800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Il segreto dell'energia - Estratto da "Riprenditi il Tuo Tempo"

di Giandomenico Bagatin 2 mesi fa


Il segreto dell'energia - Estratto da "Riprenditi il Tuo Tempo"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Giandomenico Bagatin e scopri come gestire il tuo tempo in modo più felice e senza la schiavitù dell'orologio

Perché per la maggior parte di noi il tempo rappresenta un problema anziché una risorsa? Cominciamo dalla motivazione più importante, quella energetica.

Il segreto

La maggior parte di noi non sa come funzionano la mente e il cuore, come si ricaricano le nostre "batterie mentali" e come tutto ciò influenza la nostra gestione del tempo. La prima cosa che faremo sarà proprio capire questi meccanismi per avere una mente sempre carica di energia.

Negli ultimi capitoli vedremo insieme come mai queste conoscenze non sono diffuse come dovrebbero e altre ragioni per le quali il tempo può diventare un problema invece che una possibilità. Vedrai inoltre le soluzioni per evitare queste trappole.

Perché il riposo non basta mai?

Per sfruttare bene il tempo a tua disposizione devi essere carico, motivato. Devi avere chiaro in mente quello che vuoi, essere disciplinato a sufficienza per fare quello che ti sei prefissato e libero a sufficienza per concederti lo svago senza colpa.

Ma come riuscirci? Sembra impossibile rincorrendo i mille impegni di ogni giorno, pieni di doveri e incombenze con il capo, le richieste del/della partner, i figli, le occasioni sociali, i convenevoli, i problemi economici e decine e decine di altre cose fondamentali...

Ci vorrebbe una giornata di 48 ore... Così avrei anche il tempo di riposarmi... Forse no, meglio di 72 ore, così sarei sicuro di riuscire a fare tutto.

Di fatto spesso la nostra vita assomiglia a quella di un pompiere: siamo oppressi, impegnati a gestire le emergenze e le cose più urgenti e nulla di più. Svolgiamo commissioni e cerchiamo di fare quello che dobbiamo, in attesa di tempi migliori oppure delle vacanze.

Ogni anno pensiamo "dall'anno prossimo basta, cambio vita", e ogni anno invece è puntualmente più incasinato del precedente.

Poi però arrivano finalmente le fatidiche ferie, le giornate di riposo. A volte però non ci si rilassa nemmeno: si recuperano gli arretrati, ci si dedica a quelle attività che non abbiamo il tempo di fare durante la normale routine...

Altre volte invece ci si gode il meritato riposo: si passano una o due settimane in un posto meraviglioso, ci si rilassa, ci si diverte, si passano bei momenti, si postano sui social network belle immagini per far invidia agli amici. Poi si torna a casa.

La maggior parte delle volte se a distanza di due settimane qualcuno ci chiede "come stai, ti senti riposato, come va, hai fatto una gran bella vacanza vero? Devi essere ancora lì con la testa" la nostra risposta è:

Lascia perdere... Me lo sono già dimenticato. Sono già stufo. Mi sembra di non esser mai partito!

Quando si rincontrano i conoscenti o i colleghi di lavoro dopo l'Epifania, anche se le feste natalizie hanno portato molti giorni di ferie, la maggior parte delle volte la risposta che sentiremo dopo il fatidico "Come va?" sarà: "Mm... Sì, benino... Insomma... È ricominciato il lavoro... Solito casino".

L'allegria, la sensazione di riposo e la spensieratezza hanno cominciato a vacillare due giorni prima del ritorno dal luogo di villeggiatura, per poi perdersi definitivamente nei giorni a seguire con il tono depresso della schiavitù e del paradiso perduto.

Alcuni si sono divertiti a identificare un vero e proprio disturbo psicologico, caratterizzato da irritabilità, mal di testa, cali di concentrazione, svogliatezza e un senso di disagio nei confronti degli impegni quotidiani, la post vacation syndrome, che colpirebbe un italiano su dieci al rientro dalle ferie.

