800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Il prologo è l'epilogo - Estratto da "Bankster"

di Joseph P. Farrell 1 settimana fa


Il prologo è l'epilogo - Estratto da "Bankster"

Leggi in anteprima un estratto dall'introduzione del libro di Joseph P. Farrell e scopri cosa si nasconde dietro l'ordine economico e finanziario della nostra società

Inizieremo dunque la nostra discussione analizzando i due unici attori, in tempi moderni, che hanno osato sfidare apertamente lo status quo monetario e il sistema finanziario egemone e vigente. Questi attori sono la Cina comunista e la Germania nazista.

Indice dei contenuti:

Il denaro della Cina

C’è un aspetto poco conosciuto riguardante la vertiginosa espansione economica della Cina, un aspetto che gli economisti occidentali e tanto meno i suoi media non sono disposti a - o forse hanno il terrore di - discutere. E' questo aspetto riguarda il fatto che il denaro, in Cina, è creato dalla Cina stessa, vale a dire dal suo Governo centrale, e che quindi è creato o preso in prestito da banche private. Questo sta a significare, de facto, che il denaro della Cina è privo di qualsiasi tipo di interesse. Non è a debito.

In parole povere, la Cina comunista ha fatto ciò che, precedentemente, era stabilito dalla Costituzione Federale degli Stati Uniti, e cioè che il potere di creare moneta corrente spettasse solo al Congresso e dunque allo Stato. Come brillantemente osservato da Ellen Fiodgson Brown nel suo libro Web of Debt (“La Rete del debito”), riguardo al problema dell’emissione della moneta da parte di banche centrali in mano a monopoli privati, la differenza fondamentale fra il sistema cinese e quello in vigore praticamente nella maggior parte delle altre nazioni è...

«il suo sistema bancario statalizzato. La Cina ha una valuta pubblica istituita dal governo e un sistema di banche nazionali che sono effettivamente una proprietà della nazione e dunque nelle mani dello Stato. Secondo Wikipedia, la Banca Popolare Cinese è “insolita nel suo ruolo di banca nazionale, poiché concentra i suoi sforzi e politiche economiche sul paese stesso e non sul valore della sua moneta”. La nozione di una “banca nazionale”, contrapposta a quella di “banca centrale privata”, risale ai tempi di Lincoln, di Carey e dei nazionalisti americani. L’economista Henry C. K. Liu distingue questi due sistemi in questo modo: una banca nazionale serve gli interessi della nazione e del suo popolo. Una banca centrale serve gli interessi degli investitori privati della finanza internazionale che la possiedono».

Anche se la valuta cinese, lo Yuan, è dipendente dal dollaro americano in termini di tasso di cambio, il sistema bancario della Cina è prova che il suo governo ha capito ciò che certi politici americani e una gran parte dei suoi cittadini avevano già compreso molto tempo addietro, e cioè che una banca privata, nell’atto stesso di creare denaro, lo carica di interesse e a debito.

Quando invece questo processo è nelle mani di uno Stato, esso crea moneta priva di interesse e con la facoltà di espanderne la circolazione a seconda della domanda e dei requisiti di credito della nazione.

In breve, quando il denaro di una nazione è soggetto a interesse sullo stesso capitale creato, si crea del debito, poiché non vi sarà mai abbastanza denaro in circolazione sufficiente a rimborsare gli interessi creati sul debito e quindi ne consegue che il debito pubblico non potrà mai essere rimborsato - anzi, potrà solo crescere.

Al contrario invece, quando il denaro di una nazione non è che una ricevuta per dei beni acquisiti e servizi resi, esente da interessi poiché emesso dallo Stato stesso, tale Stato si ritroverà con un tasso di disoccupazione pressoché nullo e libero dalla morsa del debito pubblico e dell’austerità che sono intrinsechi nel sistema delle banche private.

Sono proprio questi due sistemi - quello in cui il denaro viene messo in circolazione in misura molto limitata da monopoli privati, e che rappresenta il debito di uno Stato con il consecutivo tasso di interesse che ne deriva, e quello in cui il denaro viene creato dallo Stato stesso come ricevuta per beni e servizi e privo di interesse - che si sono contrapposti e combattuti l’un l’altro nel corso di tutta la storia dell’umanità.

