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Il freddo alle porte

di Stefania La Badessa 3 anni fa


Il freddo alle porte

Alziamo la guardia con le erbe immunostimolanti - Estratto da "L'Altra Medicina - n.24"

Guardiamo al mondo delle erbe con attenzione: troveremo sempre una proposta per superare al meglio i disturbi legati alla stagionalità.

Con l’arrivo dell’inverno puntiamo su echinacea, rosa canina e acerola.

L’arrivo dei primi freddi, costituisce forse il miglior “promemoria” per tutti coloro che, conoscendo le proprie risorse fisiche, sentono il bisogno di prepararsi all’imminente arrivo dell’inverno, considerato una delle stagioni “ad alto rischio” per la salute.

Negli ultimi anni, inoltre, gli agenti infettivi sembrano essere diventati sempre più forti ed aggressivi, causando non solo un’imponente sintomatologia ma anche lunghi periodi di convalescenza e frequenti ricadute.

Ecco quindi farsi più pressante l’esigenza di mantenere e rafforzare il proprio stato di salute, evitando – quando possibile – almeno i malanni invernali più seri: anche la fitoterapia è in grado di fornire numerose alternative “naturali”

Indice dei contenuti:

Balsami per le nostre difese

Si tratta di rimedi e principi attivi naturali in grado di stimolare in modo “non specifico” i meccanismi di difesa dell’organismo e quindi il sistema immunitario.

A differenza di quanto avviene per i tradizionali vaccini, che stimolano il sistema immunitario in modo specifico ricorrendo a ben precisi ceppi batterici inattivati presenti nel vaccino stesso, le piante immunostimolanti riescono a coinvolgere in modo più generale e ampio le varie strutture cellulari che compongono il sistema immunitario.

E’ una sorta di massaggio profondo che stimola e riattiva le naturali difese dell’organismo.

Equilibrio per le situazioni più delicate

Ideali per prevenire e trattare raffreddori, sindromi influenzali ed infezioni dell’apparato respiratorio (anche a supporto di una terapia farmacologica come quella cortisonica o antibiotica), gli immunostimolanti naturali possono rivelarsi un aiuto prezioso per chi tende a soffrire di forme infettive ricorrenti e croniche: ne sono un tipico esempio bambini ed anziani, caratterizzati da un sistema immunitario dagli equilibri più delicati.

Somministrazione costante (non “una tantum”)

Per garantire l’efficacia dei rimedi naturali immunostimolanti è però necessaria una somministrazione costante e continuata nei periodi di maggior bisogno, come appunto quello invernale: vengono quindi suggeriti dei veri e propri periodi di trattamento, solitamente realizzati ciclicamente ad intervalli regolari, che mantengano costante la stimolazione immunitaria e “stabile” la guardia alta contro virus e batteri

Quando è meglio astenersi

Essendo il sistema immunitario regolato da ben precisi equilibri, per tutti gli immunostimolanti valgono, in modo assoluto, le stesse controindicazioni, dettate dalla mancanza di dati certi sull’efficacia e sulla sicurezza d’uso in alcune particolari situazioni.

L’uso di immunostimolanti è quindi attualmente sconsigliato nell’ambito di malattie sistemiche progressive (tubercolosi, sclerosi multipla, collagenosi, leucomi, infezioni da HIV, AIDS e patologie autoimmuni) o in casi particolarmente delicati come i trapianti o le leucemie in attesa di trapianto di midollo osseo.

Per mancanza di studi specifici, sul feto e sul lattante, ne viene sconsigliato l’uso anche in gravidanza ed allattamento.

Echinacea. Arma letale anti-raffreddore

Si tratta di uno dei rimedi naturali più noti ed utilizzati allo scopo di potenziare le difese dell’organismo.

L’Echinacea è una pianta perenne (ne esistono ben tre varietà: Ech.Purpurea, Angustifolia, Pallida) appartenente alla famiglia delle Compositae, e può raggiungere i 150 centimetri d’altezza.

I suoi fiori sono simili alla margherita, il fusto è ricoperto da una peluria setolosa con foglie strette, mentre la parte utilizzata a scopi curativi – la radice – è di colore nerastro.

Proprio nelle radici si concentrano infatti diversi principi attivi utili per combattere le infezioni, quali l’echinacoside, l’echinaceina, alcuni polissaccaridi, un olio essenziale ed un modesto contenuto di vitamina C.

Le principali indicazioni di questa pianta sono soprattutto la prevenzione ed il trattamento delle malattie da raffreddamento di grado da lieve a mediamente severo, dunque raffreddori comuni, malattie influenzali e infettive delle prime vie aeree.

Numerosi studi hanno, infatti, evidenziato la capacità dell’Echinacea purpurea di attivare e rinforzare il sistema immunitario “aspecifico”, favorendo l’attività dei macrofagi, che divengono più attivi nella loro attività di distruzione dei germi e aumentando la produzione dei linfociti T, cellule del sistema immunitario capaci di combattere le infezioni.

Ne consegue un’azione antibatterica e antivirale ma anche antinfiammatoria, favorendo un pronto miglioramento dei tipici sintomi dei malanni invernali.

