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I 23 punti di forza - Estratto da "Cancro - la Linea di Partenza per la Tua Rinascita"

di Mara Mussoni 5 mesi fa


I 23 punti di forza - Estratto da "Cancro - la Linea di Partenza per la Tua Rinascita"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Mara Mussoni e scopri come affrontare questa esperienza negativa per rinascere a nuova vita

I 23 punti di forza del carattere appartengono a tutti gli esseri umani, indipendentemente da età, razza e sesso. Scopriamo insieme due di questi punti e come allenarli.

Indice dei contenuti:

Creatività

«La creatività non è altro che un'intelligenza che si diverte» Albert Einstein

La Creatività fa parte della saggezza, perché è il nostro modo di acquisire e utilizzare conoscenze. Molto spesso abbiamo della creatività un concetto stereotipato, in quanto la creatività fa parte della nostra stessa natura. Il concetto stereotipato è nel pensare che i veri creativi siano designer, musicisti, ballerini, disegnatori, pittori, tutti coloro che effettivamente fanno un’attività creativa.

Okey è vero, loro sono dei creativi, ma in realtà creativo lo sei anche tu; queste persone utilizzano la creatività ogni giorno nella loro professione, ma in realtà chiunque è un creativo, perché ogni istante, ogni minuto, ogni ora del nostro giorno creiamo pensieri, immagini, visioni e suoni, quindi la creatività è insita in noi.

È il nostro cervello che è strutturato e programmato in questo modo! Il problema sorge quando, in maniera inconsapevole, creiamo dei pensieri o delle visioni negative, perché questi poi non fanno altro che creare un vortice di altri pensieri che influenzano negativamente la nostra realtà.

Il pensiero crea il nostro stato d’animo, che genera delle sensazioni corporee e quindi delle emozioni, che poi ci spingono all’azione. E questo accade ogni istante della nostra vita, che noi ce ne rendiamo conto oppure no.

Quando ci troviamo ad affrontare una situazione difficile, come quella della malattia, è molto facile cadere in questo vortice di negatività, in quanto la paura e l’ansia generate dallo shock della diagnosi, e in un secondo momento dalle terapie, rischiano di paralizzare la persona, ohe perde lucidità e la capacità di essere obiettiva, pertanto è necessario stare attenti e osservare il nostro status mentis.

Osservare il pensiero significa fermarsi, prendersi un momento in cui ci si dice ad alta voce: “A quale pensiero mi sto attaccando? Mi è utile avere questo pensiero oppure no?”

Ripetere a voce alta significa prendere consapevolezza e azzittire la vocina interiore che sta lavorando al nostro posto.

Prova a fare mente locale: quante volte, prima di compiere un’azione o prendere una decisione, hai sentito quella vocina sussurrarti “Ma cosa credi di fare? Ma dove vuoi andare? Non ce la farai’’... e così via. E tu ti sei sentito frenato nel fare o non fare una determinata cosa. Anche perché, da una parte siamo predisposti alla “sopravvivenza” e alla nostra zona di comfort, dall’altra siamo esseri umani nati per evolvere e quindi necessariamente volti a cercare esperienze o situazioni nuove.

Quindi è come se ci fosse sempre in atto un conflitto interiore, da una parte sei spinto a fare, dall’altra sei trattenuto.

Riconoscere le parole che fanno parte del nostro dialogo interiore è importante, in modo che tu scelga sempre da quale parte vuoi stare. E parlarsi a voce alta non solo mette a tacere la vocina che potrebbe autosabotarci, ma anche dirotta la mente automaticamente su un altro pensiero. Quindi ripeti a voce alta quanto ti sia utile un pensiero o no e non dare retta a quella vocina, che piano piano andrà a scomparire.

Qppure si può fare il percorso a ritroso, prendendo consapevolezza degli stati d’animo che sentiamo, e arrivando a comprendere quale tipo di pensiero stiamo avendo. Quindi, in un modo o nell’altro, ti puoi fermare e chiedere a te stesso a voce alta: “Come mi sto sentendo? Quali sensazioni mi generano questa emozione?”

Appurato quindi che la creatività è parte integrante di noi, la domanda è: “Quando, quanto e come mi sento creativo?”

Sono le domande che ci poniamo a fornirci le risposte che ci servono, quindi sentirsi creativi significa anche vagliare e creare più domande possibili, in modo da cambiare anche la prospettiva con cui affrontiamo una situazione.

Partiamo da esempi semplici e banali, per comprendere quanto la nostra creatività mentale ci può davvero essere di aiuto. 

lo ad esempio mi sento creativa in maniera positiva quando torno a casa e le mie figlie mi dicono; “Mamma cosa c’è da mangiare?” lo apro il frigo: è letteralmente vuoto e quindi mi invento cosa cucinare.

In queste occasioni mi rendo conto che molto spesso abbiamo risorse che non riusciamo a vedere, ma che in realtà sono intorno a noi.

Ti do 3 esercizi da fare.

Esercizio numero 1: Dedica 5 minuti della giornata a fare ciò che ti piace.

Disegna, colora, scarabocchia, fai lavori manuali, cucina, qualsiasi cosa a te possa piacere, qualsiasi cosa ti faccia sentire bene. Canta o balla, ascolta musica o suona uno strumento, non servono cose complicate, servono cose che sentiamo nostre, che in qualche modo ci appartengono e che ci vengono spontanee.

Queste attività o se vogliamo passioni, sono quelle che da bambini facevamo in maniera completamente spontanea e che purtroppo con il diventare adulti, sempre troppo presi dalle incombenze e dai doveri quotidiani, ci dimentichiamo. In realtà sono proprio questi gesti semplici che ci donano spensieratezza. Proprio quella "leggerezza” che durante o dopo le terapie serve per trascorrere e apprezzare il presente nel migliore dei modi. Inoltre sono proprio queste attività che ci fanno sentire vivi, quando siamo preoccupati e sopraffatti da stati d’animo negativi.

Esercizio numero 2: Pensa alla strada che fai ogni mattina per andare al lavoro oppure al supermercato... 

...prova a cambiarla! Non c’è mai una strada sola per arrivare a ciò che vogliamo.

Esercizio numero 3: Se hai un problema, oppure una difficoltà, chiama due o tre persone di cui ti fidi...

...ascolta ciò che ti dicono in merito a quella situazione, valuta le differenze, e soprattutto pensa alle parole che ti dicono; ti darà l'opportunità di creare nuovi schemi di pensiero. Troppo spesso siamo abituati a trarre conclusioni affrettate, senza valutare le varie opzioni di soluzione al problema. Ascoltare e ascoltarsi è un atteggiamento da allenare, per poter poi decidere con obiettività e lucidità mentale.

Adesso che hai gli strumenti per incrementare la tua creatività, prendi un esercizio, alternalo agli altri, e poi gustati il risultato.

Curiosità

«Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso.» Albert Einstein

Anche la Curiosità fa parte della saggezza. Una persona curiosa è una persona che fa sempre domande, che non si accontenta della prima risposta. Pensa ad un bambino che fa sempre domande e chiede sempre il perché: è affamato di conoscenza, la sua esperienza è breve e limitata e quindi è assolutamente curioso.

Perché potenziare la curiosità? Perché la curiosità ci fa scoprire mondi nuovi, ci fa allargare in ogni caso la nostra mentalità, perché non accontentarsi della prima risposta e vivere esperienze nuove ci dà la possibilità di crescere.

Per chi sta vivendo l’esperienza del cancro, cercare risposte diverse, alternative da affiancare al classico protocollo convenzionale, non accontentarsi del primo oncologo, provare e soprattutto chiedere ed informarsi, significa ampliare le opzioni di cura, ma al tempo stesso di conoscenza propria, per poi arrivare ad una propria decisione, non lasciando la completa responsabilità a degli “estranei”. Essere curiosi significa anche e soprattutto, in questo caso, diventare parte integrante del proprio percorso di guarigione.

Costantin Hering, medico tedesco del 1800, emblema della fusione tra la medicina ufficiale (allopatica = soppressione del sintomo) e quella (erroneamente definita) alternativa (eziopatogenetica = il sintomo è un segnale che il corpo invia, dopo averlo ricevuto dal cervello, dai pensieri), sostenne per tutta la sua carriera che il primo passo verso la guarigione è la decisione di fare qualcosa per se stessi.

Per spiegare meglio ciò che poi diventò la “Legge di Hering”, basta dire che il processo di guarigione si manifesta secondo una precisa Legge, diventata poi caposaldo dell’intera Naturopatia, la Legge di Guarigione Universale della Natura che Hering enunciò come segue: “I sintomi compaiono dall’alto verso il basso (dalla testa ai piedi) e dall'interno verso l’esterno e scompaiono nell’ordine inverso in cui sono comparsi”.

Ciò significa che i sintomi spariranno dall’alto (Ego/Io, mente, cervello, testa - lato spirituale-fisico) verso il basso (fisicocorpo) per la caratteristica “centrifuga” della cura naturale, che mira a “buttar fuori” la malattia anziché tendere a sopprimerla.

Ma torniamo alla nostra curiosità e, come al solito, poniamoci le seguenti domande: “Quanto sono curioso? Quando mi sono sentito l’ultima volta veramente curioso?”

Se in questo momento ti senti a corto di stimoli e di idee, sappi che è del tutto normale, ma riportare la mente ad un episodio in cui ci ricordiamo di essere stati curiosi ci dà la possibilità di ricreare la stessa condizione.

lo ad esempio adoro leggere, quindi mi capita spesso di andare in libreria, cercare libri oppure riviste, e adoro quelle che raccontano di viaggi lontani, anche perché così facendo riesco a fantasticare e a curiosare posti nuovi e situazioni diverse.

Ti do 3 esercizi, semplici ed efficaci.

Esercizio numero 1: Annota 3 cose che fai tutti i giorni abitualmente.

Ti faccio un esempio: vai al bar, tutte le mattine prendi un caffè, e lo scrivi. Entri in ufficio e appoggi la giacca sopra la stessa sedia. Torni a casa e prima di andare a letto imposti la sveglia del telefono sempre allo stesso orario.

Okey, le scrivi, ne prendi consapevolezza, dopodiché cambi o modifichi quello che puoi modificare, quello che vuoi modificare. Quindi andrai al bar, prenderai eventualmente un caffè lungo, un caffè d’orzo, un ginseng, un succo di frutta, ciò che vuoi. Entri in ufficio, e la giacca Invece di posizionarla sempre sopra la stessa sedia la metterai eventualmente o nella sedia del tuo collega o nell’attaccapanni.

Esercizio numero 2: Scegli un argomento oppure un’attività alla quale non hai mai dedicato tempo e inizia fin da oggi a dedicargli cinque minuti della tua giornata.

Molte persone che stanno affrontando le terapie mi dicono che sono stanche, che non riescono a fare niente e non possono dedicarsi neanche cinque minuti, lo le comprendo bene, in quanto anche io ho vissuto momenti di sintomi piuttosto dolorosi, che ti tolgono veramente la forza di interagire, ma con la coscienza di adesso, mi rendo conto anche di aver passato diversi anni a non curare i miei bisogni per altre ragioni, perché c’era sempre qualcosa o qualcuno che veniva prima di me: il lavoro, le figlie, il partner, i genitori, la casa ecc...

Poi comprendi quanto queste a volte siano solo delle giustificazioni, delle scuse che ci si dà per evitare di agire in maniera diversa. Quindi le domande che ti pongo sono: “Cosa sei disposto a lasciare andare delle vecchie abitudini? Come sarebbe e come ti sentiresti se veramente iniziassi a dare valore al tuo tempo?”

Partendo comunque sempre da piccoli passi: basta anche semplicemente, stesi sul divano o su di un letto, mettersi le cuffie e ascoltare musica, quella musica che ti rilassa, ti fa fantasticare e ti mette in uno stato d’animo sereno. Bastano pochi minuti! La musica è lo strumento più potente per cambiare stato d’animo in pochi secondi! Usala con questo obiettivo!

Ti consiglio vivamente la musica a 432 hz se non l'hai mai sentita o provata, in quanto ha una frequenza che entra in risonanza con la vibrazione di chi la riceve e genera armonia. Ha un effetto di riequilibrio del nostro organismo e oggi è utilizzata anche a scopo terapeutico, proprio perché a differenza della classica frequenza 440 hz (usata fin dal periodo nazista, come frequenza che caricava gli animi e faceva sì che fossero più manipolabili) ha un potere benefico sia nella mente che nel corpo. Provala, su youtube troverai tante tracce rilassanti. Poi fammi sapere ;).

Esercizio numero 3: Fai come Alice nel paese delle meraviglie.

Vai in un posto vicino a casa e segnati tutte le cose che hai dato per scontate fino ad oggi. Conosco addirittura romani che non sono mai andati a visitare San Pietro. È incredibile avere un meraviglia dietro casa e darla per scontata, quando ci sono milioni di visitatori che ci vengono apposta.

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Mara Mussoni

Mara Mussoni mamma di due bellissime gemelle, ha affrontato due cancri a testa alta, con la consapevolezza che la forza l’avrebbe trovata e generata dentro se stessa. Sognatrice, ma al tempo stesso molto pragmatica, ha trovato nel coaching la sua strada. Si è formata in Cancer...
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