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Gli dei esistono - Estratto da "Difendiamoci dagli Dei"

di Salvador Freixedo 2 mesi fa


Gli dei esistono - Estratto da "Difendiamoci dagli Dei"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Salvador Freixedo e scopri la verità alla base della storia della civiltà umana e chi sono realmente "gli dei"

Ma, chi sono gli dei? Siccome lungo tutto questo libro ci riferiremo costantemente a essi, conviene dire che cosa intendiamo quando diciamo “gli dei” al plurale e in minuscolo.

Già tempo addietro feci la seguente distinzione fra gli esseri razionali uguali o superiori all’uomo:

  • uomini
  • superuomini
  • dei
  • Dio

Indice dei contenuti:

Superuomini

I superuomini sono fondamentalmente uomini come noi, ma preparati per compiere una grande missione, e per questo sono dotati di qualità eccezionali che li abilitano a compierla. Alcuni di essi sono già preparati dalla loro nascita e altri acquisiscono quelle qualità in un momento della loro vita, quando sono selezionati da qualcuno degli dei, di cui parleremo a breve.

I fondatori delle grandi religioni sono di solito dei superuomini. Chi volesse vedere un superuomo ai giorni nostri per convincersi dei poteri incredibili dei quali sono soliti essere dotati può andare in India, in una piccola città chiamata Puttaparthi, vicino a Bangalore e Hyderabad (capitale dello stato di Andhra Pradesh) e cercare di vedere da più vicino possibile un tale Sathya Sai Baba'’. Dico il più vicino possibile perché non sarebbe strano che quando si arrivi a Prasanthi Nilayam, il tempio in cui egli risiede, si trovino svariate migliaia - quando non centinaia di migliaia - di suoi devoti che impediscono qualsiasi approssimazione fisica al superuomo.

Zoroastro, Buddha, Maometto, Mosè, Confucio, Lao Tse, Mabavira, il Bàb, Akhenaton, ecc., appartennero a questa classe di esseri. Ma prima di lasciare il tema dei superuomini (sul quale dovremo tornare in svariate occasioni nel corso di quest’opera) dobbiamo mettere bene in chiaro che questi esseri umani eccezionali, per quanto grandi siano i loro poteri, non sono altro che strumenti dei quali gli dei si avvalgono per raggiungere i loro propositi nella società umana e sul nostro pianeta in generale (che non è poi così nostro come immaginavamo).

Propositi, questi, che oggi come oggi il cervello umano non riesce a decifrare e che probabilmente permarranno totalmente indecifrabili per noi finché la nostra intelligenza non compirà un drastico salto nella sua evoluzione.

Come ho detto, i superuomini sono fondamentalmente uomini, tanto per la loro forma di apparire nel mondo quanto per la loro costituzione fisica o la loro morte più o meno simile a quella degli altri uomini. Tuttavia bisogna notare che spesso alcuni di essi, nel loro processo di utilizzazione da parte degli dei, si sono scostati considerevolmente in certi aspetti della vita da quello che è la norma per il resto degli uomini.

Questo potrebbe essere il caso di Krishna, di Viracocha e di Quetzalcoatl, che danno l’impressione di aver partecipato, in qualche modo, della natura degli dei come se fossero una specie di ibridi fra dei e uomini, o come se fossero dei specificamente preparati per svolgere una missione su questo pianeta.

Dei

Gli dei, invece, non sono uomini. Alcuni di essi hanno il potere di manifestarsi come tali - e di fatto lo hanno realizzato in infinite occasioni - e persino convivere intimamente con noi quando questo conviene loro per degli enigmatici propositi; ma quando compiono la loro missione, o quando ottengono ciò che desiderano, ritornano al loro piano esistenziale presso il quale si districano in un modo molto più naturale e in accordo alle loro qualità psichiche ed elettromagnetiche.

