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Introduzione - Criptocrazia Non Autorizzata - di Marco Pizzuti

di Marco Pizzuti 1 anno fa


Introduzione - Criptocrazia Non Autorizzata - di Marco Pizzuti

Leggi un estratto dal libro "Criptocrazia Non Autorizzata" di Marco Pizzuti

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’avvento delle criptovalute come i bitcoin, che in brevissimo tempo hanno fatto accumulare un patrimonio a tutti i loro fortunati possessori.

L’enorme incremento di valore della nuova moneta digitale ha determinato un boom di acquisti di massa e adesso molti risparmiatori stanno investendo in bitcoin nella speranza di vedere moltiplicare le proprie disponibilità economiche in brevissimo tempo.

I mass media e i social network di tutto il mondo hanno accolto la novità con titoli sensazionalistici che stanno alimentando il fenomeno di una nuova corsa all’oro digitale. Alcuni esempi: “Bitcoin: da informatici a milionari, la storia di due italiani”, “Storia di Erik, che ha mollato la scuola ed è diventato milionario. Grazie a Bitcoin”, “La storia di un 19enne diventato milionario con 1.000 dollari di Bitcoin”.

Ciononostante, solo pochi esperti informatici hanno capito realmente di cosa si tratta per poterne valutare correttamente rischi e benefici.

Spiegarne il funzionamento, infatti, è piuttosto complicato, perché appena si fanno ricerche approfondite sul sistema “blockchain”, che è alla base della creazione delle criptovalute, ci si imbatte in termini e meccanismi informatici astrusi che possono essere descritti ai “non addetti ai lavori” solo ricorrendo a generiche analogie che non ne consentono l’esatta comprensione.

Questa nuova forma d’investimento, inoltre, viene presentata come una rivoluzione dal basso contro i monopoli dell’alta finanza, poiché la blockchain, oltre a essere congeniata su un sistema ritenuto sicuro, è decentralizzata e, almeno in teoria, non sarebbe controllabile da un ristretto gruppo di oligarchi.

Tuttavia alcuni indizi, come gli imponenti investimenti delle più grandi banche d’affari del mondo nello sviluppo delle criptovalute, fanno nascere il sospetto che dietro i “fuochi d’artificio” della moneta decentralizzata del popolo in realtà ci siano gli interessi dei soliti big della finanza.

Nel frattempo si moltiplicano come funghi i truffatori che approfittano dell’ignoranza informatica degli investitori per improvvisarsi venditori di criptovalute, intascare i soldi e sparire nel nulla.

I bitcoin rappresentano solo la punta dell’iceberg di una trasformazione epocale in cui nessuno potrà più uscire dalla rete di internet e che culminerà con la totale abolizione del denaro contante in favore delle valute elettroniche.

In tale contesto, multinazionali come Google e Facebook hanno già posto le basi per la creazione di una società interamente digitalizzata formata dai profili (una vera e propria schedatura di massa) di tutti gli utenti che utilizzano la Rete e i social network.

In pochi anni, i loro database hanno raccolto più informazioni riservate (foto, dati anagrafici, luogo di residenza, professione, opinioni, fede religiosa, acquisti e segreti privati come amanti e gusti sessuali) sui cittadini di quanto siano riuscite a fare la CIA e l’NSA in tutti i decenni precedenti.

Ogni volta che usufruiamo di un servizio informatico o di un’app che ci chiede di poter accedere ai nostri contatti, alle nostre foto, alla nostra telecamera e al nostro microfono, accettiamo di perdere qualsiasi forma di privacy e può facilmente accadere che quando andiamo a prenotare dei posti in aereo su un sito web online, il programma di prenotazione della compagnia aerea con cui non abbiamo mai avuto nessun precedente contatto già conosca in anticipo tutti i nostri dati anagrafici.

Senza che ce ne rendiamo conto e in modo perfettamente legale, chi controlla i nostri dati controlla anche noi e può sfruttare le informazioni acquisite per fini commerciali, politici o criminali.

Le autostrade informatiche inoltre possiedono dei passaggi “segreti”, ossia una sorta di “tombini digitali” che conducono alla fogna sotterranea del dark web (una zona della Rete invisibile ai motori di ricerca e ai browser ordinari), dove i servizi d’intelligence, le organizzazioni criminali e ogni genere di malintenzionato possono acquistare o vendere droga e armi, commissionare omicidi, corrompere politici o pagare mercenari per rovesciare governi utilizzando le criptovalute che garantiscono l’anonimato assoluto.

Ciò che ci aspetta nel prossimo futuro, insomma, è la criptocrazia di un potere nascosto che già ora viene esercitato a esclusivo vantaggio di chi detiene il controllo delle informazioni su ciascuno di noi.

Possiamo far finta di non saperlo o sperare che questo potere venga usato sempre a fin di bene, ma se così non fosse, non potremmo far niente per impedirlo e di fatto, ogni volta che usiamo i servizi offerti dalla Rete in cambio di nostre informazioni (in modo sia cosciente che inconsapevole), stiamo aiutando la criptocrazia a costruire la nostra identità digitale su cui ha il totale controllo.

Criptocrazia Non Autorizzata

Dark web, bitcoin, profiling illegale e le nuove frontiere della schiavitù digitale

Marco Pizzuti

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Negli ultimi anni l’avvento delle criptovalute in breve tempo ha fatto accumulare ingenti patrimoni a spregiudicati investitori. La nuova moneta viene falsamente presentata come una rivoluzione dal basso contro l’alta finanza, ma rappresenta solo...

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