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Introduzione al libro "Prima del Cristianesimo"

di Francesco Esposito 9 mesi fa


Introduzione al libro "Prima del Cristianesimo"

Genesi, azione politica e sconfitta del movimento fondato dal Gesù storico

Quando si parla di nascita o origini del cristianesimo, si pensa automaticamente a ciò che fece e disse Gesù e all'eredità che lasciò ai suoi discepoli prima della sua morte in croce. Quando si tenta di dipanare la fitta coltre di nebbia sulle origini del movimento cristiano, i testi fondamentali per indagare si concentrano esclusivamente sul corpus di scritti che formano il Nuovo Testamento, e più specificatamente i Vangeli per comprendere al meglio le vere radici della nascente religione.

Parlando di Cristianesimo si compie il madornale errore di valutare come "cristiano" tutto ciò che ha riguardato Gesù in vita e che ha contraddistinto la vita dei suoi diretti discepoli dopo.

Come già espresso in altri lavori, diviene doveroso per lo studioso riuscire a scindere i primi passi del nascente movimento cristiano (introdotto per la prima volta con la predicazione paolina ad Antiochia) con ciò che effettivamente professavano i primi veri seguaci del Gesù storico.

Lo stesso prof Mauro Pesce specifica come «Gesù e i seguaci dopo la sua morte non pensavano affatto al cristianesimo, non aspiravano affatto al cristianesimo, non lo sognavano per nulla, non cercavano un superamento, un'evasione dal giudaismo», sottolineando come sia corretto considerare ciò che avvenne prima della predicazione cristiano-paolina come un qualcosa di totalmente diverso.

Ciò è vero e nel corso di questo lavoro verrà più volte sottolineato; ma allo stesso tempo sarà doveroso approfondire quanto più possibile la genesi del movimento gesuano (gli Apostoli della comunità di Gerusalemme nel I secolo) per comprendere ancora meglio la metamorfosi, le dinamiche e le ragioni che portarono un personaggio come Paolo di Tarso, esponente del giudaismo-ellenista del tempo, a pensare e professare una nuova dottrina che non solo si sarebbe inevitabilmente distaccata dal giudaismo sulla scia di un palese antinomismo, ma che avrebbe dato il via a una vera e propria nuova religione, abbracciando tradizioni tanto diverse come quella semitica ed ellenistica.

Per cercare di dipanare la fitta coltre di nebbia, perché non attingere anche alle fonti apocrife? Perché considerare solo i testi canonici come gli unici validi per tracciare un percorso sulle origini del movimento cristiano?

Partiamo prima dalla parola "apocrifo", che non vuole certo significare "falso" o "non vero" come si pensa convenzionalmente oggi. Il significato principale di apocrifo è "nascosto" o "celato", e quindi testi relegati alle scuole di riferimento, il cui significato si è poi espanso in libri non riconosciuti dalla comunità ortodossa e perciò (per loro) falsi, divenendo un sinonimo di libri eretici.

Per chi scrive, sarebbe alquanto limitante concentrarsi solo su quei testi che la tradizione nel corso dei secoli ha accettato convenzionalmente come storicamente veri e divinamente ispirati, e mettere da parte molti altri così ricchi di informazioni.

Non si vorranno certo prendere in considerazione quei testi apocrifi di chiara origine folkloristica come per esempio i vangeli dell'infanzia dello pseudo-Matteo, dove abbiamo un Gesù fanciullo che gioca con i miracoli quasi in maniera macchiettistica. In questo lavoro, oltre ai testi canonici, si prenderanno in considerazione quei testi apocrifi a loro coevi, o che sono comunque tenuti in forte considerazione dalla comunità scientifica.

Avere una visione complessiva attraverso tutti i testi a nostra disposizione, ci aiuterà a consultare una storia più lineare possibile, svelando anche scenari inaspettati per quel pubblico fermo al solo dato canonico.

Si vedrà perciò come alle origini, quando ancora il cristianesimo non era stato pensato, quando molti dei personaggi protagonisti di questa storia non dominavano ancora la scena, all'interno di un contesto storico preciso, particolare e turbolento come la Palestina della prima metà del I secolo d.C, un giovane rabbi, un povero carpentiere, aveva riversato sulla propria persona tutte le speranze e le aspettative di gran parte del popolo d'Israele.

La sua azione, avulsa da ogni contesto religioso, teologico e spiritualista, aveva come unico obiettivo la rivalsa politico-sociale della sua gente e soprattutto della condizione degli ultimi che conosceva molto bene. Ma non si ritrovò da solo. Non all'inizio almeno. Il suo progetto venne appoggiato da molti altri prima di lui, come uno dei suoi parenti più stretti Giovanni il Battista, o molti dei suoi discepoli vicini a una certa frangia di dissidenza politica.

Nonostante tutto, le sue azioni trovarono una cocente sconfitta, che allo stesso tempo vennero rivalutate attraverso un annuncio a seguito della sua scomparsa. La natura di quest'annuncio è uno dei perni che sorreggono la nascita e le origini su cui si tenterà di indagare.

Si proverà a dare una risposta alle aspettative, alle ansie, alle paure e all'attesa dei suoi primi veri seguaci, quei gesuani così definiti dal prof Pesce: che genere di esperienza avevano avuto durante gli eventi post-pasquali, cosa attendevano davvero e in che modo si stavano organizzando. Allo stesso tempo quel loro annuncio, fortemente limitato al territorio palestinese, come venne accolto, trasformato e soprattutto come si scontrò con l'avvento della reinterpretazione ellenista e con la "propaganda evangelica" di Paolo di Tarso.

Questo secondo perno su cui si poggia l'analisi delle origini, in che modo si contrappose, giocoforza, a quello gesuano? Con quale e quanta forza la tradizione ellenistica fece sentire il proprio peso fin dai primi decenni post-gesuani? Perché ci fu un cambio di rotta del genere? In che modo tale cambio di rotta trovò lentamente la vittoria?

Da qui l'analisi di un altro perno fondamentale per sondare le origini cristiane: non solo sulla figura di Gesù e la sua decostruzione nel corso dei decenni e dei secoli, ma sull'analisi di quella teologia cristiana delle origini che già a partire da Paolo cominciò a trovare aderenza in quei circoli intellettuali pagani producendo non solo vivo interesse, ma anche una molteplicità di cristianesimi che fecero perdere il messaggio originario in favore di una pesante auto-referenzialità da parte delle tante scuole di pensiero.

Prima del Cristianesimo

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Francesco Esposito

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Francesco Esposito

Francesco Esposito

Francesco Esposito, Lamezia Terme (CZ) classe 1986, laurea magistrale in Scienze Filosofiche e Master in Editoria Digitale. Il principale interesse si basa sugli studi personali, per oltre dieci anni, dedicati al cristianesimo primitivo e pre-conciliare, presentando una tesi magistrale sul De...
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