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Introduzione - Io Sono d'Oro - Gabriele Policardo

di Gabriele Policardo 9 mesi fa


Introduzione - Io Sono d'Oro - Gabriele Policardo

Lo scopo di questo libro è connettere chi legge - che si tratti di una donna o di un uomo - con un serbatoio segreto di energia che è nel cuore di ognuno di noi, ma giace nascosto da una sovrapposizione stratificata di idee, credenze, irretimenti, programmazioni, conflitti, movimenti interrotti, relazioni sospese, condizionamenti, ecc...

Sebbene da molti anni assistiamo a un capovolgimento dell'antica - e prevaricatrice - civiltà patriarcale, a favore di una nuova civiltà che esclude e disprezza gli uomini, molte donne continuano a soffrire e a svalutarsi, vivendo a un livello assai inferiore a quello cui potrebbero e dovrebbero aspirare. Questo libro non è solo un racconto e un trattato di umanità e ordine sistemico: è un coro di centinaia, migliaia di donne che hanno combattuto, sofferto e trasumanato affinché il loro diritto all'amore e alla felicità si affermasse.

Indice dei contenuti:

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Ciascuno può riconnettersi alla propria forza interiore con la volontà personale, attraverso l'aiuto esterno, con gli strumenti che incontra sul proprio cammino, grazie a un percorso di consapevolezza e guarigione.

Il libro non era tra i miei progetti imminenti: si è fatto strada da sé, incontro dopo incontro, storia dopo storia, condotto da altre forze; ha chiesto di essere scritto, arrivando a frammenti, quotidianamente, in virtù dell'urgenza che un tema di questa portata ha di essere trattato.
Nessuno dovrebbe soffrire per amore, nessuno dovrebbe veder negato il proprio valore e vivere infelicemente per questo; nessuno dovrebbe scontare gli irrisolti altrui o aspettarsi che qualcuno sconti i suoi.

L'idea nasce da un dialogo avvenuto con una donna di nome Lorenza (che ringrazio), una delle molte, grandi ricercatrici che ho incontrato nel mio lavoro di facilitatore. Un giorno mi ha scritto un messaggio: "Non mi basta quello che lui mi dà: vorrei di più". Le ho risposto: "Diglielo". Dopo qualche giorno ci siamo incontrati e mi ha raccontato con sorpresa quanto le cose fossero cambiate a seguito della richiesta. Nonostante ciò, l'uomo che amava (contemporaneamente impegnato in un'altra relazione) aveva ricominciato a dare di meno, a mettere le mani avanti, a dirle che tutto il suo amore, i suoi messaggi, le sue attenzioni iniziavano a metterlo in difficoltà.

Elaborammo insieme una strategia per riportare al giusto livello il valore di Lorenza: abbiamo involontariamente dato inizio a un trattato su come si costruisce una relazione di successo, quali sono i meccanismi e gli ostacoli, quanto è importante bilanciare il dare e lavere, come avviene il movimento verso la vita, quello verso la morte e come queste due direzioni si riflettano in rapporti di successo e d'insuccesso.

Quello stesso giorno Lorenza mi confessò di essere triste e senza forze. Chiesi da dove prendesse l'energia, nel suo continuo dare agli altri. Rispose di non prenderne mai. Le consigliai di chiedere alla madre: replicò che lei l'avrebbe solo giudicata, biasimata e criticata. La mia insistenza fu premiata:chiese alla mamma il sostegno, le coccole, la comprensione e l'aiuto che non aveva mai tentato né osato chiedere, e con grande sorpresa lo ottenne!

In due semplici mosse aveva cambiato completamente I'ordine delle sue relazioni, uscendo dai conflitti che esse comportavano. Il suo mondo non fece una completa rivoluzione in una notte, ma con il tempo riuscì a riordinare tutto e un giorno, dopo varie avventure, mi scrisse un messaggio:"Finalmente ora so come si tiene a bada un uomo. Grazie".

Di frequente accade di voler ricevere dalla mamma, di incolparla perché non dà, ma siamo noi a doverci avvicinare a lei, accoglierla così com'è, prendere il suo amore: troppo spesso si pretende qualcosa che manca dalla posizione arrogante di superiorità e distanza, dal giudizio, dalla superba altezza del giusto o del figlio ferito; persino di un figlio più grande del proprio genitore; lo si reclama, rimanendo passivi e immobili, in attesa che ciò arrivi come fosse dovuto. Si fa confusione tra dare, avere e...prendere. Non si è mai visto in natura un vitello che guarda la mamma a distanza, in attesa che il latte gli arrivi dall'alto, dicendole: "Sei una madre che non sa fare la madre". Un tale animale non esiste perché sarebbe un vitello morto.

In molti lavori d'aiuto precedenti e successivi all'incontro con Lorenza, mi sono trovato a ricostruire il valore distrutto di una donna, andato completamente perduto in una vita d'insoddisfazione, infelicità, umiliazione e costante mancanza. Una vita di rinuncia progressiva. Un lento spegnimento programmato. Non si tratta di una semplice ristrutturazione delle dinamiche psichiche e di una rimozione dei condizionamenti: è un vero e proprio movimento dello spirito, un'espansione della coscienza, un forare la crosta del proprio piccolo io - ridimensionato in anni e anni di sacrifici e sofferenze - per consentire all'energia pura, primigenia, assoluta del Sé più grande di sgorgare ed espandere la vita in ogni ambito.

Quanto è raccolto in questo volume non intende sostituirsi ai classici percorsi terapeutici. Tuttavia, se è vero che molti problemi possono essere causati da situazioni familiari, dalla sindrome degli antenati, da disfunzioni sistemiche, è altrettanto vero che nelle nostre mani è conservato un potenziale che spesso ignoriamo. E che la soluzione a molti problemi può essere più semplice e a portata di mano di quanto non crediamo. Può darsi che una donna soffra perché incapace di prendere amore da un uomo, per via di un problema simile relativo alla propria mamma. O perché, inconsapevolmente, è una figlia sostitutiva di un fratello morto prima della sua nascita. Se dunque cerca di risolvere la situazione dando ancora di più, la sua sofferenza non farà che aumentare.Questo finché ignora una verità fondamentale:ha dalla sua uno strumento potentissimo, ovvero smettere di dare.E riprendere il proprio posto.

Ciò obbligherà sia lei che la persona con cui è in relazione a trovare una nuova posizione e a ristabilire la bilancia del dare e del prendere, rifondando il rapporto su nuove basi e cercando un diverso codice di condivisione e comunicazione. Comunque vada a finire,sarà uscita dalla spirale di sofferenza e colpa in cui era invischiata con l'altro. E potrà guardare alla propria strada senza dover più sacrificare qualcosa per appartenere alla propria famiglia.

È uno dei molti esempi dei modi in cui possiamo porre fine alla nostra pena e riportare ordine laddove regna il disordine, semplicemente guardando nella nostra anima con fiducia e volontà, per trovare in essa - e in alcune, semplici verità - una nuova forza e dunque una nuova libertà.

Gabriele Policardo
agosto 2014

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Io sono d'Oro

Il valore della donna nella relazione

Gabriele Policardo

(5)

Un libro che apre il cuore alla consapevolezza di tutte le tessere del mosaico della nostra esistenza – i genitori, i traumi e le innumerevoli forme della guarigione e dell’amore – conducendo il lettore sul sentiero che...

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