Quello che non ti hanno mai detto sulla "batteria" della tua mente

Perché succede tutto questo? Siamo sbagliati, viziati, incontentabili?

Eppure era tutto l'anno che sognavamo le vacanze, tutta la settimana che aspettavamo il weekend, tutto il giorno che aspettavamo la sera... Forse non è ancora arrivato il momento giusto per godersi le cose?

No, non è questo. Semplicemente ti hanno raccontato che per ricaricare le batterie devi staccare la spina, devi rilassarti, devi prenderti un po' di tempo per te, devi farti fare un massaggio, pensare positivo, respirare. In altri termini, quello che ti hanno raccontato è che Le "batterie mentali" si ricaricano con il riposo.

Questo è falso, o meglio, è vero per una ristretta minoranza di persone e solo in alcune circostanze. In un raro numero di casi, se si hanno sempre le batterie cariche durante la vita di tutti i giorni, il riposo dà un surplus di energia e di nuove idee.

Quasi sempre invece la ricarica delle "batterie mentali" avviene in un altro modo. La nostra mente funziona diversamente da come la maggior parte delle persone immaginano, e ha la possibilità di ricaricarsi e di aumentare la propria forza in un modo decisamente più efficace rispetto a una settimana di ferie, che comunque non possiamo concederci di continuo. Come? Cominciamo a comprenderlo.

La legge del completamento

Bluma Zeigarnik era una semisconosciuta psicologa lituana che si accorse che esiste negli esseri umani la tendenza a ricordare i compiti o le azioni incompiute o interrotte con maggior facilità di quelle completate.

Certe immagini creano più tensione di altre e si ricordano più facilmente perché rappresentano azioni sospese, delle quali desideriamo e fantastichiamo un dopo, un epilogo.

Una figura non chiusa, un affare irrisolto, una scena senza un finale, creano nella mente e nel corpo una tensione che non se ne va. È un fenomeno molto conosciuto dagli sceneggiatori delle serie televisive che sono soliti concludere le puntate con il cosiddetto cliffhanger, l'interruzione in corrispondenza di un colpo di scena per far crescere nello spettatore la tensione e il desiderio di sapere come andrà a finire.

Uno psicoterapeuta tedesco di nome Fritz Perls prese spunto dalle ricerche della Zeigarnik nel fondare la terapia della Gestalt. In tale approccio il disagio è figlio proprio degli unfinished business, gli affari irrisolti: le faccende non gestite e non portate al completamento generano a lungo andare nella mente una sofferenza che diventa nevrosi.

Quindi: nei fenomeni della mente esiste una tendenza al completamento delle faccende non chiuse e irrisolte che continuano a consumare energie mentali, sia che esse siano al centro della nostra attenzione, sia che siano, invece, ai margini della consapevolezza.

E se desideriamo cose impossibili, la questione non cambia. Anche se ci mettiamo davanti agli occhi figure impossibili, nella nostra mente la tendenza al completamento è comunque attiva. Vogliamo completare le cose anche quando è impossibile.

Spendiamo molta benzina a causa di questo fenomeno? Sì, moltissima.

In effetti, noi desideriamo:

  • Molto (molto più di quello che siamo in grado di soddisfare e molto più velocemente);
  • Anche cose impossibili (sì, esiste l'impossibile, con buona pace del pensiero positivo e della New Age);
  • Anche cose antitetiche, cioè impossibili da mettere insieme (ad esempio scegliere contemporaneamente la magrezza e un'alimentazione basata sulla torta alla crema);
  • Cose di cui ci dimentichiamo cinque secondi dopo averle desiderate (spesso sostituite da un desiderio più forte e più urgente);
  • Tutto ciò che ci dicono che non possiamo avere ("Tutto ciò che è proibito diventa obbligatorio")

Bisogna tener presente che nel momento in cui si sviluppa un desiderio, c'è già una forza attiva dentro di noi che tende alla sua soddisfazione, anche se poi magari non facciamo nulla di concreto o lasciamo perdere. Desiderare genera azione, magari anche solo mentale.

