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Gli esercizi Liebscher & Bracht per tutti i tipi di artrosi

di Roland Liebscher-Bracht, Petra Bracht 15 giorni fa


Gli esercizi Liebscher & Bracht per tutti i tipi di artrosi

Leggi un estratto da "L'Artrosi è una Bugia" di Roland e Petra Bracht e scopri alcuni massaggi per contrastare l'artrosi

In questo capitolo avrete a che fare con gli esercizi per la vostra artrosi e con il massaggio fasciale con rulli e sfere. Leggete con attenzione tutte le descrizioni degli esercizi e valutate quali sono quelli che fanno al caso vostro, poi cominciate a praticarli.

Potete partire contemporaneamente con gli esercizi e con gli interventi indiretti, oppure iniziare da questi ultimi e aggiungere gli esercizi in base alle vostre preferenze. In alternativa cominciate con gli esercizi, notate se vi trovate bene sia con quelli che con il massaggio fasciale, dopodiché introducete gradualmente anche gli interventi indiretti.

Gli esercizi fisici vanno eseguiti con la massima precisione possibile. Leggete quindi attentamente la presentazione e le relative istruzioni, in modo da evitare errori e far sì che il vostro autotrattamento sia il più possibile efficace e risolutivo.

Stai leggendo un estratto da

L'Artrosi è una Bugia

Perché soffriamo senza motivo e cosa fare per evitarlo - Contiene un innovativo programma di autotrattamento e una serie di video per fare bene gli esercizi

Roland Liebscher-Bracht, Petra Bracht

Ogni persona può curare l’artrosi da sola in maniera semplice, senza farmaci e operazioni, grazie all'innovativo trattamento spiegato dai coniugi Bracht in questo libro. Certo che l’artrosi esiste, ma che causi dolore, sia incurabile e...

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Indice dei contenuti:

Arrestate i dolori articolari e l’usura delle articolazioni

Riconquistate il pieno range di mobilità per ciascuna articolazione: è questa la strategia fondamentale per arrestare il logoramento articolare, dato che solo se le articolazioni possono muoversi in tutte le direzioni la cartilagine ha la possibilità di essere sottoposta all’alternanza di carico e scarico su tutta la sua superficie. Soltanto così si realizza il presupposto essenziale per un apporto sufficiente di nutrimento alla cartilagine e per l’eliminazione delle sostanze di scarto, come pure dell’erosione della cartilagine.

Grazie al massaggio fasciale con rulli e sfere, vi preparerete all’esecuzione degli esercizi e avrete più facilità a muovervi senza dolore adottando angoli maggiori. Poi dovrete continuare a estendere i vostri limiti di movimento, invertendo così il processo che vi ha condotti in questo vicolo cieco.

È giunto il momento di allentare la rete che vi avvolge sempre più strettamente da anni o da decenni, e di lottare per liberarvene. È un’impresa che richiede tempo e forza di volontà, ma è l’unica possibilità per recuperare i numerosi movimenti non effettuati in tutti questi anni, che vi hanno fatto trascurare determinati angoli articolari.

Si tratta di un vero e proprio lavoro, ma i successi iniziali sono decisamente notevoli: già tra la prima e la seconda settimana l’articolazione viene liberata dal carico permanente in misura tale che la diminuzione del dolore vi rende la vita molto più facile. Vi divertite nell’eseguire gli esercizi e il processo di logoramento viene rapidamente ridotto ai normali parametri biologici.

Come si arriva a questi rapidi risultati? Gli esercizi agiscono direttamente sul cuore della causa: vanno a stimolare l’area intorno all’articolazione colpita dove si concentra la maggior parte delle resistenze, e le dissolvono, smantellando gli infeltrimenti fasciali e sostituendoli con la struttura originaria della fascia.

Quest’ultima è una specie di struttura a pantografo simile a quella dei collant: estremamente flessibile, così da permettere ai tessuti fasciali di accompagnare tutti i movimenti senza opporre resistenza. In fin dei conti è proprio questa resistenza fasciale ad agire come un freno a mano leggermente tirato che sovraccarica l’articolazione.

Si tratta quindi di dissolvere progressivamente queste resistenze e addestrare la fascia ad assumere di nuovo la lunghezza necessaria affinché l’articolazione possa raggiungere tutte le posizioni di massima estensione.

