+39 0547 346317
Assistenza — Lun/Ven 08-19, Sab 08-12

Impara l'arte di stare con te stesso

di Raffaele Morelli 11 mesi fa


Impara l'arte di stare con te stesso

Leggi la prefazione del libro "Pronto Soccorso per le Emozioni" di Raffaele Morelli

La prima regola per imparare l'arte di stare con se stessi è l'accoglienza degli stati interiori: emozioni, sentimenti, disagi non vanno mai commentati; ma semplicemente percepiti.

Non devo chiedermi che cosa causa la mia tristezza, ma accoglierla quando si presenta alla mia coscienza. Così l'ansia, le paure, l'invidia, la gelosia, la rabbia. L'accoglienza senza commento è la base del benessere dell'anima.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Pronto Soccorso per le Emozioni

Le parole da dirsi nei momenti difficili

Raffaele Morelli

Ci sono momenti nella vita in cui ci sentiamo davanti a un muro, senza più sapere cosa fare per andare avanti. In realtà ogni muro è una porta che nasconde un passaggio: bastano poche parole per aprirla. In questo libro Morelli raccoglie le frasi...

€ 17,00 € 16,15 -5%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda

Ecco cosa mi scrive Alessia:

Prima, ogni volta che mi arrivava un dolore cercavo di spiegarlo, di ragionarci su, di cercare la causa (la freddezza di mia madre), adesso lo accolgo senza dirmi niente. La cosa sorprendente è che, facendo così, il disagio se ne va.

La mia idea dell'accoglienza dei disagi va ancora più in là. Bisogna chiamare sorella l'ansia, sorella l'invidia, sposa la tristezza, amica la solitudine, in modo da far comprendere al nostro lo che siamo indissolubilmente legati con le nostre emozioni, con i nostri dolori interiori, con i nostri cosiddetti peccati.

La seconda regola è guardare i disagi quando arrivano, solo nel momento in cui si presentano alla nostra coscienza. Né prima, né dopo.

Ai gruppi dico di guardare l'orologio e di dirsi: "Adesso arriva l'ansia delle ore 17, adesso quella delle 18, ora quella delle 20... Arriva a una certa ora e non assomiglia per niente a quella che ho provato il giorno prima, o un'ora fa".

Smettete di dire: "Sono sempre triste". La tristezza c'è solo quando la percepisci; se dura è perché il pensiero ci lavora sopra.

Come ha ben detto James Hillman, in questi anni si è creata la peggiore delle malattie: lavorare su di sé... Quando qualcuno mi dice che ha lavorato molto a lungo su di sé, ne deduco che si è allineato a modelli che aveva in mente, che si è allontanato da se stesso. L'ansia compare alle 14, irrompe, ti travolge e in quel preciso istante va percepita, guardata, accolta e, così facendo, arriva e se ne va.

Nessuna emozione è permanente: ragionarci su, lavorarci, cercare nel passato la spiegazione, significa cronicizzarla. Guardate i disagi solo quando arrivano... Mai richiamarli alla memoria, perché li farete entrare nel vostro campo percettivo e da qui nella vostra interiorità, quando in realtà se ne erano già andati.

La terza regola è quella delle immagini. Chiudere gli occhi e immaginare, diventare esseri sognanti: fantasticare significa portare l'Io nel regno del Senza Tempo. Immaginare è penetrare nell'energia dei primordi, delle radici: solo qui vi sono le energie terapeutiche dell'anima. Immaginare una donna antica che veglia su di noi, un animale amico, un bosco, un fiore con il suo profumo... L'essere sognante sta agli antipodi dell'essere pensante. Ognuno, anche nei momenti più difficili, ha immagini che lo aiutano, lo proteggono, lo salvano dalla dittatura del reale, così incombente nella nostra epoca.

La quarta regola consiste nella ricerca di una scena gioiosa della nostra esistenza. Si chiudono gli occhi e si immagina un episodio della nostra vita in cui eravamo immersi nella felicità.

La cosa sorprendente è che tutti trovano facilmente, in pochi istanti, la loro "scena felice". Il cervello in pochi secondi trova l'icona della gioia. In frazioni minime di tempo sfogliamo miliardi di immagini della nostra vita: qualcosa dentro di noi ha un'idea di felicità su misura per noi e trova l'episodio in cui l'abbiamo provata.

È inutile ricordare scene della nostra infanzia: invece, far ritrovare all'Io la gioia apre la porta a stati d'animo indipendenti dal disagio che stiamo vivendo. I disagi durano poco se smettiamo di ragionarci e di rimuginarci su, ancora meno se passiamo dal pensiero all'immaginazione.

La quinta regola è sentire l'impotenza e l'insicurezza, e affidarsi a questi due stati d'animo che hanno la funzione di aprire la porta all'inconscio, di farci partorire lati di noi che stiamo soffocando.

"Io non so chi sono. Vieni pure insicurezza, portami dove vuoi tu, io mi arrendo a te."