La tipica azione mentale è la fantasia, attività che consuma energia.

Fantasticare è un tentativo di soddisfazione di un desiderio. Anche sognare lo è!

Ricapitolando: ci sentiamo male quando non finiamo ciò che cominciamo e dal momento in cui cominciamo a desiderare qualcosa cominciamo a spendere energia mentale per ottenerla (anche senza fare nulla di concreto).

Ricaricare istantaneamente le energie

Nel momento stesso in cui desideriamo si crea dentro di noi una rete di immagini e fantasie che riguardano la soddisfazione del desiderio. Si crea cioè una specie di identità nuova, un nuovo me stesso con quel desiderio realizzato.

Un esempio banale: desidero la macchina nuova. Mi immagino con quella macchina, mentre la ritiro al concessionario, mentre la guido, mentre vado al lavoro. Se le cose vanno particolarmente bene, questa mia identità genera un'azione, un comportamento, un fare (ad esempio gli straordinari al lavoro per guadagnare di più per pagare le rate o trovare nuove fonti di reddito o risparmiare o vendere un altro bene), che mira a centrare l'obiettivo, cioè la soddisfazione del desiderio stesso (avere la macchina).

È da notare che non ha alcuna importanza se quello che accade dopo che ho centrato l'obiettivo corrisponde esattamente a quello che volevo o fantasticavo. Anzi, per dirla tutta, nella vita questo non accade mai. Ma il punto è un altro: è la sensazione di soddisfazione, che per ogni desiderio può essere ottenuta in modi virtualmente infiniti. Quella che si prova una volta passato l'esame, una volta chiusa una scadenza, una volta prenotato un viaggio.

La macchina può essere diversa da come me la immaginavo, posso essere felice oppure soddisfatto ma meno di quello che pensavo. Sta di fatto che dal momento immediatamente successivo all'esame riuscito o al successo lavorativo o all'appuntamento amoroso con il partner tanto desiderato, sono inondato di energia, non ha importanza quanto fossi distrutto di stanchezza un attimo prima.

Per chi ha avuto modo di vederlo, questo è mostrato in maniera molto evocativa nelle ultime scene del film La ricerca della felicità di Gabriele Muccino, quando il protagonista (Will Smith) ottiene finalmente il risultato inaspettato dei suoi incredibili sforzi. Quando si raggiungono obiettivi e si soddisfano desideri avviene un'immediata ricarica energetica.

Un attimo prima dell'esame eri stanco e avresti dato chissà cosa per riposarti un po' e riordinare le idee, sentivi confusione e spossatezza, come se non ce la facessi più... un attimo dopo (in caso di successo), camminavi a due metri da terra, volevi dirlo a tutti, e ti sentivi leggero e libero di pensare e dedicarti ad altro.

Quella tensione si è istantaneamente dissolta grazie alla magia della soddisfazione. Il bersaglio, l'esame, si è disintegrato definitivamente e non ha più occupato la tua consapevolezza e consumato la tua benzina mentale.

Come quando, tornati dal primo bacio con la persona di cui ci stiamo innamorando, ci sentiamo leggeri come piume e pieni di energia.

Capisci cosa significa questo? Non è il troppo lavoro o la mancanza di riposo che ci stressano e ci lasciano senza energia, ma il non raggiungere i nostri veri obiettivi e desideri!

Quando i desideri si accumulano

Prova a pensare ora alla vita quotidiana. Naturalmente le cose non sono così semplici! In effetti abbiamo sempre molti desideri attivi contemporaneamente. In una giornata qualsiasi la vita mentale di Mario Rossi potrebbe presentarsi come nella figura della pagina a fianco.

Diversi obiettivi attivi, ognuno dei quali genera un comportamento diretto verso un bersaglio.