Vi accorgerete che di giorno in giorno vi riuscirà sempre più facile, e questa è la dimostrazione di come l’usura della cartilagine ritorni sempre più all’interno di parametri normali. La compressione sull’articolazione si è normalizzata e poiché tutta la sua superficie è di nuovo esposta all’alternanza di carico e scarico, la cartilagine riceve le sostanze nutritive necessarie e può eliminare le scorie. Non ci sono più ostacoli alla sua rigenerazione, come ampiamente illustrato nei capitoli precedenti.

In un primo tempo i vostri muscoli potranno essere sovraffaticati

Il metodo più rapido per ridurre o eliminare del tutto i dolori articolari consiste nell’eseguire fin d’ora gli esercizi e il massaggio fasciale con rulli e sfere Liebscher & Bracht. Attenzione, però: questi esercizi agiscono direttamente sul cuore della causa. Perché ve lo diciamo? Quando ci siamo abituati a qualcosa da lungo tempo, a volte ci riesce difficile separarcene.

Immaginate che qualcuno venga da voi e vi dica di smettere immediatamente di fare qualcosa. Soprattutto se siete irritati e di cattivo umore, può darsi che di fronte a un atteggiamento prepotente di questo tipo vi lamentiate o vi mettiate a urlare. In poche parole: manifestate una reazione spropositata. È stato tutto troppo veloce, avreste preferito abituarvi lentamente al cambiamento.

Talvolta anche i nostri muscoli reagiscono così: se vengono messi eccessivamente sotto pressione dagli esercizi, possono “protestare”. Si ritirano e chiedono di “essere lasciati in pace”.

Per voi una simile reazione significa che i vostri dolori articolari possono letteralmente esplodere perché le tensioni aumentano di nuovo. È importante sapere che questo non significa che gli esercizi non vanno bene per voi, ma che è proprio il contrario. Per la medicina naturale questi peggioramenti iniziali sono reazioni di guarigione che dimostrano che la terapia sta facendo effetto.

Fate il test della vasca da bagno

Se temete che gli esercizi costituiscano uno stress eccessivo per voi e i vostri muscoli, potete servirvi di un trucco che da un lato dimostra come il dolore sia scatenato dai muscoli e dalla fascia, e dall’altro rilassa i muscoli al punto da permettervi di sopportare meglio gli esercizi.

Vi basterà stare in ammollo per 30-45 minuti circa in una vasca da bagno riempita con acqua a una temperatura gradevolmente calda, oppure mettervi sotto la doccia. Che cosa vuol dire “gradevolmente calda”? Esattamente la temperatura che riuscite a sopportare rimanendo rilassati, senza entrare in tensione a livello mentale o fisico. È una temperatura che vi consente di stare nella vasca da bagno facendo profondi respiri addominali tranquilli e rilassati. Se avete la sensazione di dover uscire dalla vasca perché l’acqua è troppo calda, abbassate la temperatura aggiungendo un po’ di acqua fredda.

Dopo essere usciti dalla vasca, asciugatevi e cercate di sentire come sta l’articolazione dolente affetta da artrosi. Vi trasmette una sensazione diversa? Può darsi benissimo che faccia nettamente meno male e che riusciate a muoverla meglio. In questo caso, avete la prova tangibile che le tensioni miofasciali sono le responsabili dei vostri dolori articolari.

Nello stesso tempo, questa è la dimostrazione che la causa del dolore non è l’infiammazione della membrana sinoviale della capsula. Se infatti ci fosse un’effettiva infiammazione, con il calore vi farebbe ancora più male, e probabilmente sareste molto riluttanti a immergere l’articolazione dolorante nell’acqua calda.

Se volete, ora che vi siete riscaldati, cogliete l’occasione per fare i vostri primi esercizi. In queste condizioni, è probabile che il vostro corpo si opponga molto debolmente o non protesti affatto.

Una breve pressione statica sull’articolazione fa bene

Siete comunque preoccupati all’idea di effettuare questi esercizi con la vostra articolazione danneggiata? Temete di poter nuocere ulteriormente alla cartilagine?