Ma gli dei non sono uomini e una delle poche cose in cui coincidono con noi è che sono intelligenti, anche se la loro conoscenza e la loro intelligenza superano di molto le nostre. Della loro intelligenza parleremo in dettaglio più avanti. Degli esempi di questi dei non umani potrebbero essere quelli che vediamo sulle tavolette sumeriche e nella stessa Bibbia: Marduk, Moloch, El, Astarte, Baal, Enlil ed Enki.

Grandi differenze fra essi

Anche se questo dovremo tornare a trattarlo in varie parti del libro, conviene tuttavia metterlo bene in chiaro fin da subito: fra gli dei ci sono molte più differenze di quelle che ci sono fra gli uomini.

Queste differenze sono di tanti tipi e non si riferiscono solo alla loro entità fisica del loro stato naturale, bensì anche alla maniera che hanno di manifestarsi a noi, alla loro maggiore o minore capacità di manipolate la materia e di fare incursioni nel nostro mondo, al loro grado di evoluzione mentale e pertanto anche tecnologica, e persino, in certo modo, al loro grado di evoluzione morale, essendo, pare, alcuni di essi molto più coscienziosi nel non interferire in modo indebito con il nostro mondo e addirittura nel non interferire in nessun modo.

Differiscono tra essi anche per la loro origine, potendo provenire alcuni da fuori da questo pianeta, anche se mi sbilancio a pensare che quelli che più interferiscono nella vita e nella storia dell’umanità sono di questo stesso pianeta che noi abitiamo, come più avanti vedremo. Differiscono, anche, tanto nelle cause per le quali si manifestano fra di noi quanto nei fini che hanno nel fare questo.

Queste loro grandi differenze non provengono - come succede fra gli uomini - per il fatto di appartenere a razze, patrie, religioni, culture o classi sociali differenti o per il fatto di parlare lingue diverse; la causa delle differenze fra gli dei è molto più profonda perché mentre gli uomini, per quanto grandi siano le nostre differenze, sono tutti ugualmente esseri umani e appartengono alla stessa umanità, gli dei non appartengono alla stessa classe generica di esseri, e fra alcuni di essi è molto probabile che ci sia tanta differenza quanto quella che esiste fra noi e un mammifero sviluppato. E anche molto probabile che ci sia meno differenza fra noi e alcuni di essi piuttosto che tra dei differenti.

Dalle notizie che abbiamo, ricevute da loro stessi (che d’altra parte non sono mai del tutto affidabili in questo), molti dei disconoscono completamente altri dei che hanno incontrato durante le loro incursioni al nostro livello di esistenza, rendendosi unicamente conto che non appartengono al mondo umano. Se dobbiamo credere a quello che ci hanno detto, non solo mantengono una mutua diffidenza, bensì in qualche occasione abbiamo saputo di certe antipatie manifeste fra di essi e persino di battaglie dichiarate.

Un tipico esempio di questo antagonismo e addirittura di queste battaglie lo abbiamo nella ribellione che secondo la teologia cristiana Luzbel organizzò assieme a molti suoi sostenitori contro Yahweh. I credenti che prendono alla lettera gli insegnamenti classici della Chiesa e che assumono a piè pari che quella è l’unica e finale spiegazione delle origini dell’esistenza dell’uomo sulla Terra e delle sue relazioni con Dio, dovrebbero sapere che tutte le grandi religioni ci parlano di battaglie simili fra i loro dei, o fra un dio principale e gli altri dei minori.

E i non credenti, coloro che guardano a quelle storie bibliche come a qualcosa di mitologico a cui non bisogna prestare attenzione, dovrebbero sapere che miti e leggende non sono altro che storie reali distorte dal passare dei secoli. Costoro dovrebbero sapere anche che quelle battaglie fra dei che compaiono in tutti i libri più antichi dell’umanità (vale a dire nelle “storie sacre” di tutte le religioni) continuano a ripetersi oggi davanti ai nostri occhi, come vedremo più avanti.

Diciamo, infine, che queste grandi differenze tra gli dei si traducono nel loro diversissimo comportamento nel nostro mondo e nelle loro relazioni con noi, le quali variano enormemente da un caso all’altro e che, a causa precisamente di questa grande varietà, ci mantengono ancora oggi perplessi riguardo a che cosa in realtà vogliano.