Nel primo caso la moneta in circolazione viene immessa in un circuito chiuso e quindi non vi sarà mai abbastanza denaro in circolazione per far fronte al debito, quindi l’insuffìcienza sistematica di valuta corrente è insita nel sistema stesso: la disponibilità limitata di moneta in circolazione porterà infatti alla competizione sistematica per l’accaparramento dei beni, anch’essi limitati, come per le risorse e l’energia.

Nel secondo caso, invece, il circuito monetario è un sistema aperto e può dunque espandersi quanto è necessario all’economia per acquistare beni e servizi - ove il denaro non rappresenta che una ricevuta d’acquisto per questi.

La Germania nazista: la fisica e la finanza del Reich

Questa relazione tra la fìsica e la fìnanza fu per prima compresa e perseguita in tempi moderni da quella nazione che non solo istituì per prima del denaro privo di interesse ed emesso da una banca centrale di Stato, ma che finanziò anche a livello governativo tutta una serie di progetti di ricerca segreti nell’ambito della fisica e della tecnologia, il tutto per un solo scopo: creare energia illimitata. Questa nazione fu la Germania nazista.

Alla fine della Prima guerra mondiale gli Alleati imposero delle riparazioni di guerra sulla Germania sconfitta il cui valore complessivo superava di tre volte il valore di tutte le proprietà della Germania! Chiunque abbia studiato a fondo questo aspetto della storia lo sa; la Germania non ebbe altra scelta che super inflazionare la sua valuta e ripagare gli Alleati con dei Reichsmark sempre più svalutati e privi di valore, distruggendo così inevitabilmente la sua economia.

Va notato però che questi Reichsmarks erano comunque ancora emessi da una banca centrale privata e quindi controllata da azionisti, pertanto la situazione del debito pubblico della Germania non andava che peggiorando.

Il presidente del Reichsbank di Hitler, il dottor Hjalmar Horace Greeley Schacht, confessò quanto segue, un segreto fino ad allora impronunciabile, nel suo libro The Magic of Money (“La magia del denaro”), pubblicato nel 1967:

«La svalutazione drammatica del marco tedesco iniziò subito dopo che la Reichsbank fu “privatizzata”, vale a dire consegnata a investitori privati. Quello che causò il passaggio dalla normale inflazione in un periodo di guerra alla superinflazione del dopoguerra, fu la speculazione selvaggia da parte di investitori stranieri che vendettero allo scoperto, scommettendo sulla perdita di valore della moneta nazionale. [...] La speculazione del marco tedesco fu resa possibile dalla necessità della Reichsbank di stampare enormi quantitativi di moneta per renderla disponibile a prestiti, essa veniva quindi creata su richiesta del mercato e i vari prestiti portavano a un interesse redditizio per la banca. Quando però la Reichsbank non riuscì più a sostenere la vorace richiesta di marchi, altre banche di investimento private furono autorizzate a crearli dal nulla e a prestarli a debito, carichi di interesse».

Quindi non solo fu lo stesso governo tedesco il responsabile della super inflazione del dopoguerra, ma fu proprio la banca centrale - e privata - della Germania stessa, con il suo monopolio sulla creazione del denaro, denaro creato dunque come nota circolante del debito, ad aver creato il problema sin dal principio e ad averlo esacerbato.

L’economia della Germania, in sostanza, fu fatta crollare, fu devastata, da banchieri. Fino alla comparsa sulla scena di Hitler.

