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Il punto di unione tra la religione cristiana e il Lavoro di Gurdjieff

di Cynthia Bourgeault 4 mesi fa


Il punto di unione tra la religione cristiana e il Lavoro di Gurdjieff

Leggi un estratto dal libro "La Santa Trinità e la Legge del Tre" di Cynthia Bourgeault

La Legge del Tre, secondo Gurdjieff, insieme alla sua compagna, la Legge del Sette, comprende quelle che egli definisce le fondanti «Leggi di Creazione e di Mantenimento del Mondo».

L'intrecciarsi di queste due leggi cosmiche si trova raffigurato nel simbolo dell'enneagramma, le cui nove punte rivelano (a coloro che sono stati adeguatamente iniziati) la direzione e il dinamismo energetico con cui il mondo mantiene il suo moto in avanti.

Stai leggendo un estratto dal libro

La Santa Trinità e la Legge del Tre

Il dinamismo trasformativo della Trinità alle luce delle idee di J. Böhme e G.I. Gurdjieff

Cynthia Bourgeault

Questo libro è il punto di unione tra la religione cristiana e il Lavoro di Gurdjieff. «Padre, Figlio e Spirito Santo» non è semplicemente una formula, ma racchiude un principio metafisico che potrebbe cambiare la...

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Durante i dieci anni in cui ho partecipato al Lavoro, abbiamo studiato queste leggi assiduamente, applicandole alla soluzione dei problemi sia ordinari che relativi ai misteri cosmici, e abbiamo danzato tracciando le loro linee nei famosi Movimenti di Gurdjieff.

Incidentalmente abbiamo persino sentito dire che la Legge del Tre ha avuto origine nelle profondità delle tradizioni orali della Chiesa Ortodossa d'Oriente e che la misteriosa preghiera del "tre volte santo", il Trisagion, che recita «Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi» potrebbe effettivamente riflettere un residuo di consapevolezza delle forze primordiali della Legge del Tre.

Tuttavia, nessuno di coloro che ho incontrato nel Lavoro di Gurdjieff appariva particolarmente interessato a reintegrare questo potente principio trasformativo nel cristianesimo (molti sembravano pensare che il cristianesimo si trovasse già ben oltre il punto di recupero), e certamente molti dei cristiani che ho conosciuto durante i miei turni quotidiani come ministro episcopale e guida durante i ritiri religiosi erano oltremodo scettici nei confronti di qualsiasi cosa che avesse anche solo un vago sentore di esoterismo.

Così, per lungo tempo mi sono limitata a tenere separate queste due correnti, consentendo alla conoscenza raccolta negli anni trascorsi all'interno del Lavoro di Gurdjieff di informare esclusivamente i miei sforzi personali di risveglio interiore.

Sebbene a volte tornassi a chiedermi se ci potesse davvero essere un legame di connessione tra la Trinità e la Legge del Tre, quest'ambito sembrava troppo inconsistente e irto di difficoltà da superare.

A farmi uscire da questo schema di pensiero restrittivo fu qualcosa di totalmente inatteso: un sorprendente disagio che notai di provare riguardo a una delle iniziative teologiche più popolari del nostro tempo, precisamente lo sforzo di rivendicare lo Spirito Santo come una "lei" o persona divina femminile.

Motivate da un sincero desiderio di recuperare il "divino femminino" del cristianesimo, molte voci in coro si erano saldamente arroccate attorno a questa reimpostazione al femminile dell'immaginario trinitario, che in effetti aveva una certa giustificazione linguistica al pari di una forte presa a livello archetipico.

Come ministro episcopale donna generalmente identificata con l'ala teologica più progressista, rimasi sorpresa nel ritrovarmi ostinatamente contrariata da questa tendenza, ma qualcosa dei miei giorni nel Lavoro evidentemente si stava innescando, mentre iniziavo a realizzare che l'intera nozione di "dimensione femminile di Dio" apparteneva a un sistema metafisico binario, basato sull'equilibrio cosmico di opposti simmetrici, quando invece il contesto metafisico cristiano, per via del suo lignaggio propriamente trinitario, si rifaceva a un sistema metafisico ternario.