Gli dei hanno un corpo fisico

Anche se l’entità fisica degli dei è diversa dalla nostra, possiamo dire che essi posseggono qualche tipo di corpo o qualche tipo di entità fisica.

Dovremo aprire qui una piccola parentesi per spiegare che tutto, nel cosmo, persino ciò che in modo infantile chiamiamo “spirituale”, è in certo modo “fisico” (allo stesso modo che tutto ciò che è fisico è in qualche modo impregnato di spirito). Physis è una parola greca che significa “natura”, e in questo senso possiamo dire che tutto ciò che è naturale, o che appartiene all’ordine naturale, è fisico. E gli dei non appartengono all’ordine “soprannaturale” nel modo in cui è stato sempre definito dai teologi.

Per comprendere le entità fisiche degli dei (e di molte altre creature non umane) non abbiamo altra via che quella di ricorrere alla fisica atomica e subatomica.

Il “corpo” degli dei è elettromagnetico ed è fatto di onde. Chi trova questo linguaggio un po’ sospetto dovrebbe sapere che anche il corpo umano in ultima analisi è fatto di onde e null’altro che onde, perché in definitiva la materia è questo. (E proprio in ciò sta la grande meraviglia e il grande segreto di tutto l’universo. Questo è il fatto fisico - al di sopra di ogni sentimentalismo e di ogni concezione dogmatica e mistica - che più ci avvicina all’inintelligibile Entità che ha creato il cosmo).

La “materia” del “corpo” degli dei - essendo, in fondo, la stessa cosa della nostra — è strutturata secondo una forma molto più sottile, come la materia che compone l’aria è di una forma molto più sottile di quella che compone un lingotto d’acciaio, anche se in ultima analisi entrambe sono esattamente uguali.

Gli dei superiori, a differenza di noi, hanno la capacità di manipolare e dominare la loro materia propria, adottando forme più o meno sottili e rendendole più o meno accessibili alla captazione dei nostri sensi quando così essi desiderino.

L’ubicazione degli dei

Un’altra delle cose nelle quali molti di essi coincidono con noi è nella loro ubicazione nell’universo, perché sebbene il loro livello di esistenza (o come dicono gli esoterici da molti anni, il loro livello vibrazionale) non coincida con il nostro, tuttavia per molti di essi il nostro pianeta è anche il loro pianeta.

Chiedere dove vivano esattamente sarebbe un po’ ingenuo. La loro ubicazione obbedisce a leggi fisiche differenti rispetto a quelle che noi conosciamo, perché le idee che gli uomini hanno dello spazio e del tempo sono totalmente rudimentali. Molti di essi possono vivere - e di fatto vivono - qui fra di noi, e nonostante ciò non essere individuati, di norma, dai nostri sensi. I nostri sensi captano solo una piccola parte della realtà circostante. L’aria, essendo un corpo fisico con una realtà somigliante a quella di una pietra, è completamente invisibile al nostro occhio. Molti suoni e moltissimi odori che i nostri sensi non catturano sono il mondo abituale in cui si destreggiano i sensi degli animali.

Le onde della televisione che inondano le nostre case sono unicamente visibili da noi quando si trasformano attraverso l’uso di un apparecchio. Non dovremo quindi stupirci dell’invisibilità degli dei. Nel mondo paranormale esiste una casistica abbondantissima che rafforza questa tesi.

A parte questo, nell’irrefutabile campo della fotografia ci sono casi in cui una foto normale non palesa la presenza di oggetti, i quali venivano scoperti solo quando i negativi venivano “bruciati” dall’abile mano del fotografo. In alcuni miei libri ho pubblicato prove grafiche di ciò.

Da quanto detto anteriormente possiamo dedurre che non hanno bisogno di un suolo per sostenersi né di aria per respirare, e che pertanto non hanno bisogno di “stare” in nessuno dei luoghi del pianeta in cui gli uomini stanno con la propria materia e con le proprie qualità fisiche specifiche.

