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I colori del '900

di Carla Perotti


I colori del '900

Leggi un estratto da "La Madre dei Mondi" di Carla Perotti

Nella coscienza abbiamo tali depositi di desideri, di rabbia e gelosia, che le nostre azioni non sono veramente libere. Al contrario, esse sono psicologicamente asservite.

Rileggevo ieri lo scritto in cui Mère spiega che questi depositi devono essere bruciati, che occorre fare un falò delle nostre imperfezioni e dei nostri conflitti perché sia possibile arrivare ad agire in modo disinteressato.

Devo riflettere sulla legna da raccogliere per fare il falò: di quale legna si tratta? E dove andare a raccoglierla? Allora si potrà compiere il proprio dovere con disinteresse totale.

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La Madre dei Mondi

Carla Perotti

La Mère, Mirra Alfassa, è una delle figure di riferimento nel panorama della crescita spirituale. La presente opera rappresenta un luminoso affresco con cui l'autrice offre una riflessione a mo' di meditazione scritta, nella quale con ricordi e...

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Fino a quando c'è un Io di fronte a un "altro" e si percepisce una differenza, dentro di noi si insinua fatalmente la presunzione di trovarci dalla parte della ragione. È vero che questo ci aiuta a colmare le nostre insicurezze, ma l'azione non ha più il carattere di un dono e non ci consente di conoscere quella gioia senza oggetto di cui parlava talvolta il mio maestro.

Quando meditavamo con lui, egli ci pregava di restare a lungo immobili nella posizione che avevamo scelto, sia per ottenere un buon equilibrio della mente che per fare del corpo un veicolo idoneo al viaggio dello spirito.

A proposito della morte ci ricordava che l'anima si libera più tardi del corpo. Quest' ultimo ci è stato utile per servire la vita, ma per liberarsi dalle incapacità fisiche e dalla distrazioni mentali occorre "cuocere il proprio corpo al fuoco della disciplina". Anche lui parlava di un falò. Altrimenti il corpo resta allo stato dell'argilla che si dissolve nell'acqua.

Quando l'anima si libera dalle memorie del corpo che ha abitato, la sua presenza può manifestarsi a coloro che desiderano mantenere un contatto con lei. Ho un amico che dialoga abitualmente con sua moglie, che è mancata due anni or sono.

Ma anche al di là di un desiderio che si esprima in questo senso, vi sono anime che compiono per noi un lavoro di ordine spirituale, che offrono una protezione, che intervengono in qualche modo nella nostra vita.

Ne fui testimone io stessa, poiché quando ero giovane ricevetti dalla Mère un aiuto che cambiò l'orientamento della mia esistenza.

Mi trovavo su un'automobile molto veloce, con mio marito e altri amici, quando ad una curva della galleria vidi la sagoma di un camion fermo contro il quale saremmo inevitabilmente andati a cozzare. Fu in quell'attimo che si manifestò con chiarezza, di fronte ai miei occhi, un grande arcobaleno. Al centro del vasto arco appariva un personaggio vestito di bianco che molto più tardi seppi essere Aurobindo. Infatti ancora non lo conoscevo, mentre alla sua destra appariva Mère, e di lei avevo appreso da poco alcune notizie. Fu dalla Signora che ricevetti il messaggio che mi rassicurò: poiché mi chiese se volessi "andare o restare", io le risposi che avrei desiderato rimanere sulla terra perché mio figlio era ancora piccolo. Lei allora disse sorridendo: "bene, tu rimani, ma la tua vita cambia".

Ora sappiamo che esistono stati dell'essere che non appartengono alla misura comune del vivere. Non è raro che un paziente, pur ricevendo un'anestesia totale sul tavolo operatorio, non sia poi in grado di riferire tutto ciò che ha sentito dire dal chirurgo e dagli assistenti che lo credevano addormentato.

Noi siamo abituati a vivere lungo un tempo lineare, ma il nostro cervello può acquisire nuove capacità percettive, può operare cioè un salto quantico. Si tratta di fenomeni che si stanno verificando con sempre maggiore frequenza.

È evidente che la visione dell'arcobaleno e il colloquio con Mère, che avrebbero richiesto alcuni minuti, si svolsero invece in un attimo grazie alla contrazione del Tempo. Come se invece di svolgersi orizzontalmente, nella dimensione in cui si parla della successione dei fenomeni e si usa dire "oggi" o "domani", il tempo si fosse contratto e fosse rientrato verticalmente in se stesso.

Il "Concetto di Tempo" è molto cambiato rispetto a quello storico della vecchia cultura, quando ci veniva chiesto soltanto di situare le guerre puniche o la scoperta dell'America a un certo punto della sua linea. Spazio e Tempo non corrispondono più a concetti misurabili, non fanno più parte di una civiltà in cui tutto era scandito e misurabile e il flusso del Tempo si esprimeva soltanto tra il presente, il passato e la presunta immediatezza del futuro.