Ancora non sapevo esattamente che cosa significasse, ma capivo che in quell'accomodamento apparentemente innocuo propenso alla parità di genere, i teologi contemporanei stavano dando una svolta sbagliata e molto grave, rischiando di perdere un inestimabile patrimonio metafisico di gran lunga più importante delle rivendicazioni femministe.

Il mio tentativo di dare voce ad alcune di queste preoccupazioni fu messo a frutto con un articolo intitolato Perché femminilizzare la Trinità non funziona, che apparve nell'edizione di Natale del 2000 della rivista teologica Sewanee Jheological Review. Essenzialmente, quel testo costituisce il seme dal quale nacque il presente libro.

Con il cuore in gola, presentai la Legge del Tre, introducendola formalmente nella discussione teologica cristiana, e cercai di suggerire una strategia per la quale il lato femminile "mancante" del cristianesimo avrebbe potuto trovarsi semplicemente liberandoci dalle nostre fissazioni sulle tre persone divine e consentendo alla Trinità di confluire in nuove configurazioni, secondo il dinamismo intrinseco nella Legge del Tre, un po' come avviene quando si gira un caleidoscopio.

Da allora molte persone mi hanno chiesto di sviluppare ulteriormente quelle idee.

Questo libro rappresenta lo sforzo di mettere insieme i miei insegnamenti e scritti sulla Trinità e sulla Legge del Tre, prodotti negli ultimi dodici anni, e di creare una panoramica unificata del modo in cui funziona la Legge del Tre, del motivo per cui la considero l'albero motore metafisico della Trinità, e del perché è così importante riaffermarla.

Il libro non intende essere uno studio esaustivo sulla Trinità, né un tentativo di dialogo con il pensiero teologico tradizionale.

Nel corso della trattazione dell'argomento, proporrò una breve indagine degli sviluppi più entusiasmanti avvenuti nella teologia trinitaria contemporanea (che potrebbero rincuorare Karl Rahner), ma non intendo affatto basarmi formalmente su di essi.

Se da un lato è incoraggiante vedere che alcuni dei più convincenti pensatori cristiani stanno abbracciando la Trinità in termini più vicini al dinamismo intrinseco alla Legge del Tre, il mio compito in questa sede è di proporre ai fini della discussione un contributo che sia esclusivamente mio.

Per quanto ne so, nessuno ha mai scritto in modo specifico sulla Trinità e la Legge del Tre, nessuno ha mai cercato di intrecciare la metafisica cristiana e l'insegnamento di G.L Gurdjieff e, cosa ancora più certa, nessuno ha mai cercato di dimostrare in che modo la Trinità, quando viene fatta "ruotare" secondo la Legge del Tre, produce una magnifica mappa del percorso del divenire divino in cui visione mistica, cosmologia, evoluzione, storia e si, anche l'aspetto femminile mancante del cristianesimo, si uniscono nella stessa trama, che in effetti somiglia un poco alla classica visione archetipica delle "sette età dell'uomo", ma su una scala molto più vasta. E tutto questo costituisce il tema che intendo sviluppare in quest'opera.

Il libro strutturalmente è diviso in tre parti.

Nella prima presenterò la Legge del Tre (iniziando da quel mio articolo originale apparso nella Sewanee Jheological Review), ne esplorerò i principi basilari con l'aiuto di alcuni punti di riferimento riconosciuti nel Lavoro di Gurdjieff, e vi mostrerò come potete lavorarci in pratica.

Infatti, la Legge del Tre viene intesa innanzitutto e principalmente come uno strumento pratico. Non riguarda soltanto la cosmologia e la metafisica, è ugualmente capace di risolvere agevolmente i problemi interpersonali, influenzare gli esiti politici e farsi strada superando ostacoli di ogni genere e forma.

Impareremo anche i principi che costituiscono il nocciolo della metafisica ternaria che verrà trattata nella Terza Parte del libro.

Nella Seconda Parte, affronterò un quesito più difficile: perché mai penso che la Legge del Tre abbia qualcosa a che fare con la Trinità?

Ammetto che questa tesi sia difficile da sostenere da un punto di vista storico, dal momento che la teologia trinitaria precede di ben sedici secoli la formulazione della Legge del Tre da parte di Gurdjieff; ma cercherò di dare sostanza alle mie argomentazioni sulla base di un'affinità dinamica più che di una causalità strettamente lineare.

La mia impressione è che la metafisica cristiana sia sempre stata intrinsecamente ternaria (proprio perché al suo centro pone l'avvento del Cristo) e che il nucleo della nozione di Trinità sia emerso dall'immaginario collettivo dei primi padri della Chiesa cristiana proprio per creare spazio a questa realizzazione, fino al momento in cui principi di funzionamento di tale legge sarebbero stati articolati in modo più completo.

Nonostante sia notoriamente disseminata di punti insidiosi, la dottrina della Trinità resistette a una certa tendenza gnostica, intrinseca alla teologia cristiana sin dai primi tempi, e insistette sulla centralità dell'incarnazione e sul principio spirituale della kenosis, lo "svuotamento" o discesa, come punti di riferimento della concezione cristiana.

In questa parte del libro svilupperò alcune delle suddette intuizioni nel dettaglio, dopodiché mi appellerò a Jacob Bòhme, eccelso e magnifico cosmologo visionario medievale, per aiutarmi a costruire un ponte tra i punti di riferimento più noti del misticismo tradizionale cristiano e la Legge del Tre.

La Terza Parte dell'opera sarà la più impegnativa, sia perché essa è molto personale sia perché, francamente, si tratta di un mondo a sé. Dovendo descriverla, probabilmente la presenterei come un poema metafisico in prosa, più artistico che teologico, per il quale l'approccio migliore è lo stesso che si utilizza nel salto della corda: semplicemente si entra con un balzo e si continua a saltare,seguendo il ritmo.

Mi scuso in anticipo se questa Parte lascerà indietro alcuni lettori, per via della sua evidente combinazione eccentrica di visione mistica, "matematica" metafisica e paracosmologia; potreste chiedervi che genere di dimensione della realtà pensi di descrivervi. Ed è la stessa domanda che mi sono posta anch'io, ma è proprio per esporre questa Terza Parte che ho scritto la presente opera.

Devo confessare che questo poema in prosa (se si può definire così) è emerso, tale e quale, da una sola ondata visionaria non molto tempo dopo aver completato quell'articolo originale sulla femminilizzazione della Trinità.

Nel paragrafo finale di quel testo, come vedremo tra breve, proposi la sfida seguente: «La soluzione non è abbandonare il principio ternario, bensì applicarlo, permettendo alla Trinità di tornare a fluire».

Un pomeriggio mi ritrovai a raccogliere quella sfida.

Che cosa significava esattamente «permettere alla Trinità di tornare a fluire»? Che cosa sarebbe successo se avessi applicato il principio fondamentale della Legge del Tre, ovvero che «l'intrecciarsi di tre forze separate fa emergere qualcosa di nuovo su un nuovo piano», per mettere in movimento il tanto familiare e statico triangolo Padre, Figlio e Spirito Santo, generando così nuove configurazioni?

La Santa Trinità e la Legge del Tre

Il dinamismo trasformativo della Trinità alle luce delle idee di J. Böhme e G.I. Gurdjieff

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Cynthia Bourgeault

Cynthia Bourgeault, sacerdote episcopale e mistica moderna, è una scrittrice e conduttrice di ritiri di fama internazionale. Si divide tra la solitudine nel suo eremo sul mare nel Maine e un programma impegnativo di viaggi per il mondo con lo scopo di insegnare e diffondere il recupero dei...
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