D’altro canto credo che non ci sia altra via che quella di ammettere che alcuni, o forse molti di essi, provengano da altre parti dell’universo essendo il nostro pianeta solo un luogo di passaggio o una residenza temporanea. Ciò spiegherebbe, almeno in parte, la mancanza di continuità in molte delle loro attività in questo pianeta, nello specifico le grandi variazioni che vediamo nei loro interventi nella storia umana.

La scienza e gli dei

Qualche lettore a questo punto si starà chiedendo da dove abbiamo tratto questa idea stravagante dell’esistenza di simili esseri. La scienza non ci dice nulla a proposito di loro.

Ma la scienza non dice nulla neppure di cose così importanti come l’amore e la poesia, e in realtà sa ben poco su ambedue le cose. La stessa parapsicologia accademica, che è la scienza che in qualche modo dovrebbe interessarsi dell’esistenza di questi esseri, non dice niente su di essi, negando piuttosto la loro esistenza quando qualche parapsicologo audace avanza un suggerimento sulla loro possibile presenza in alcuni fatti paranormali.

Purtroppo, così stanno le cose, dovutamente alla demenza di molti dei cosiddetti scienziati. Ma se la vedranno la scienza e la psicologia con questi pregiudizi e questa miopia. «Amicus Plato, sed magis amica veritas». La cruda verità, per quanto inverosimile e scomoda possa sembrare, è che simili esseri esistono e di essi abbiamo testimonianza in tutti gli scritti che l’umanità conserva da quando l’uomo cominciò a lasciare attestazioni grafiche di quello che pensava e vedeva. E di provarlo ce ne occuperemo in queste pagine.

Gli dei e le religioni

Ma se la scienza non dice ufficialmente nulla riguardo a questi esseri (perché in via extraufficiale e nel privato molti scienziati di primo piano dicono molto), la religione — che è un aspetto importantissimo del pensiero umano - dice moltissime cose e lo fa da tanti secoli. Nel dire religione, intendo tutte le religioni senza escludere quella cristiana.

Nella maggioranza delle religioni questi esseri vengono chiamati in modo generico “spiriti” anche se hanno svariatissimi nomi a seconda delle differenti religioni e dei differenti “spiriti”, dato che bisogna tener presente che tutte le religioni conoscono le grandi differenze che ci sono fra queste entità.

I Greci e i Romani erano coloro che quanto a nomenclatura più si avvicinavano alla realtà e li chiamavano semplicemente “dei”, anche se riconoscevano che erano spiriti che potevano adottare forme corporee quando conveniva loro, come d’altra parte riconoscevano anche tutta una serie di deità o spiriti inferiori che erano subordinati a questi “dei” maggiori.

Il cristianesimo e gli dei

Il cristianesimo, per quanto noi crediamo essere molto al di sopra di tutta questa concezione politeista, accetta anch’esso questi spiriti. Infatti ci parlano costantemente di loro la Bibbia e tutti gli insegnamenti del magistero cristiano nel corso di secoli. Nel cristianesimo vengono chiamati “angeli” o “demòni” e si attribuiscono loro grandi poteri - la storia sacra ci presenta alcuni di essi come dei ribelli verso Dio - e si fanno grandi distinzioni fra di loro.

Ricordiamo, se non altro, la gradazione esistente fra le diverse categorie di “angeli”: angeli, arcangeli, troni, dominazioni, potestà, cherubini, serafini... Tutti questi nomi sono una prova che la Chiesa ha un’idea molto concreta e ben definita di ciò, e la cosa più curiosa è che nella Bibbia lo stesso Yahweh, in qualche occasione, è chiamato “angelo”.

Al fine di sbarazzarci di molte delle idee ingenue che ci hanno inculcato riguardo a tutto il mondo trascendente, dobbiamo dire che questi “spiriti” non sono così buoni come ci avevano detto. Infatti, la Santa Madre Chiesa ci ha sempre detto che alcuni di loro - i quali vengono definiti “demòni” - erano perversi, nemici di Dio e fautori dell'allontanamento dell’uomo dal cammino del bene.