Forse la vecchia idea del Tempo cominciò a frantumarsi all'epoca dei Caldei, dei più antichi abitatori della Mesopotamia, quando l'idea della "divinazione" irruppe nel presente e spalancò nel grembo del Tempo un abisso concettuale. Lo privò di quanto aveva di oggettivo e misurabile e lo rese così evanescente che nella mitologia greca Cronos, il dio del Tempo, prese e mangiare i suoi figli. Il Tempo si difese inventando la circolarità degli eventi, il succedersi delle stagioni, ma clessidre e orologi andarono in frantumi perché era chiaro che non vi era un solo Tempo ma ve n'erano molti, c'era anche quello misurato sul moto variabile degli astri.

Oggi non è più possibile meravigliarsi di certi accadimenti perché sappiamo che la materia è costituita per più del 90 per cento di spazio vuoto, che le particelle della materia possono comportarsi come onde e filtrare attraverso muri impenetrabili presentandosi contemporaneamente in due luoghi. In questa dimensione è chiaro che il "domani" potrebbe anche presentarsi prima di "ieri"!

Per lo stesso motivo possiamo viaggiare nel futuro e comprendere che la "realtà" alla quale abbiamo sempre creduto grazie alla mediazione dei nostri sensi, è invece illusoria. Mi rendo conto che questo sia un concetto difficile da assimilare per chi ha, come noi, una Coscienza spazio-temporale.

Per fare un esempio posso dirvi che in questo momento il tavolo sul quale lavoro esiste in apparenza, ma contemporaneamente non è.

Se non ci fosse la nostra mente, che è abituata a fissare dei parametri, la materia non sarebbe che una massa liquida, indeterminata, nella quale tutte le probabilità esistono simultaneamente. Per questo motivo abbiamo bisticciato per secoli a proposito del libero arbitrio, fino a parlare di "destino" e del meccanismo di natura biochimica che condizionerebbe il nostro comportamento.

Infatti qualcuno pensa che la nostra capacità di discriminare sia il risultato delle scariche elettrochimiche di certi neuroni, ciò che farebbe di noi la ghiotta preda di un "determinismo causale". Ogni nostra scelta sarebbe dunque legata alla sua causa.

Al contrario, di fronte alle "probabilità" della materia delle quali si parla oggi, le neuroscienze potrebbero rivelarci la libertà delle nostre scelte. Potrebbero metterci in condizione di estrarre dal cilindro del mago l'indicazione migliore rispetto alla probabilità di un amore felice o della guarigione da una malattia. Ci aiuterebbero a capire se siamo liberi da costrizioni esterne e compulsioni interne: perché scegliamo di mangiare una mela anziché una fetta di panettone con la panna? La risposta non viene dal nostro dietologo.

È vero che il nostro corredo genetico ci predispone a un certo comportamento, ma al di là dei nostri caratteri ereditari, dei vari segmenti di DNA che ci fanno nascere con i capelli biondi e gli occhi azzurri del nonno materno, l'insieme dei nostri caratteri fisici mostra quanto sia importante la nostra relazione con l'ambiente.

Qualcuno invece pensa che le nostre scelte nascano dalla simbiosi che si è creata tra un gene e l'ambiente: da essa sarebbe emerso il Sé, un ego libero dal programma biologico. Ecco il fiocco bianco da appendere sulla nostra culla!

L'evoluzione avrebbe dunque prodotto un fenomeno "non causale", cioè una Coscienza Libera, capace di andare oltre i limiti del nostro condizionamento. Ecco! Forse ci troviamo di fronte al "sovramentale" di cui parlarono Aurobindo e Mère, gli ultimi grandi Maestri del secolo scorso.

Siamo oltre le identificazioni che limitano la percezione della realtà e finalmente interroghiamo la Coscienza. Essa era stata a lungo considerata un falso concettuale, ma il riaffiorare di una mente soggettiva ha consentito la scoperta del Sé, di un Sé transpersonale, attraverso esperienze sensoriali ed emozioni del tutto private.

È indubbio che le macchine possano risolvere i problemi con la loro "intelligenza", ma non per questo sono dotate di coscienza.

Come scrive Laura Boggio Gilot "i fattori mentali che devono essere trascesi sono quelli che imprigionano la Coscienza nei confini dell'Io e impediscono la conoscenza-realizzazione del Sé, ovvero il risveglio alla propria interezza bio-psico-spirituale ed al mistero del suo Principio".

La Madre dei Mondi

Carla Perotti

La Mère, Mirra Alfassa, è una delle figure di riferimento nel panorama della crescita spirituale. La presente opera rappresenta un luminoso affresco con cui l'autrice offre una riflessione a mo' di meditazione scritta, nella quale con ricordi e...

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