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Introduzione al Nuovo Mondo

di Paolo Lissoni 11 mesi fa


Introduzione al Nuovo Mondo

Leggi un estratto da "Vademecum della Nuova Umanità" di Paolo Lissoni

La Nuova Umanità può essere soltanto quella che realizzerà i sette grandi compiti dati dalla Gerarchia dei Maestri illuminati al genere umano per i prossimi 2.000 anni dell’Età dell’Acquario, il segno dei servitori del mondo quali portatori d’acqua di vita per l’umanità, come tali erano 2.000 anni fa gli Esseni, i guaritori e profeti del Mar Morto, la cui santità e sapienza erano note a tutto il mondo antico greco-romano.

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Vademecum della Nuova Umanità

Dalla tradizione Essena la soluzione ai Conflitti Ancestrali che affliggono il genere umano

Paolo Lissoni

In una realtà che destina alla solitudine assoluta la singola persona, con lo spettro incombente di una guerra di tutti contro tutti, quale prospettiva può essere proposta al genere umano per poter approdare, attraverso una nuova via, a un Nuovo...

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Ognuno di questi compiti, esposti nei vari testi di teosofia, rappresenta un capitolo del libro dell’esistenza umana:

  1. la genesi di un’unica religione spirituale universale, che non consisterà più in una istituzione di potere, bensì in una scienza esperienziale dello Spirito. Secondo la tradizione esoterica teosofica la nuova religione universale sarà cristocentrica ed avrà il suo impulso a partire dalla Chiesa cattolica attraverso un progressivo recupero ed una sistematica revisione della fede cristiana ariana, considerata la prima e suprema delle eresie cristiane, rivelatasi invece nei secoli la linea profetica dell’unica chiesa di Cristo rispetto a quella sacerdotale-istituzionale, etichettata come eresia per il fatto di essere stata considerata una negazione della natura divina di Cristo, affermazione questa non vera perché se i cristiani ariani avessero negato la natura divina di Cristo non sarebbero stati cristiani, ma pagani. Al di là della complessità filosofica e teologica della crisi ariana del iv secolo, la differenza fra cristianesimo ariano ed ortodosso (o niceno, dal nome di Nicea in Turchia, ove si era tenuto il concilio ecclesiale), a livello di esperienza di vita, consisteva semplicemente nel ritenere da parte ariana che si è cristiani solo se si vive nel proprio cuore lo stesso amore di Cristo, cioè che Cristo viveva, mentre da parte nicena veniva valorizzata la sola fede in Cristo.
  2. L’unione fra sessualità e spiritualità: malgrado l’apparente liberalità, la sessualità rimane ancora emarginata rispetto ad ogni riflessione filosofica e teologica, quando invece la nuova rivoluzione sessuale dovrà fondarsi sulla valorizzazione del sesso non più solo come pulsione piacevole, bensì come potenziale esperienza spirituale rivolta alla progressiva auto-coscienza del proprio mondo fantastico-erotico inconscio per trasmutarlo alchemicamente nello stato di coscienza dell’Amore cristico.
  3. L’unione fra scienza e magia, intesa quale scienza dello Spirito, superando ogni antitesi fra loro.
  4. La fine della malattia quale causa di morte, a partire dalla vittoria sul cancro in quanto archetipo di ogni malignità biologica, affinché la morte possa avvenire solo quando l’anima riterrà di avere completato e compiuto la sua esperienza terrena, con il conseguente progressivo superamento della paura di morire, ragion per cui non deve più essere la malattia ad imporre ad una persona la morte.
  5. La rinascita spirituale del comunismo marxista a partire da una rivisitazione del pensiero di Marx alla luce della tradizione essena, che fu la prima ad abolire la proprietà privata.
  6. La risoluzione della questione ebraica quale sintesi simbolica della storia umana verso la Terra promessa.
  7. La genesi del primo governo spirituale nella storia del mondo quale sintesi di ogni altra possibile missione spirituale, guidato dalla sapienza dei Profeti e volto a realizzare nell’Amore di Cristo, inteso in termini di esperienza reale vissuta e non più di semplice credenza fideistica, il Regno dei Cieli in Terra. Tutti i Profeti e tutte le tradizioni esoteriche sono concordi nell’attestare che questo primo governo spirituale del mondo debba originarsi nella Santa Madre Russia, l’unica nazione della Terra chiamata con il nome di Madre. L’ordinamento spirituale del mondo dovrà risolvere innanzitutto la questione dei confini delle diverse nazioni perché ogni qualvolta i confini naturali di una terra e di una determinata popolazione vengono violati da interessi economici o ideologico-religiosi, quella data situazione diviene ad alto rischio di guerra. Ma in assenza di un recupero di alcune verità del marxismo e della Scienza dei Magi non sarà mai possibile nessun nuovo mondo ed in esso nessuna nuova umanità.

Pertanto, qualunque opera di bene dal punto di vista civile e morale, o di supposto bene, che non operi in funzione della realizzazione di almeno uno o più dei sette compiti, dati ufficialmente da quella che nella tradizione esoterica è definita come la Loggia Bianca o Gerarchia dei sette Maestri, non corrisponde pienamente al proposito di Dio, dal momento che nessun atto umano esteriore può essere di per sé bene o male indipendentemente dalla reale intenzione che sottostà ad esso.

