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Il trattamento del cambio alimentare

di Barbara Giorgis 1 settimana fa


Il trattamento del cambio alimentare

Leggi un estratto dal libro "Alimentare le Emozioni" di Barbara Giorgis

Nel corso degli anni, ho compreso che tutto l’assetto e lo studio dell’antica erboristeria popolare - molto presente nella mia famiglia — l’utilizzo della fitoterapia e della gemmoterapia — o meglio, della meristemoterapia - e il grande amore verso la mitologia erbale, formano una triade perfetta.

Ogni capitolo di questo libro avrà dei sottotitoli e, al termine di ogni argomento, saranno riassunte in schemi facili e veloci da memorizzare tutte quelle semplici ricette che sono in grado di ricondurre a un riequilibrio e a un’omeostasi organica.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Alimentare le Emozioni

Come modificare il proprio stato emozionale con la FloriAlimentazione

Barbara Giorgis

Alimentare le emozioni è un libro che desidera unire mondi di antiche discipline, portati in disagi nuovi di questa società in forte esteriorizzazione, dove non c’è più tempo per il silenzio costruttivo poiché, se non sei in vetta al...

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Indice dei contenuti:

La fitoterapia

La fitoterapia è una disciplina che utilizza un gran numero di piante medicinali; è da sempre una validissima alleata nel trattamento di molti dei disturbi che affliggono il nostro corpo.

In particolare, per quanto riguarda il sovrappeso e i disagi alimentari, si troveranno parecchie piante che possono riequilibrare le varie funzioni organiche - da quelle epatiche a quelle intestinali - oppure in grado di attivare un drenaggio biologico importante, che permetta l’eliminazione delle tossine grazie a un processo di organotrofismo, ovvero grazie al dirottamento delle sostanze nocive verso un organo in particolare (per permettere l’eliminazione delle stesse da parte degli emuntori naturali).

Gli emuntori naturali sono: il fegato, i reni, l’intestino e la pelle.

La fitoterapia acquista un’importanza davvero riconosciuta relativamente a quello che può essere considerato “il disagio di inizio alimentazione”, nell’ambito di un cambio di stile di vita. In questo caso, infatti, alcune delle piante utilizzate avranno un’attività sedativa, altre regolatrice dello psichismo, altre ancora avranno una funzione regolatrice del sistema neurovegetativo. Tali piante verranno utilizzate, quindi, al fine di modificare il “terreno d’origine” del soggetto.

Gemmoterapia o meristemoterapia

Questa è la componente che amo maggiormente e che è stata oggetto della mia tesi, alla fine degli anni di studio in Naturopatia.

La meristemoterapia prevede l’utilizzo di alcune parti importanti della pianta e può essere considerata una metodologia assolutamente terapeutica che apparteneva - almeno inizialmente - a quelle che sono le bioterapie. Si ispira a principi analogici biochimici del drenaggio biologico, cioè utilizza, a scopo terapeutico e di sostegno, soluzioni di macerati idroglicerialcolici con una diluzione particolare - chiamata “ 1 di H” - relativi ad alcuni estratti vegetali di tessuti embrionali, detti anche “meristemoterapici” (ad esempio le gemme degli alberi, i germogli, i giovani getti, i boccioli, le giovani radici, gli amenti, la scorza interna delle radici, la scorza dei rami giovani, la linfa, i semi o altri tessuti embrionali vegetali che sono in fase di crescita).

Tale definizione può essere in qualche modo esaustiva, ma vorrei sottolineare che, anche se il termine “gemmoterapia" viene ormai comunemente utilizzato dai bioterapeuti, in realtà il termine più corretto è proprio “meristemoterapia”.

Lo scopritore di questo metodo — mi piace citarlo poiché provo un amore profondo per il suo operato - è il dottor Pol Henry anche se, ancor prima di lui, l’idea era già nata in Belgio ed era stata portata avanti dal dottor Max Tétau.

Floriterapia

La floriterapia indaga lo scopo delle essenze floreali e il loro uso. Dobbiamo ricordare quanto, nell’antichità, la conoscenza di questo potere guaritore delle piante in generale - e in particolare dei fiori - fosse totalmente basata su una dottrina chiamata “Teoria delle Signature”.

In essa era spiegato come alcune caratteristiche della pianta (la forma, il luogo di crescita, il profumo, il gusto) indicassero un potere guaritore specifico: ad esempio, si può parlare di alcuni fiori - come l’eufrasia - che assomigliano all’iride umana, oppure della noce spaccata, che assomiglia molto ad alcune parti del nostro cervello; o ancora dei fiori di zucca, la cui forma ricorda il capo degli esseri umani, e che, proprio per questo motivo, venivano utilizzati per curare il mal di testa o per l’insonnia.

