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Funghi medicinali per un fegato sano

di Walter Ardigò 8 giorni fa


Funghi medicinali per un fegato sano

Schemi efficaci, convalidati da anni di studio ed esperienze: protagonista il Reishi, spesso associato a Cordyceps, Agaricus e Maitake. Utilissimi per prevenire e combattere le malattie epatiche.

Nella medicina tradizionale orientale, il Reishi (Ganoderma lucidum) e i funghi medicinali sono rimedi ampiamente utilizzati in tutte le malattie del fegato. Questi funghi infatti svolgono molteplici azioni, importanti per la salute dell’organo.

Indice dei contenuti:

È vero che fanno male al fegato?

I funghi medicinali non solo non fanno male al fegato ma al contrario sono un eccellente metodo di cura delle malattie epatiche. È molto semplice dimostrarlo. Infatti questi rimedi sono molto efficaci nella cura delle malattie del fegato: riducono le transaminasi alte e spesso le riportano alla normalità (GOT, GPT e γ-GT) quando il fegato è intossicato (cattiva alimentazione, alcol, sigarette).

Ma danno un contributo positivo anche quando è affetto da epatiti virali (A, B e C). Sono quindi un valido aiuto per prevenire e combattere le malattie epatiche.

Gli stessi enzimi del corpo umano

Il primo effetto che colpisce è la capacità che il Reishi, il Cordyceps, l’Agaricus e il Maitake hanno di rafforzare il fegato, che ritorna a lavorare come un efficiente laboratorio depurativo in grado di eliminare agevolmente tossine, grassi in eccesso e radicali liberi.

Come fanno? Questi funghi medicinali contengono gli stessi enzimi del fegato umano: sia quelli depurativi, sia quelli antiossidanti. I primi aiutano il fegato a svolgere la sua fondamentale azione depurativa (liberandolo dalle sostanze tossiche), i secondi lo proteggono dalle malattie.

Ma quest’organo, come tutti i depuratori, accumula impurità, si ossida e per questo va a sua volta ripulito: più viene depurato, più la salute è fiorente. Il suo progressivo logoramento, per le tossine, l’età e le malattie è dovuto all’impoverimento delle sostanze di cui ha bisogno per restare in salute. Quali?

Una risorsa preziosa alla portata di tutti

Le cellule del fegato hanno bisogno di due gruppi di sostanze: il Citocromo P-450, cioè una serie di enzimi necessari per digerire e trasformare tutto ciò che deve elaborare, e gli enzimi antiossidanti (SOD, perossidasi, catalasi), necessari per neutralizzare i radicali liberi, che continuano a formarsi in gran numero a livello epatico.

Per questo i funghi medicinali, che sono fonte preziosa di queste molecole (che abbiamo in comune con loro), non sono un optional, ma sono necessarie per restare in salute.

Un centro anti-veleni sempre attivo

Il fegato, infatti, è il principale laboratorio biochimico dell’organismo: funziona un po’ come un centro anti-veleni che si occupa di neutralizzare e smaltire le sostanze chimiche e tossiche connesse alle diete squilibrate, ma anche ai farmaci, agli additivi, alle sigarette e all’alcol.

Ma non solo, perché l’organo è anche il centro di produzione e di spedizioni di mattoni e carburante a tutte le cellule del corpo. Un fegato in buono stato, dunque, è indispensabile per mantenere in salute il nostro organismo.

Il fegato quando è in difficoltà richiede una quantità maggiore di energia, che sottrae al resto dell’organismo. Ecco perché rafforzare le funzioni del fegato significa rafforzare tutto l’organismo. Cordyceps e Agaricus sono formidabili nel migliorare l’energia personale.

Un’opportunità di prevenzione

Se il fegato è sano, il Reishi contribuisce a mantenerlo in salute svolgendo un’efficace azione preventiva. In quest’ambito il fungo gode di altissima considerazione, ancora più efficace delle erbe fitoterapiche tipicamente utilizzate per supportare il fegato (Cardo mariano, Bardana, Carciofo e Tarassaco). Teniamo presente che il dosaggio minimo efficace è di 2 grammi di fungo medicinale al giorno, da assumere regolarmente per almeno tre mesi.

Normalizzare le transaminasi

Il Reishi, inoltre, viene utilizzato in Micoterapia contro i disturbi e le malattie epatiche. Un segnale di sofferenza, rilevabile attraverso un esame del sangue, è l’aumento dei valori delle transaminasi, di bilirubina e γ-GT. In questi casi il Reishi e gli altri funghi medicinali migliorano o spesso riportano alla norma i valori elevati delle transaminasi (GOT e GPT), della γ-GT e della bilirubina, in diverse patologie del fegato.

Spesso, nelle forme iniziali, sono sufficienti tre mesi per ottenere questi importanti benefici. Quando invece l’organo è più in difficoltà e si è sviluppata una condizione di maggior disagio – come in alcune patologie del fegato (disfunzioni di vecchia data e steatosi) – le condizioni migliorano comunque, un po’ più lentamente ma sempre in maniera significativa.

Anche nelle epatiti virali non c’è da perdere le speranze perché anche in questi casi un ampio assortimento di funghi medicinali è in grado di dare un valido contributo. Entriamo più nel dettaglio.