Ora, seppur la maggior parte delle persone è ben consapevole del fatto che furono svariati poteri finanziari privati dell’Occidente a contribuire all’ascesa di Hitler e del Partito Nazionalsocialista in Germania, ciò che la maggior parte delle persone invece ignora è quanto velocemente Hitler volse le spalle ai suoi finanziatori e rifiutò di sottostare alle vecchie regole del gioco dettate dai vari Rockefeller e Rothschild:

«Il potere autocratico totale di cui godeva Adolf Hitler gli diede qualcosa che i Greenbackers americani [i sostenitori di denaro emesso esente dal debito e interesse ai tempi del presidente Lincoln] potevano solo sognare: il controllo totale dell’economia. Egli fu nella posizione perfetta per poter testare le loro teorie e di dimostrarne l’effìcacia. Come per Lincoln, anche le scelte che aveva di fronte Hitler non furono che due: sottomettersi alla totale sudditanza e schiavitù imposta dal debito [...] oppure crearsi e gestirsi la valuta di Stato per conto proprio. E, come Lincoln, optò per la seconda. E non solo, ma in concomitanza con il riprendersi la sovranità sulla propria moneta egli implementò a ciò un piano di opere pubbliche secondo le linee proposte da Jacob Coxey e dai Greenbackers del 1890. I progetti destinati al finanziamento pubblico comprendevano il monitoraggio delle inondazioni, la riparazione e riqualificazione degli edifici pubblici e delle residenze private, la costruzione di nuovi edifici, di strade, ponti, canali e impianti portuali. Il costo previsto per i vari programmi fu fissato a un miliardo di unità della moneta nazionale. Fu quindi emesso un miliardo di banconote non soggette all’inflazione denominate “Titoli del Tesoro del Lavoro” per fare fronte a questi costi. Milioni di persone prima senza lavoro furono impiegate in massa per lavorare su questi progetti e questi lavoratori venivano pagati con Certificati del Tesoro. I lavoratori, quindi, iniziarono a spendere questi certificati in beni, merci e servizi, creando — con un effetto domino - ancor più posti di lavoro, per ancor più persone. Questi certificati furono denominati mefo, o talvolta “soldi federali”. Così facendo non solo si evitava la necessità di prendere a prestito da istituti finanziari internazionali ma anche di dover ripagare il debito pubblico a entità internazionali».

Il risultato di queste mosse ingegnose da parte dei nazisti contro l’élite monetaria e finanziaria internazionale fu prevedibile: le fu immediatamente negato qualsiasi accesso al credito straniero, rendendo quindi la Germania incapace di condurre qualsiasi tipo di commercio o transazione estera. Ma, ancora una volta, il regime nazista umiliò i banchieri raggirandoli e ristabilendo il proprio commercio con l’estero, semplicemente disfacendosi dell’intermediario bancario e ricorrendo a un sistema di baratto e contrattazione diretta con altre nazioni.

E da dove attinse Hitler queste idee finanziarie “radicali”?

Quando partecipò a una delle prime riunioni del Partito Nazionalsocialista, egli venne a conoscenza delle teorie di un economista tedesco di nome Gottfried Feder.

L’idea di base di Feder era che lo Stato dovesse direttamente creare e controllare e gestire il suo flusso di moneta attraverso una banca centrale nazionalizzata, anziché avere una moneta creata da banche private e a cui doveva pagare l’interesse sul debito. Da ciò egli concluse che la finanza in mano privata aveva schiavizzato la popolazione e le sue istituzioni, usurpando la nazione del controllo sul proprio denaro.

Feder e altri economisti tedeschi avevano tratto ispirazione per le loro teorie dalla Costituzione americana e, fatto ancora più importante, si erano ispirati direttamente al presidente Abraham Lincoln, il quale aveva finanziato lo sforzo bellico nordista durante la Guerra Civile americana, creando i cosiddetti Greenbacks', ossia valuta priva di debito, liberandosi così dal giogo delle banche di New York e dagli interessi da esse imposti.

Ma la Germania nazista si spinse anche oltre e fece qualcosa di eclatante. Rendendosi conto quanto essa fosse alla mercé dei banchieri che ne controllavano le forniture di petrolio - e quindi l’afflusso dell’energia necessaria per mantenere la sovranità nazionale della Germania - il Terzo Reich creò ex nihilo interi reparti della SS, il “Forschung, Entwicklung, und Patente" e le “S’5 Entwicklung-stelle 4”, ossia rispettivamente il “Dipartimento Ricerca, Sviluppo e Brevetti” e “l’Area di Sviluppo 4 delle SS”.