Come utilizzarla al meglio

  • Due opzioni: si può utilizzare la tintura madre, alla dose di 30-40 gocce in poca acqua per due volte al giorno e lontano dai pasti (ad esempio alle ore 8 e 18). In alternativa si ricorre all’estratto secco, ad una dose tale (3-4 capsule circa) da assicurare l’assunzione quotidiana di almeno 12 mg di principi attivi (echinacoside).
  • Per un uso preventivo ottimale vengono suggeriti cicli di assunzione di 30 giorni seguiti da un intervallo di 15 giorni, ripetendo poi nuovamente altri due cicli di assunzione, intervallati dalla consueta pausa di 15 giorni.
  • Può essere inoltre assunta nelle primissime fasi di un’influenza o di un raffreddore, alla dose di 50 gocce alla comparsa dei primi sintomi procedendo poi con 10 gocce ogni ora. Si continua poi con tale assunzione fino a miglioramento dei sintomi, riducendo il dosaggio a 20 gocce tre volte al giorno fino a completo superamento dell’infezione.
  • L’echinacea può essere utilizzata anche in forma di pomata o crema, nel trattamento di ferite a cicatrizzazione lenta e difficile o nelle piccole infiammazioni della pelle.

Acerola e Rosa canina. Fonti naturali di vitamina C

Per un funzionamento ottimale, il sistema immunitario ha la necessità di ricevere un apporto bilanciato di nutrienti: la “mancanza”, o meglio un apporto insufficiente di vitamine e sali minerali, può portare a stati carenziali di diversa entità e quindi ad una maggiore frequenza a contrarre malattie infettive.

Il ruolo principale nel sostegno al sistema immunitario è da sempre riconosciuto alla vitamina C: oltre che alle sue ben note proprietà antiossidanti, questa vitamina è capace di attivare la risposta degli anticorpi, favorire la funzionalità dei globuli bianchi e di stimolare direttamente la funzionalità del sistema immunitario.

Per integrare in modo naturale la vitamina C, oltre a ricorrere alle spremute d’arancia e alla frutta, è possibile ricorrere a rimedi come la Rosa canina (Rosa canina L.) e l’Acerola (Malpighia glabra L.): si tratta di due buone fonti vegetali di vitamina C, ricche anche di sali minerali, flavonoidi, carotenoidi e composti polifenolici dotati di attività antiossidante.

Della Rosa canina si utilizza la buccia coriacea dei “falsi” frutti maturi della pianta dal colore rosso –aranciato: sono i “cinorroidi”, termine greco che significa appunto “rosa dei cani”, per l’antica credenza popolare che la pianta servisse a curare i cani malati di rabbia.

 

 

Dell’Acerola, arbusto originario delle Antille e del Sud America – nota anche con il nome di “ciliegia delle Antille” – si utilizzano invece i frutti, molto simili, come suggerito dal nome stesso, alle comuni ciliegie, dalle quali differiscono però per l’elevatissimo contenuto di vitamina C.

 

Come utilizzarle al meglio

  • Per entrambi i rimedi a seconda dell’estratto utilizzato (in tintura madre o estratto secco) è bene attenersi alle indicazioni riportate sulla confezione, solitamente corrispondenti a 3-4 capsule al dì, da assumere a stomaco vuoto (al mattino e nel primo pomeriggio).
    La durata minima del trattamento è di 15-20 giorni, ma entrambi i rimedi possono – secondo le singole esigenze – essere assunti anche per lunghi periodi in tutta sicurezza.
  • Tempo da lupi? Infuso di rosa canina! Per una dose di tisana, versare 200 ml di acqua bollente in una tazza contenente un cucchiaino da tè di rosa canina, lasciando in infusione 1-20 minuti prima di filtrare. L’infuso va assunto 3 volte al giorno.

E non dimentichiamo Uncaria e Astragalo

L’Uncaria (Uncaria tormentosa e Uncaria guaianensis) è una liana originaria della foresta amazzonica dal cui fusto legnoso e più precisamente dalla corteccia, si ottengono estratti ricchi di principi attivi immunostimolanti, capaci di aiutare l’organismo contro gli attacchi di virus e batteri.

L’Uncaria è inoltre dotata di attività antinfiammatoria, preziosa nelle sindromi da raffreddamento e nelle influenze, ma anche per il trattamento delle malattie reumatiche.

L’Astragalo (Astragalus membranaceus e Astragalus membranaceus var.mongolicus) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle leguminose originaria della Cina e del Tibet, simile ad una grossa pianta di piselli.
Se ne utilizzano le radici, conosciute dalla medicina tradizionale cinese per la loro azione tonico-energetica e immunostimolante.

Un’alleata preziosa contro l’influenza e le malattie da raffreddamento, di cui è in grado di abbreviare il decorso, diminuire l’entità dei sintomi e ridurre il rischio di ricadute.

Articolo tratto da...

L'Altra Medicina n.24 Novembre 2013

La salute naturale raccontata dagli esperti

Abbiamo dedicato la copertina di questo numero ai chakra. Questa parola, di provenienza orientale, ricorre spesso negli approcci olistici di molte discipline che hanno come obiettivo quello di riequilibrare i centri energetici del nostro organismo. Se questi "vortici" girano al giusto ritmo, infatti, le ricadute su ghiandole e apparati saranno immediate e positive, determinando uno stato di benessere psicofisico duraturo. Spesso però qualcosa si inceppa o non funziona a dovere, e tutto "l'ingranaggio" ne paga le conseguenze.

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Farmacista, presta servizio di consulenza ed assistenza in farmacia sui prodotti fitoterapici. E' specializzata in omeopatia. Vive e lavora in provincia di Vibo Valentia.
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