Non solo, ma la pratica di piccole opere di bene può essere addirittura da ostacolo alla realizzazione del piano divino nella storia, limitandosi esse a tamponare alcuni dei mali del genere umano, come le migrazioni, il femminicidio, le morti sulla strada, le dipendenze da sostanze.


Vero bene dell’umanità non è il prendersi a cuore una delle sue tante miserie e null’altro, ma il prendersi in cura l’umanità in se stessa nei suoi destini, cui nessuno, né nessuna autorità istituzionale, sembra più essere interessata.


Ora, va detto che la questione essenziale di tutte le filosofie, anche se solo raramente affermato in forma esplicita, è quella del rapporto fra verità e libertà nella loro sequenza relazionale. Tutte le diverse linee di pensiero filosofico potrebbero allora essere classificate sulla semplice base del postulare come originaria la libertà o la verità, quindi nello stabilire se sia la verità a determinare la libertà o all’opposto la libertà a dischiudere alla verità.

Gran parte dei filosofi ritengono implicitamente che sia la libertà a precedere la verità ed a renderla possibile, mentre più raro è il pensiero opposto, quello della precedenza della verità sulla libertà, esplicitato di fatto solo da Gesù nel Vangelo di Giovanni, là ove afferma “La verità vi renderà liberi”.

La libertà infatti può essere veramente tale, cioè stato decisionale della coscienza e non semplice emozione o sensazione di benessere, solo se fondata sulla conoscenza della verità, perché la libertà esige la conoscenza, in assenza della quale nessuna scelta umana potrebbe essere veramente libera, ma solo espressione di pregiudizi mentali.

Verità è ciò che è vero, ciò che c’è, il reale, rispetto cui tutto è immagine o copia, semplice metafora o simbolo, l’Essere, che ci precede e ci seguirà, dal momento che la realtà precede la sua umana interpretazione.

Senza un rapporto diretto con la realtà, ogni supposta condizione di libertà non è che una illusione emotiva, non solo, ma la separazione del singolo soggetto dall’armonia con i ritmi universali diviene causa di malattia e di sofferenza, perché al di là delle nostre ottusità mentali, la vita è comunque una, unica ed universale.


La magia dell’universo risiede nel fatto che, al di là di ogni apparente narcisismo, può essere vissuto da ognuno come se fosse stato concepito proprio per lui e per la sua esistenza storica quale segno della misericordia di Dio.


Tutti gli Illuminati di ogni epoca si sono presentati all’umanità come servitori del proposito di Dio, che trascende ogni singola religione.

La sola vera questione non è quindi che quella di specificare e stabilire cosa si debba intendere per proposito di Dio, se un generico aspecifico anelito al bene concepito in termini morali, come ritenuto da gran parte delle istituzioni politiche e religiose, oppure secondo un’ottica profetica, la realizzazione storica in Terra di una sociologia marxisticamente fondata sull’Amore di Cristo e sulla beatifica visione della sessualità della donna prospettata dall’Islam, dal vero Islam del Profeta Muhammad e dei sufi.

Senza anche una sola di queste tre componenti, che riflettono a loro volta un triplice e simultaneo cambiamento rivoluzionario nella struttura sociale, nel vissuto psichico della sessualità e nello stato di coscienza, incentrato sull’Amore quale nuovo stato di essere e non più sulla razionalità intellettuale-morale della legge e del dominio, concependo in modo nuovo il potere come servizio, non sarà possibile nessun nuovo mondo.

Per quanto riguarda l’interpretazione del volere divino, immutabile come bene è solo l’Amore, mentre differiscono le forme storiche del suo configurarsi, per cui la funzione specifica dei Profeti non è che quella di attestare per ogni epoca della storia in quale forma si stia manifestando l’Amore divino, attraverso quali filosofie, quali scoperte della scienza, quali nuove concezioni politiche e soprattutto in quale modo concepire il Piacere.

L’identificazione di cosa sia il vero Amore per ogni epoca della storia al di là della mutevolezza dei diversi periodi storici è solo di pertinenza del carisma dei Profeti. Ed il Profeta ha rappresentato in ogni epoca la figura più emarginata in assoluto e perseguitata da tutte le società umane e da tutte le tradizioni di potere, siano esse politiche o religioso-istituzionali.

Tutti infatti hanno costantemente rifiutato ed ucciso i Profeti, ebraismo, cristianesimo niceno, cattolicesimo, protestantesimo ed Islam, con forse la sola eccezione del cristianesimo ortodosso di Russia.

Nel Libro dei Maccabei veniva addirittura detto che tutte le cause dei mali del popolo erano da attribuire al fatto che non fossero più sorti Profeti in Israele da Malachia in poi.

Ora, di fronte ad una umanità improvvisamente smarritasi a livello planetario nel senso della propria esistenza, non avendo più le antiche basi morali o ideologiche, ma senza avere saputo elaborarne di nuove più libere e rivoluzionarie, come da sempre la tradizione magico-profetica dei Magi viene a porsi a consolazione e liberazione del genere umano, non avendo nessun altro fine che non sia la libera evoluzione materiale e spirituale dei singoli soggetti e delle società, nella consapevolezza che non esiste nessuna vera libertà se la propria libertà comporta la schiavitù di un altro soggetto.

All’opposto, la libertà di una persona inizia là dove inizia anche quella di un altro individuo, affermazione questa paradossalmente non formulata dai filosofi spiritualisti o dai teologi cristiani, ma dal materialista Carlo Marx, cui la tradizione essena riconosce invece la dignità di Profeta.

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