Ora voglio farti notare una cosa. Mentre gli obiettivi possono essere molti, e conseguentemente i comportamenti che consumano benzina della mente, anche se sono semplici fantasie, possono essere altrettanti, il serbatoio della mente è uno solo!

Quindi più obiettivi hai attivi, più comportamenti contemporaneamente avrai attivi verso quei bersagli, più benzina consumerai. Ma attenzione! Se resti a secco, nessun comportamento, nessuna freccia, nessun "missile" raggiungerà il bersaglio.

La mente perciò non avrà modo di ricaricarsi, non potrà fare benzina di entusiasmo e motivazione. Ricorda: il modo fondamentale per fare benzina è raggiungere obiettivi e soddisfare desideri. Pertanto bisogna mantenere attivi soltanto un numero limitato di comportamenti.

Molti desideri, molti comportamenti che consumano molta benzina e un alto, altissimo rischio di restare senza benzina prima che qualche "missile" raggiunga il bersaglio e permetta alla mente e al cuore di respirare, ricaricarsi e ripartire.

Restare senza benzina significa sentirsi spenti, demotivati, tristi e insoddisfatti. Significa stress e frustrazione, spesso significa mangiare male, dormire male e rodersi il fegato. Nei casi più gravi si chiama depressione.

Puoi cominciare a capire che il vero segreto per avere una mente sempre carica e piena di energia per sfruttare al meglio il tempo è organizzare obiettivi e comportamenti in modo da massimizzare le possibilità di raggiungimento degli stessi, e quindi di soddisfazione.

Quando centro un bersaglio il ritorno energetico mi ricarica e il desiderio focalizzato verso quell'obiettivo svanisce. I bisogni soddisfatti e gli affari risolti recedono sullo sfondo della percezione e della consapevolezza e non causano più un dispendio energetico.

Ecco quindi che è necessario avere un numero di obiettivi adeguato alla benzina a disposizione e al percorso necessario al loro raggiungimento.

Questo permette un'alta probabilità di successo nel raggiungere sia gli obiettivi principali sia i sotto-obiettivi, cioè i passi intermedi necessari al raggiungimento di un obiettivo più grande ma che hanno un loro potenziale di soddisfazione intrinseco (ad esempio superare gli esami per prendere la laurea).

Il discorso vale anche per tutte quelle cose che ci stanno a cuore e che non implicano un vero e proprio obiettivo finale, ma semplicemente una costante attenzione. Ad esempio se io scelgo di dedicare attenzione al miglioramento o al mantenimento del benessere all'interno della coppia, non avrò un vero e proprio obiettivo finale (c'è sempre la possibilità di migliorarsi e migliorare): è più una vision, un orizzonte, una stella del nord.

Ci saranno tanti piccoli risultati che posso imparare a valorizzare e che mi daranno continuamente nuova linfa e motivazione. Ad esempio posso notare che mio marito o mia moglie mi sorridono di più o mi dicono parole affettuose.

Nel momento in cui voglio diventare una persona più etica, avere amicizie di qualità e rapporti umani soddisfacenti, nutrienti e appaganti, sarà la stessa cosa: pur non essendoci un vero e proprio obiettivo finale, tutte le piccole conquiste che farò nella strada verso "l'isola che non c'è" mi daranno una carica profonda, la giusta motivazione ed energia per proseguire o per scegliere nuovi traguardi.

Nel momento in cui sono ragionevolmente sicuro che molti dei miei "missili" raggiungeranno il bersaglio so che potrò dedicarmi con rinnovata motivazione ad altro, in un perenne flusso di sforzo e soddisfazione, desiderio e realizzazione, costruzione e godimento. In questo modo la vita acquista qualità, diventa densa, più semplice e davvero degna di essere vissuta in ogni singolo momento.

Quali sono le conseguenze di queste osservazioni?