Ma ciò che dobbiamo sapere è che la lotta che secondo la teologia scoppiò fra gli angeli prima che il mondo fosse creato - una lotta che fece diventare demòni alcuni angeli - continua ancora, e che le rivalità fra gli spiriti ancora non sono terminate, essendo tutti loro molto gelosi del loro rango e prerogative. In questo il cristianesimo coincide con le altre mitologie.

Un’altra cosa ancora più importante che dobbiamo tener conto al momento di giudicare questi spiriti che la Chiesa ci presenta è che chi nella Bibbia ci viene presentato non solo come capo di tutti loro, bensì anche come creatore dell’universo, non solamente non è il creatore dell’universo, ma non è neppure superiore o differente rispetto ad altri “spiriti” che conosciamo da altre religioni. Sì che riconosciamo che è superiore agli altri “angeli” che il cristianesimo ci presenta, ma non lo riconosciamo superiore ad altri “dei” come Giove o Baal. Nella stessa Bibbia abbiamo prova di questo, sempre se ci atteniamo a ciò che vi si legge senza darle interpretazioni distorte e contrarie alla lettera del testo. Già mi ero fatto eco di questo in altri luoghi citando questo curiosissimo passo della Bibbia che, molto stranamente, gli esegeti trascurano senza degnarsi di fare nessun commento al riguardo:

«Dalla comunità degli Israeliti prenderà due capri per un sacrificio espiatorio e un ariete per un olocausto. Aronne offrirà il proprio giovenco in sacrificio espiatorio e compirà l’espiazione per sé e per la sua casa. Poi prenderà i due capri e li farà stare davanti a Yahweh all’ingresso della tenda del convegno e getterà le sorti per vedere quale dei due debba essere di Yahweh e quale di Azazel. Farà quindi avvicinare il capro che è toccato in sorte a Yahweh e l'offrirà in sacrificio espiatorio; invece il capro che è toccato in sorte ad Azazel sarà posto vivo davanti a Yahweh, perché si compia il rito espiatorio su di lui e sia mandato poi ad Azazel nel deserto». (Levitico, 16, 5-10)

Yahweh, un dio fra i tanti

Yahweh, nonostante sia presentato nella Bibbia come il Dio supremo e unico, riconosce l’esistenza di Azazel, che secondo una nota della Bibbia di Gerusalemme era lo spirito maligno che dominava quelle regioni desertiche. E non solo questo, perché riconosce lui i suoi diritti e non vuole cercarsi problemi, essendo quella la ragione del fatto che ordini ad Aronne di lasciare vivo il capro che spettava ad Azazel affinché questi potesse fare di esso ciò che voleva.

Se Yahweh non fosse un essere della stessa categoria di Azazel non vi sarebbe alcuna ragione per spiegare la sua strana condotta. Più avanti, quando daremo uno sguardo più da vicino al Yahweh del Pentateuco, ci convinceremo che è grossomodo come gli dei delle altre religioni, i quali si manifestavano ai differenti popoli per dirigerli e “proteggerli”.

In questa lotta che gli angeli combatterono fra di loro e che la teologia ci dice sia culminata con la sconfìtta di Luzbel, il grande trionfatore risultò essere Yahweh, che a quanto sembra era il capo supremo di quella fazione di angeli che in quel momento si stavano manifestando nel nostro pianeta.

Naturalmente, essendo la nostra teologia in accordo con gli insegnamenti di Yahweh del Monte Sinai (e di posteriori manifestazioni a diversi profeti e veggenti nel corso dei secoli), Luzbel deve apparire come il cattivo e Yahweh come il buono. Ma se usiamo la nostra testa, come siamo soliti fare del resto per giudicare i fatti della storia (nella quale vediamo che i vincitori descrivono i fatti in modo a loro favorevole, presentando i vinti come cattivi e perversi), possiamo arrivare alla conclusione che non vi sia molta differenza fra questi due personaggi.