Potete stare assolutamente tranquilli: quello che fa male alle cartilagini o anche alle ossa danneggiate è un’eccessiva pressione durante il movimento. Il fatto che le cartilagini premano le une sulle altre senza che si eserciti movimento, come avviene nei nostri esercizi, è sostanzialmente un bene per questi tessuti.

Per quale motivo? Perché così alcune aree cartilaginee che da molto tempo non venivano più sollecitate subiscono finalmente una pressione come si deve.

Adesso le sostanze di scarto possono essere ampiamente espulse e, quando sarete usciti dalla posizione dell’esercizio, le cartilagini potranno finalmente riprendere ad assorbire le sostanze nutritive.

Noi presupponiamo che proprio questa pressione sulle superfici danneggiate dall’artrosi stimolino la migrazione delle cellule staminali nella cartilagine lesionata. È vero che non possiamo dimostrarlo, ma ormai da molti anni riscontriamo la rigenerazione della cartilagine articolare. Troverete spiegazioni più dettagliate nel capitolo “La cartilagine usurata può rigenerarsi?”.

Se lo desiderate, un trattamento di osteopressione vi può infondere sicurezza

Nonostante le spiegazioni non vi fidate ancora a fare gli esercizi? Vi state ancora chiedendo se questo sia davvero il metodo giusto per voi? Se le cose stanno così, vi consigliamo di cercare un terapeuta specializzato nella nostra terapia del dolore: vi fornirà la sua consulenza e vi tratterà con l’osteopressione da noi ideata.

Grazie a questa tecnica manuale, nella maggior parte dei casi un terapeuta del metodo Liebscher & Bracht sarà in grado di dirvi già dopo il primo trattamento per la fase acuta se i vostri dolori articolari sono dovuti all’eccesso di tensione, come avviene per la maggioranza dei pazienti.

Con l’osteopressione siamo inoltre in grado di far regredire le tensioni troppo elevate nel giro di pochi minuti, e questo permette di vedere subito se la terapia funziona.

Naturalmente questa è solo la prova di come le tensioni miofasciali troppo elevate siano responsabili dei vostri dolori articolari. Subito dopo, occorre iniziare il lavoro vero e proprio o continuarlo vita natural durante, poiché con gli esercizi dovete “addestrarvi” a mantenervi liberi dal dolore come dopo il trattamento della fase acuta.

Se l’osteopressione vi ha dato risultati positivi, potete stare tranquilli e fare i nostri esercizi con la certezza che rappresentano il metodo giusto, e anche l’unico, per liberarvi in modo duraturo dal dolore. Scegliete quindi autonomamente se sottoporvi ancora a un paio di trattamenti di osteopressione mentre eseguite già i vostri esercizi a casa, o se continuare a esercitarvi da soli basandovi sul libro e sui nostri video disponibili in Internet.

Criteri generali per il massaggio fasciale con rulli e sfere Liebscher & Bracht

Il nostro speciale massaggio fasciale viene eseguito come preparazione agli esercizi.

Esercita già di per sé un’azione positiva sui dolori articolari e sui processi di usura, e inoltre sostiene il “metabolismo di attivazione”, importante soprattutto all’inizio dell’autotrattamento antiartrosi per far sì che le scorie metaboliche entrino in circolo il più rapidamente possibile e possano essere trasformate o eliminate dal sistema.

Per eseguire il massaggio fasciale l’ideale è utilizzare il set di quattro attrezzi che abbiamo messo a punto per queste applicazioni specifiche: in questo modo si ottengono i migliori risultati, perché la morbidezza dei rulli e delle sfere, le dimensioni, le forme, la scanalatura centrale e lo smussamento degli spigoli svolgono funzioni importanti.

Potrete farvi inviare l’intero set nel giro di due o tre giorni dal nostro negozio in rete: in appendice a questo libro sono riportate le opzioni di acquisto.

Se desiderate iniziare prima ancora di ricevere il set, potrete usare una pallina da tennis di durezza media, una palla da gioco più morbida per bambini o per cani, un rullo più piccolo che però non dovrebbe essere di materiale duro, e uno più grande. Eventualmente potrete utilizzare un mattarello avvolto in un materiale morbido.

Che risultati si possono ottenere con il massaggio fasciale con rulli e sfere?

Il nostro massaggio fasciale ha due scopi principali.

Il primo consiste nel muovere e spostare il liquido intracellulare agendo alla massima profondità possibile: in questo modo vogliamo fornire al tessuto fasciale l’apporto di nuovi liquidi, dissolvere vecchie sostanze di scarto e ridurre l’acidosi.

Il deflusso del liquido intracellulare è un obiettivo ambizioso, perché lo spazio fra le cellule e le fibre fasciali è molto limitato, e soprattutto quando si è malnutriti il liquido è particolarmente denso. Di conseguenza è molto difficile mettere in movimento qualcosa dall’esterno: per riuscirci occorre far rotolare gli attrezzi con estrema lentezza, esercitando una pressione molto intensa.

È questo il motivo per cui i nostri rulli sono più morbidi di quelli tradizionali, e di diametro inferiore: in questo modo potrete comprimere con molta forza anche i punti sensibili. La superficie morbida protegge il tessuto, e voi potrete agire a livello più profondo, invece di passarci soltanto sopra. Sotto la superficie il materiale diventa più duro, per cui occorre generare sufficiente pressione per avere un effetto positivo.

Il secondo scopo consiste nello stimolare le ciglia dei fibroblasti (i piccoli aracnidi che tessono alacremente la fascia ventiquattro ore su ventiquattro) a dissolvere il restringimento fasciale. In questo modo riusciamo a far sì che si allentino le aderenze, ossia il problema principale dei tessuti fasciali troppo “corti” e irrigiditi per il deficit motorio. Anche questo è un risultato che raggiungiamo con la lentissima “spinta” impressa al liquido intracellulare.

Inoltre il massaggio con rulli e sfere ha un effetto collaterale positivo: la compressione dei muscoli, del tessuto connettivo e delle ossa esercita un’azione rilassante, e questo rende più facile assumere le posizioni degli esercizi.

Soprattutto se all’inizio gli esercizi risultano molto difficili, il massaggio fasciale aiuta ad appropriarsi con maggior facilità delle diverse posture.

La speciale tecnica del nostro massaggio fasciale

Applicate tutta la pressione che riuscite a generare.

Se è possibile, coricatevi o ponetevi in piedi sui rulli e le sfere, perché in questo modo potrete sfruttare la forza di gravità. Nelle varianti da eseguire contro la parete, appoggiatevi esercitando tutta le pressione possibile.

Nel muovere i rulli e le sfere con le mani, usatele sempre entrambe. Fate rotolare l’attrezzo con forza per circa uno o due centimetri e mantenete questa pressione passandolo da una mano all’altra in modo da continuare a farlo scorrere. Solo così l’onda da voi prodotta per creare la spinta non rifluirà nel passaggio da una mano all’altra.

Per il movimento rullante degli attrezzi ci sono due tecniche.

La prima si usa prevalentemente con i rulli: la regola prevede di muoverli sempre in una sola direzione, ossia dalla punta delle dita lungo le braccia in direzione del cuore, dalla punta dei piedi lungo le gambe in direzione del cuore, dal cavallo lungo il tronco in direzione del cuore e dalla sommità del capo sempre in direzione del cuore.

La seconda tecnica si applica perlopiù con le sfere e prevede di farle scorrere in piccolissime spirali che perlopiù seguono una linea. Anche nel caso delle sfere è molto importante che a manovrarle siano entrambe le mani, in modo che l’una eserciti una pressione costante mentre passa l’attrezzo all’altra.

L'Artrosi è una Bugia

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Roland Liebscher-Bracht, Petra Bracht

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Roland Liebscher-Bracht

Roland Liebscher-Bracht, laureato in ingegneria meccanica, è appassionato praticante di arti marziali e kinesiologia Insieme a sua moglie, Petra Bracht, ha fondato una rivoluzionaria terapia del dolore che porta il loro nome, con una vasta rete di terapeuti in Germania, Austria e...
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Petra Bracht

Petra Bracht è un medico specializzata in medicina nutrizionale e della disintossicazione. Insieme a suo marito, Roland Liebscher-Bracht, ha fondato una rivoluzionaria terapia del dolore che porta il loro nome, con una vasta rete di terapeuti in Germania, Austria e Svizzera e alcuni centri...
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