Esse significano soprattutto che la maggior parte delle cose che ti senti dire tutti i giorni da amici, tv, internet e sedicenti esperti, cioè che per vincere lo stress e l'ansia devi rilassarti, meditare, fare il bagno caldo, andare alle terme, farti fare un massaggio, prenderti una vacanza, staccare la spina, vedere le cose da un altro punto di vista, dare alle cose la giusta importanza, parlare con un amico, mangiare del buon cibo, bere una birra, prendere un ansiolitico o un antidepressivo, non funzionano... Tutte queste cose non sono davvero efficaci!

Nella maggior parte dei casi si tratta di palliativi se non affronti il vero problema (e la soluzione): i tuoi obiettivi! Invece, con una visione chiara e lucida a livello di obiettivi e gestione del tempo, tutte le cose sopraelencate possono avere una loro utilità, anche buona.

Ma senza quel prerequisito fondamentale le tratterai proprio come tratti qualsiasi droga, legale o illegale, o qualsiasi comportamento consolatorio. Farai qualcosa che ti darà soddisfazione per un po', per poi ripiombare nell'insoddisfazione.

Ecco allora che la gestione efficace del tempo può diventare ciò che ti permette di cominciare o di migliorare nella realizzazione di ciò che desideri veramente.

Ricorda!

La mente sempre carica di energia è la mente che realizza quello che desidera, non quella che si riposa!

Le persone che dicono di fare esattamente quello che vogliono nella vita (se non mentono) intendono dire che si trovano dove hanno scelto di stare, e stanno usando il loro tempo deliberatamente per costruire ciò che desiderano, ottenendo sufficientemente spesso delle soddisfazioni personali, siano esse realizzazione vera e propria di grandi e piccoli obiettivi oppure la posa di piccoli mattoni verso la costruzione di qualcosa di grande.

In ogni caso queste persone non intendono dire che stanno facendo qualcosa di necessariamente e immediatamente piacevole. Spesso faticano. Ma quella fatica è una fatica sensata, ed è davvero diverso faticare per arrivare al traguardo di una maratona, se siamo appassionati di corsa, rispetto a faticare come topolini girando sulla ruota per non arrivare da nessuna parte.

Se siamo o ci sentiamo topolini sulla ruota, non ha nessuna importanza quanto a lungo ci riposeremo. Dopo il riposo torneremo sempre sulla ruota e saremo sempre (e giustamente) disgustati.

Inoltre occupare il tempo in modo sensato, nella direzione di ciò che vogliamo, rende il tempo più denso e interessante anche prima di raggiungere i nostri obiettivi. Imparerai ad apprezzarlo, non ci vorrà molto!

Attraverso la pratica presto ti renderai conto di come la consapevolezza di questo meccanismo ha il potere di cambiare le vite in modo davvero importante.

Facile? No. Ma nemmeno così difficile come sembra. Abbiamo bisogno di vedere le cose con chiarezza, imparare al meglio alcuni atteggiamenti esistenziali fondamentali e praticare un modo amorevole per autodisciplinarci.

Nei prossimi capitoli vedremo passo per passo come fare.

Riprenditi il Tuo Tempo

La mappa segreta per uscire dalla gabbia dell'orologio e ritrovare la libertà

Giandomenico Bagatin

Giandomenico Bagatin, psicologo e psicoterapeuta, ci aiuta a trovare un modo per riappropriarci davvero del nostro tempo e spenderlo per vivere più felici. "Non ho tempo!". Questa è l'esclamazione più ricorrente nei ritmi...

€ 9,00 € 7,65 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Giandomenico Bagatin è psicologo, psicoterapeuta e docente di psicoterapia in Italia e Spagna, nonché attuale consigliere dell’ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia. Si occupa di adulti, coppie e infanzia a Trieste e a Monfalcone, dove lavora anche sulla...
Leggi di più...

Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Il segreto dell'energia - Estratto da "Riprenditi il Tuo Tempo"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste