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Il senso di questo libro-quaderno

di Nicoletta Travaini 1 anno fa


Il senso di questo libro-quaderno

Leggi un estratto dal libro "Quaderno di decompressione per persone sensibili" di Nicoletta Travaini

Ho impiegato anni per comprendere appieno l'importanza dei momenti di decompressione per la mia integrità fisica e psicologica. Ho pagato sulla mia pelle fin da bambina la mancata conoscenza di questo mio tratto di alta sensibilità e quindi la mancata protezione della mia delicatezza.

Il senso di questo libro-quaderno è l'intenzione, se possibile, di poter evitare almeno qualcuna di queste fatiche ad alcuni di voi che lo leggeranno e che attraverso la mia esperienza umana e professionale potranno essere più equipaggiati per affrontare gli eventi della vita.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Quaderno di decompressione per persone sensibili

Esercizi pratici per gestire e valorizzare l’alta sensibilità ogni giorno - Con un CD di pratiche guidate e pagine di Diario da compilare

Nicoletta Travaini

(1)

Un libro pratico, un quaderno di esercizi, per gestire ogni giorno l’alta sensibilità; per imparare ad avere dei momenti di decompressione e ritrovare l’equilibrio interiore. Propone strategie, giochi, tecniche di rilassamento e pratiche guidate...

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Disponibilità: Immediata

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Da bambina il corpo mi segnalava il limite solo quando lo avevo già superato da un po' con disagi psicosomatici e dolori: da piccola, dermatite, cefalee. Più grandicella, tensioni muscolari o l'intestino che mi segnalava che ero stressata, lo pensavo di essere solo gracile e mi deprimevo per questo, evitando molta vita, che invece mi avrebbe fatto bene. Proprio per la mia cagionevole salute, da bimba i miei genitori non mi facevano partecipare a molte attività ludiche e sportive: loro avevano ottime intenzioni - volevano solo proteggermi -, ma in realtà la cosa non aiutava né il mio sistema immunitario né la mia autostima a rafforzarsi.

E la sensibilità si trasformava sempre di più in fragilità.

Ho fatto una lunghissima esperienza di crolli, fisici ed emotivi, prima di capire che è bellissimo essere attivi e fare, ma è altrettanto prezioso il momento dell'inattività e del non fare.

Rifiutavo il non fare perché mi confrontavo e mi faceva arrabbiare sentire di non avere le energie come gli altri, mi giudicavo per il fatto di stancarmi prima, di essere disinteressata a molte delle cose che gli altri trovavano divertenti, di stressarmi nelle situazioni sociali, di essere esausta dopo una bella giornata passata insieme a molte persone.

Da ragazza, mi vergognavo a dire che non avevo voglia di fare tutte quelle cose insieme; uscire il sabato pomeriggio, poi fare l'aperitivo, poi mangiare una pizza e magari andare a ballare dopo. Mi sarebbe anche piaciuto (lo credevo almeno, o credevo di dover pensare che mi piacesse), ma non reggevo: dopo un po' volevo tornarmene a casa, o volevo fare qualcosa di più tranquillo.

Anche i miei primi anni di lavoro come psicologa sono stati di allenamento. A quell'epoca lavoravo nella redazione di una importante rivista di psicologia, contemporaneamente facevo la formatrice in alcune realtà aziendali, conducendo delle aule di una trentina di persone per una intera giornata, e poi alcuni giorni a settimana vedevo i mie primi pazienti. Ah dimenticavo! Durante il weekend ero quasi sempre impegnata nella scuola di specializzazione e in seminari e master.

Mi piaceva il mio lavoro. Lo amavo. E pensavo che questo sarebbe bastato. Ma mi sbagliavo.

Certe volte, dopo le giornate più toste, ero così esausta che non riuscivo ad alzarmi e dovevo prendermi un giorno, annullando tutti gli impegni. Ma ogni volta mi biasimavo e dicevo "La prossima volta ce la farò", come se fosse un semplice scivolone, un errore. Invece non è così: avevo semplicemente bisogno di decompressione per riprendere le energie, ma ne avevo bisogno con regolarità e con continuità.

Poi è arrivato il cancro a spiazzarmi completamente, a spezzare i miei progetti e a ribaltare tutte le carte in tavola. Ma è stato grazie a lui, sì grazie al cancro a soli 30 anni, che ho cominciato a rispettare davvero la mia natura.

Divertirmi in modo altamente sensibile, selezionare le persone, prediligere i piccoli gruppi. Alternare fare a non fare. Giocare sì tanto, ma senza competere. Mettere creatività in ogni modo. Usare il corpo, ma nel rispetto della mia energia. Ho cominciato a non vergognarmi più a dire "Mi spiace, non vengo" e nemmeno a sentirmi a disagio nell'abbandonare un evento se sentivo sopraggiungere il mio limite.

Ho iniziato a tirare delle righe sull'agenda, impedendomi di mettere impegni i giorni successivi a giornate pesanti, imparando a prevedere e anticipare il crollo. Ho imparato con il tempo che lo spazio vuoto è tanto importante quanto lo spazio pieno.

Pratico meditazione zen da quando avevo 20 anni e ora mindfulness.

Faccio sport solo se ne ho voglia e quando mi sento, ma spesso pratico gli esercizi di bioenergetica, che mi aiutano molto a scaricare la tensione fisica e mentale.

Tutte le attività che propongo in questo Quaderno di decompressione le ho sperimentate, le ho fatte sperimentare e le ho vissute; le ho ideate appositamente o le ho rinnovate e adattate alle PAS se esistevano già.

Ci sono oltre 15 anni di pratica clinica e oltre 40 anni di esperienza umana, qui dentro, di lacrime, di scivoloni, di competenze apprese e di conquiste.

Ci sono cose che funzionano; certe funzioneranno per alcune persone e altre per altri, ma sono certa che troverai qualcosa di buono per te e per la tua sensibilità.

Perché tu non ti senta più strano con la tua sensibilità.

Perché tu non ti senta mai più solo a causa della tua sensibilità.

Perché tu impari ad amare profondamente la natura altamente sensibile che ti contraddistingue.

Durante tutti gli anni della mia crescita, avrei amato avere qualcuno che mi dicesse che andavo bene così come ero, che era naturale, che non ero sbagliata. Avrei avuto bisogno di un amico esperto o di una guida che mi ricordasse di non esagerare, di risparmiarmi, che mi dicesse che andava bene anche se mollavo un po' la presa, che potevo rilassarmi.

Ecco, questo Quaderno di decompressione vuole essere per te quell'amico che avrei voluto e che mi sarebbe servito. Come un diario, di quelli che scrivevamo da bambini, dove raccogliere sensazioni, paure, sogni, ma anche qualcosa di più, perché questo libro - con le sue pagine di Diario di decompressione - non serve solo a sfogarsi ma anche ad allenarsi, fornisce spunti, strategie per vivere meglio, accompagna, sprona, dona sollievo.

Buon viaggio!

Con amore

Nicoletta

Quaderno di decompressione per persone sensibili

Esercizi pratici per gestire e valorizzare l’alta sensibilità ogni giorno - Con un CD di pratiche guidate e pagine di Diario da compilare

Nicoletta Travaini

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Un libro pratico, un quaderno di esercizi, per gestire ogni giorno l’alta sensibilità; per imparare ad avere dei momenti di decompressione e ritrovare l’equilibrio interiore. Propone strategie, giochi, tecniche di rilassamento e pratiche guidate...

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Nicoletta Travaini

Nicoletta Travaini, psicologa clinica, psicoterapeuta, specialista in psicosomatica, ha un master in ipnosi clinica, PNEI e bioenergetica. Esperta di mindfulness e tecniche terapeutiche a mediazione corporea, è terapista certificata HSP-knowledgeable Therapist dalla dottoressa Aron....
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