Se Luzbel si comporta come si comportano gli uomini (e molto probabilmente si comporta in un modo simile), è altresì logico che cerchi di vendicarsi del suo vincitore e il miglior modo per farlo è quello di cercare di sottrargli dei sudditi, disfacendo tutta l’opera che Yahweh pretendeva di compiere fra gli uomini.

Mitologia e dei

Le abbondanti e diversissime mitologie di tutti i popoli che un tempo ci vennero presentate come frutto dell’immaginazione semi-infantile dei popoli primitivi, poco a poco sono andate acquisendo valore in tempi attuali perché vediamo in esse né più né meno che il ricordo di fatti accaduti migliaia di anni fa, anche se deformati dal passare del tempo. Gli antropologi le studiano e le conoscono molto bene ma le considerano da un punto di vista preconcetto per spiegare le loro teorie.

Lo studioso della nuova teologia cosmica le studia da un altro punto di vista, completamente differente e molto più vasto, senza lasciarsi intrappolare dalle teorie concepite a priori dagli antropologi e neppure dai dogmi accecanti di qualsiasi religione che tiene prigioniere le menti di quasi tutti gli abitanti di questo pianeta.

Gli studiosi di questa nuova teologia cercano di chiarire e corroborare queste mitologie confrontandole con altri fatti che troviamo nella storia e con una moltitudine di fenomeni che troviamo nell’attualità.

Quello che lo studio di queste mitologie apporta è che nell’antichità remota e anche non tanto remota (e molto presto vedremo che persino tuttora), esseri che si dicevano celestiali si manifestavano agli stupefatti abitanti di questo pianeta e dicevano loro di essere dei potenti, oppure, più audacemente, il Dio creatore di tutto l’universo. I primitivi terrestri, con delle conoscenze molto rudimentali della natura, da una parte strabiliati per la bellezza di ciò che contemplavano e d’altra parte terrorizzati, non dubitavano neppure per un momento di essere veramente al cospetto dei signori dell’universo, e così arrendevano le loro menti senza remore mettendosi incondizionatamente al loro servizio.

Se questo fosse successo con un solo popolo avremmo potuto attribuirlo a una certa varietà di cause, ma la verità è che questo fenomeno della manifestazione di un dio si è data in praticamente tutti i popoli di cui abbiamo storia scritta. Il fenomeno della manifestazione di un dio, collettivamente parlando, e il fenomeno dell’apparizione o dell’illuminazione, individualmente parlando, sono fatti che si sono ripetuti costantemente a tutte le latitudini, in tutte le culture e in tutte le epoche nel corso dei secoli. Più avanti, quando descriveremo più a fondo la maniera che gli dei hanno di comunicare con gli uomini, parleremo concretamente di questi fenomeni.

Però dobbiamo dare per scontato un fatto storico incontrovertibile; assolutamente tutti i popoli, senza eccezioni, hanno obbedito e adorato qualche dio del quale dicevano che in un modo o nell’altro si era manifestato e aveva comunicato con i loro antenati, i quali erano stati istruiti in molte cose (spesso nel come curare le malattie o altri segreti della natura), e ai quali aveva promesso protezione se fossero rimasti fedeli a quello che egli dicesse loro, o più precisa-mente se avessero seguito le norme di vita che egli dettava.

Difendiamoci dagli Dei

La storia occulta dell'umanità - Scopri chi si nutre dell'energia psichica umana

Salvador Freixedo

«Credo che sia giunta l'ora che l'umanità pensante cominci a togliere questi sottili veli e sì affacci sulla tremenda realtà del fatto che è stata manipolata e ingannata dagli "dèi". Coloro che contribuiranno a questo...

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Salvador Freixedo

SALVADOR FREIXEDO è nato a Carballiño (Ourense, Galizia) nel 1923. Ordinato sacerdote nel 1953 a Comillas (Santander), ha fatto parte per trent'anni all'Ordine dei Gesuiti. Dopo aver compiuto studi umanistici, filosofici e teologici in importanti istituti e Università del...
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