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Il sorriso della Gioconda - Estratto da "Melchisedek il Sempre Veniente" di Gian Marco Bragadin

di Gian Marco Bragadin 3 anni fa


Il sorriso della Gioconda - Estratto da "Melchisedek il Sempre Veniente" di Gian Marco Bragadin

Questo testo è tratto da “Melchisedek, il Sempre veniente”, e mette in risalto le tante menzogne che sono state raccontate per occultare la Dea del Cristianesimo, Maddalena, compagna e apostola di Gesù.

 

“Ogni volta che la rivedo, mi fa la stessa impressione”, ammise Filippo.

“E cioè?”, chiese Angela.

“Per com’è piccola! Il quadro più famoso del mondo, che abbiamo visto in tutte le salse, con gli occhi a mandorla, con i baffi, con i capelli ricci… ti ricordi quella vecchia pubblicità della Ferrarelle?”.

“Come no… diceva… liscia, gassata o Ferrarelle…”.

Intanto la gente premeva da tutte le parti.
Ora la Gioconda di Leonardo da Vinci, al Louvre, era praticamente blindata, per evitare che qualche sconsiderato potesse arrecarle danno, e non ci si poteva avvicinare più di tanto.

Perciò guardarla da vicino diventava impossibile. Ti spingevano, e dopo poco bisognava lasciare il posto a chi stava dietro.
Filippo spinse Angela, in un vaporoso abito color lilla, un po’ più di lato.

“Anche quando non sapevo chi era”, cominciò Filippo, “una forza sconosciuta mi spingeva qui ogni volta che venivo a Parigi. Anche solo per darle un’occhiata”.

“Alla nostra dolce Maddalena?”, suggerì Angela, che a Parigi riviveva gli anni della sua gioventù, con tutte le follie e gli eccessi di un’artista di pittura contemporanea.

“È uno dei pochi quadri famosi che non ci è stato rubato, da Napoleone o da altri…”.

“Come mai?”.

“Perché Leonardo, al contrario di tante sue opere, l’ha portata sempre con sé a Firenze, a Milano, in Francia… con la scusa che non riusciva mai a finirla. E poi, alla sua morte, la donò al re di Francia Francesco II, che lo aveva ospitato negli ultimi anni della sua vita nel Castello di Amboise”.

“La amava così tanto?”, domandò Angela.

“La amava tantissimo. Ma non perché amasse la giovane fiorentina che gli aveva fatto da modella inizialmente. Nella Gioconda, Leonardo amava Maddalena, la compagna di Gesù, ed è morto guardandola negli occhi”.

“È storia?”.

“Non lo so. Ma l’intuito mi dice che è stato così. D’altronde Leonardo, come lo stesso Botticelli, anche loro considerati Gran Maestri del Priorato di Sion, ha dipinto sempre Maddalena nei suoi quadri, facendola apparire sotto spoglie diverse… la vergine delle rocce, la Leda e il cigno e soprattutto nell’ultima cena, dove, come un finto Giovanni, va a formare una V rovesciata con Gesù stesso”.

“Quanti simboli usavano i pittori del passato per inviare messaggi criptici”, aggiunse Angela.

“Anche per non finire sul rogo. Pensa alla mia carissima chiesa di San Sebastiano a Venezia. Lì sono conservate decine di opere religiose del Veronese, che raffigurano storie bibliche e cristiane. E in quasi tutti gli affreschi è presente un’eroina nelle cui vesti occultava Maddalena”.

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Gian Marco Bragadin, ricercatore e divulgatore spirituale, scrittore ed editore di Melchisedek Edizioni. Ha pubblicato molti libri, fra cui la Trilogia dei segni del destino, Viaggio nei mondi invisibili. Ed ora, con questo ultimo libro, L’Eredità dell’Ordine di Melchisedek, e con conferenze...
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