica, bensì a una fugace collezione di possibilità apparentemente infinite.

Le particelle più piccole della natura sembravano così capricciose che i primi fisici quantistici furono costretti ad accontentarsi di una rozza approssimazione simbolica della verità, un intervallo matematico di tutte le possibilità.

A livello quantico, la realtà sembrava fatta di gelatina semiliquida.

Le teorie sviluppate da Bohr, Heisenberg e molti altri minarono le fondamenta stesse della visione newtoniana della materia, secondo la quale i corpi erano qualcosa di separato e ben definito. Gli scienziati suggerivano che la materia, nelle sue costituenti primarie, non poteva essere divisa in unità indipendenti, né essere pienamente descritta. I corpi non avevano significato se presi isolatamente gli uni dagli altri, ma solo se inseriti in una rete di correlazioni dinamiche.

I pionieri della fìsica quantistica scoprirono inoltre la straordinaria capacità delle particelle di influenzarsi reciprocamente pur in assenza di tutti quegli elementi che, secondo i fisici, sono responsabili dell'influenza tra due corpi, come uno scambio di forze che avviene a una velocità definita.

Una volta entrate in contatto, le particelle continuavano a mantenere uno strano legame a distanza. Le azioni di una particella subatomica, per esempio l'orientamento magnetico, influenzavano istantaneamente l'altra, indipendentemente dalla distanza che le separava.

A livello subatomico il cambiamento era anche dovuto a scambi dinamici di energia; quelle piccole masse di energia in movimento si scambiavano costantemente energia attraverso "particelle virtuali", simili a passaggi nel basket, in un incessante andirivieni che dava origine a uno strato di energia di dimensioni insondabili che stava alla base dell'universo.

La materia subatomica sembrava impegnata in un continuo scambio di informazioni che causava un costante adeguamento e lievi alterazioni. L'universo non era un deposito di oggetti statici e isolati, ma un solo organismo di campi energetici interconnessi in continuo divenire. A livello infinitesimale, il nostro mondo assomigliava a una vasta rete di informazioni quantiche dove tutti i suoi componenti erano perennemente al telefono.

L'unica cosa che dissolveva quella nuvoletta di probabilità, trasformandola in qualcosa di solido e misurabile, era la presenza di un osservatore. Quando gli scienziati decidevano di osservare più da vicino una particella subatomica per misurare una sua caratteristica, quest'ultima, che esisteva come puro potenziale, "collassava" in uno stato particolare.

Le implicazioni di quelle prime scoperte sperimentali erano profonde: la coscienza vivente è l'influenza che trasforma la possibilità di qualcosa in realtà. Nel momento in cui osserviamo un elettrone o ne misuriamo un parametro, apparentemente contribuiamo a determinarne lo stato finale.

Questo fenomeno indica che l'ingrediente più basilare per la creazione del nostro universo è la coscienza che l'osserva.

Diversi protagonisti della fisica quantistica sostenevano che l'universo è democratico e partecipativo, frutto di uno sforzo condiviso tra osservatore e osservato...

The Intention Experiment prende in considerazione tre aspetti.

Il corpo centrale dell'opera (dal Capitolo 1 al Capitolo 12) si prefigge di sintetizzare tutte le prove sperimentali esistenti sull'intenzione in una teoria scientifica coerente che ne spieghi il funzionamento, le modalità d'uso nella vita quotidiana e le condizioni per amplificarne gli effetti.

La seconda parte del libro (Capitolo 13) propone un modello per utilizzare efficacemente l'intenzione nella propria vita attraverso una serie di esercizi e consigli per "potenziarla". Questa sezione è anche un modo per praticare la scienza di confine.

Non sono un'esperta di potenziale umano, quindi questo non è un manuale di autoaiuto, bensì un viaggio di scoperta sia per te sia per me. Ho ideato questo metodo sulla base delle prove scientifiche che descrivono le circostanze che producono i risultati migliori nei test di laboratorio sulla psicocinesi. Sappiamo per certo che queste tecniche hanno avuto successo in condizioni di laboratorio sperimentali e controllate, ma non posso garantire che funzioneranno nella tua vita. Utilizzandole, ti dedicherai a tutti gli effetti a un tuo esperimento personale.

L'ultima parte del libro è costituita da una serie di esperimenti personali e di gruppo.

Il Capitolo 14 descrive esperimenti informali sull'uso dell'intenzione nella vita di tutti i giorni che puoi condurre per tuo conto. Questi mini-esperimenti rientrano anche in una ricerca, per cui avrai l'opportunità di pubblicare i tuoi risultati sul nostro sito condividendoli con altri lettori.

Oltre ai test individuali, ho ideato anche alcuni grandi esperimenti di gruppo che sono già stati eseguiti o che potranno essere eseguiti dai lettori di questo libro (Capitolo 15). Con l'aiuto della nostra esperta équipe scientifica, il sito The Intention Experiment conduce periodicamente esperimenti su larga scala per determinare se la volontà dei suoi lettori produca modifiche su obiettivi scientificamente quantificabili.

The Intentional Experiment

Studi scientifici sul campo quantico

Lynne McTaggart

The Intentional Experiment è un libro multidimensionale che ci spinge a ripensare all’essere umani. Scienziati illustri da tutto il mondo hanno condotto ricerche esaustive dimostrando che i pensieri e le intenzioni umane...

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Lynne McTaggart

Brillante conferenziere, giornalista e scrittrice di fama internazionale, Lynne McTaggart è esperta di scienze di frontiera e di medicina alternativa. Dirige insieme al marito l’associazione What the Doctors Don’t Tell You ed è conosciuta per la pubblicazione di importanti riviste e saggi...
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