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Il sentiero del discernimento - Estratto da "A Occhi Aperti"

di Mariana Caplan 4 mesi fa


Il sentiero del discernimento - Estratto da "A Occhi Aperti"

Leggi un estratto dal libro di Mariana Caplan e scopri cosa significa davvero iniziare un cammino di crescita spirituale in termini di impegno e di difficoltà

Avevo diciannove anni e frequentavo il secondo anno di college ad Ann Arbor, Michigan, quando appresi finalmente che esisteva davvero una cosa chiamata percorso spirituale. Come tanti giovani che desiderano ardentemente qualcosa di più grande, da anni anche io mi ero messa alla ricerca facendo ricorso a qualsiasi mezzo a mia disposizione - dall’alcol, all’attivismo politico, ai viaggi. Questi ultimi erano iniziati quando avevo quindici anni, e al momento di iniziare il college avevo già viaggiato per la maggior parte del Centro America e dell’Europa; eppure la mia sete non si era spenta, anzi era aumentata. Non stavo trovando le risposte profonde che cercavo.

L’estate prima del mio diciannovesimo compleanno, viaggiando in Centro America, incontrai un uomo che girava il mondo da vent’anni - una delle cose che sognavo di fare - e, curiosa di sapere se avesse trovato le risposte che era andato cercando, al termine di diversi giorni di lunghe conversazioni, gli chiesi «Perché viaggi?»

«Per trovare la libertà», mi rispose.

«E l’hai trovata?», proseguii. «La libertà di andare ovunque tu voglia e di fare qualsiasi cosa tu voglia ti rende libero?»

«Non proprio», confessò.

Quando tornai al college scoprii quella che allora era l’unica libreria di spiritualità di Ann Arbor. Ricordo con chiarezza la prima volta che vi entrai. I miei occhi saltavano veloci da uno scaffale all’altro. Ero abbagliata e stupita dagli argomenti di quei libri: meditazione, psicologia, buddhismo tibetano, zen, sufismo, profondo misticismo, sciamanesimo, self-help, metafisica e molto altro. Capii per la prima volta che esisteva davvero un percorso spirituale, e che anzi ce n’erano molti. E capii che non ero sola. In tutto il mondo c’erano persone che avevano sete di cose più grandi, e c’erano molti sentieri assai frequentati che si potevano seguire. Ero a casa... O no?

Da un lato non sentivo di essere giunta a casa; dall’altro lato non avevo idea da dove cominciare. Di fronte a me c’erano centinaia di sentieri e migliaia di libri: come faceva un essere umano a cominciare questo viaggio? E una volta intrapreso, come si procedeva con intelligenza e lucidità? Come potevo distinguere qualcosa tra quell’apparente assortimento infinito di scelte, come potevo sapere cos’era giusto per me, e come potevo sapere se non mi stavo solo prendendo in giro?

Come avrei imparato nei vent’anni seguenti, non è detto che le risposte a queste domande diventino più facili da trovare. Tutt’altro, sono le domande a maturare sempre nuova gradi di impercettibilità. Con l’intensificarsi della mia dedizione al percorso spirituale, diventava sempre più cruciale imparare a vedere con chiarezza, con gli occhi bene aperti, così da potermi muovere attraverso il viaggio della vita con passione, creatività e senso - in un modo che facesse la differenza. Si dice che il di-scernimento spirituale, chiamato vivekakhyàtir in sanscrito, sia la “corona della saggezza” sul percorso .spirituale.

Lo Yoga Sutra di Patanjali dice che coltivare il discernimento è un’attività così potente da avere la capacità di distruggere l'ignoranza e affrontare la sorgente stessa della sofferenza. Secondo il Merrìam-Webster’s Collegiate Dictionary, discernere significa “riconoscere o identificare come separato e distinto”. La differenziazione, suo sinonimo, “sottolinea la facoltà di distinguere e selezionare ciò che è vero o appropriato o eccellente”. Chi possiede discernimento spirituale ha appreso questa abilità in relazione alle questioni spirituali, e può sistematicamente compiere scelte intelligenti, perfette ed equilibrate per la propria vita e per il proprio sviluppo spirituale. I suoi occhi sono bene aperti e vedono con lucidità.