In caso di tosse, mal di gola e raffreddore, il salice piangente (Salix Alba) — albero radicato nell’umido terreno paludoso e vicino agli stagni - rappresentava perfettamente l’origine dei disagi infiammatori. Le sue proprietà analgesiche e antireumatiche spingono il corpo a creare un’azione di difesa immunitaria, migliorando le condizioni generali del sistema.

Anche i fiori utilizzati all’epoca per il trattamento dell’itterizia, come la salsapariglia, il tarassaco, o ancor più il boldo o l’agrimonia, rispettavano lo stesso principio: sono tutti di colore giallo, colore caratteristico di questa patologia.

Nel campo della floriterapia, dopo l’opera del dottor Edward Bach, furono fermate le sperimentazioni. Ciò che troverete maggiormente in questo libro, comunque, non riguarda la parte “mitologica” della disciplina, bensì la parte sociologica relativa all’utilizzo dei fiori nel contesto di disagi molto attuali. Approfondiremo tale aspetto con l’aiuto di queste discipline dal profilo pregresso molto importante, passando dall’empirismo per arrivare, poi, all’utilizzo clinico.

Lo scopo delle essenze è quello di aiutare le persone a riprendere contatto con quell’io superiore che viene rappresentato da una forza intuitiva, una forza che tutti noi abbiamo e che conserva in sé una “scatola”; in essa, vi è il nucleo cellulare di ogni singolo progetto di vita: è questa la chiave per poter imparare a “ricentrarci” durante la nostra esistenza e per poter condurre noi stessi a quelle grosse aspirazioni, al potere di creare cambiamenti positivi in noi e, soprattutto, a comprendere che il nostro destino è — in realtà — disegnato da noi stessi. In particolare, i poteri delle essenze del Bush Flower possono essere visti come catalizzatori che vanno a coprire una gamma vastissima di sfumature emozionali.

Ecco perché ho voluto conoscerli come se fossero dei personaggi da palcoscenico, teatrali, con sfaccettature a volte molto sottili ma in grado, comunque, di fare la differenza. Perché essi possono essere sovrapposti, possono essere comparati con le personalità umane (siamo pur sempre tutti umani, ma ci distinguiamo in alcuni particolari: quel modo di porci, quello sguardo, una micro-emozione, una micro-espressione).

Insomma, tutti noi ci differenziamo per tante piccole cose, esattamente come le essenze del Bush Flower.

È proprio grazie al raggiungimento di un equilibrio emozionale che si può finalmente determinare lo stato di armonia e di benessere; grazie a questo raggiungimento, la maggior parte delle malattie cosiddette “fisiche" e “psico-emozionali" possono essere sostenute e contrastate da ogni individuo che agisca riequilibrandosi.

Sono veloci, i fiori australiani. Agiscono in profondità; alcuni in modo particolare, altri un po’ più superficialmente. Anche se il soggetto interessato non appartiene proprio alla terra australiana, i fiori riescono a dare un forte contributo, portando davvero quella terra solare dentro di lui.

Nel libro saranno anche presenti alcuni cenni relativi a un’altra disciplina chiamata oligoterapia, la quale prende in considerazione gli oligoelementi, cioè sostanze minuscole - minerali, metalli, metalloidi - che sono presenti nell’organismo umano in piccolissime quantità. Malgrado queste quantità così ridotte, gli oligoelementi svolgono un ruolo fondamentale: infatti, la carenza di uno di essi può provocare, nell’organismo, dei disturbi, dei disagi funzionali. Questo perché alcuni di questi oligoelementi costituiscono la parte metallica - chiamata gruppoprostetico” — dei metallo-enzimi, cioè biocatalizzatori che sono necessari per svolgere molte delle funzioni vitali del nostro corpo.

Voglio citare il dottore che dimostrò inizialmente in modo sperimentale - e poi in modo più profondamente scientifico - che la carenza di alcuni di questi minerali, se protratta per lunghi periodi, causa nell’organismo un insieme di turbe funzionali, che sono riconducibili a squilibri o blocchi enzimatici. Il dottore in questione è Ménétrier. Dopo molte sperimentazioni, infatti, Ménétrier giunse alla conclusione secondo cui, osservando tra le persone - durante le sperimentazioni - vari gruppi diversi di individui, poteva essere utile classificarli in diatesi (o terreni). Quindi creò le tabelle di diatesi e, vicino, inserì gli oligoelementi specifici.