Funghi per il “fegato grasso”

I funghi medicinali sono efficaci anche impiegati da soli, ma danno il loro meglio se vengono assunti in associazione poiché lavorano in sinergia. Nelle malattie di solito si utilizzano tre funghi. Pensiamo alla steatosi epatica, ovvero al cosiddetto fegato grasso: condizione che a lungo andare provoca la distruzione delle cellule epatiche segnalata dall’innalzamento delle transaminasi.

Ebbene, il Reishi attiva il processo di eliminazione dei grassi in eccesso contribuendo a ripulire le cellule epatiche e riuscendo spesso a normalizzare le transaminasi. L’effetto viene potenziato se associamo al Reishi il Pleurotus e il Cordyceps.

Contro le epatopatie, ma guidati da un esperto

In caso di malattia epatica è necessario rivolgersi al medico di fiducia. Per scegliere i funghi medicinali adatti, da associare ai farmaci, si consiglia di evitare il fai-da-te e di rivolgersi a uno specialista per mettere a punto le dosi, le associazioni e i tempi del trattamento.

Anche nelle epatiti B e C, i funghi medicinali danno un contributo interessante. Il micoterapeuta punterà sulla somministrazione contemporanea di quattro funghi: Reishi, Cordyceps, Agaricus e Maitake: 2 grammi di fungo medicinale al giorno di ogni fungo.

Il Reishi combatte su più fronti

Ma che cosa fanno esattamente questi funghi? Perché danno un utile contributo nelle epatiti? Il Reishi agisce su tre livelli. Il primo è il potenziamento delle difese immunitarie. Attiva cioè la produzione di interferoni e di citochine e aumenta i linfociti CD4+, le potenti armi di difesa contro i virus (Ardigò 2015 e 2017).

Com’è noto in letteratura anche il Cordyceps, il Maitake e l’Agaricus hanno un meccanismo d’azione molto simile a quello del Reishi, rafforzando tutte le componenti del sistema immunitario, che diventa così più efficiente. Tutti quattro sono molto attivi nel risanare le cellule del fegato che, rafforzandosi, riescono a svolgere con più efficacia tutte le funzioni epatiche.

L’uso della Micoterapia, inoltre, è compatibile con l’impiego dei farmaci di sintesi chimica di cui riduce e risolve gli effetti collaterali. La Micoterapia non riduce e non altera l’azione del farmaco chimico, ma aggiunge sempre un importante contributo positivo.

Istruzioni per l’uso

Precisiamo che i funghi medicinali esprimono pienamente la loro efficacia se ci si rivolge a un professionista esperto in Micoterapia, in grado di personalizzare la cura. È importante scegliere i funghi più adatti, ma è ancora più importante assumere la posologia corretta.

  • Nelle ricerche cliniche che spesso durano 2-3 mesi gli scienziati utilizzano un dosaggio compreso tra 3 e 6 grammi al giorno. Mai scendere sotto i 2 grammi al giorno: con questo dosaggio – circa la metà di quello usato dagli scienziati – si ottengono gli stessi risultati ottenuti dai ricercatori ma in tempi più lunghi.
  • Consigliamo di assumere i funghi medicinali in un’unica somministrazione, per comodità, perché sono altamente digeribili e privi di effetti collaterali. Possono essere assunti a digiuno o a stomaco pieno, la scelta è a piacere.
  • Se compaiono disturbi a carico di questi organi significa che l’apparato digerente non è in perfetta salute, non certo perché i funghi medicinali sono “pesanti”. In questi casi, si consiglia di assumere i rimedi a stomaco pieno.
  • Servono tre mesi per vedere i risultati. Per ottenere il massimo è però preferibile utilizzare la Micoterapia per lunghi periodi. Del resto, perché interrompere un trattamento che aiuta a stare meglio senza provocare effetti collaterali? In alternativa si possono fare cicli di tre mesi, per esempio nei periodi di maggiore stress, come nei cambi di stagione. Tuttavia, occorre sapere che in questo caso i benefici saranno minori. Per avere un bel giardino, devi prendertene cura tutti i giorni.
  • La Micoterapia può essere impiegata anche da chi usa regolarmente i medicinali. Quest’associazione risulta particolarmente preziosa, perché i funghi non interferiscono con i farmaci e inoltre contrastano con efficacia gli effetti collaterali provocati proprio dai farmaci.
  • È fondamentale assumerli insieme alla vitamina C perché i principi attivi presenti nei funghi medicinali vengono assorbiti a livello intestinale in modo più completo aumentando così l’efficacia della cura. Conviene scegliere la vitamina C nella forma lipo, cioè legata (esterificata) a una sostanza oleosa: in questo modo i principi attivi penetrano più facilmente nelle cellule.

L'Altra Medicina n. 67 - Ottobre 2017 - Magazine

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Walter Ardigò medico, Omeopata. Agopuntore, Psicoterapeuta, Specialista in Psichiatria, ex-Responsabile di Centro Psico-Sociale (Cps) e dal 2000. Libero Professionista. Da ventanni si occupa con entusiasmo di Medicina Naturale
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