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Intestino, questo sconosciuto - Estratto dal libro "La Dieta Fodmap"

di Cinzia Cuneo 3 mesi fa


Intestino, questo sconosciuto - Estratto dal libro "La Dieta Fodmap"

Leggi in anteprima l'introduzione del libro di Cinzia Cuneo e scopri come funziona questo nostro secondo cervello e quali sono i problemi legati alla digestione

Prima di parlare dell’alimentazione a basso contenuto di FODMAP, è importante capire come funziona il nostro sistema gastrointestinale.

Indice dei contenuti:

Apparato digerente

Il ruolo principale dell’apparato digerente è quello di trasformare gli alimenti in energia e sostanze utilizzabili dall’organismo, e di eliminare le scorie. Deve inoltre proteggere il nostro corpo da tutto ciò che può essergli nocivo o tossico.

Il tubo digerente ha inizio nella bocca, dove, grazie alla saliva, prende il via il processo di dissolvimento del cibo. Gli alimenti inghiottiti scendono fino allo stomaco in virtù dei movimenti peristaltici (contrazioni ritmiche) dell’esofago. Una volta nello stomaco, il cibo si unisce all’acido cloridrico, che porta avanti il processo digestivo. Il prodotto risultante, detto chimo, entra quindi nell’intestino tenue.

Questo tratto è rivestito da una mucosa che presenta numerosi ripiegamenti, detti villi intestinali. Essi permettono alle sostanze utili degli alimenti digeriti (nutrienti e vitamine) di essere assimilate e distribuite in tutto l’organismo attraverso la circolazione sanguigna. Il chimo prosegue quindi il suo viaggio e raggiunge l’intestino crasso. La parte non digerita del chimo è composta di scarti. Nel corso della loro migrazione lungo l’intestino crasso, andranno progressivamente a solidificarsi, poiché una gran parte dell’acqua in essi presente verrà riassorbita.

Gli scarti così disidratati vengono infine indirizzati verso il retto, la parte terminale dell’intestino crasso, per essere espulsi attraverso il canale rettale e l’ano sotto forma di feci. L’intestino crasso contiene un’enorme quantità di batteri che decompongono i glucidi non metabolizzati producendo gas e acidi grassi a catena corta che ne proteggono le pareti.

L’intero processo viene regolato dal sistema nervoso enterico (chiamato anche «secondo cervello»), che agisce in maniera indipendente dagli altri centri nervosi. Le interazioni tra il cervello e l’intestino sono diverse in ciascun individuo e dipendono da diversi fattori: lo stato emotivo, l’ambiente, la presenza o l’assenza di distrazioni, le esperienze e la sensibilità agli stimoli.

Alcune persone manifestano un’irregolarità del sistema nervoso enterico, che le rende più sensibili agli stimoli.

Reazioni al cibo

La maggioranza delle persone mangiano una grande varietà di cibi senza accusare nessun problema. Tuttavia, per una certa percentuale di individui, alcuni cibi o componenti alimentari specifici possono provocare delle reazioni secondarie che variano da un leggero arrossamento cutaneo a una grave reazione allergica. Esse possono essere causate da un’allergia o da un’intolleranza. Sebbene un individuo su tre ritenga di essere «allergico» ad alcuni alimenti, in realtà la prevalenza dell’allergia è stimata al 2% della popolazione, mentre le intolleranze interessano circa il 20%.

I termini «allergia» e «intolleranza» vengono frequentemente, ed erroneamente, utilizzati in modo intercambiabile, ma le reazioni indesiderate sono di due tipi diversi ben distinti tra loro:

  1. Allergia alimentare: è una reazione di ipersensibilità del sistema immunitario rispetto a un componente alimentare. Un allergene (spesso una proteina presente nel cibo incriminato) provoca una reazione a catena nel sistema immunitario, che coinvolge gli anticorpi del tipo IgE. Gli effetti possono essere immediati o differiti, spesso localizzati (per esempio: starnuti, gonfiore delle labbra, pruriti eccetera). Per un ridotto numero di individui, la reazione può essere mortale; è ciò che chiamiamo anafilassi. Le allergie alimentari hanno spesso una componente ereditaria e vengono in genere identificate molto presto nei primi anni di vita.
  2. Intolleranza alimentare: si verifica quando l’organismo non è più in grado di digerire correttamente un alimento o un suo componente. Coinvolge quindi il metabolismo, ma non il sistema immunitario, anche se i sintomi possono essere simili a quelli delle allergie (nausea, diarrea, crampi allo stomaco). Essi possono manifestarsi diverse ore dopo l’assunzione. A differenza delle persone allergiche, che non tollerano nemmeno la minima presenza di allergeni, quelle intolleranti sono in grado di sopportarne delle piccole quantità senza manifestare reazioni.

L’allergia alimentare può essere diagnosticata correttamente con test degli anticorpi sanguigni o cutanei. Tuttavia, nel caso di un’intolleranza, tali «tracce» non sempre sono così semplici da rilevare. Per questo, nella maggior parte dei casi, si ricorre a un metodo empirico, o a una dieta a esclusione. Quando i sintomi scompaiono, vengono con cautela reintrodotti gli alimenti potenzialmente responsabili, uno alla volta, per identificare quelli che causano il disagio.

Spesso le intolleranze alimentari si manifestano con disturbi intestinali, ma anche, meno spesso, con altri sintomi, come mal di testa e stanchezza. Per quanto riguarda i disturbi intestinali, il più frequente è relativo alla distensione addominale – ossia un aumento del volume dell’addome – causato dal gonfiore provocato da un accumulo di gas nell’intestino.

 

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CINZIA CUNEO è fondatrice e presidente di SOS Cuisine, il servizio online di pianificazione intelligente dei pasti, utilizzato da più di 400.000 famiglie in Canada, USA e in Europa per riprendere il controllo della propria alimentazione.
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