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Il linguaggio dell'inconscio

di Giorgio Mambretti 10 mesi fa


Il linguaggio dell'inconscio

Leggi un estratto da "Come Portare alla Luce la Realtà Nascosta della Malattia" di Giorgio Mambretti e scopri il legame tra salute e inconscio

L'essere umano è veramente strano! A prima vista sembrerebbe che gli piaccia soffrire e che ce la metta proprio tutta per "incasinarsi" a vita.

Che sia dotato di un quoziente intellettivo elevato, normale o mediocre non conta granché e, prima o poi, ne combina qualcuna e si lamenta, si sente in colpa, accusa l'amico, la moglie, i fi-y\i, il collega, il mondo e, quando non sa più a che santo votarsi, incolpa Dio: si dimentica, non sa - o nessuno glielo ha mai detto - che è lui l'artefice della sua vita e che farsela bella o brutta dipende, in ultima analisi, solo da lui!

Ciascuno di noi è solo davanti all'esistenza, anche se si trova in uno stadio circondato da centomila persone: è solo, punto e basta!

«Sì, belle parole» direte voi «ma io soffro ugualmente e sono malato: spiega come uscirne, se ne sei capace!».

Raccolgo la sfida e cercherò di mostrarvi "l'altra faccia della medaglia", la realtà nascosta; racconterò una storia che vi sembrerà incredibile, senza senso, completamente all'opposto di tutto quanto vi è stato inculcato fino a oggi, contraria alle vostre convinzioni e alle vostre credenze... e alle mie di tanti anni fa.

Eppure, a forza di battere il naso e di ascoltare storie di umana sofferenza, sono stato costretto, mio malgrado, a soccombere all'evidenza e ribaltare la mia visione di quella che pensavo essere la realtà. Il mondo capovolto è diventato il mio credo e il modo di interpretare gli accadimenti quotidiani, non solo miei ma di tutte le persone con cui entro in relazione, è ora la mia "droga".

Stai leggendo un estratto da...

Come Portare alla Luce la Realtà Nascosta della Malattia

La Medicina del Futuro

Giorgio Mambretti

(23)

Sono passati diversi anni da quando ho scritto il mio primo libro "La medicina sottosopra", da allora, il mio pensiero è andato modificandosi. Pur non disconoscendo al Dottor Hamer la sua geniale intuizione della triade "Psiche, cervello, fisico"...

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Indice dei contenuti:

Tanto per cominciare...

Incontrando qualcuno, non posso fare a meno di osservare i suoi tratti, i colori dei vestiti che indossa, gli anelli che porta cosicché, con un solo sguardo superficiale, riesco spesso a farmi un'idea del suo carattere, dei suoi problemi, delle sue sofferenze.

All'inizio non mi facevo scrupoli a esternare le mie deduzioni ma poi, dopo aver perso molti amici, mi sono rintanato nel mio guscio e non scucio parola se non dietro reiterate insistenze: la gente non vuole sentirsi dire perché soffre, non ama ascoltare la parola che l'obbligano a riflettere, a prendere coscienza dei suoi malesseri, ma cerca la bacchetta magica o la pillola miracolosa. O dite ciò che vuol sentire o è meglio "fare gli inglesi": parlare del tempo!

Cosi il mondo continua nella sua beata ignoranza, nel suo torpore, nel suo sogno illusorio e molte persone non si accorgono di lasciare che la vita scivoli su un binario che non hanno scelto. Continuano testarde nel loro tran tran e, se poi qualcosa va male, beh c'è sempre il medico!

Qui casca l'asino: veramente pensate che i dottori abbiano le chiavi della vostra guarigione, dal momento che sembrano ignorare la realtà profonda della malattia?

Certo conoscono molte nozioni, sanno a che cosa serve un cuore, uno stomaco, un piede, conoscono i valori di tutti gli esami possibili e immaginabili e si affannano a cercare "il colpevole", il microbo, il virus responsabile di tutte le malefatte e, quando non lo trovano, ricorrono all'ereditarietà. Eppure certamente sanno che nel nostro corpo esistono da 8 a 10 volte più microbi che cellule e che siamo colonizzati da un migliaio di specie di batteri senza che per questo siamo necessariamente ammalati!

Enormi risorse sono state e vengono costantemente impiegate alla ricerca del colpevole di tutti i nostri malanni e a Parigi l'istituto Pasteur fagocita miliardi, dimentico della confessione che Louis Pasteur avrebbe fatto al suo amico Claude Bernard: «Claude, mi sono sbagliato: l'importante non è il germe microbico, ma il terreno e quello che vi sta sotto»!

