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Igiene orale in gravidanza: perché e come prendercene cura

di Carmen Ruello 25 giorni fa


Igiene orale in gravidanza: perché e come prendercene cura

Consigli a chi pianifica una gravidanza o è in dolce attesa

È cosa universalmente accettata che un bel sorriso abbia da sempre un ruolo fondamentale nella vita di tutte le persone: insieme allo sguardo è infatti la manifestazione esteriore più importante delle nostre emozioni, della nostra interiorità, della vera essenza della nostra personalità.

Denti bianchi, brillanti, curati e gengive sane sono da sempre sinonimo di bellezza, armonia, ottimismo, sicurezza e fiducia in sé stessi, ma soprattutto comunicano agli altri amore per la pulizia e attenzione verso la propria persona, il proprio benessere e indicano lo stato di salute ottimale di chi li possiede.

Già migliaia di anni fa le problematiche della bocca e le possibili soluzioni erano argomento di discussione nei trattati medici di Egizi, Sumeri e Cinesi perché la bocca parla a nome del resto del corpo, evidenzia problematiche esistenti in altri distretti corporei, ci avvisa di eventuali patologie anche gravi.

Eppure manca ancora il più importante tassello che ci permette di mettere a fuoco il ruolo centrale dell'igiene orale e del ruolo che svolge in gravidanza sulla salute di mamma e bambino.

In questo articolo ti consigliamo...

Indice dei contenuti:

Correlazione tra microbiota orale ed esito della gravidanza

Recentemente la ricerca scientifica ha dimostrato delle importanti correlazioni tra il microbiota buccale materno e lo stato di salute del nascituro.


L’idea che il microbiota orale possa influenzare, in modo sia positivo che negativo, l’esito della gravidanza e ancor più lo sviluppo embrionale del nascituro, ci porta a considerare con altri occhi l'importanza dell’igiene orale.


Placca, tartaro, carie, gengiviti ci appaiono nemici più subdoli di quanto potessimo prevedere in passato e spingono noi italiani, da sempre restii all'uso dello spazzolino e del dentifricio, a riconsiderare il nostro rapporto con l’igiene orale. Educare i bambini a lavarsi i denti dopo ogni pasto deve diventare un elemento irrinunciabile del loro percorso di crescita, forse più importante dei compiti, per far sì che da adulti possano garantire alla prole uno stato di salute eccellente fin dalla nascita.

Ed anche l'introduzione di regole più restrittive sul consumo dei dolciumi vari dovrebbe essere riconsiderata alla luce di queste scoperte: caramelle, chewing-gum, marshmallow sono diventati abitudini quotidiane dalle conseguenze troppo penalizzanti e dovrebbero essere oggetto di una campagna di sensibilizzazione che riduca quanto meno la pubblicità ingannevole in fascia protetta.

Diventa altresì importante la scelta dei giusti dispositivi che possano aiutarci a mantenere e/o ripristinare la salute della bocca fin dalla più tenera età. A partire dal dentifricio e dal collutorio.

Prodotti biologici, sostenibili, totalmente naturali, privi di fluoro, ma con antibatterici vegetali e soprattutto probiotici benefici per l’igiene quotidiana.

Il feto è già esposto in utero ai microrganismi

Mentre fino a qualche anno fa si credeva che l’utero materno fosse una cavità completamente sterile, oggi possiamo affermare in tutta tranquillità che il feto è esposto a batteri intestinali che attraversano la placenta e penetrano nel liquido amniotico servendosi del flusso sanguigno materno. Questa esposizione ai batteri simbionti prosegue anche al momento della nascita con il passaggio nel canale del parto, prosegue durante i primi anni di vita, si modifica nel corso dei decenni seguenti e ha una profonda influenza sulla salute per il resto della vita di ogni persona.

Allo stesso modo, una composizione microbica alterata durante la gravidanza può produrre metaboliti “aberranti” che compromettono lo sviluppo del cervello fetale e gli esiti neurologici per tutta la vita.

È ormai acclarato che una normale colonizzazione intestinale sin dal primo contatto nel canale del parto è capace di guidare lo sviluppo bilanciato del sistema immunitario neonatale, mentre la disbiosi contribuisce allo sviluppo di una funzione immunitaria distorta sin dalle prime fasi di vita che perdurerà potenzialmente per tutta la vita.

Adesso sappiamo anche che diversi fattori precedenti al parto, quali la genetica materna, la dieta, i farmaci e i probiotici, sono in grado di “informare” il microbioma fetale in preparazione alla successiva colonizzazione batterica perinatale e postnatale.

Numerosi studi suggeriscono che la trasmissione batterica dalla madre al feto è un evento regolare durante tutte le gravidanze umane e non solo un fenomeno accidentale nelle gravidanze a rischio, pre-termine o viziate da infezioni virali. L'esatto meccanismo del trasferimento batterico materno-fetale non è ancora completamente noto. Tuttavia, almeno nei mammiferi, il microbioma fecale materno sembra il candidato principale in grado di contribuire in larga misura a delineare l’assetto della microflora dell'intestino fetale.

Influenza dei probiotici e della dieta durante la gravidanza

La traslocazione batterica dall'intestino al flusso sanguigno materno e da lì agli altri organi è fisiologicamente aumentata durante la gravidanza e l'allattamento. Sebbene non sia ancora chiaro quale processo sia attivo durante la gravidanza umana, sono stati descritti diversi possibili percorsi per la migrazione dei batteri luminali attraverso l'epitelio del piccolo intestino in condizioni di assenza di permeabilità intestinale (cioè con barriera enterica intatta e in assenza di patologie), con il contributo di alcuni tipi di cellule.

Uno studio descrive in dettaglio il microbioma placentare e suggerisce una diversa modalità di trasmissione dei batteri al feto dai risvolti estremamente interessanti: i ricercatori hanno scoperto che il microbioma della placenta somiglia al microbioma orale di uomini adulti molto più dei microbiomi vaginali, cutanei, intestinali o di altro distretto corporeo. Tale conclusione è stata raggiunta dopo aver analizzato campioni di placenta raccolti in condizioni sterili da 320 donne.

Ciò ha permesso di mostrare che nel complesso, i profili del microbioma placentare sono più simili al microbioma orale umano: alcuni di questi, come il Fusobacterium nucleatum (un anaerobo orale Gram negativo), possono facilitare la trasmissione batterica, via flusso sanguigno, sin dalle prime fasi della formazione della placenta, a causa della loro capacità di legare l'endotelio vascolare e alterarne la permeabilità, fungendo così da "abilitatore" per altri commensali comuni, come l’Escherichia coli.

Questi ultimi risultati sono di particolare interesse, anche alla luce della già nota correlazione scientifica tra la malattia parodontale e l’aumento del rischio di parto pretermine.

Rimozione della placca e prevenzione della malattia parodontale

La parodontite è un’infiammazione profonda delle gengive causata dai batteri presenti nella placca dentale non adeguatamente rimossa.

Per prevenirla, la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) insieme alla European Federation of Periodontology (EFP), all’American Academy of Periodontology (AAP) e all’Asian Pacific Society of Periodontology (APSP) ha redatto delle linee guida in forma di decalogo “salva denti e gengive”.

È comunque risaputo che occorre lavare i denti dopo ogni pasto spazzolandoli per 4 minuti con un dentifricio delicato, appositamente studiato per denti e gengive sensibili ed usare un adeguato collutorio.

Premesso che i consigli descritti in questo articolo non vogliono in nessun caso sostituirsi al decalogo redatto dagli esperti e alle visite specialistiche da parte degli igienisti dentali e degli odontoiatri, mi sembra utile offrire una guida a chi desidera cimentarsi nella pratica dell'autoproduzione domestica di prodotti per l'igiene orale.

Nel prossimo articolo trovate la ricetta per la preparazione del dentifricio, il cui uso è consigliato non solo in gravidanza ma in tutte le fasi della vita, sia delle donne che degli uomini, dal momento che è bene non arrivare quando ormai è troppo tardi e i disturbi della bocca sono divenuti irreversibili.


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Carmen Ruello

Carmen Ruello

Laureata in Biologia Molecolare presso l'Università degli Studi di Messina, Corso di Laurea in Scienze Biologiche, indirizzo Biomolecolare, nel 1998. Nel 1999 partecipa ad un Corso tenuto dal dott. Heinrich Kremer a Bologna sulle Malattie Degenarative e sul ruolo dello Stress Ossidativo,...
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