La missione segreta di questi due reparti d’élite consisteva nello scoprire e nel recuperare brevetti tecnologici che avessero implicazioni per la sicurezza nazionale e di investigare e sviluppare le tecnologie necessarie per ottenere “energia illimitata” - vale a dire lo sviluppo di tecnologie che avrebbero consentito alla Germania di trarre energia dalle leggi della fisica della Terra stessa e di sfruttarla per far fronte alle sue necessità energetiche... come potenziale arma.

Se si aggiunge al quadro appena descritto il fatto che all’interno di quell'alveo intellettuale che era il corpo delle SS vi circolavano delle idee eterodosse di fisica avanzata e poco conosciuta — tracce di un’antica fisica alternativa e delle sue leggi ormai perdute o dimenticate nel corso dei secoli, una fisica occulta frutto di un sapere celato nei testi dell’antichità e nelle leggende degli antichi - ci troveremo di fronte alla seguente situazione davvero interessante, giacché avremo:

  1. una nazione che ha ristabilito la sua sovranità e la facoltà di emettere la propria moneta in modo gratuito, libera da vincoli di interessi, spezzando così la sua dipendenza da capitale e sistema bancario straniero;
  2. una nazione che si è resa conto che l’unico modo di liberarsi completamente dal giogo del petrodollaro americano e i banchieri internazionali è quello di avere completamente accesso a una fonte di energia inesauribile e non sotto il controllo dell’élite finanziaria;
  3. ne consegue che essa dovrà cercare di sviluppare e controllare queste nuove tecnologie di manipolazione di quest’energia, e infine...
  4. essa ha intuito come vi sia un collegamento o una connessione che affonda le sue radici nell’antichità tra queste nuove dottrine di fisica ed economia che sta cercando di sviluppare.

Da questo elenco è evidente che la Germania nazista non solo riuscì a raggiungere la pressoché totale occupazione della sua forza lavoro in pochi anni dalla sua presa al potere, ma che si stava anche deliberatamente preparando per una guerra imminente.

Ma qui si potrebbero delineare anche le tracce per una possibile ragione segreta dei preparativi per questa guerra, al di là del desiderio dei nazisti di conquista per ottenere il loro “spazio vitale”' e dominio sul mondo: la decisione della Germania di stamparsi il proprio denaro avrebbe significato la totale perdita di controllo da parte dei finanzieri internazionali sull’economia tedesca attraverso il loro gold standard... questi avrebbero dunque inevitabilmente deciso di esercitare il loro dominio sulla Germania attraverso l’uso della forza, vale a dire della guerra.

Questa motivazione segreta per la guerra - ossia che gli Alleati abbiano essenzialmente agito come “agenti” dell’élite finanziaria internazionale per distruggere e riprendere il controllo su una potenza mondiale che si era di fatto liberata da tale controllo - potrebbe anche aiutarci a capire meglio perché gli Alleati avessero insistito per una resa incondizionata da parte dei tedeschi, garantendo in questo modo la continuità della guerra, finché la Germania non fosse stata completamente distrutta e occupata.

Il rapporto tra il mondo della finanza e la ricerca per acquisire o nascondere queste tecnologie basate su una fisica proibita può essere interpretato e analizzato anche da un altro aspetto. Quello di una lotta che persiste nel tempo.

Bankster

Come un gruppo di banchieri ha conquistato il mondo - Storia, tecnologie segrete e crimini della finanza globale, dall'antichità a oggi

Joseph P. Farrell

L’autore bestseller Joseph P. Farrell ripercorre la storia segreta di un gruppo di banchieri criminali in tempi antichi e moderni atto a completare il loro disegno di sopprimere lo sviluppo di tecnologie alternative della...

€ 14,90 € 12,67 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Joseph P. Farrell

Joseph P. Farrell è un ricercatore di prim’ordine, conosciuto e pubblicato in tutto il mondo, la cui credenziali comprendono un dottorato di laurea in Filosofia dell’Università di Oxford. Il suo vasto contributo letterario di ampio respiro copre temi quali la Germania...
Leggi di più...

Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Il prologo è l'epilogo - Estratto da "Bankster"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste