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Il poeta non si sbaglia

di Cecilia Martino 2 mesi fa


Il poeta non si sbaglia

Tornare ad essere poeti può cambiare la nostra vita, rendendoci più creativi, più integri, più comunicativi e più spontaneamente etici.

Perché quando non si trovano le parole per dire qualcosa si usano metafore, immagini, allusioni, aneddoti, parabole, aforismi? Il linguaggio poetico, metaforico, allusivo, illogico e anti-convenzionale è molto più che un genere letterario da relegare negli scaffali delle librerie o delle proprie case, è uno strumento pratico per la vita di ogni giorno. Aprirsi alla poeticità della vita vuol dire boicottare gli schemi linguistici a cui spesso aderiamo senza nemmeno accorgercene, come riflessi incondizionati di educazione, schemi culturali, familiari, sociali, etc. che ci imprigionano, invece di renderci portatori sani di visioni libere e di linguaggi vibranti, autentici e convincenti perché potentemente connessi alla qualità che ci rende davvero unici: l’intuizione. 

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Il risveglio dell’intuizione

La parola poetica è un cibo salvifico di cui possiamo nutrirci giorno dopo giorno a prescindere da quale sia la nostra personale situazione di vita perché ci connette con il nucleo stesso della Vita nella sua meravigliosa interezza e complessità. Ci invita a fare piazza pulita della nostra volontà di capire e comprendere sempre tutto con la sola ragione, con la volitività personale, con l'ego imbevuto di aspettative e ansie, e di lasciare spazio a una volontà infinitamente più grande che si esprime attraverso di noi. “Credetemi, la vita ha ragione, in tutti i casi”, intuiva il grande poeta Rilke.

L'intuizione è una qualità umanamente divina e divinamente umana, qualsiasi volto o nome si voglia dare alla "divinità": anima, spirito, universo, dio. Si tratta dell'aspetto invisibile che sostiene ad ogni piè sospinto qualsiasi nostro passo e a cui spesso intralciamo il ritmo con la nostra presunzione di esistenza, volitività esasperante e sguardo limitato che non va oltre il proprio naso.

Tornare ad essere poeti vuol dire risvegliarsi alla propria vera natura che è spontaneamente creativa, armonica e lungimirante. Ormai l’Intelligenza Artificiale sta soppiantando quasi tutte le attività che possono essere svolte dagli esseri umani, ma nessun artificio riuscirà mai a fare di un robot un poeta.


La trasformazione poetica: essere originali, vicini all’Origine

Perché quando si leggono poesie si tende naturalmente ad un'attitudine introspettiva e meditativa che, di certo, non avviene leggendo un quotidiano o una rivista di gossip?

La parola poetica nasce dal silenzio e dalla spaziosità, è sempre un indizio che schiude al mistero dell'essere e non ci chiede di essere capita intellettualmente, ci richiama piuttosto alla resa, alla ricettività, a farci largo, a darci spazio. Per questo può essere uno strumento di risveglio molto potente, suscitatrice di coscienza, salvifica e corroborante. Attiva processi spontanei di trasformazione perché richiede uno sguardo onestamente espanso sulla nostra interiorità e la luce della consapevolezza non abbaglia mai, ma illumina.

“La verità è sempre in forma poetica, non letterale ma simbolica; si nasconde, o è velata; luce nella oscurità... l’alternativa al letteralismo è il mistero” scriveva James Hillman.

Le poesie non dicono, ma danno. Non si vogliono far capire, perché nascono dalla relazione con l'indicibile, con il respiro dell'ignoto, sono traghettatrici di senso non di significati precostituiti. Per questo le poesie non andrebbero mai interpretate, ma solamente accolte e lasciate agire dentro di noi alla stregua di un bel tramonto da contemplare più che da conoscere intellettualmente.

Poeti sono coloro che non dicono frasi fatte, ma danno, sanno come darsi alla vita momento per momento sviluppando potenziali di resilienza e creatività inimmaginabili se si resta nel dominio mentale, banale, superficiale. Una delle qualità della poesia è la profondità. E più un poeta canta i suoi versi senza nessun altro scopo che quello di cantarli, più è originale e più i suoi versi saranno animati da qualcosa di particolare, imbevuti d'anima e non di sterili manierismi. Originale è chi è più prossimo all'Origine.


Parole che guariscono, sensibilità e comunicazione non violenta

Poesia è metafora della creazione per eccellenza in quanto siamo esseri animati da qualcosa di invisibile e impronunciabile, intrisi di mistero, ma che per esprimersi nella società e nella interrelazione con gli altri hanno bisogno di usare un linguaggio verbale. Le parole possono essere finestre oppure muri, possono creare barriere o gettare ponti verso l’altro e verso sé stessi (l’altro e il sé, le due cose non sono mai scollegate). Abitare un vocabolario poetico nella vita quotidiana è un gesto ben più che estetico ma molto etico in quanto ci rende individui molto più propensi alla gentilezza, alla compassione, all'altruismo disinteressato, a coltivare relazioni autentiche e libere. Vuol dire ridare vita a un linguaggio morto, artificiale, automatico ed essere portatori sani di una lingua animista in grado di trasmettere visioni profonde e non stereotipi di massa. Vuol dire letteralmente incarnare il verbo Essere, vestire parole che liberano, restituire senso alla vita.

Giuseppe Ungaretti affermava: “La parola è impotente, la parola non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi. Ma lo avvicina”. Interessante che abbia usato il verbo “dare” e non “dire”.

 

Wu Wei, azione non azione: la natura poetica è il nostro stato naturale


Nella visione taoista del Wu Wei si dice che “le espressioni piene di anima del poeta fluiscono senza sforzo, proprio perché "piene d'anima". Tutto considerato non esiste alcuna forma poetica definita, poiché un poema che sorghi spontaneamente dalla Fonte si muove animato dalla sua stessa forza e non obbedisce a nessuna legge umana prestabilita. La sola legge è che non c'è alcuna legge.

[...] Tieni presente che io intendo la parola "poeta" nella sua accezione più elevata. Un poeta non può vivere che per la sua arte, che egli ama in quanto arte, e non come mezzo per assicurarsi vaghe soddisfazioni terrene. Un poeta vede gli uomini e le cose nella loro essenza più semplice, a tal punto di giungere quasi a toccare Tao, se così si può dire. L'uomo comune non distingue che confusamente ciò che lo circonda, come attraverso una fitta nebbia. Il poeta non si sbaglia" (da Henri Borel, WU WEI - La storia del Saggio che aveva penetrato i segreti del Cielo e della Terra)

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Cecilia Martino

Giornalista, scrittrice e viaggiatrice, Cecilia Martino nasce a Roma il 10 settembre 1976. Laureata in Lettere, consegue una seconda laurea in Filosofia con una tesi dal titolo: “Poesia. Immagini dialettiche. La ricerca linguistica dell’indicibile”. Approfondisce nel tempo...
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