Ménétrier individua quattro diatesi (o terreni) e una diatesi di disadattamento (suddivisa in due tipologie), in cui l’apporto di oligoelementi in micro-dosi serve a prevenire la cronicizzazione dei disturbi funzionali. Le prime due diatesi sono definite “giovani”; la terza e la quarta riguardano i soletti anziani o con situazioni croniche. Le diatesi da disadattamento sono legate a problemi ormonali che possono insorgere a qualsiasi età. Le specifiche miscele di oligoelementi ripristinano lo stato di equilibrio biologico costituzionale.

Il campo d’azione dell’oligoterapia riguarda sicuramente le malattie di tipo funzionale, che possono comportare degli squilibri enzimatici causati da qualche carenza. In questo campo, troveremo maggiormente i minerali, che saranno d’aiuto, in alcune delle situazioni che andremo a vedere, proprio per apportare quel catalizzatore che può diventare fondamentale per riequilibrare lo stato emozionale.

Modalità di preparazione delle essenze floreali

La soluzione da preparare necessita di:

  1. Una bottiglietta da 30 mi con un contagocce (pipetta Pasteur);
  2. Tre quarti di acqua di fonte;
  3. Un quarto di Brandy (necessario per la conservazione);
  4. 7 gocce di ogni singola essenza che si intende utilizzare.

Possono essere combinate più essenze tra di loro, ma è preferibile non associarne più di cinque o sei.

In commercio, per facilitare la diluizione, si può trovare la Mix Solution da 30 ml, ovvero una base già pronta distribuita da Green Remedies S.p.A., un composto di acqua e brandy che rispetta le proporzioni corrette per la diluizione.

Qualora lo si ritenga necessario, si può evitare di usare l’alcool: è possibile utilizzare una bottiglietta da 30 mi con contagocce, riempirla e aggiungere direttamente le sette gocce di essenza del fiore. Per mantenere inalterato il potenziale energetico delle essenze, è consigliabile, però, conservare la preparazione in un luogo fresco. L’assenza dell’alcool, comunque, permette una conservazione non superiore ai quindici giorni.

Dosaggio:

il dosaggio base è di 7 gocce di soluzione da assumere al mattino e alla sera, normalmente per un periodo che va dalle tre settimane a un mese.

Alcune di queste preparazioni possono essere applicate a livello cutaneo - quindi topico - con l’utilizzo di una crema base come veicolante, oppure nell’acqua o nel vaporizzatore.

Scegliere le essenze

In questo caso troveremo l’utilizzo di un’altra tecnica che si chiama “kinesiologia muscolare applicata”, di cui dal 2004 faccio uso sia per testare i rimedi necessari sia per valutare le essenze floreali e gli oli essenziali.

Le essenze floreali possono essere consigliate tramite consulto personalizzato - a ogni emozione, corrisponde un fiore che aiuta ad arche-tipizzare le emozioni nel positivo - oppure possono essere utilizzate le carte Flower Insight, cioè può essere sfruttato l’intuito: si chiede al cliente di scegliere una carta per poi utilizzare, in questo caso, quello che vi è scritto sopra e il fiore che vi è rappresentato; partendo da lì, si può fare una consulenza, oppure possono essere uniti i fiori alla numerologia (mezzo che spesso utilizzo per comprendere in quale anno si sta passando un certo tipo di transito o di difficoltà).

Spesso il mio consiglio è di andare molto “empaticamente”, perché con l’esperienza vengono sviluppati dei sistemi efficaci: molte volte l’essenza “viene in mente”, oppure si ha l’intuizione di un percorso, un processo che diventa molto personale.

Utilizzo delle Flower Insight Cards

Le carte, dicevo, raffigurano varie fotografie floreali e, in caso di necessità, possono essere utilizzate perché, attraverso ogni flore, ogni forma e ogni colore, ci dimostrano le loro capacità terapeutiche e ci portano alle emozioni.

Sono utilissime nei soggetti che non riescono a decidere quale essenza scegliere, ovvero coloro che, dal punto di vista emozionale, sono più o meno confusi. In questo caso basta mescolare le carte e sceglierne una in base alla propria energia intuitiva.

Basta dare un’occhiata alle carte, osservandole prima attentamente, e poi scegliere abbastanza rapidamente tre immagini da cui ci si sente attratti; il risultato sarà proprio quello di avere dei fiori che andranno a riequilibrare il disagio sperimentato in quel momento.

Può capitare anche di avere una sensazione di avversione verso una carta; a quel punto estraete anch’essa: è probabile che sia collegata a qualche aspetto molto importante della vita, un aspetto al quale vi state opponendo o verso il quale state facendo resistenza.

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Barbara Giorgis

Barbara Giorgis nasce a Torino. Tra erbe, spezie e astri, apre la sua curiosità alle virtù terapeutiche delle piante e dei fiori. Più tardi si dedicherà allo studio della tecnologia laboratoriale clinica a indirizzo biologico e chimico e continuerà la sua...
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