Per la medicina in serie e di massa, il sintomo è il solo nemico da debellare e su di esso si accaniscono "i ricercatori" mai paghi delle continue sconfitte e, poiché esso è spesso causato da alterazioni chimiche, ecco che usano la chimica per combatterlo, affidandosi ciecamente ai freddi e impersonali risultati di laboratorio. Questo gli hanno insegnato e questo applicano.

Purtroppo si dimenticano che l'essere umano non è solo un insieme di strutture fisiche, ma è una realtà complessa in cui psiche e cellule sono strettamente collegate e, se lo spirito soffre, difficilmente si può guarire.

Spesso la maggioranza dei medici non si cura di stabilire una sorta di alleanza terapeutica con il paziente che è prima di tutto un essere umano che soffre e che non sa a chi confidare le sue pene (per loro, queste riguardano gli psicologi) e così le consultazioni, invero assai rapide, si limitano a una semplice lettura di esami clinici. «Caro signore i suoi sintomi non mi piacciono; le prescrivo degli esami del sangue». 

Poi, leggendo i risultati: «Ah ecco, ha il colesterolo alto, cosi non va, lei rischia l'infarto»! «Prenda queste pillole per un mese, osservi questa dieta e poi torni a trovarmi; fa 150 euro, grazie»!

«Grazie un corno, che ho il colesterolo alto lo vedo anch'io senza dover studiare per dieci anni; mi spieghi piuttosto perché i valori si sono alzati», tentate di ribattere con un filo di voce.

«Sarà l'alimentazione, lei mangia troppi insaccati e troppa carne», sentenzia il luminare. «Veramente sono vegetariano» osate sussurrare a fil di voce quasi vi vergognaste di contraddirlo.

«Allora è senza dubbio ereditario». Fine della consultazione!

E così mettete la coda tra le gambe, addirittura vi scusate col grande uomo che "salva le vite", comprate le vostre pillole, ingrassate il farmacista e le case farmaceutiche e... vi avvelenate il fegato! Le vostre occupazioni riprendono a inghiottirvi, non c'è tempo per "ascoltarsi" e poi tutti fanno così... e vi sentite rassicurati: mal comune, mezzo gaudio!

A me tutto questo sembra allucinante, un film tragicomico che si ripete all'infinito.

Dove va la medicina?

Qui c'è qualcosa che non quadra, un tassello che manca, i conti non tornano o forse più semplicemente tornano solo per alcuni. Gli interessi di un'esigua minoranza prevaricano quelli di molti. Quei pochi, con la scusa di salvare le vite altrui, hanno trovato il sistema di riempire le loro tasche e noi gli abbiamo dato questo potere senza fiatare e porci delle domande.

Ci dicono di fare una mammografia tutti gli anni in prevenzione ma la contraddizione in termini mi pare evidente, poiché recenti studi hanno dimostrato che la mammografìa non è poi tanto innocua quanto si pensava, anzi! L'intenzione sembrerebbe lodevole giacché un depistaggio precoce permetterebbe d'intervenire prima che le cose si complichino ma, fino a che la sofferenza che ha causato la patologia resta nascosta nell'ombra, il problema rischia di ripresentarsi.

Ci obbligano a smettere di fumare per evitare il cancro ai polmoni, ma nessuno sa spiegare perché un fumatore si becca un tumore alla laringe, un altro alla trachea o al polmone, un altro un enfisema e mio nonno che ha fumato alfa fino a novant'anni si è spento lentamente per graduale usura dei suoi organi e ha sempre avuto una salute di ferro. Fintanto che si confondono i fattori di rischio" con la "causa primaria" di una patologia, non se ne caverà un ragno dal buco!

Mi sfiora spesso il dubbio che la cosiddetta "prevenzione" non sia altro che un buon sistema per aumentar il giro di affari e poter vendere più farmaci anche se, lo ammetto, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio.

Per non parlare poi della mania dei vaccini, che sono spacciati per la panacea contro tutti i mali! Molto è stato scritto in proposito finanche a mettere in dubbio le teorie di Pasteur. Che poi si arrivi a proporre una vaccinazione contro il papilloma virus del collo dell'utero medicalizzando le ragazzine in giovane età mi sembra aberrante.

Come mai nessuno si pone la domanda del perché alcune donne soffrono di questa patologia e non altre? Mi sembrerebbe essenziale chiederselo per capirne l'origine.

Tutti noi riceviamo continuamente richieste di denaro per lo studio della tal malattia e della talaltra e la ricerca è diventata il chiodo fisso del nostro tempo. Mi sono sempre chiesto che cosa ricercano se non trovano mai niente e, anche se pensano di aver individuato qualcosa oggi, domani si accorgeranno di essersi sbagliati.

Solo in Italia, nell'ultimo mezzo secolo, è stata spesa una fortuna per la "ricerca sul cancro" ma nulla si è scoperto sulla causa delle malattie tumorali: solo ipotesi! In compenso è stata per alcuni di voi una buona occasione per regalare una bella azalea alla vostra mamma!

Il problema è che si guarda sempre nella stessa direzione senza avere il coraggio d'imboccare strade diverse e così si è prigionieri di un labirinto senza via d'uscita. Mai li sfiora il dubbio che, forse, stanno cercando dalla parte sbagliata.

C'è da perdere la testa se solo ci si ferma a riflettere, ma se pensate, la società vi emargina, diventate pericolosi e rischiate di essere stritolati dal potere. Allora tanto vale continuare a far finta che sia così e... così sia, tanto alla fine moriremo tutti!

E se la storia fosse un'altra? 

L'essere umano è convinto che tutto dipenda dalla sua mente e, per lui, ciò che conta è essere intelligente, pensare e riflettere e trarre conclusioni.

Di buon mattino si alza e "sceglie" di mettersi dei jeans rossi, delle scarpe con i tacchi e al dito medio quel bell'anello che ha regalato mamma che, d'altronde, "è troppo grande per le altre dita". Crede di aver scelto ma, in realtà, così non è. Decide di cambiare automobile e comprare una Punto color argento convinto di aver scelto quel modello e quella tinta: nemmeno per sogno!

Si reca al lavoro, tampona un veicolo e si rompe un dito della mano, «ero distratto» pensa, ma la realtà è un'altra. (Per inciso, nessuno si chiede come mai alcune persone escono illese da incidenti gravissimi mentre altre si massacrano per un semplice tamponamento). Ha questa o quella malattia. «Che scarogna, che destino avverso»: questo è ciò che la mente gli propina, ma la verità sta da un'altra parte.

Mi sembra già di sentirmi dare del matto da qualcuno ma, se avrete un po' di pazienza e aspettate a chiudere il libro, forse alla fine sarò riuscito a instillare qualche dubbio nelle vostre menti.

Allora cominciate a tenervi forte: chi decide tutto per noi a livello del singolo, del gruppo, di un partito politico o di un altro, di una guerra o della pace, di una regione, di una nazione, del mondo è... l'inconscio del singolo, del gruppo, della nazione, del mondo! Certo non sono io il primo a scoprirlo. Illustri esempi che tutti conoscerete mi hanno preceduto.

È lui "il colpevole", il responsabile di tutto (in realtà si tratta solo di un meccanismo, ma l'essere umano deve ben poter incolpare qualcuno dei suoi malesseri)! Esso risponde a una logica precisa, ferrea e applicabile in ogni circostanza.


L'inconscio parla la sua lingua e si esprime, anche nel nostro corpo, attraverso i simboli.


È la simbologia che dovrebbe essere presa in considerazione, è il significato simbolico di ogni singola struttura del corpo umano che può portare alla comprensione delle mutazioni fisiche che chiamiamo "malattie". È l'ascolto attento della storia del paziente sofferente che permette di comprendere il perché, ad esempio, ha il colesterolo alto o qualsiasi altra patologia. Purtroppo tutto ciò non è insegnato ai futuri medici nelle cui mani noi mettiamo la nostra vita!

L'inconscio mette il becco dappertutto! Ne volete un piccolo esempio? 

Ogni medicina che comprate in farmacia contiene all'interno della confezione un foglietto illustrativo della composizione chimica del prodotto, della posologia consigliata e un lungo elenco di probabili effetti collaterali preceduto dalle parole: «Si possono verificare...».

Qui sta il punto: o gli effetti si manifestano per tutti, e allora l'avvertimento è giustificato, oppure, se solo alcuni ne soffrono, bisognerebbe chiedersi perché loro e non altri? Come mai su mille persone 990 non presentano sintomi indotti dal prodotto farmaceutico mentre dieci li manifestano?

Per me la risposta comincia ormai a essere evidente: la persona che è afflitta del cosiddetto "sintomo collaterale" vive uno stress che la destabilizza e il suo inconscio, che lo sa bene, coglie l'occasione dell'assunzione di quel determinato farmaco per mettere in atto una compensazione simbolica che ristabilisca l'equilibrio perduto.

Niente conflitto = niente sintomo!

Come si chiama in gergo quel "maledetto" foglietto che i più detestano leggere? L'inconscio ha coniato la parola più appropriata, «BUGIARDINO»: non vi viene da sorridere?

Come Portare alla Luce la Realtà Nascosta della Malattia

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Giorgio Mambretti

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Giorgio Mambretti

Giorgio Mambretti

Dopo gli studi di agopuntura e osteopatia, a seguito di una diagnosi senza speranza, si è orientato verso una nuova medicina che ha esposto nel suo primo libro: "La medicina sottosopra – E se Hamer avesse ragione?!" Nelle opere successive: "Una chiave per guarire" e "la Medicina del futuro",...
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