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Introduzione - Estratto da "Se Solo ti Lasciassero Lavorare"

di Piernicola De Maria 25 giorni fa


Introduzione - Estratto da "Se Solo ti Lasciassero Lavorare"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Piernicola De Maria

Devo essere sincero al 100%, da fedelissimo Apple ho sempre guardato con un misto di disprezzo e disgusto Microsoft e il suo fondatore Bill Gates. Ovviamente con pregiudizio, perché non è che sapessi molto su Bill Gates.

Poi per caso ho iniziato a leggere qualcosa su di lui e mi è piaciuto molto il suo approccio e alcune idee che riguardano il ruolo dell’imprenditore.

Indice dei contenuti:

Tagli anche tu il prato?

In particolare ricordo un’intervista nella quale gli si chiedeva quale fosse il più grande beneficio del fatto di essere un miliardario.

E la sua risposta è stata semplicissima; “che non devo tagliarmi il prato”.

Come? Tagliare il prato è questo grande beneficio? Ma tutti (o quasi) possono permetterselo!

Ovviamente subito dopo l’affermazione Gates spiegava che in realtà quello del prato è il simbolo delle cose “mondane” e poco importanti alle quali una persona che non ha risorse deve pensare.

La persona ordinaria, come me e te, deve pensare a comprare il dentifricio, a cosa indossare di mattina, a chiamare il falegname per far riparare gli infissi, portare la macchina a lavare.

Bill Gates no. Ha il frigo che si riempie da solo in base ai suoi gusti. La casa che si ripara da sola. Il serbatoio della macchina che si riempie da solo.

Tutte piccole attività alle quali noi invece dobbiamo pensare.

Il vantaggio del fatto di essere miliardario è che non deve pensare a questi problemi. Secondo lui, i risultati che hai dipendono da quali sono i problemi che cerchi di risolvere. E quando quelli “piccoli” sono risolti da soli, ovviamente puoi concentrarti sui grandi.

Semplice. Intuitivo. Ma che incontra TANTISSIME resistenze da parte di molti di noi imprenditori.

Molto tempo della nostra giornata lavorativa infatti non è orientata alla crescita della nostra azienda, ma ad inseguire urgenze, piccoli problemi quotidiani o a fare lavori come “tagliare il prato”.

Quando ero piccolo, molte volte, mio papà mi portava di sera a visitare la “fabbrica di plastica” di mio zio Giovanni. Arrivavamo in inverno appena fatto buio (verso le 18) ed io assistevo divertito al rituale serale di mio zio.

Dopo che erano andati via tutti i dipendenti e la fabbrica aveva finito di produrre, da solo, si metteva a pulire tutte le macchine.

C’erano in mezzo dei pezzi che congiungevano una parte della macchina all'altra, lui li smontava uno a uno e - mentre erano ancora caldi - estraeva la plastica bollente per non farla raffreddare ed indurire all'interno.

Era un’operazione che gli richiedeva qualche ora, seguita dal lavaggio delle mani con quella specie di pasta schifosissima con i granuli dentro, prima di salire a cena. Ovviamente nella casa costruita a lato del capannone.

Durante queste serate, mentre lavorava, lo sentivo lamentarsi dei clienti che pagavano in ritardo, dei dipendenti che non lavoravano bene o che avevano fatto una stupidaggine.

La sua fabbrica era una classica azienda nata negli anni ’70 in Italia. Lui era l’operaio che, dopo aver lavorato per degli anni in un’azienda del nord, con tutti i soldi messi da parte mangiando pane e aglio aveva comprato delle macchine usate per “mettersi in proprio”.

E con il tempo (e le condizioni economiche di crescita e mancanza di competizione di quel periodo) era riuscito a creare una piccola azienda, di quelle come ce ne sono a migliaia in Italia.

Imprenditore + figli + qualche dipendente.

Capace di generare abbastanza benessere per lui e per la sua famiglia. Ma contemporaneamente capace di assorbire completamente la sua vita.

Allora, 30 anni fa, non capivo mio zio. Ricordo ancora quando una volta, preso da un momento di EiloComunismo adolescenziale, gli dissi che lui “sfruttava i dipendenti”.

Complice il fatto di abitare lontani ed il mio girovagare, non gli ho mai chiesto scusa e non ho mai continuato la conversazione da adulto.

Ormai Zio Giovanni non c’è più, ma questo libro è dedicato a lui. Lui che - sono sicuro - se lo leggesse non sarebbe d’accordo con nulla perché “che ne capisco io che sono giovane”.

Ma va bene uguale.

Ti ho raccontato la storia di mio Zio perché rappresentativa del carattere di molti imprenditori italiani. Spirito di sacrificio enorme. Sensazione di essere soli contro il mondo. Ore e ore di lavoro, senza sosta. Capacità di rischio. Testa dura.

Eppure molte volte questo non basta. E ho la presunzione di dirti che in questo libro troverai l’altra parte della ricetta.

Elogio dell'Imprenditore

Qualche tempo fa ho avuto una discussione molto aceesa con un iscritto al mio gruppo di discussione Facebook “SimpNess”, dedicato agli imprenditori.

L’oggetto della discussione era un tema che sarà presente ripetutamente all'interno di questo libro che stai leggendo.

Ed è che molte delle regole che valgono per le grandi aziende, non valgono per i piccoli imprenditori.

Parlerò di questa differenza dopo con maggiori dettagli, ma sappi solo che, quando lo dico, non è come scusa per sostenere che “noi piccoli imprenditori siamo diversi” e giustificare degli errori che facciamo.

Anzi, il contrario.

Noi piccoli imprenditori NON POSSIAMO SBAGLIARE. Non possiamo fare esperimenti troppo azzardati. Non possiamo commettere errori.

Se una grande azienda fa un errore strategico, arriva il bail in e l’aiuto dello stato. Se la cappella (nel nostro caso non è un “errore strategico”) la fai tu o la faccio io, ci rimettiamo la casa.

Non mi pare esattamente la stessa situazione!

Ma non è di questo che voglio parlarti per ora. Ti ho citato qualche riga fa una discussione sul mio gruppo Facebook SimpNess. Ebbene, mentre parlavo della differenza tra le dinamiche di una grande azienda ed una piccola azienda a base imprenditoriale, un partecipante, che in realtà è un “mega dirigente aziendale”, ha scritto questo commento :

“Ma perché, un’azienda che ha solo 2 dipendenti può definirsi tale?” Ovviamente mi sono incazzato come un cinghiale in calore.

Perché puoi toccarmi tutto, ma non puoi toccarmi le piccole imprese. Non possiamo sorvolare sul fatto che la media delle aziende italiane abbia 4 dipendenti, e che 2 di questi siano l’imprenditore e la moglie, e quindi direi proprio che 2 dipendenti qualificano come azienda.

Ma c’è di più.

E proprio sulle spalle delle tante micro imprese presenti in Italia che il nostro sistema imprenditoriale si regge.

Non importa che tu sia da solo con una partita iva nel soggiorno di easa o ehe tu abbia già 50 dipendenti, è grazie a te che l’Italia va avanti.

Grazie a te che alle 9 di sera sei ancora in ufficio a cercare di terminare i lavori, quando tutti i dipendenti sono a casa.

Grazie a te che sei in vacanza ma comunque con la testa continui a pensare a come far andare meglio la tua azienda.

Grazie a te che hai deciso di preferire la libertà e le prospettive di crescita alla tranquillità di un posto da dipendente.

Grazie a te che non riusciresti mai a fare altro.

Ho il privilegio di lavorare gomito a gomito ogni anno con centinaia di imprenditori in Italia e all’estero, e molto di quello che leggerai in questo libro l’ho appreso proprio risolvendo problemi presenti nelle loro aziende.

Il succo di queste soluzioni con il tempo è diventato parte integrante di un metodo di lavoro che insegno nel corso SimpNess e che condivido con i miei clienti privati, ma che puoi iniziare a mettere in pratica leggendo questo libro e con i miei materiali distribuiti Online.

Proprio per questo motivo devo fare qualche precisazione prima di iniziare.

Prima avvertenza. Non sei scemo, e lo so!

Una delle prime cose che devo dirti all’inizio della tua lettura del libro è che ovviamente so che non sei scemo.

Sei una persona che passa la maggior parte della sua giornata in trincea, risolvendo problemi con i clienti, i fornitori, lo staff, e tutto sommato tenendo in piedi la baracca.

Forse male. Forse in maniera non ottimizzata. Ma sei di sicuro parte di quella piccola spina dorsale di aziende che tiene in piedi il paese. Per questo motivo, come dico praticamente ogni volta che scrivo qualcosa o che lavoro con un cliente personale, per cui se lo hai già sentito perdonami la ripetizione, hai tutta la mia stima.

Il mio obiettivo in queste pagine NON È quello di illuminarti o di insegnarti cose che non hai mai pensato o letto da altre parti, ma di spingerti all’azione per aiutarti a trasformare quel meraviglioso casino che è la tua azienda in uno strumento che ti consenta innanzitutto di avere una vita dignitosa e la sensazione che stia costruendo qualcosa di grande

Voglio che tu lavori meno nella gestione ordinaria dell’amministrazione aziendale. Voglio che tu abbia sempre meno casini (soprattutto quelli che potrebbero essere evitati da uno staff che funziona). Voglio che tu guadagni di più.

Voglio che tu abbia tempo da dedicare ai progetti più importanti e che portano più risultati invece di restare tutti i giorni inchiodato ad occuparti dell’operatività quotidiana.

Anche se mi piacerebbe illuminarti con 200 pagine di novità, so benissimo che tutte le strategie che leggerai possono tranquillamente essere categorizzate in 3 categorie:

  • Le strategie che conosci e che metti in pratica. In questo caso ti invito a leggere con attenzione per vedere se riesci a trovare semplicemente un modo diverso, più ottimizzato e magari l’ispirazione per farlo meglio.
  • Le strategie che conosci, ma che non ancora hai messo in pratica nella tua azienda. Quando ti capiterà di trovarle, presta particolare attenzione ai passi di implementazione. Conoscere le cose e non riuscire a metterle in pratica è una enorme fonte di frustrazione, alla quale voglio mettere fine. Non so a te, ma nel mio caso quando c’è qualcosa che in teoria sarebbe alla mia portata ma che non riesco ad avere... il fastidio è molto. L’obiettivo del libro è soprattutto quello di aiutarti in questo passaggio alla pratica.
  • Le strategie che non conosci. Non importa che sia una sola. Quello che importa è che ognuna delle nuove idee che imparerai si tradurrà in maggior fatturato per la tua azienda, più tempo da dedicare ai progetti più importanti che hai nel cassetto e soprattutto... più utili. In questo libro ho racchiuso il succo del lavoro che faccio con le centinaia di imprenditori miei clienti in un formato che mi consenta di divulgarlo a migliaia di persone.

Leggilo con questo filtro.

Ad ogni pagina chiediti; “come posso applicare questa strategia nella mia azienda?”

Alla fine del libro avrai una enorme mole di lavoro da fare. E forse mi bestemmierai dietro perché sarai ancora più confuso e impegnato di prima, ma non importa.

Il tipo di lavoro che questo libro ti spingerà a fare è quello più importante.

E il lavoro SULLA tua azienda, che dovrai fare una sola volta per poi goderne i risultati per sempre, seppur con un po’ di manutenzione ogni tanto.

Seconda avvertenza: Scrivo come mangio

Questo libro è una semplice conversazione. Non utilizzerò termini forbiti. Potrebbe scapparmi qualche imprecazione che non correggerò. E di sicuro potresti trovare dei refusi o espressioni poco corrette nonostante la revisione successiva alla mia bozza.

La mia intenzione non è quella di creare un manuale palloso ma di darti l’esperienza di essere gomito a gomito nel tuo ufficio a parlare di quelli che sono i tuoi problemi e di come risolverli.

Se vuoi un libro formale, gli scaffali delle librerie sono pieni di testi di professori universitari e superconsulenti di multinazionali. Mentre questi testi e autori hanno tutto il mio rispetto e sono una fonte di lettura ed ispirazione per me, qui stiamo facendo uno sport totalmente diverso.

Il problema della maggior parte delle piccole imprese non è la mancanza di idee o di voglia di fare, è la mancanza di risorse, finanziarie, umane e di tempo del titolare.

Facebook è pieno di gente che condivide post sul genio di Steve Jobs e sul suo perfezionismo.

E oserei dire, grazie al...

Parliamo ovviamente di un genio inarrivabile sia per me che per la maggior parte di noi, ma che prendeva decisioni con un set di risorse decisamente diverso dal mio e dal tuo.

Vuoi progettare uno smartphone perfetto, funzionalmente efficace e bello?

Ecco giù un team di 100 dei migliori designer, uno scatafascio di milioni di dollari da investire in ricerca e sviluppo, ed altrettanti in marketing.

Ora, il genio del personaggio deriva dal fatto che tanti altri, nelle stesse condizioni, non sono riusciti ad avere un impatto nemmeno minimamente comparabile al suo.

Ma credo di sfondare una porta aperta dicendo che non si tratta della tua situazione così come non si tratta della mia.

Per noi, piccoli imprenditori il cui successo nel business determina la differenza tra mangiare e non mangiare, ci vuole un approccio diverso.

Se la tua azienda un anno non fa utili, non vai in vacanza e tua moglie si incazza pure.

Se una grande azienda come Yahoo perde MILIARDI di dollari, il CEO comunque guadagna di stipendio più di quanto tutti i lettori di questo libro fatturano messi insieme (beh, ovviamente esagero ma insomma hai capito il concetto).

E' un gioco totalmente diverso. E devi utilizzare regole diverse.

Per cui non stupirti se queste regole sono espresse con un linguaggio colloquiale e informale. Ok?

Terza Avvertenza. Solo PRATICA, poche teorie

Uno dei grossi vantaggi che ho acquisito negli anni, è il fatto di parlare (quasi) perfettamente inglese, di parlare abbastanza bene francese e di aver vissuto in 3 continenti e lavorato in 4.

Questa esposizione mi ha dato accesso a materiali di studio, esperti e conoscenze che mi hanno ispirato nel mio lavoro e nella pratica con gli imprenditori miei clienti.

Aggiungi a questo una enorme passione per lo studio che mi ha fatto investire per anni ogni euro che guadagnavo in formazione, libri, prodotti e hai il quadretto completo.

E sarebbe stato molto facile mettere insieme molte delle teorie che ho studiato e scriverci 20 libri sopra.

Potrei parlarne per ore, ma alla fine quello che mi ha insegnato la mia esperienza è che il grande differenziale che fa funzionare le aziende non sono le conoscenze dell’imprenditore, ma l’implemen-tazione e quante di queste idee affascinanti venga messa in pratica.

Durante un recente seminario ho chiesto ai partecipanti chi avesse letto qualche libro su come migliorare le performance personali o aziendali.

100% di mani alzate.

Seconda domanda:

“chi di voi ha messo in pratica al 100% quello che ha letto?” Nessuna una mano alzata. Una tragedia.

Per questo motivo in questo libro non condividerò semplicemente delle idee - ovvio che in maniera incidentale qualche conoscenza la apprenderai- ma l’obbiettivo è quello di ridurre la differenza tra le cose che conosci e quello che sei in grado di mettere in pratica nella tua azienda.

C’è sempre una differenza tra la quantità di informazioni che una persona conosce e quello che è in grado di mettere in pratica. Questa differenza c’è sempre e fa parte della vita. Io conosco le regole del golf e riesco a capire se una persona gioca bene o male, ma se prendo io un bastone in mano c’è una buona percentuale statistica che, invece che tirare la pallina, mi limiti a zappare tutte le zolle di terreno adiacenti alla pallina, non sfiorandola nemmeno. C’è sempre questa differenza tra la quantità di informazioni che una persona conosce e quanto è effettivamente in grado di fare.

Ma il mio obiettivo con questo libro non è lavorare sulla quantità di informazioni che ovviamente ti passerò.

È invece quello di fornirti una guida pratica e per fare questo ho inserito moltissimi esercizi ed attività per consentirti di implementare quello che sto dicendo.

Se serve, interrompi la lettura per mettere in pratica. Non mi offendo.

O vai direttamente al capitolo che più ti ispira, metti in pratica e poi leggi il resto.

Un frutto della mia esperienza di anni nel tenere corsi, anche da studente, è che arriva sempre il momento in cui non si ha voglia di fare una delle attività proposte e ci si dice: “E va beh, questo lo faccio a casa.”

Io non l’ho mai fatto. E credo nemmeno tu.

Quindi tieni botta, sforzati un po’ e cerca di fare quanto più possibile durante la lettura del libro, magari ritagliandoti del tempo ogni giorno per chiarire molti dei punti toccati.

Ricorda, una sola idea messa in pratica ti farà avere i risultati. Leggere il libro intero senza fare nulla, no!

Inizia a lavorare sull'azienda invece che nell'azienda

Michael Gerber, autore del libro E-Myth, parla spesso di questa distinzione che utilizzo anche io abbondantemente.

Secondo Gerber, esistono due tipi di lavoro:

  • Il lavoro nell’azienda. Nel quale semplicemente “lavori” ed esegui dei task che servono alla gestione quotidiana della tua azienda. Se hai una panetteria, fare il pane o tenere la contabilità significa lavorare nell’azienda. Se sei in giro a vendere stai lavorando nell’azienda. Se risolvi il problema ad un cliente stai lavorando nell’azienda.
  • Il lavoro sull’azienda. Il vero lavoro dell’imprenditore. Quello nel quale strutturi e crei valore che va oltre la semplice ordinaria amministrazione e che rimane nell’azienda.

In questo caso, a differenza della prima tipologia, NON stai dedicando tempo a quella che è l’ordinaria amministrazione, ma stai lavorando al miglior prodotto sul quale tu possa concentrarti: la tua azienda.

Leggere questo libro significa lavorare SULLA tua azienda. E metterlo in pratica ti consentirà di ottenere dei benefici che dureranno nel tempo.

Per questo motivo ti invito a prendere del tempo, leggere con attenzione, eseguire le attività proposte e soprattutto mettere in pratica. Non posso farti promesse esagerate, ma se solo leggere questo libro ti aiuterà a sciogliere alcuni dei casini presenti in azienda e ti darà tempo per riflettere strategicamente su come farla crescere, avrò raggiunto il mio scopo.

Tutto il resto, è omaggio della casa.

Se solo ti Lasciassero Lavorare

Come far crescere la tua azienda nonostante fornitori che non rispettano gli accordi, collaboratori che sembra lavorino per la concorrenza e clienti che ti fanno impazzire

Piernicola De Maria

La maggior parte delle persone pensa che guidare un’azienda sia una delle attività più soddisfacenti che esistono. E hanno ragione, lo è. Quello che non sanno, però, è la sensazione che prova un imprenditore...

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Piernicola De Maria

Piernicola De Maria autore e formatore di fama mondiale è nato nel 1976 a Melzo (MI) e attualmente resiede a Princeton, USADopo essersi laureato in Giurisprudenza presso l'Universita' di Parma ha approfondito tematiche quali Mythoself, PNL, Comunicazione, Coaching, Direct Response ed Internet...
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