Si crede che vivekakhyàtir sia uno strumento così potente da avere la capacità di penetrare ogni livello del corpo fisico, psicologico, energetico e sottile dell’essere umano. In Commento allo Yoga Sutra di Patanjali, B. K. S. lyengar spiega che tramite questo flusso ininterrotto di consapevolezza discernente, il praticante spirituale:

Padroneggia il suo corpo, controlla la propria energia, rieduca i movimenti della mente e sviluppa un giudizio sano, a partire dal quale agisce in modo giusto e diventa luminoso. Da questa luminosità sviluppa una consapevolezza totale del vero centro del proprio essere, consegue la massima conoscenza, e consegna sé stesso allo Spirito Supremo.

Questo libro è un tentativo di penetrare a fondo nel labirinto del percorso spirituale, e di considerare la possibilità di una trasformazione psicospirituale realmente integrata e concreta. Insieme, esploreremo come far fronte agli inevitabili blocchi che si incontrano sul percorso spirituale, così da vivere delle vite di radiosa trasformazione dello spirito con coraggio e intelligenza. Impareremo che indagare e valutare diverse pratiche, sentieri e maestri può insegnarci a fare delle scelte spirituali lungimiranti. E impareremo a distinguere tra verità e falsità, tra passione che ci lega e passione che ci libera.

Quando eravamo piccoli e cominciavamo a incuriosirci ai grandi temi della vita - per esempio la morte, come siamo arrivati qui, e la sfida delle emozioni umane - pochi di noi hanno avuto dei genitori che si sono seduti e ci hanno detto con affetto: “Sei giunto dentro un mistero di immense gioie e grandi dolori. Tu stesso sei l’espressione di quel mistero. Ci sono tantissimi modi in cui le persone imparano a capire sé stesse e la vita, ma ciò che più conta è che si cresce e si impara a fare le proprie scelte — e che tu stesso compirai scelte luminose e raggianti che ti renderanno compiuto e daranno un contributo al mondo. Voglio aiutarti a imparare come prendere delle decisioni sagge nella vita, soprattutto in merito al tuo viaggio spirituale. Quando avrai l’età giusta, ti mostrerò i diversi percorsi e le diverse pratiche religiose e spirituali. Nel frattempo, finché sarai giovane, ti insegnerò a destreggiarti tra le sfide emotive che sono implicite nel nostro essere umani”.

La maggior parte di noi non ha mai ricevuto un’introduzione così saggia e matura alle immense sfide, ai privilegi e alle possibilità della vita che abbiamo intrapreso. Gli adulti non ci hanno insegnato come fare delle scelte spirituali avvedute perché, tranne rare eccezioni, neppure loro sapevano come farle. Nelle nostre scuole non si insegna a gestire le proprie emozioni perché la maggior parte degli insegnanti non sa come gestire le proprie. Alle superiori non si tenevano corsi che insegnavano come capire le nostre scelte spirituali perché non c’era un riconoscimento o un apprezzamento collettivo sul valore educativo di anima e spirito.

Se siamo stati così fortunati da imparare queste cose, le abbiamo imparate da soli o abbiamo avuto la rara fortuna di essere guidati da persone più mature e più sagge.

Sviluppare discernimento non ci impedisce di fare errori, ma ci aiuta a imparare le lezioni di vita in modo più lucido e veloce, a trasformare le sfide in opportunità e ad evitare ostacoli inutili. Il discernimento ci insegna a vivere bene e, giunti al momento di morire, saremo in grado di sentire di aver vissuto bene. Di aver acquisito tutta l’auto-consapevolezza di cui eravamo capaci, di aver raggiunto uno scopo su questa terra. Sapremo che le nostre vite non sono state vissute invano, che abbiamo toccato la vita venendone a nostra volta toccati profondamente.

Uno dei miei mentori, il sociologo e autore di best-seller Joseph Chilton Pearce, afferma che quando vuole imparare un nuovo argomento ci scrive sopra un libro. Poi attende il parere dei suoi lettori su quali punti di vista siano errati, e le storie personali portate allo scoperto grazie al suo libro.

Nel 1999 pubblicai il mio quarto libro: Tra cielo e terra. Gli errori della ricerca spirituale e le pretese premature di illuminazione. In tutta onestà, rimasi sorpresa dalle diffuse opinioni positive che suscitò. Non avrei potuto immaginare che le persone potessero avere la voglia e l’impazienza di leggere oltre cinquecento pagine di informazioni su come inganniamo noi stessi nel nome della vita spirituale. Il libro seguente, pubblicato nel 2002, si intitolava Do You Need a Guru? Understanding the Student-Teacher Relationship in an Era of false Prophets, e affrontava in modo diretto le sfide e le complessità della relazione studente-maestro nella cultura occidentale contemporanea.