Queste sono le parole che l'anima vuole sentire, perché è stufa di ascoltare i tuoi pareri, i tuoi giudizi, le tue opinioni su di te, sulla tua vita, sul tuo futuro, sui tuoi progetti.

La sesta regola è smettere di guardare le foglie e portare l'attenzione sulle radici, che vivono nel buio, nella terra, nell'assenza, nascoste al mondo dell'apparenza. Le radici sono invisibili, eppure "fanno" l'albero: chi sta male ha troppo poco "invisibile", vale a dire parla troppo, soprattutto di sé e dei suoi drammi, non si nasconde. Siamo esseri misteriosi, magici, invisibili: se lo dimentichiamo, stiamo male. "Invisibili" vuol dire che siamo abitati da una presenza misteriosa: immagina che dietro la tua porta ci sia un signore sconosciuto che è sempre presente.

C'è un esercizio che faccio sperimentare spesso al gruppo il giovedì. Marta ha 40 anni e mi ha raccontato che la sua vita è cambiata quando una mattina si è svegliata in preda all'ansia, come le capitava da tanto tempo e, come al solito, ha cominciato a pensare e ripensare al suo matrimonio sbagliato, agli anni più belli buttati via, "con la certezza che con lui accanto a me sarei sempre stata peggio". Poi si è ricordata delle mie parole... I dolori vengono per purificare l'anima, non per lamentarsi del passato e soprattutto non hanno mai nessuna causa. "Per la prima volta ho sentito il dolore e basta. Non c'entrava più mio marito, la mia vita, tutto quello che avevo vissuto. Ero io che sentivo il dolore e basta. Ero un'altra persona".

Molto pericoloso. Marta ha imparato a percepire il dolore e basta, senza opinioni, senza cercare le cause, accogliendolo semplicemente come una presenza. Così è diventata una donna... Si è messa a fare "un sacco di cose con le mani", come ricamare, fare l'orto, impastare il pane... "Adesso quando faccio le cose mi perdo completamente e non penso più ai problemi: non ci crederà, ma io l'ansia non so più neanche cosa sia."

Imparare a stare con se stessi è fondamentalmente questo: non ragionare sui disagi e percepirli, quando arrivano, senza commenti. Mentre stavo scrivendo questa prefazione mi è arrivata l'email di Lucia, che racconta molto bene come, cambiando la percezione, possa arrivare la felicità:

Buonasera professor Morelli, sotto in treno e sto leggendo di nuovo il suo libro "L'unica cosa che conta". Ho perso mio marito tre anni fa, improvvisamente, all'età di 54 anni. Grazie ai suoi video, che ho ascoltato giorno e notte, sono guarita dal dolore immenso che mi ha travolto.
Come da lei spesso ripetuto, ho cercato di perdermi ascoltando il dolore, all'inizio mi sono isolata e stando da sola, quasi nascosta, ho cercato di superarlo. Mi perdevo nei lavori manuali e poi ho cercato di ricordare cosa mi piaceva da ragazza... mi piaceva cantare e oggi da ormai due anni canto in un coro. Il canto ha iniziato a riportarmi alla vita, a farmi rifiorire dopo un rapporto bellissimo con mio marito durato trentacinque anni esatti (eravamo due diciottenni quando ci siamo fidanzati) e bruscamente interrotto.
Oggi, a distanza di trentasette mesi da quel giorno terribile, posso dire veramente di avercela fatta grazie a me stessa, ai miei meravigliosi ragazzi e a lei! Sa perché sono in treno? Perché sono diventata una pendolare. Ho trovato un compagno meraviglioso, una persona seria che abita a un'ora di treno dalla mia città. Lo conoscevo per motivi di lavoro e piano piano mi sono innamorata.
Sì, di nuovo, coso che mai più pensavo potesse accadere. Naturalmente ora devo fare i conti con i miei sensi di colpa, ma visto che i miei figli ormai adulti e la mia famiglia sono felicissimi per me cercherò di non farmi condizionare da quello che potrebbero dire gli altri. E di nuovo con il suo aiuto, ci riuscirò! Grazie di cuore!

Cambiare lo sguardo è il vero farmaco: il pronto soccorso per i disagi dell'anima.

Raffaele Morelli

Pronto Soccorso per le Emozioni

Le parole da dirsi nei momenti difficili

Raffaele Morelli

Ci sono momenti nella vita in cui ci sentiamo davanti a un muro, senza più sapere cosa fare per andare avanti. In realtà ogni muro è una porta che nasconde un passaggio: bastano poche parole per aprirla. In questo libro Morelli raccoglie le frasi...

€ 17,00 € 16,15 -5%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi novità, sconti, promozioni speciali riservate e un premio di 50 punti spendibili sul sito.

Procedendo dichiaro di essere maggiorenne e acconsento al trattamento dei miei dati per l'uso dei servizi di Macrolibrarsi.it (Privacy Policy)

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Non ci sono ancora commenti su Impara l'arte di stare con te stesso

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.IVA e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
SDI NSIIURR
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l.