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I nove attributi

di Giada Caracristi 1 mese fa


I nove attributi

Leggi un estratto dal libro "Il Mondo Nuovo" di Giada Caracristi

Siamo al punto in cui sul pianeta Terra l’energia vitale è talmente in fermento da avere setacciato tutte le aree primarie della società umana.

Lo notiamo quotidianamente, l’energia ha smosso la società politica, economica e sociale e ora, scandagliando le basi dell’Esistenza, smuove i pilastri portanti della famiglia, della religione e della morale.

In poche parole, siamo alla svolta radicale, all’inizio di un Mondo Nuovo.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Il Mondo Nuovo

Dall'Era della sopravvivenza all'Era della realizzazione

Giada Caracristi

Realizzare il Valore Umano nella vita quotidiana è una priorità di questo tempo: scopri come fare con questo libro! L’Umanità ha finalmente raggiunto la maturità necessaria per espandere il proprio mondo interiore nella...

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Indice dei contenuti:

I nove attributi dell'essere umano realizzato

Non ci sono limiti alle migliori attitudini che gli esseri umani possono manifestare ma ci sono processi che richiedono l’adempimento di passaci specifici.

  • AMORE
  • GIOIA
  • PACE
  • LONGANIMITÀ
  • BENIGNITÀ
  • BONTÀ
  • FIDUCIA
  • MITEZZA
  • PADRONANZA DI SÉ

Questi nove attributi sono parte integrante del processo di realizzazione dell’Essere; ognuno di loro sviluppa, definisce ed espande un’espressione portante di quella struttura energetica e fisica che comunemente definiamo: “Uomo”.

Ma perché l’Essere Umano dovrebbe ricercare la realizzazione di sé?

Per raggiungere quello stato di armonia ed equilibrio interiore che spinge la sostanza dell’Essere a espandersi oltre i confini individuali andando così ad arricchire la realtà condivisa.

Quest’espansione genera nello spazio fisico una traccia energetica che, per attrazione, richiama il potenziale di realizzazione corrispondente.

L’individuo ha così la possibilità di realizzare le condizioni di vita che meglio gli si addicono, edificando una versione della realtà su misura per lui.

Non sono necessari riti d’iniziazione o conoscenze magiche per vivere una quotidianità che rispecchi appieno la propria verità interiore. E sufficiente vivere in risonanza con se stessi, rivendicando fiduciosamente il proprio diritto all’indipendenza d’esistere attraverso l’uso consapevole del libero arbitrio.

Al risveglio mattutino, con il primo respiro, riappropriatevi della vostra consapevolezza, della vostra Presenza. Connettetevi all’ambiente circostante fino a essere parte integrante dell’atmosfera della stanza. Coscienti della qualità meteorologica dell’aria, dei rumori, delle voci e dei silenzi, condividete la vostra Presenza con chi vi sta accanto.

Questa specifica apertura, accogliente senz’aspettativa, trasportata in ogni ambito della giornata crea nuove dinamiche e interazioni, nuove opportunità.

È questo genere di leggerezza che vi permetterà di acquisire il distacco necessario a riconoscere i potenziali e le soluzioni che si nascondono dietro le apparenze.

È questo l’approccio che vi farà considerare i problemi semplicemente come varianti o, nel migliore dei casi, come un trampolino di lancio dagli inaspettati risvolti.

Le strutture della realizzazione

L'amore è il veicolo preferenziale della sostanza vitale ed è il garante di ogni forma di connessione. Il contrario dell'amore è la paura. Questo non significa che sia sbagliato provare paura ma semplicemente che essa provoca polarità e separazione.

Non è abitudine umana educare amore, forse al sentimento ma non all'attributo. Quindi, è necessario esercitarsi come si farebbe con un arto in via di riabilitazione.

Quando percepite una dissonanza, quando sentite che state perdendo energia, quando vi sentite vulnerabili, anziché chiudervi tornate per un momento al vostro mondo interiore, tra le braccia dell’amore che provate per voi stessi e una volta rassicurati, dispiegate quella percezione permettendole di espandersi oltre i limiti fisici.

Come? Attraverso la gioia.

La gioia è la più alta manifestazione della realizzazione umana. Tutto nell’Universo è permeato dalla gioia. La Terra è una costruzione di gioia, i cuccioli esprimono gioia, i cicli vitali seguono un ritmo gioioso, anche la pioggia, il vento e la neve possono definirsi manifestazioni di gioia.

E allora perché considerarla un’emozione secondaria?

La gioia è un valore. In quanto tale custoditela e fatela crescere.

Non c’è circostanza in cui la gioia sia inappropriata. Anche i momenti bui, di sofferenza o di sconforto possono essere rasserenati da un sano apporto di gioia.

Quanto può trarre beneficio un amico affranto dal dolore e confortato con gioiosa serenità?

La gioia porta in sé le frequenze amore perché mentre la gioia crea il ponte di connessione, l'amore conduce all’espansione.

È inoltre da sottolineare come la gioia profonda, da un punto di vista fisico, generi un’unione integrale modificando a connessione molecolare della materia tra le parti al punto da alterare lo schema della realtà e dello scorrere del tempo lineare.

Quando si è gioiosi si diventa adattabili, miti, ed è l’esercizio contemporaneo di queste qualità che genera il terreno di base per l’espressione dell’Essere compassionevole.

Quante volte avete visto perfetti sconosciuti riuniti in occasione di una celebrazione gioiosa abbracciarsi come unici di lunga data durante i saluti di commiato?

Questo è il potere della gioia, come potrebbe essere fuori luogo?

La gioia è contagiosa, supera barriere e sgretola fazioni, genera leggerezza, dissolve i dubbi e permette di assaporare :on gusto la bellezza di essere umani.

Le gioie del corpo, le gioie del palato, le gioie dei sensi. Gioia, gioia e ancora gioia!

Il binomio amore e gioia genera inevitabilmente pace.

Il meccanismo è automatico eppure va sostenuto.

La soluzione al conflitto, di qualsiasi polarità si tratti, sappiamo essere la pace e quand’è pratica quotidiana sanifica tanto il terreno interiore quanto la realtà condivisa.

Mentre h. gioia sostiene l'allineamento, la pace è il potere dell'amore in azione.

E se la gioia è il moto attraverso cui il cuore canta, la pace ne è il verbo, il diapason che specifica la melodia della realtà che si va formando.

Quando le cose combaciano così armoniosamente, ogni intervento nell’ambiente circostante rivela la massima espressione del suo più alto potenziale.

Il secondo binomio è dato da pace e longanimità.

La longanimità è una virtù presa poco in considerazione, la parola stessa viene usata raramente. La longanimità personifica lo stato dell’Essere refrattario al conflitto.

Di fronte alla dualità la longanimità non carica il conflitto formulando giudizi, ma osserva lo svolgersi dell’evento senza aeravate le parti, perché vede l’unità dell’insieme oltre l’apparenza.

La longanimità è acqua cristallina che scaturisce dalla Fonte per poi seguire il corso dell’Esistenza.

L’Essere longanime non perde la propria neutralità nemmeno quando il conflitto si ripete o protrae.

Del resto, come potrebbe attecchire il conflitto in un essere senz’aspettative, innamorato di quello che c’è così com’è, che vive nella sperimentazione della sua personale traiettoria di gioia, con il cuore talmente in pace da pervadere e modellare la realtà che lo circonda?

Capite ora la praticità di questi attributi?

Terzo binomio: benignità e bontà.

Questi due sono gli attributi che più di altri vi permetteranno di espandere il Mondo Nuovo nella realtà quotidiana. A qualsiasi livello, in qualsiasi frequenza, benignità e bontà vengono accolte senza discriminazione.

Se amore, gioia, pace e longanimità vengono spesso rifiutate da chi ha scelto il vittimismo e la negazione di sé, benignità e bontà, in quanto veicolo prediletto dell’espressione materna, sanno oltrepassare il rifiuto.

Nella visione sociale comunemente accettata si dà per scontato che le madri provino una speciale frequenza d’amore per i propri figli ma spesso, i bimbi vengono cresciuti circondati più da bontà e benignità che da amore.

Nel corso dei secoli sentimentalismo, manierismo e ricatto affettivo hanno rivestito ruoli molto ingombranti all’interno del sistema familiare.

Benigno è colui che sa connettersi all’altrui sostanza per coglierne il valore ed espanderlo a prescindere dalle circostanze. Questo significa che nell’incontro con l’altro, il valore interiore viene considerato come la base portante dell’espressione altrui.

La benignità non è un sentimento ma una struttura funzionale paragonabile all’eccipiente di una composizione chimica.

E il conduttore, che mantiene alta e fissa la frequenza dell’Essere. Serve allo scopo di favorire l’espansione del valore interiore della singola parte e, di conseguenza, a favorire la realizzazione dell’insieme.

L’Essere Umano realizzato è il risultato di una sequenza geometrica di energie impeccabilmente concatenate e come tale va sostenuto.

Affinché l’Esistenza continui a creare, la libertà di espressione dell’Essere va obbligatoriamente sostenuta e per manifestarla è necessario far entrare in azione la bontà.

La bontà, come l'amore, è stata spesso attribuita a sentimentalismi, ricatti affettivi, proiezioni e aspettative. Ma può la bontà chiedere qualcosa in cambio? No, la bontà dà, esclusivamente.

Va specificato che qui per bontà s’intende molto più che l’essere buoni. Significa entrare in condivisione con l’altro favorendo l’espansione del bene comune, sempre.

E non c’è occasione per farne a meno perché non è una scelta ma una costante, un’imprescindibile virtù portante.

Facendo un semplice paragone, potremmo dire che la bontà è la ruota del veicolo — la funzione dinamica — mentre la benignità è il meccanismo di trasmissione che la connette al motore - il binomio gioia e amore.

In pratica? Una volta innescato il meccanismo di espansione attraverso amore, gioia e pace diventa scontato manifestare bontà e sarebbe impossibile farne a meno.

Ma perché prendere in considerazione una virtù che si manifesta spontaneamente? Perché definendone il valore, la si può usare intenzionalmente.

Tornando all’esempio semplice, si potrebbe dire che chi è alla guida di un veicolo segue spontaneamente la strada perché sa, per definizione, che la strada è l’area di scorrimento designata ai veicoli.

Altrettanto spontaneo e logico è il valore della bontà nel processo di realizzazione dell’Essere Umano.

Fiducia e Mitezza è il quarto binomio.

Fiducia, in pratica significa non auto-limitarsi.

Il veicolo è pronto, abbiamo struttura e carburante; è arrivato il momento di scoprire quand'è performante il nostro mezzo e l’unico modo per farlo è osare spingersi oltre la tacca rossa dell’acceleratore.

Qui siamo oltre i principi che per anni vi sono stati ripetuti: “Uscite dalla zona di comfort, abbiate il coraggio di stupirvi... ”

L’Essere Umano realizzato, che vive e pratica la sua verità interiore, che viaria e opera nella piena consapevolezza di sé, conscio del proprio valore, ha completa fiducia nell’Esistenza e nella propria bussola interiore e lo dimostra esercitando intenzionalmente il libero arbitrio.

Di fronte a un’opportunità con cui risuona, di cui riconosce il potenziale, non si pone la domanda se sarà possibile o fattibile realizzarla ma, semplicemente, scivola lungo le curve e i rettilinei di quella traiettoria sfruttandone le inclinazioni migliori.

Un simile individuo non chiederà continuamente aiuto e sostegno perché riconosce il valore della propria sostanza e sa che la può espandere creativamente in ogni ambito dell’Esistenza, perché è consapevole del fatto che il suo raggio d’azione è potenzialmente illimitato.

La Mitezza non oppone resistenza.

È l’attributo di chi è pronto a lasciarsi combaciare al miglior potenziale, sempre.

Mite è colui che si lascia condurre dall’Esistenza assecondando il cambiamento, pur restando ancorato al proprio centro.

La mitezza non ha opinioni di sé, ha sé. Non si piega a ideologie o pregiudizi, non si lascia fuorviare dalle circostanze ma si asseconda e favorisce la realizzazione del miglior potenziale a disposizione.

Non s’immischia con la polarità perché ha completa fiducia nella visione d’insieme, perché il suo unico scopo è realizzarne l’espansione.

La padronanza di sé, l’ultimo degli attributi, è lo stabilizzatore di frequenza dell’intero assetto.

E qui non ci si riferisce a quell’essere se stessi con pregi e difetti, attitudini e peculiarità a cui si deve prestare attenzione per non eccedere, per non superare il limite.

La padronanza di sé la esercita colui che è consapevole del proprio valore, che si nutre della propria sostanza vitale, che si lascia guidare dalla propria verità interiore e che in risonanza a essa fiduciosamente si muove.

La padronanza di sé non è un esercizio di abilità ma di qualità.

L’Essere Umano realizzato che manifesta impeccabilmente questa virtù non cede il proprio potere, non vive in balìa delle circostanze, degli stati d’animo o degli influssi mentali provenienti dall’esterno, ma è padrone del proprio mondo interiore, delle energie che lo formano, che espande nella realtà superando i limiti convenzionali per connettersi all’illimitato potenziale a sua disposizione, non per tornaconto ma a favore dell’espansione della propria e altrui sostanza.

Padrone di sé è chi ha ben chiaro il proprio intento e lo esercita con chiaro discernimento.

Azzardatevi a essere impeccabilmente voi.

Provate almeno un giorno, un giorno intero a essere pienamente voi esultando dei vostri talenti, innamorandovi del vostro carattere, dei vostri gusti, delle vostre inclinazioni.

prendendo sotto braccio i vostri difetti e guardandovi dritti negli occhi - forse per la prima volta - da una nuova prospettiva: la vostra.

Essere umani è talentuoso di per sé, ma realizzarsi è un’opera d’arte!

Nutritevi del vostro valore e, per la gioia di essere voi, saltate da potenziale a potenziale senza cedere al dubbio, allo sconforto o al condizionamento...

Provate almeno un giorno - un solo giorno - in cui dal primo respiro cosciente a quando vi calate nel sonno, seguite unicamente la vostra personale traiettoria d’esistere.

Il Mondo Nuovo

Dall'Era della sopravvivenza all'Era della realizzazione

Giada Caracristi

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Giada Caracristi

Giada Caracristi è un’artista italiana conosciuta in ambiente artistico con lo pseudonimo di Giada Wood. È nata nel 1973 a Rovereto, Trento, dove fin da bambina mostra uno spiccato interesse per il misticismo, il simbolismo e l’umanesimo. Si dedica indifferentemente...
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