Da quando questi due libri sono stati pubblicati, ho parlato con migliaia di persone che avevano dedicato le loro vite alla ricerca spirituale e ho ricevuto altrettante lettere che testimoniano la stessa storia. Tutti avevano ineluttabilmente fatto i conti con l’autoinganno e la disillusione verso sé stessi, o verso maestri e comunità spirituali, e con le tendenze del proprio ego alla confusione.

Ogni volta che apro la mia e-mail mi imbatto in storie commoventi di esseri umani che desiderano felicità, scopo, gratificazione e verità, e che sono disposti ad affrontare con coraggio gli ostacoli che si frappongono tra loro e quella verità, non importa quanto dolorosi siano. Sono guerrieri dello spirito, compagni di viaggio sul percorso spirituale, impegnati a creare un mondo migliore e a utilizzare le proprie vite come opportunità per comprendere sé stessi sempre più in profondità.

Non importa ciò che hanno passato, non hanno rinunciato al loro ottimismo né al desiderio di crescita spirituale. Capiscono che la disillusione stessa è ciò che li ha risvegliati a livelli di verità più profondi, e hanno quindi imparato che il discernimento è un’abilità necessaria nel proprio cammino spirituale.

Da quando ho scritto quei due libri ho iniziato a percepire alcune cose in modo diverso e altre no. A non essere cambiata è la mia percezione della dilagante auto-illusione, confusione, superficialità e del materialismo che permeano molta della spiritualità occidentale contemporanea, in special modo la New Age. Ho permesso che il mio cuore si spezzasse molte volte per le migliaia di storie di disillusione e tradimento che ho sentito: storie sul tradimento di un maestro, sullo smarrimento dello spirito; storie di persone che hanno scoperto le profondità delle loro ferite psicologiche e i modi in cui hanno ferito gli altri attraverso la loro stessa confusione. Ho visto dischiudersi anche la mia di vita, e continuo ancora a scoprire strati sempre più impercettibili di cecità che oscurano la mia lucidità. Ho visto che, in nome della spiritualità, continuo a ingannare me stessa in modi sempre più raffinati. Vedo questa tendenza in me come nelle vite dei maestri spirituali, negli psicoterapeuti, nei ricercatori e nei praticanti. In nessun modo la vita sul percorso spirituale ci dispensa dagli errori umani, anzi, idealmente dovremmo essere più responsabili per la nostra confusione e i nostri sbagli.

Ciò che distingue questo libro dai due precedenti è che punta il dito non verso l’esterno ma interamente verso noi stessi. Non riguarda guru o maestri spirituali, parla di te e di me - sebbene “te e me” includa proprio questi guru e maestri spirituali, perché assolutamente nessuno è esente da tranelli e trappole che fanno parte del pacchetto del nostro viaggio spirituale.

Questo libro parla di assumersi la responsabilità per l’interezza delle nostre vite, inclusa la nostra radiosità intrinseca e il nostro maggiore potenziale spirituale così come la confusione e quella conoscenza che non si è sviluppata.

L’autoinganno si rivela con crescente sottigliezza a mano a mano che ci muoviamo dai falsi sé verso gli aspetti più veri e autentici della nostra esistenza. La scivolosità del percorso spirituale non può essere sottovalutata; i trabocchetti sono numerosi come i passi che vanno fatti, e ci cadiamo tutti. Tuttavia, più conosciamo la strada più diventiamo abili nell’evitarne le buche.

Lo psichiatra italiano e fondatore della psicosintesi, Roberto Assagioli, asserisce che una psicoterapia completa non dovrebbe trattare solo la psicopatologia ma anche favorire il risveglio spirituale, affrontando con intelligenza le difficoltà e i nuovi livelli di sfida che il risveglio porta con sé. Portando alla luce nuovi livelli di coscienza, scopriamo inevitabilmente anche ciò che di noi non è né integro né risanato ad un livello personale, familiare, culturale e storico. Non si tratta di un problema da temere o di un torto da raddrizzare, ma di un aspetto dello svelamento spirituale necessario e sano a cui andare incontro con un discernimento sempre più potente ed efficace.

