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Hai una tiroide in salute?

di Pierre Nys 17 giorni fa


Hai una tiroide in salute?

Leggi un estratto da "La salute della Tiroide" di Pierre Nys e scopri quali fattori incidono sul corretto funzionamento della tua tiroide

L'individuo la cui tiroide funziona bene si sente... bene!  Ha un peso stabile, non ha accessi di fatica incomprensibili, il suo sonno è tranquillo, il ritmo cardiaco normale, non ha sbalzi di umore, non è freddoloso né soggetto a vampate di calore improvvise...

Gli ormoni tiroidei agiscono sull'insieme dell'organismo, la loro secrezione equilibrata produce una sensazione di benessere generale.

Al contrario, lo squilibrio degli ormoni tiroidei ci colpisce globalmente.

Stai leggendo un estratto da...

La Salute della Tiroide

Alimenti, ricette, stile di vita per stare meglio

Pierre Nys

La tiroide è una piccola ghiandola posta alla base del collo che riveste un’importanza grandissima poiché influenza l’attività di tutto l’organismo attraverso gli ormoni che secerne. Direttore d'orchestra del nostro organismo, controlla...

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Indice dei contenuti:

Come sapere se la propria tiroide funziona correttamente?

Sia che si tratti di ipertiroidismo (provocato dalla produzione eccessiva di ormoni) o di ipotiroidismo (dovuto alla produzione rallentata di ormoni; vedi i dettagli nel capitolo "Come riconoscere i sintomi"), il disturbo si manifesta con un insieme di segnali differenti gli uni dagli altri. Anche per questo motivo la diagnosi di disordine tiroideo è talvolta tardiva.

La preminenza di alcuni sintomi, in un primo tempo, può farli attribuire ad altre cause: l'alterazione del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa può richiamare una patologia cardiaca; una fatica intensa associata a disturbi del sonno può far credere che la persona sia depressa...

Solo considerando l'insieme dei sintomi, il medico potrà sospettare una patologia tiroidea, che potrà verificare richiedendo dosaggi di ormoni nel sangue (T3 liberi, T4 liberi e TSH) ed effettuando degli esami locali (palpazione, ecografia, scintigrafia...); vedi i dettagli nel capitolo "Diagnosi e trattamento dei disturbi della tiroide".

Stile di vita e funzionalità della tiroide

La ghiandola tiroide subisce l'influenza di fattori esterni che possono rafforzarla e proteggerla o, al contrario, indebolirla e alterarla. Vediamo quali sono.

L'alimentazione

Uno di questi fattori è l'alimentazione.

Lo iodio, indispensabile al suo funzionamento, ci viene fornito da alcuni alimenti: pesci di mare, molluschi bivalvi, crostacei, alghe, ma anche soia, uova, latticini, alcune verdure...  Oltre a questi, naturalmente, c'è il sale arricchito di iodio (vedi i dettagli nel capitolo "La dieta dell'IG in pratica" e nella sezione Le ricette), ma del sale in sé (iodato o no) si conoscono gli effetti deleteri.

Altri nutrienti influenzano la produzione degli ormoni tiroidei: il selenio, lo zinco...

Esistono anche alimenti che rallentano l'assimilazione dello iodio e favoriscono la comparsa del gozzo. Un'alimentazione sana, equilibrata e adatta ai fabbisogni è quindi l'elemento principale di una buona igiene di vita a favore della tiroide.

Lo stress

Un altro fattore che influenza il funzionamento della tiroide è lo stress, che può arrivare a provocare ipertiroidismo o ipotiroidismo.

Numerosi studi hanno infatti mostrato che questi disturbi sono più frequenti nelle persone soggette a stress intenso o prolungato. Il grado di resistenza allo stress varia da persona a persona.

Una cosa è certa: quando subiamo un particolare evento (o piccoli eventi ripetuti regolarmente) che ci sconvolge, il nostro corpo reagisce scatenando una "tempesta ormonale" con lo scopo di facilitare l'adattamento alla situazione.

Ciò provoca reazioni a cascata che influenzano il sistema immunitario e il sistema ormonale, a cominciare dalla tiroide (vedi i dettagli nel paragrafo "Lo stress, un nemico subdolo" nel capitolo "Prendersi cura della tiroide nella vita quotidiana").

L'inquinamento

Anche l'inquinamento può accrescere i problemi della tiroide: gli inquinanti sono fenoli, solfiti, nitrati, idrocarburi ecc. E, naturalmente, la radioattività.

Dopo l'incidente nella centrale nucleare di Chernobyl, nell'aprile 1986, i tumori della tiroide si sono rapidamente moltiplicati nelle popolazioni che vivevano nei dintorni nel momento dell'esplosione, in particolare nei bambini. Quindici anni dopo, le regioni sorvolate dalla nube radioattiva nei giorni successivi all'esplosione hanno registrato un aumento significativo del tasso di tumore della tiroide.

Nel marzo 2011 uno tsunami ha devastato la centrale di Fukushima, in Giappone, alimentando nuovamente la paura del nucleare e spingendo alcuni Paesi (in particolare la Germania) a programmare lo smantellamento delle loro centrali. Ciò deriva dal fatto che le nubi radioattive sono costituite in gran parte da iodio 131, che viene rapidamente assorbito dalla tiroide, causandovi disfunzioni a breve, medio o lungo termine, secondo la durata e l'intensità dell'esposizione (vedi i dettagli nel paragrafo "La radioattività, un nemico più grande" nel capitolo "Prendersi cura della tiroide nella vita quotidiana").

L'unica precauzione consiste nell'assorbire iodio non radioattivo (iodio stabile), in modo da saturare la ghiandola prima che essa entri in contatto con lo iodio radioattivo.

Un rimedio semplice, e tuttavia difficile da mettere in atto, perché lo iodio deve essere assorbito al momento giusto, né troppo presto (sarebbe rapidamente eliminato) né troppo tardi (quando lo iodio radioattivo è già assorbito dalla tiroide).

Il fumo

Infine, va citato un nemico molto comune, ma non meno pericoloso: il fumo.

La combustione del tabacco produce un gran numero di sostanze tossiche, alcune delle quali rallentano il funzionamento della tiroide e aumentano il rischio di gotta. Il tabagismo porterebbe anche alla parziale distruzione delle cellule della tiroide.

Per i fumatori la soluzione è semplice: occorre smettere di fumare quando si soffre di disordini della tiroide, anche leggeri. Ma "semplice" non vuol dire "facile", i grandi fumatori lo sanno bene!

Fortunatamente, anche se i miracoli non sono possibili in tema di astinenza dal fumo, esistono molti metodi che possono aiutare i fumatori a uscire da questa dipendenza (vedi i dettagli nel paragrafo "Il fumo: un nemico certo" nel capitolo "Prendersi cura della tiroide nella vita quotidiana").

Quali disturbi possono colpire la tiroide?

Quando la tiroide smette di funzionare bene, i disturbi che possono comparire sono due: l'ipotiroidismo e l'ipertiroidismo.

Il primo è caratterizzato da una scarsa produzione di ormoni tiroidei, mentre nel secondo la produzione tende ad aumentare.

I sintomi, quindi, sono in genere opposti: nell'ipotiroidismo la frequenza cardiaca diminuisce, la temperatura del corpo si abbassa, il transito intestinale rallenta, si ha meno appetito, si sente più sonno...; nell'ipertiroidismo il cuore corre, la temperatura aumenta, il transito accelera, l'appetito aumenta, il sonno è più incerto (vedi i dettagli nel capitolo "Come riconoscere i sintomi")...

Solo il senso di stanchezza fa parte di entrambi i quadri sintomatici.

Quali sono le cause di tali squilibri? Qui tutto si complica. L'ipertiroidismo e l'ipotiroidismo talvolta sono provocati da tiroiditi (vedi il riquadro nella pagina a fronte), cioè essenzialmente da malattie di origine autoimmune (morbo di Basedow per l'ipertiroidismo, tiroidite di Hashimoto per l'ipotiroidismo).

Può accadere, però, che non si riesca a individuare nessuna causa. Talvolta questi disordini sono associati ad alterazioni della ghiandola (gozzo, noduli, cisti), che possono comunque comparire quando la tiroide funziona ancora normalmente.

Occorre fare alcune precisazioni.

Il gozzo consiste nell'aumento del volume, più o meno importante, della tiroide. Talvolta è associato a una o più tumefazioni (noduli) o a piccole bolle piene di liquido (cisti). La differenza si percepisce agevolmente al tatto.

Rassicuratevi: queste manifestazioni non sono sinonimi di tumore. Solo il 10% dei noduli isolati evolve in tumore maligno e la percentuale si dimezza per i noduli multipli.

Tuttavia, in presenza di noduli bisogna fare degli esami (ecografia, agoaspirato, oppure scintigrafia; vedi i dettagli nel capitolo "Diagnosi e trattamento dei disturbi della tiroide") per eliminare qualsiasi rischio e per trattarli rapidamente se si rivela necessario.

Non conosciamo ancora tutti i fattori che portano allo sviluppo dei tumori maligni della tiroide. Come per tutti i tumori, tale sviluppo è multifattoriale: vi sono implicati la genetica, lo stile di vita (inquinamento, stress... ), ma anche altri elementi non ancora individuati.

Sembra che l'età vi svolga un ruolo: il 4% dei tumori della tiroide compaiono in individui che hanno meno di 20 anni di età e il 41% in soggetti di oltre 60 anni. Il trattamento unisce nella maggior parte dei casi la chirurgia (ablazione del tumore) e una terapia ormonale destinata a regolare il funzionamento della tiroide.

La prognosi è favorevole: 92% di sopravvivenza a 20 anni nei pazienti correttamente operati e seguiti. Nei casi più negativi (carcinoma midollare), che rappresentano fino al 5% dei casi, la sopravvivenza a 10 anni è comunque del 60%.

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