Molti anni fa andai in visita presso il maestro Buddhista Jack Kornfield. «Ti faccio una domanda», disse. «Tu pensi di essere a metà della tua scalata?». Non era il primo a chiedermelo, e la risposta che mi sono data è sempre stata la stessa: ho scalato molto meno della metà! Dire di averne scalato la metà sarebbe già presuntuoso, ma sempre meno di rivendicare un “punto di arrivo”. Sono arrivata a capire che ci sono infinite possibilità nello svelamento spirituale, e la montagna delle possibilità dello spirito non ha una vetta.

Credo che molti di noi vivano la propria vita giocando ai piedi di quella montagna metaforica. Anche se siamo stati etichettati come “maestri spirituali”, abbiamo avuto centinaia di epifanie dello spirito o abbiamo fatto onesta pratica spirituale per trent’anni, stiamo ancora imparando ad allacciarci le scarpe e a camminare con cautela. Alle volte andiamo su di giri, arriviamo abbastanza in alto sulla “montagna” per vedere il panorama, ma continuiamo anche a inciampare e cadere. Il sentiero è infinito, e l’integrazione umana è un compito magnifico e faticoso. Ci sono pochi straordinari maestri e santi che hanno visto e hanno imparato a dimorare in questa visione davvero immensa, e alcuni di loro sono citati in questo libro. Ma al resto di noi viene lasciato l’umile compito di studiare noi stessi in profondità per tutta la vita e di creare alleanze spirituali, così da imparare insieme a camminare su questo sentiero con assiduità e passione.

Per un essere umano affamato di verità, la cosa più bella è quella più vera. Se la strada per la verità significa dover imparare ciò che è falso e dover affrontare l’ignoranza e gli ostacoli dentro di sé, chi ama la verità accetta volentieri questa sfida. Ogni volta che smascheriamo e affrontiamo ciò che vero non è, ci avviciniamo a ciò che invece lo è.

Lo scopo di questo libro è sostenere chi è alla ricerca e chi fa pratica spirituale seria, di qualsiasi tradizione. Attraverso le mie ricerche personali e professionali ho avuto il privilegio di incontrare e passare parecchio tempo insieme a molte persone che considero i maestri, psicologi, yogi, guaritori e leader religiosi migliori al mondo. Molte delle citazioni che leggerai qui provengono da interviste personali e conversazioni private che ho avuto con loro.

Gli insegnamenti contenuti in questo libro hanno origine da ricerche, esperimenti ed esperienze delle più disparate tradizioni e dei più disparati percorsi spirituali, tra cui il sufismo, le tradizioni yogiche, il buddhismo tantrico, l’ebraismo, l’induismo, il taoismo, le tradizioni della Quarta Via, lo sciamanesimo e il Diamond Approach, così come la tradizione Baul Occidentale sotto la guida del mio maestro, Lee Lozowick. Mi sono anche immersa in profondità nelle tradizioni psicologiche occidentali, tenendo conto sia degli approcci tradizionali che delle psicoterapie d’avanguardia incentrate sul corpo. Ciò che mi auguro nel profondo è che questo libro risulti rilevante per chiunque appartenga o meno a una tradizione religiosa o spirituale così come a diverse scuole psicologiche, e che le lacune nella mia conoscenza di alcune tradizioni religiose non eclissino l’importanza dei principi di base del discernimento spirituale di cui parlo.

Un libro sul discernimento parla di domande più che di risposte. Il suo tentativo è di affrontare alcuni dei quesiti più stimolanti riguardo il sentiero spirituale da diversi punti di vista, in modo che possiamo imparare come fare le domande giuste nel momento giusto e come distinguere la verità dal falso. Siamo chiamati a “vivere i quesiti”, per dirla con le parole del poeta Rainer Maria Rilke, in modo da poter «gradualmente, senza notarlo, vivere un giorno lontano nella risposta».

A Occhi Aperti

Il discernimento nel percorso spirituale

Mariana Caplan

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Mariana Caplan

Mariana Caplan è laureata in Antropologia Culturale e in Counseling Psychology. E' autrice di diversi libri. Diversi suoi articoli e saggi sono pubblicati in italiano su www.fiorigialli.it.
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